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		<title>Il deserto della vita</title>
		<description>Discussione Il deserto della vita</description>
		<link>https://dadrim.org/lettere-e-messaggi/819-il-deserto-della-vita.html</link>
		<lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 14:50:52 +0000</lastBuildDate>
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			<title>margherita cattagni scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/lettere-e-messaggi/819-il-deserto-della-vita.html#comment-1812</link>
			<description><![CDATA[Grazie, mi sento grata, grata verso Tutto. Tutto torna , così, semplicemente. un caro abbraccio a te Pier ...]]></description>
			<dc:creator>margherita cattagni</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 16:40:16 +0000</pubDate>
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			<title>Dadrim scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/lettere-e-messaggi/819-il-deserto-della-vita.html#comment-1811</link>
			<description><![CDATA[Cara Margherita, grazie per questa condivisione che tocca gli aspetti ultimi e più profondi del viaggio della vita. Se posso permettermi due parole di confronto, dal mio punto di vista, quell'enorme buco nero che senti di voler scoprire, ma che al tempo stesso qualcosa ti trattiene dal farlo, svanirà anch’esso come una bolla di sapone nel momento in cui smetterai di oggettivare e di riprodurre così la dinamica soggetto - oggetto. Come hai lasciato andare ogni altro fenomeno della mente senza identificarti, anche questa percezione, benché dissimile e particolarmente "attraente" non è null’altro che una proiezione, una definizione del pensiero che genera una resistenza all’essere ciò che si è in ciò che c’è (che sono la medesima cosa). La mente tenta sino all'ultimo di esistere giocando il ruolo del grande indagatore e interpretatore. La mente egoica a cospetto dell'ignoto estrae dal cilindro parole come vuoto, infinito, buco nero, Dio…, e così risorge ancora nel disperato desiderio di non finire e di esperire nuovamente per potersi ancora appropriare di qualcosa. Lo fa con gli oggetti del mondo, con le persone, con le idee, dalle più grossolane alle più sottoli, sino all’idea del Tutto, di Dio o di illuminazione. Hai osservato il flusso dei pensieri, delle emozioni, degli accadimenti del mondo senza identificarti. Osserva anche questa fase senza desiderare nulla, nessun aiuto dell’universo. V’è un desiderio di scoprire, un idea di buco nero, di nulla: osserva anche queste cose come tutto il resto. In fin dei conti non sono anch’esse oggetti della mente? Quando l’osservatore non ha più alcun oggetto fisico o ideale che lo attrae svanisce come soggetto agente, come Io identificato, e cosa rimane? Rimane ciò che “è”, ciò che “è” sempre stato e sempre sarà. A quel punto la mente diviene un semplice specchio del reale, uno strumento della vita e non viceversa. Se qualcosa non ti torna, a te la parola… Un caro abbraccio Pier]]></description>
			<dc:creator>Dadrim</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 15:49:59 +0000</pubDate>
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