• Leggi il mio nuovo libro
    LEGGI IL MIO NUOVO LIBRO: Il Virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne

    Acquista ora

  • Leggi il mio nuovo libro
    LEGGI IL MIO NUOVO LIBRO: Il Virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne

    Acquista ora

  • Dadrim Copertina Originale
    LEGGI IL MIO NUOVO LIBRO: Il Virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne

    Acquista ora

Educazione e figli

La violenza sulle donne può finire ma non così

Statua dedicata alla mamma sita sulla collina del piazzale di Monte Berico a Vicenza

Tra un “Black Friday” e una “giornata mondiale contro la violenza sulle donne” mi sorge una domanda: “Sono la stessa cosa?” Questo problema, la violenza, viene trattato non molto dissimilmente da come viene gestita la pubblicità di bibite, biancheria intima, materassi in lattice, auto e profumi. Forse non sappiamo più fare altro e comprendere le cose diversamente. Solo spot, pubblicità, manifestazioni in stile “uscita degli scout”, potremmo pure organizzare una caccia al tesoro. La vincitrice va a casa con un kit anti stupro. Propongo il nome "pink sunday" per la giornata contro la violenza sulle donne. Che marea di cazzate!

La violenza nasce fra le mura di casa, viene trasmessa come una malattia dai padri e dalle madri ai loro figli, si assorbe dagli usi e dai costumi della società, dalle sue tendenze, dalle mode, dalle canzoni.

Oggi il Presidente Giuseppe Conte ha affermato: “martedì approveremo in Cdm il 'Codice rosso' contro la violenza sulle donne. Offriremo una corsia preferenziale alle denunce, imporremo indagini più rapide. Lo Stato è dalla parte delle donne. Vinciamo insieme la partita di tutti".

Giustissimo, bene, ma se non tagliamo le radici di questo male, continueremo a lavorare sulle emergenze, a tamponare, a limitare i danni, senza porvi un rimedio definitivo. Dobbiamo interrompere i condizionamenti che trasferiscono da una generazione all’altra la violenza.

Siamo zuppi di violenza, di oggettivazione dell’essere umano, di mercificazione del corpo, partiamo dai programmi tv più seguiti, sino alle pubblicità di lap dance stampate su tutti i quotidiani delle nostre città. E poi facciamo la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il “Pink Sunday”, mettiamo i numeretti in sovraimpressione sul TG che progressivamente contano i decessi, intervistiamo uomini che a gran voce condannano la categoria “uomini assassini-bastardi-orchi-schifosi-maledetti” perché nessuno di noi ne fa parte, nessuno di noi è violento, perché la violenza è solo là dove scappa il morto. Balle!!!! La violenza è qualcosa che coltiviamo tutti assieme.

“Gli «orchi» che riempiono i nostri telegiornali un tempo erano bambini che cercavano amore e serenità, ma che come risposta hanno ricevuto unicamente violenza, abusi, sterilità emotiva e mentale: facile chiamarli «bestie» una volta divenuti adulti! Ma tutte le figure adulte di riferimento che avrebbero dovuto guidarli nell’infanzia sono forse corresponsabili della loro degenerazione? Forse nessuno degli adulti che li doveva tutelare e guidare penserà di aver fatto chissà che cosa, magari si diranno così:

Io non ero molto capace di fare l'insegnante, ero una maestra della scuola materna un po’ acida e scorbutica, un padre o una madre assente, ma che grandi errori possiamo mai aver commesso?

