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		<title>Come essere felici fra i dolori della vita</title>
		<description>Discussione Come essere felici fra i dolori della vita</description>
		<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html</link>
		<lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 15:23:16 +0000</lastBuildDate>
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			<title>Adelaide Tranchina scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Grazie per la tua schiettezza,Mar co.Non tu,ma sono io a chiedere scusa.]]></description>
			<dc:creator>Adelaide Tranchina</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 06:16:36 +0000</pubDate>
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			<title>Marco Peruffo scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html#comment-1778</link>
			<description><![CDATA[Non per fare polemiche sterili anzi spesso apprezzo molto i suoi interventi Tranchi, ma altrettanto spesso li trovo inopportuni. Lo scambio tra Fabio e Pier era intenso, elegante e completo. Mi scuso ma era una cosa che sentivo. Cordiali saluti Marco]]></description>
			<dc:creator>Marco Peruffo</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 18:23:57 +0000</pubDate>
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			<title>Pierluigi Peruffo scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html#comment-1776</link>
			<description><![CDATA[Grazie a te!]]></description>
			<dc:creator>Pierluigi Peruffo</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 15:55:45 +0000</pubDate>
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			<title>Adelaide Tranchina scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html#comment-1775</link>
			<description><![CDATA[Forse manca la comprensione di come si arriva e che cos'e' quella "chiara intuizione",que l fare e agire scevro da qualunque esitazione e conflitto. Se durante il percorso interiore si hanno dubbi,incertezz e,ritorni di fiamma e nostalgie varie su qualsivoglia piacere materiale,vuol dire che la mente e' ancora condizionata dai vecchi schemi,vuol dire che le questioni non si sono ancora pienamente affrontate,medi tate,sviscerate e ..digerite. Ma dove sta il problema? Chi crea e crede ci sia un problema? Molliamoci,perd indirindina!! Se la ricerca e' sostenuta dalla serieta' e dalla perseveranza senza nessun desiderio o smania di dover a tutti costi fare rinunce,diventa re cosi o coli',ogni cosa trovera' sicuramente il suo equilibrio e significato,fuo ri e dentro di noi. Quel famigerato tramezzino al tonno alla fine l'ho mangiato io,vegetariana, ieri in un baretto mentre aspettavo un'amico,senza drammi o patemi,ritengo ci siano,insieme al tonno morto,anche altre priorita' degne d'attenzione per quanto riguarda il nostro mondo interiore. A questo proposito, a mio parere,l'ultima parte del secondo commento di Pier ne racchiude l'importanza e il senso ultimo.Straordi nario!!!!Oggi e' gia' domani,ieri e' adesso....Cosa mai verra' con noi oltre la fine del tempo,quale,tem po? Straordinario!! ! La mente prova sempre a venderci roba scaduta,ma dov'e' il tempo per perdere tempo a vagliare? Possiamo solo rubarlo all'attimo presente,unico tempo concessoci.Cert o che a meditarci su...sto sprecando tempo...adesso!]]></description>
			<dc:creator>Adelaide Tranchina</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 15:40:58 +0000</pubDate>
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			<title>Fabio Stivanello scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html#comment-1774</link>
			<description><![CDATA[Ti ringrazio per queste parole, per questa risposta ancora più secca e profonda della prima. In effetti è vero che altre volte ti ho chiesto cose legate all'alimentazio ne: questo perché credo sia un tema importante per me, e non semplicemente perché è importante l'alimentazione in sé, ma anche perché va a toccare le fondamenta del mio essere, del mio ego, di ciò che ero (o credevo di essere) e di ciò che sono.. Quello dell'alimentazi one è stato un cambiamento che ha scosso molto probabilmente le abitudini che avevo dentro, anche a livello familiare, culturale, per delle cose che avevo dentro a livello psicologico credo.. Era appunto una delle mie droghe, e non nel senso di abbuffate, ma in un senso più profondo legato all'amare il cibo in senso di attaccamento-ri empimento invece che amarlo (come sto imparando a fare ora) per il profondo nutrimento che ti dà.. Oltre al fatto che vivevo dell'immagine di buongustaio a tutto tondo che chi mi circondava mi affibiava (creata credo imitando mio padre e mio nonno), e che una volta diventato vegetariano e vegano andava perdendosi, come se una parte di me pensasse di non poter più godere del cibo come una volta, senza certi cibi.. Ma adesso, grazie anche ad una cara persona che mi è vicina, ho capito che posso essere e Sono comunque un buongustaio, solo in una nuova forma che prima facevo fatica ad accettare per certi blocchi che avevo.. Il punto è che a volte cado ancora credo nel dubbio sui vecchi cibi, forse appunto perché il mio vecchio ego torna fuori a tentarmi, a cercare di convincermi di tornare indietro, alla vecchia immagine, con quei vecchi gusti.. La stessa cosa che accade per le donne.. Credo (o forse voglio credere per il momento) che sia questa la risposta.. Ma al di là di ogni risposta comunque, ti ringrazio dal profondo del cuore, perché tu, insieme ad Elisa (la persona che ho vicino, con la quale ho letto e riletto le tue parole), mi avete dato una mano a lasciar andare questa stupida mente che cerca sempre di fottermi, di ipnotizzarmi fino a farmi venire mal di testa.. Hai ragione, devo scendere in profondità, rilassare le tensioni e lasciare che il corpo pensi all'alimentazio ne e alla mente nessuno.. Ho voluto solo aggiungerti queste cose per condividere e farti capire ulteriormente perché mi inceppo su queste futili questioni, perché mi faccio tante seghe sul cibo.. appunto perché è un tasto forte per me, e come tu ben sai quando si toccano certi tasti, è facile non vederci più chiaro.. Ti mando un carissimo saluto e ti ringrazio tanto!]]></description>
