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Giocando con l'insonnia

Vista dalla finestra ad AbbaziaMaria ha condiviso: Mi ritrovo alla finestra alle 04:00 del mattino con nessuna voglia di dormire. Sarebbe meglio dire che vorrei dormire ma il mio corpo, la mia mente e il mio cuore non ne hanno intenzione alcuna. Sono giornate umide e fredde ed io mi sento umida e fredda. Distante da me e dal mondo. Vorrei descrivere meglio queste sensazione, ma sono distante anche da loro. Che stranezza, non credo di essermi mai sentita così.

Un’altra notte…

Di nuovo non mi riesce di dormire. Sono le 02:00 passate e le lacrime non si asciugano. Da dove viene tutto questo dolore? Tutta questa fragilità? Questa paura? Cosa c'è che mi tiene così scollegata dal tempo? Nonostante senta un enorme bisogno di aria, il respiro è sempre più corto. Ma dove sono finita? Dove sono io? Mi fa tanto male dentro, ma davvero non me lo so spiegare: cos'è che mi fa male?! Non ci sono, io non ci sono proprio. Oggi ho visto la stanchezza negli occhi di mia nonna, una stanchezza di chi ha vissuto una vita semplice e piena. La stanchezza del suo respiro racconta di una vecchia signora che ha dato, nel bene e nel male, tutto ciò che poteva dare. Vorrei non se ne andasse mai, lei è una certezza eppure non vado mai a trovarla.

Il destino dell'evoluzione umana

Orologio esposto al museo di Belgrado di Nikola Tesla

Nico ha scritto: Ciao Pier, è un po’ che non ti scrivo, come va? Ciò che ho da porti è una domanda aperta e nella sua semplicità potrebbe somigliare a una delle tante che mio figlio di sei anni spesso mi chiede... Passano i secoli, le generazioni si susseguono e niente è cambiato. L’uomo non cambia, non progredisce, non si evolve spiritualmente, per la maggioranza di noi la vita è solo una lotta per la sopravvivenza. Non è che forse “l’Architetto” ci vuole così... primitivi?

Pier ha risposto: Qui tutto bene grazie! Lasciamo da parte l’“Architetto” che con la crisi degli immobili che c’è oggi temo che sia disoccupato e depresso più che mai. Battute a parte, se guardi la maggioranza delle persone, sul piano della consapevolezza interiore e sociale, sembra che le cose non siano cambiante molto nei secoli. A dispetto di ciò la tecnologia ha fatto passi da giganti, mettendo di conseguenza ancor più a rischio la sopravvivenza della specie umana, perché quando si mettono dei folli alla guida di una potente auto il disastro è sempre dietro l’angolo.

È interessante riflettere però anche sul fatto che la maggior parte delle persone non sa nulla di tecnologia, ne fa solo uso, e direi pure un uso minimo. Sappiamo usare pressappoco cellulari, computer, auto full optional, ma della tecnologia, del sapere scientifico che vi sta dietro non ne sappiamo nulla: questo è in mano a pochi individui. Pertanto possiamo serenamente dire che anche sul piano delle scienze materiali e delle tecnologiche noi intesi come massa non abbiamo fatto grandi balzi in avanti. Una volta per fare una telefonata giravamo una rotella, poi abbiamo iniziato a premere dei numeri su un tastierino sempre più piccolo, ora premiamo con i polpastrelli uno schermo luminoso. Una volta ci trovavamo al parco o al bar con quattro amici. Oggi scriviamo mille cazzate su dei social pensando di avere cento o mille “amici”, ai quali basterebbe provare a inviare un messaggino chiedendo un passaggio in macchina alle undici di sera per scoprire come il numero reale di fan, like, followers and friends sia dispari inferiore a tre.

L'amore cura, l'analisi porta alla paralisi

Bambini che giocano in piazza a Gubbio

Conny ha scritto: Caro Pier, buongiorno, innanzitutto vorrei ringraziarti, è da tanto tempo che cercavo un blog come il tuo dove si possono condividere dubbi, domande e pensieri sulla nostra reale essenza. Volevo chiederti, in merito a quello che ci fa paura e ci turba, nel momento in cui si è consapevoli dell’emozione, in che modo posso lavorare su questi schemi emozionali per comprenderli e far sì che vengano definitivamente trasformati? Presumo che il comprendere non significhi l’analisi delle possibili cause. Ti chiedo questo perché tendo molto ad andare dentro di me per analizzare e studiare le cause e i motivi che potrebbero aver creato questi lati oscuri, spiacevoli e dolorosi, però mi rendo conto che non li risolvo, in verità quei lati continuano a riproporsi..., e in me c’è ne sono tantissimi ahimè... Sono incastrata! Serve “solo” esserne consapevoli, accogliere e comprendere per trasformare..., ma chi guarda, chi comprende, chi trasforma? La mia mente condizionata?