Ed è vero, possiamo non aver commesso azioni abominevoli, ma se sappiamo che gutta cavat lapidem, perché non riusciamo a comprendere cosa possano fare continue gocce di incoscienza che cadono nell’anima di un bambino? È così che l’inconsapevolezza di molti si accumula nel cuore di alcuni giovani, forse proprio dei più sensibili o fragili, esplodendo senza un apparente ragione in un giorno come tanti.” (frammento tratto dal libro “Il virus benefico”)

E' quasi ingannevole questo nostro lavoro contro la violenza, un po’ come ingannevole è divenuto “Il giorno della memoria”, la commemorazione delle vittime dell’Olocausto. “Per non dimenticare”, ci ripetono continuamente, e mentre non dimentichiamo quell’avvenimento, nel mondo accadono le stesse cose, sotto i nostri occhi, senza tregua. Ma l’importante è celebrare il passato per vivere il presente sereni, anestetizzati, convinti che la ferocia di ieri non abiti anche il nostro tempo. Buon sonno fratelli miei, buon pisolino, perlomeno sino a quando non saremo noi sotto bombardamenti o vittime di abusi e torture. Per non dimenticare costruiamo continuamente categorie, quella di oggi è “donna – uomo”, le viviamo poi come una sorta di appartenenza politica, di militanza, altre volte come una fede calcistica: striscioni e cori non mancano mai! E nel frattempo la violenza sulle donne continua, perché la violenza nasce dal cuore di una società, dai suoi gesti, dai modi con cui una mamma, una nonna, uno zio mostrano il mondo ad un bambino, da come un papà accarezza sua moglie, sua figlia, un cucciolo o da come coglie un semplice fiore o calpesta un insetto.

La violenza è generata dalla paura e la pura è un seme che andrebbe riconosciuto, gestito, e trasformato sin dalle elementari, dall’asilo, dalla gravidanza. Sì!, dalla gravidanza, perché non sono i bambini a dover essere formati, sono i genitori a dover essere educati, è l’ambiente in cui il neonato verrà immerso a dover essere liberato dal male e dall’ignoranza.

Non sono gli slogan e le passeggiate che fermeranno la violenza e le morti, ma queste azioni esorcizzano la paura, costano poco e non impegnano nessuno. Un profondo e capillare lavoro di educazione all’amore, alla libertà e alla felicità che coinvolge genitori, insegnanti e alunni è un progetto costoso, impegnativo, pensato a lungo termine, che impone una modificazione di quei poveri percorsi scolastici che stiamo offrendo e di quella confusa e caotica società in cui stiamo vivendo.

Da un “Black Friday” siamo passati ad una "pink sunday", dalla settimana prossima stiamo pur certi che torneremo alla consueta “blodysunday”.

“La nostra società si fonda su valori effimeri, egocentrici e malati che dovremmo iniziare a definire come disvalori. I nostri percorsi d’istruzione, ormai, servono quasi esclusivamente a fornire ai giovani i minimi strumenti per sopravvivere in un mondo che vive alla giornata e che si regge sulla sopraffazione quotidiana. Le nostre scuole riempiono i cervelli dei ragazzi di conoscenze, ma non toccano mai la dimensione etica e spirituale della vita.

Come e per cosa impiegare i saperi acquisiti nel tempo non è affare del nostro sistema educativo: questo ruolo è stato totalmente occupato dalle pubblicità, dai programmi d’intrattenimento televisivo o dal resoconto minuzioso della vita privata delle celebrità. (…)

È terribile vedere come il progresso etico non si sia evoluto a pari passo del progresso scientifico. Oggi l’uomo è un essere mostruoso, fornito tanto di testa e genitali giganteschi, quanto di un cuore e di un’anima minuscoli.” (Frammento tratto dal libro “Il virus benefico”)

Tags: Sofferenza, Psicologia, Salute, Politica

Per inserire i commenti vai a fondo pagina

PER INSERIRE COMMENTI DEVI ESSERE ISCRITTO.
TI RICORDIAMO CHE L'ISCRIZIONE E' GRATUITA!

Libri

Contengono alcune fra le risposte più significative del blog su amore, meditazione, realizzazione di sé, libertà dai condizionamenti.

Canzoni

Ascolta le nostre canzoni: un viaggio nel mondo delle emozioni e del pensiero umano alla ricerca del significato ultimo delle cose.

Iscriviti

Iscrizione gratuita e illimitata permette l'inserimento di commenti e la ricezione newsletter.