			<dc:creator>Fabio Stivanello</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 11:02:14 +0000</pubDate>
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			<title>Pierluigi Peruffo scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html#comment-1773</link>
			<description><![CDATA[Ma qual è il senso del chiederti se è o meno frutto dell'ego il tuo essere vegano? L'energia che si aggroviglia a questi pensieri viene sottratta al rilassamento e alla lucidità necessari ad entrare più in profondità dentro di te. Non è un bel trip dell'ego chiedersi se è l'ego a volere o meno una cosa? Come dicevo pochi giorni fa, la mente è una ladra di lucidità e pace ed ama travestirsi da poliziotto per non smettere di esistere. Prima scegli di essere vegano e poi ti chiedi se è una scelta naturale o meno. Ma il fulcro della ricerca interiore non sta nell’entrare sempre più in quel silenzio che si schiude quando la mente tace? E questo non è un bel giochino della mente per non stare zitta? Non far divenire la comprensione delle tue azioni un oggetto di disquisizione mentale. Comprendere significa ascoltare ed osservare senza alcuna tensione. Se v'è tensione significa che una parte di te non sta comprendendo ma è coinvolta, è interessata ad avere una risposta. Questo interesse non permette una reale comprensione poiché da qualche parte è vincolato a un desiderio, una paura o un bisogno. Chiediti piuttosto perché questo bisogno di indagare il tuo comportamento alimentare. Se riguardi le domande che mi hai rivolto in passato da qualche parte spunta sempre questa storia dell'alimentazi one, a volte tutto ruota intorno a ciò. Se il prezzo per far tacere la tua mente fosse quello di mangiarti un tramezzino al tonno te lo preparerei io stesso, ma credo che non servirebbe a molto. A quel punto inizieresti a torturarti sentendoti in colpa per il tonno ucciso o per il tuo ideale infranto. Insomma, il cuore del problema non è cosa mangi o perché mangi certe cose! Il cuore sta nel comprendere che questo attorcigliarsi ad un palo è una modalità del tuo pensiero, che così facendo mantiene il controllo e il senso di necessità. Il non mangiare carne e il chiederti se è cosa spontanea o fittizia sono un unico movimento della mente fumosa. Vedili integralmente, non vestirti un giorno da ladro e il giorno dopo da poliziotto. Prendi l'intero è getta tutto, per rilassarti sempre più in ciò che è essenziale, in ciò che è prima e più profondo dei bisogni del corpo e delle idee della mente. Il giorno della tua morte o della tua malattia terminale non ti chiederai se mangiare veg o farti una salsiccia, ti chiederai ben altro, spero. Quel giorno non è lontano. Dieci o cinquanta anni cosa vuoi che siano? Passano in un istante! Ieri avevo quattro anni e giocavo con le autine, oggi ne ho trentacinque e gioco con le parole, ma dove sono finiti tutti gli anni di mezzo? Non li trovo, sono solo una vaga foschia della memoria. Fra non molto sarò morente, perché oggi è già domani, come ieri era adesso. Per questo non ho molto tempo per tutto ciò che non verrà con me oltre la fine delle cose e del tempo. Non ho tempo per perdere tempo, ma so che la mente ci prova sempre a fregarci la vita, il presente, ciò che unicamente è reale ed essenziale per Essere. La mente prova sempre a venderci storie inutile come grandi questioni. Lascia che al cibo pensi il corpo, alla coscienza la consapevolezza… e che alla mente non ci badi nessuno. Un caro saluto Pier]]></description>
			<dc:creator>Pierluigi Peruffo</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 14:52:01 +0000</pubDate>
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			<title>Fabio Stivanello scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/spiritualita/768-essere-felici-fra-i-dolori-della-vita.html#comment-1772</link>
			<description><![CDATA[Ti ringrazio di cuore per la tua ricchissima e generosa risposta.. Vorrei aggiungere in relazione a ciò che dici su quella che dovrebbe essere una vera scelta, che la cosa difficile per me è capire se mi sto imponendo la scelta del cibo o se nasce dal mio cuore. Sicuramente ci sto mettendo troppa testa in questa questione, ma davvero è una domanda che continua a tornarmi fuori. Diciamo che mi è difficile sentire profondamente a livello fisico che i cibi animali mi fanno male, forse lo sento più a livello mentale, mi batte più sull'aspetto degli stati d'animo e delle emozioni che mi genera mangiare certe cose, ma appunto non so se siano più sensi di colpa per aver sgarrato dal mio ideale o se siano vere sensazioni negative generate da quei cibi (parlo di derivati animali, la carne non la tocco più da vari anni). Mi torna sempre in mente il discorso di Osho dove dice che essere vegetariani è più una questione estetica, nel senso che è una cosa arretrata, da cavernicoli cibarsi di cose animali morte quando ci si può nutrire benissimo con un sacco di fantastici cibi vegetali al giorno d'oggi. Io sono molto un'esteta, ed è come se il mio ideale estetico fosse libero da certi cibi, per questo ricerco cose totalmente vegetali se riesco. Ma appunto non capisco se sia una fissazione limitante data da un'ideale di perfezione che mi sono messo in testa o il mio vero gusto guidato da un profondo ideale che è in me. Non è tanto il corpo, è più una voce, un'ispirazione che mi guida ad evitare certe cose.. ma è la voce dell'ego o dello spirito? Alla fine so comunque che queste risposte non arrivano spaccandomi la testa, ma lasciando che la Vita Risponda, quando è il momento giusto. Forse non è ancora arrivato, ma sicuramente tu hai contribuito alla giusta strada.. Grazie ancora Dadrim.]]></description>
			<dc:creator>Fabio Stivanello</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 08:52:16 +0000</pubDate>
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