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Il paradosso del “non mollare mai” e dell’arrendersi

Cielo al tramonto Monticello Conte Otto

Riprendendo il tema del “non mollare mai” del post di ieri proviamo a dissipare l’apparente paradosso del “non mollare mai” e dell’arrendersi, atto spesso definito come l’essenza della meditazione. Ad un certo punto del nostro cammino, del nostro tanto cercare, desiderare e sognare, un po’ per “sfinimento” e un po’ per esaurimento del “significato”, si diviene totalmente presenti a ciò che “è” (come ripeteva sempre Krishnamurti), scoprendo così una dimensione di totale libertà e felicità. Qualcuno ora potrebbe giustamente chiedersi: “Ma questo essere semplicemente presenti a ciò che è, non è esattamente il contrario, la negazione, del non mollare mai di cui si parlava ieri?” No! Sono due facce della stessa medaglia, come la notte e il giorno lo sono per la luce terrestre. Se non desideri, lotti con tutte le tue forze, percorri la via dei molteplici desideri della mente sino a comprenderla completamente, è quasi impossibile che tu possa sentire la voglia di fermarti e così ascoltare e percepire pienamente il presente, il “canto dello strano uccello” di cui parla Michael Adam (link all’articolo). È come con il cibo, non si può digiunare senza aver mangiato, come non si può ricercare la pace senza aver prima vissuto la lotta, o ricercare il significato ultimo della vita senza prima aver percepito il limite per natura insito nell’atto di dover sempre desiderare.

Non mollare mai!

A volte molliamo proprio quando sta per arrivare una conferma del valore del nostro duro lavoro, un cambiamento favorevole delle condizioni esterne. Ecco allora che invito a ricordare che "l'ora più fredda della notte precede sempre l'alba!" Nel picco massimo del rigore che si percepisce quando nulla sembra ricambiare i nostri sforzi o persino andare completamente storto, non molliamo, impegnamoci con ancora più passione, coraggio e fiducia.

Educhiamo, non condizioniamo i nostri bambini!

Buona serata a tutti voi miei compagni in questo incredibile viaggio attraverso questo mondo e questo tempo. Oggi riflettiamo sulla differenza che sussiste tra educare e condizionare. "È raro, purtroppo, trovare genitori o educatori che sappiano realmente curare e far crescere le innate potenzialità dei più piccoli. Troppo spesso noi adulti agiamo come degli stampini, trasmettendo in modo macchinoso ai figli la nostra struttura caratteriale e intellettuale, i nostri stessi gusti, insomma lo “stampino” interiore da cui noi stessi non siamo stati capaci di liberarci." (Frammento tratto dal libro "Il virus benefico", paragrafo 5.2, Educare significa liberare.)

Per non condizionare i nostri bambini è sufficiente - si fa per dire - saper dialogare, saper motivare scelte, limiti e regole che diamo loro. Ma soprattutto, qualora non sapessimo motivare ragionevolmente o scoprissimo, proprio attraverso il dialogo, di essere in errore, dovremmo avere l'umiltà e l'intelligenza per tornare sui nostri passi.
Un bambino spesso è molto più abile di noi a scovare insensatezza, condizionamenti e comportamenti inutili o persino deleteri. Non dobbiamo temere di perdere il potere, di subire una rivolta casalinga con decapitazione dei regnanti. Solo un bambino libero di pensare, sentire e condividere liberamente il suo mondo interiore ama pienamente i suoi genitori.

Buona notte a tutti voi che avete un regno o che siete dei mimi. 🙏😘

#educare #condizionare #liberare #rivoluzione #bambini #dialogo #genitoriefigli #educatori #libro #virusbenefico #autore

La violenza sulle donne può finire ma non così

Statua dedicata alla mamma sita sulla collina del piazzale di Monte Berico a Vicenza

Tra un “Black Friday” e una “giornata mondiale contro la violenza sulle donne” mi sorge una domanda: “Sono la stessa cosa?” Questo problema, la violenza, viene trattato non molto dissimilmente da come viene gestita la pubblicità di bibite, biancheria intima, materassi in lattice, auto e profumi. Forse non sappiamo più fare altro e comprendere le cose diversamente. Solo spot, pubblicità, manifestazioni in stile “uscita degli scout”, potremmo pure organizzare una caccia al tesoro. La vincitrice va a casa con un kit anti stupro. Propongo il nome "pink sunday" per la giornata contro la violenza sulle donne. Che marea di cazzate!

Dopo la cena non mangiare con la mente

Terrazza sul Danubio

Bonsoir tout le monde!!! O forse dovrei dire ai miei soliti e amati "quatre chats et noirs purs". Comunque sia, questa sera vi propongo due parole, o forse un po' di più, sulla mente e la sua malsana propensione a trattenere ogni tipo di scoria del passato facendoci soffrire inutilmente, facendoci perdere immani energie, spesso facendoci invecchiare molto più rapidamente, spesso perfino compromettendo in vari modi la salute del nostro povero corpo. Per esempio, quando una cena finisce la lingua non sente più alcun sapore, non trattiene la percezione di ciò che ha mangiato. Stessa cosa vale per il sesso.

Libri

Contengono alcune fra le risposte più significative del blog su amore, meditazione, realizzazione di sé, libertà dai condizionamenti.

Canzoni

Ascolta le nostre canzoni: un viaggio nel mondo delle emozioni e del pensiero umano alla ricerca del significato ultimo delle cose.

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