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		<title>Superare un tradimento e perdonare</title>
		<description>Discussione Superare un tradimento e perdonare</description>
		<link>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare</link>
		<lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 16:06:19 +0000</lastBuildDate>
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			<title>paolo scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare#comment-1306</link>
			<description><![CDATA[Ti sono molto grato di questa risposta]]></description>
			<dc:creator>paolo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 15:02:17 +0000</pubDate>
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			<title>Dadrim scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare#comment-1305</link>
			<description><![CDATA[Chi l'ha detto che da soli non si può trovare fiducia in se stessi? Per esempio, io sostengo esattamente il contrario. Tutto questo spazio è un invito a riscoprire la fiducia in Sé e da sé. Infatti se la tua fiducia fosse il prodotto di un fattore esterno all’individuo non sarebbe fiducia in sé ma in qualcosa d'altro. È vero che molte persone vivono momenti di fiducia in se stesse e nella vita quando il lavoro porta buoni risultati o trovano un nuovo amore, ma questa non è vera fiducia in se stessi, è solo l'illusione di un momento, l'identificazio ne al buon andamento di qualcosa di esterno, e come dovremmo ben sapere, se abbiamo vissuto abbastanza, il vento cambia e non ci possiamo fare nulla. Le relazioni possono finire, i lavori si perdono, i soldi pure, la salute idem, gli amici vanno e vengono, e così è un po' per tutto. Ecco allora che prendendo atto dell'assoluta transitorietà di ogni fenomeno che incontriamo una domanda dovrebbe sorgere spontanea in un essere senziente. Su cosa possiamo fondare la nostra esistenza, la nostra libertà e fiducia? Esiste qualcosa che non va e viene, che non dipende sempre da fattori contingenti, che possiamo dire, senza riserve, che ci appartiene o che noi vi apparteniamo? Per me la risposta è si! Qualcosa esiste! Qualcosa che è così vicina a noi da non permetterci nemmeno di percepirla. Quella cosa è la nostra stessa Presenza, la nostra Coscienza originaria, il nostro Essere, Dio o come la vogliamo chiamare. Noi viviamo coscienti ma non consapevoli di essere coscienti, e questo è il guaio, l’effetto devastante delle nostre identificazioni . Siamo sempre coscienti dei nostri problemi, piaceri e affari, ma quasi mai di noi stessi, nel nostro puro e semplice Essere. Forse ricordiamo dei momenti particolarmente intensi e lucidi di quando eravamo bambini, quando le nostre menti e i nostri cuori non erano così profondamente ingolfati come lo sono oggi. Molte persone non ricordano nemmeno quei momenti, pertanto fanno veramente fatica a comprendere di cosa stiamo parlando. Viviamo così presi dal vortice dei nostri pensieri e delle nostre emozioni da non riuscire a percepire quella Presenza che per assurdo permette ogni nostro pensiero ed emozione. Quella Presenza è sempre con noi, siamo noi, ma non riusciamo a percepirla presi come siamo dalle nostre mille faccende. Quella Presenza è l’unica vera nostra fonte possibile di fiducia, amore e libertà, ma quella Presenza non ha nulla a che vedere con la nostra personalità. La personalità è una sovrastruttura, un ramo spurio della nostra Presenza Originaria. Non dobbiamo pertanto confondere la fiducia che si può provare per il nostro ego o personalità con la fiducia che nasce spontaneamente dal contatto con la nostra Presenza. Avere fede nel proprio ego è, nel migliore dei casi, un momentaneo inganno, spesso una vera e propria condanna. Diversamente, risvegliarsi alla Presenza che ci “abita” è la realizzazione della vera fiducia e del vero amore. Sono d’accordo con te, Pamitrano, quando dici che a volte non basta una vita per capovolgere la situazione, ma come spesso ripeto, se una persona comprende la realtà dei fatti cos’altro le rimane di meglio da fare del provare a risvegliarsi alla Vita, alla propria Presenza? Sono però altrettanto convinto che se un uomo dedica tutto se stesso, con serietà e intelligenza, a questo “scopo”, il risultato non può tardare. Infondo non siamo in grado di ridestarci proprio perché la nostra energia è dispersa in mille direzioni, frammentata da mille idee e desideri. Se mettessimo tutto noi stessi nel tentativo di conoscere noi stessi, mi spieghi cosa potrebbe impedircelo? Per quanti sforzi un uomo faccia, nel mondo esterno non è detto che riesca a raggiungere i suoi obbiettivi, ma per quanto riguarda il suo mondo interiore chi o che cosa può intralciarlo? Dobbiamo spostare il fuoco della nostra attenzione dalle cose a colui che percepisce le cose, tutto qui, il resto viene da sé. Rimanere alla radice del pensiero e delle emozioni, perseverare nel tentare di non cadere preda degli eventi, nel rimanere testimoni di ciò che avviene dentro e fuori di noi, oggi, domani, sino alla fine della nostra vecchia struttura mentale condizionata. Questa, per me, è l’unica medicina dell’anima, ciò che permette alla coscienza condizionata di riappropriarsi della sua natura originaria, una natura libera e felice a discapito di ogni situazione o evento. Il problema è che la maggior parte di noi cerca unicamente un dio che esaudisca desideri, uno psicologo che ascolti le nostre paturnie e ci dia qualche consiglio per aggiustare un po’ la solita vita e alla fine (o all’inizio) un medico che prescriva pilloline del buon sonno.]]></description>
			<dc:creator>Dadrim</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 22:43:22 +0000</pubDate>
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			<title>paolo scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare#comment-1304</link>
			<description><![CDATA[Gentile Dadrim, e' vero quando dici che Paola deve trovare fiducia in se stessa, ma come si fa'? Da soli non e' possibile,con un terapeuta rischi il "Transfer".La dipendenza da una persona, e' terribile, io ne ho sofferto e ne soffro ancora sia pure meno.Stare soli non e' facile, certo come dici tu non avere fiducia in se stessi e' il male peggiore,ma a volte non basta una vita a capovolgere la situazione, inevitabilmente si finisce dallo psichiatra che ti da' le pillole della felicita', ma poi sarai costretto a scendere di nuovo dalla nuvoletta.Il miglior aiuto e' metterti in condizione di non chiedere piu' aiuto, eh gia' .........]]></description>
			<dc:creator>paolo</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 16:58:00 +0000</pubDate>
			<guid>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare#comment-1304</guid>
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			<title>Ivana scrivi:</title>
			<link>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare#comment-1303</link>
			<description><![CDATA[Dadrim, non potevi dare una risposta più giusta e più chiara di questa! Hai descritto perfettamente la non-vita di molte coppie di oggi. Tutti in coppia pur di non restare soli. La paura della solitudine fa fare molti errori e per le persone insicure la dipendenza affettiva è dietro l'angolo. Continui a dare, convinto che sia giusto così...e poi scopri la triste verità. Non hai mai amato te stesso e non esiste un metodo per "farsi amare". Ci vuole più rispetto per se stessi, ma lo capisci solo dopo aver attraversato mille ostacoli nel buio.]]></description>
			<dc:creator>Ivana</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 22:14:56 +0000</pubDate>
			<guid>https://dadrim.org/Amore-e-relazioni/Superare-un-tradimento-e-perdonare#comment-1303</guid>
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