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Video del blog di Dadrim

Conosci un modo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Ragazze sospese sul fiume Danubio - Città di Smederevo, Serbia

Clicca qui per vedere il video della canzone "Conosci un modo?"

Conosci un modo per spegnere la mente e i suoi pensieri?

Conosci un modo per stare senza pensare?

Conosci un modo per stare da soli senza sentirsi soli?

Conosci una strada che porta lontano senza dover viaggiare?

Si spengono le stelle, cadono i mondi, si svuotano le stanze del tuo passato. È la ruota del tempo, con il suo passo lento, che alza la polvere sui nostri occhi. Cadono le stelle crollano i mondo, ma io non ti dimenticherò.

Conosci un modo per spegnere la mente e i suoi pensieri?

Conosci un modo per stare senza pensare?

Conosci un modo per stare da soli senza sentirsi soli?

Conosci una strada che porta lontano senza dover viaggiare?

Tags: Video Canzoni

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Commenti   

# adelaide 2012-08-28 10:49
Bentrovato,anco ra Dadrim?Complime ntissimi,bellis sima musica,immagini stupende (e' favolosa quella delle finte panchine con persone sedute) e il testo mi rispecchia,sopr attutto in questo ultimo periodo,giacche ' ho fatto del silenzio e della solitudine gli amici e ospiti piu' gradtiti e gratificanti della mia esistenza,ahime ' talvolta turbati dal doveroso vivere quotidiano.Non so se esiste un modo,o cento,potrei dire del mio,o tu del tuo,ma credo pure che qualunque esso sia debba necessariamente essere personale,intim o,e, alla fine,anche se ognuno fa strade diverse,il cammino e' comune,e la Via e' una,perche' la Verita' e' unica,universal e,e si trova in ogni dove.Ma se non la troviamo prima dentro di noi,non potremmo ne' vederla ne' cercarla altrove,fuori..
# dakini 2012-08-28 16:01
Ho ascoltato la tua voce scandire le parole nella melodia semplice che accompagna quasi sempre ogni frase quando nasce nel tempo di amare il nostro tempo.Il giorno in cui mi iscrissi al tuo blog, portata dalla ricerca meditativa e colpita dalla fluidità del tuo eloquio non irragionevole, anzi, nacque questa poesia che non mi piace tanto ma è mia :
"a volte penso che non lo so cos'è il male
intendo che nella sua orignie l'istante in cui nasce è divisione.
So che l'uno esiste e perciò lo definisco a mio modo
che io sono definito nella materia
che mi compone
ed è deteriorabile. Cioè nel male vedo
le mie scelte sbagliate.
Sempre mi accorgo che noi siamo
nelle nostre azioni e anche i nostri amici.
Ma con chi siamo oggi Uno nell'azione?
Beh, sempre l'amico con l'a maiuscola"