Pier ha risposto: Scrivi: “in merito a quello che ci fa paura e ci turba, nel momento in cui si è consapevoli dell’emozione, in che modo posso lavorare su questi schemi emozionali per comprenderli e far sì che vengano definitivamente trasformati?”

Perché vogliamo sempre lavorare sui nostri “schemi emozionali”, sui nostri pensieri? Perché li vogliamo eliminare, superare, non li sopportiamo, ci procurano disagio e dolore. Ma ciò che non vogliamo, ciò che respingiamo, ciò che definiamo sbagliato, proprio perché rifiutato in realtà non lo ascoltiamo e osserviamo veramente. Spaventati dalla paura lottiamo contro questa colmi di paura. Generiamo paura per la paura cadendo in un circolo vizioso. Se vediamo chiaramente questa impasse, se comprendiamo che più facciamo e ci opponiamo a ciò che ci “abita”, più soffriamo, apriamo le porte ad uno stato interiore inusuale. Una sorta di accettazione pregna di quiete e nuova energia capace di aprirci orizzonti mai pensati. Conny, tu, direttamente, non puoi fare nulla per liberarti, giacché in realtà la tua mente condizionata “è” quelle emozioni, quegli schemi condizionati, pertanto, come tale, non può fare nulla! E così passiamo al secondo aspetto…

 

Liberarsi dalla gelosia e dal possesso

ragazzo che guarda la città

Linus ha scritto: Credo che qualcuno lo definirebbe semplicemente un problema di gelosia/possesso ma io proprio non so da dove partire per tentare di liberarmene perché è altamente "invalidante". È davvero un peccato perché non sono capace di vivere appieno e serenamente situazioni altrimenti piacevoli della vita. Che rabbia! So da dove nasce, so come agisce dentro di me e so che non porterà mai a nulla di positivo ma proprio non so come gestirla e affrontarla questa sensazione faticosa e fastidiosa, provo ad osservarla con distacco, ho provato ad ignorarla ma nulla, è troppo forte e profonda . Grazie!

Pier ha risposto: Sai da dove nasce e sai anche perché? Non solo a livello intellettuale, perché hai letto e studiato mille libri sulla gelosia e il possesso, ma a livello intimo e personale, direi esperienziale? Non credo, o perlomeno non sino in fondo, altrimenti ora staresti già osservando questo “problema di gelosia/possesso” svanire pian piano. Lo percepisci troppo forte e profondo perché non sei andata ancora in profondità sino a toccare il “fondo” della tua coscienza! Proviamo ad immergerci insieme, giacché la struttura essenziale della nostra mente è uguale in tutti noi. Viene prima la gelosia o prima il possesso?

Avere il coraggio di stare bene con se stessi

Coppia al lago al tramontoOgni volta che penso di essermi liberata da quel demone che mi accompagna, che mi svaluta, che filtra il mio sguardo verso me e verso il mondo, lo ritrovo in qualche altra situazione. Com'è faticoso stare in una relazione, eppure nemmeno ho una vera relazione. La parte di me che non si vede come una persona che vale è quella parte che non mi permette di farmi amare da un altro.

Lo sguardo degli altri se desideroso di me mi spaventa e mi infastidisce e allo stesso tempo lo cerco e ne ho un'estrema necessità. Vorrei essere amata per sentire meno la fatica della mia battaglia, però se qualcuno mi ama troppo io non respiro. Vorrei essere leggera e sicura con l'altro. Invece sono fragile, vulnerabile, nuda. Fa male!

La domanda dell'anima

Tomba pop

Nel giorno della fine la nostra Anima non si chiederà quante altre Anime siamo riusciti ad aiutare in vita, ma vorrà prima di tutto sapere cosa ne abbiamo fatto di Lei. Per questo è cosa buona iniziare da sé, e solo poi, quando si è sufficientemente liberi e in pace interiormente, allungare la mano anche a chi ci sta accanto. Un uomo che non sa nuotare non ha mai salvato qualcuno che stava affogando, semmai sono morti entrambi...

Libri

Contengono alcune fra le risposte più significative del blog su amore, meditazione, realizzazione di sé, libertà dai condizionamenti.

Canzoni

Ascolta le nostre canzoni: un viaggio nel mondo delle emozioni e del pensiero umano alla ricerca del significato ultimo delle cose.

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