AScoltando il testo di "conosci un modo" mi è venuta voglia di cantare e questo pensiero: quando cantiamo abbiamo un modo per non pensare.Forse tu, DAdrim, sotto sotto sei un cantautore ed è bello ciò. Molto. Grazie per essere tornato anche se questo significa qualcosa che, grazie al cielo, ancora non so e che potrebbe non piacerci. Buon inizio!
# Renato 2012-08-29 16:18
Grazie. Bella davvero,mi ha fatto pensare che per incontrare me stesso nel silenzio; vado in Chiesa quando non c' e' nessuno...
# iliono 2012-08-29 19:21
bentornato dadrim sono contento di poterti ascoltare e vedere nel video (la persona sul palco eri tu ?)e vorrei rispondere a adelaide. quando affermi che il silenzio e la solitudine cito " giacche ' ho fatto del silenzio e della solitudine gli amici e ospiti piu' gradtiti e gratificanti della mia esistenza " e che il vivere quotidiano è solo un doveroso turbamento, ora io non so se adelaide è una suora o una religiosa ma mi sembra che pensare che la solitudine e il silenzio siano una cosa positiva dell'esistenza sia la via migliore o diretta per la depressione.
Se DIO avesse voluto il silenzio e la solitudine da noi ci avrebbe fatto sordi e cechi e in vece ci ha regalato uno strumento sonoro e video meraviglioso non volerlo utilizzare di proposito mi sembra uno spreco di un regalo che ci è concesso.
non dobbiamo confondere il silenzio e la solitudine dei frati e dei religiosi perché questa solitudine e silenzio a lo scopo di permettergli di concentrarsi meglio e senza distrazioni sulla loro preghiera costante verso DIO in questa forma, il silenzio e la solitudine anno uno scopo e una loro motivazione.
la tua cara adelaide non la comprendo
ciao un saluto
# gianni 2012-08-29 21:53
Grazie Dadrim non avevi altro modo per farti sentire le cazoni e la musica sono ottimi motivi di comunicazioni.
Gianfranco
# adelaide 2012-08-30 16:10
Gentile Iliono,ho vissuto fino ai 15 anni con le suore,e quelle che ho conosciuto io erano tutto fuorche' silenziose e meditative.Ho attraversato,an ni fa, una depressione devastante,al limite del suicidio,ora sono una depressa consapevole,in compagnia di un'allegra depressione,che peraltro ora e' divenuta una quieta serieta',non sono il tipo che si dice di compagnia,che vado a cercarmi amicizie,o mi rattristo perche' son sola,anzi,la solitudine e il silenzio sono una mia scelta,una condizione che si sta creando naturalmente,ma piu' interiore che esteriore,non mi comporto da eremita,cio' che volevo intendere era che anche se sto in mezzo a tanta gente e mi relaziono con loro,cerco di mantenere un silenzio della mente,e questo mi porta a tre azioni non-azioni:Prim o,ascolto bene e meglio,secondo non cado in giudizi e condizionamenti ,terzo, osservo le mie emozioni.Non e' necessario essere suore o altro per certe cose,anzi,forse proprio perche' ho vissuto tanto,ho parlato tanto e a vanvera,ho fatto tanto e male,ho pensato sempre troppo creandomi confusione,fant asmi,illusioni, sogni oltre il sogno,i pensieri avevano reso la mia vita una commedia,un teatro,un complesso musicale,nel quale io cantavo suonavo,e scrivevo i testi.Grazie a Dadrim,ho detto basta,ho capito tante cose,certo, non e' che non ho piu' pensieri,sarei un'automa,ma li lascio venire e anche andare,non mi ci attacco come una volta,talvolta essi sono invadenti,o ricorrenti,ed io li lascio fare,quando si stancano vanno via.Nel silenzio,in silenzio,posso meglio apprezzare i colori e i suoni della Vita,in solitudine, sono ancora piu' grata,recettiva e attenta ai Doni meravigliosi dell'Esistenza. Il vivere quotidiano,per me, non e' doveroso,ma una condizione che accade,e ben vengano i turbamenti,e quant'altro,sol o che certe volte vorrei comprenderli intimamente.Non so che farci se tu non mi comprendi,non ci riesco gia' per me stessa,figuriam oci per gli altri.
# adelaide 2012-08-31 08:24
E proprio vero che la parole possono essere fraintese,fuorv ianti,e far credere a una contraddizione o creare equivoco.Questo succede perche' si e' costretti a usarle per comunicare,per farsi meglio capire,(?)e spesse volte per descrivere qualcosa si usano le parole piu' verosimili che conosciamo,che si riconoscono.che ci sono,ma risultano limitate e limitanti,sopra tutto quando si vuol descrivere qualcosa che in fondo non ha definizioni in parole.Credo che bene o male tutti incappiamo in un simile equivoco,di pensare:ma io non volevo dire (intendere)ques to..solo che,per quante parole si usino,non riusciamo a farci capire.Ma nel nostro intimo sappiamo bene come stanno le cose!Determinat e parole possono essere usate per una infinita' di scopi,e gli aggettivi talvolta ci fanno comodo appunto perche' si prestano a tante interpretazioni ,e li usiamo o per non farci capire veramente,o finanche per stare in compromesso con noi stessi.Nel mio commento commentato da Iliono,il termine DOVEROSO l'ho usato senza pensarci troppo,ma a rileggerlo ora,vorrei chiarire piu' a me stessa,che a altri,ed io volevo intenderlo, in quel contesto,come un fatto da accettare,da prenderne atto,che la Vita quotidiana e i suoi turbamenti, accadono comunque, che si voglia o no,che mi piaccia o no,che sappia o non sappia comprendere.Non e' questione di dovere,ma di constatazione.I l termine Dovere letteralmente detto,per me e' tutt'altra cosa e lo rimetto sicuramente nelle cosa pratiche e materiali della Vita,anche se e' una brutta parola che sta a indicare un obbligo,e questi sott'indende che noi non avremmo buon senso,discernim ento,e ci affidiamo,o ci facciamo assoggettare ad un dovere per compiere determinate azioni,che altrimenti,senz a,potremmo fare male e di testa nostra.Il dovere ce lo impone lo stato,altriment i,chi mai pagherebbe le tasse di sua volonta'?Il dovere ce lo impongono le istituzioni,le chiese,le religioni,i partiti,le scuole,i nostri genitori. Un dovere insorge,o lo avvertiamo come tale,quando,den tro di noi qualcosa fa resistenza,non e' d'accordo,per questo siamo messi cosi,socialment e,e cioe' molto male,perche' tutti,svolgiamo male e di controvoglia il LORO dovere,che pure abbiamo voluto e creato anche noi.
# iliono 2012-08-31 21:49
cara adelaide Io e te siamo diversi ma allo stesso tempo uguali. Siamo partiti da posizioni diverse abbiamo fatto un cammino opposto e siamo arrivati in posti diversi,ma allo stesso tempo riesco a capire il tuo stato d'animo siamo molto simili, abbiamo fatto gli stessi percorsi mentali e spirituali abbiamo sofferto delle stesse problematiche, l'unica diversità sta nella tempistica.
Io sono partito da una depressione latente in cui mi rinchiudevo sempre più in me stesso e nelle mie piccole manie, sono passato ad una forma profonda di senso di colpa e dopo il coma sono diventato un gran chiacchierone.
Il tuo punto di svolta credo sia stato aver incontrato Dadrim.
E naturalmente anche in me i pensieri scorrono vanno e vengono e mi sembrava naturale che fosse così, mi sembrava naturale che il mio pensiero fosse rivolto al futuro alle cose da fare domani cosa dire se avessi incontrato quella tale persona o quale comportamento tenere in una data occasione, ma il problema era che tutte le mie "elucubrazioni" mentali non si trasformavano in realtà concreta, cioè non mi comportavo o non dicevo le cose che avevo pensato e programmato.
tutto ciò era fonte di imbarazzo e di nuovi pensieri di programmazione ancora più stringenti e dettagliati.
Ma dentro di me sentivo che qualcosa non andava anche se mi sforzavo di essere una brava persona ed essere corretto e di aiutare il prossimo i miei sforzi non erano completi mancava sempre qualcosa.
Ma DIO nel suo grande amore per me, mi stava indicando la via giusta da tanto tempo per risolvere i miei problemi, solo che non la vedevo, fino al una settimana fa in cui grazie ad una lettura approfondita e ripetuta del "GOSEIGHEN" libro sacro ho compreso il problema.
IL MIO PROBLEMA È CHE VIVO MENTALMENTE NEL FUTURO.
Non vivo il presente e per esperienza so che ammettere di avere un problema e dirlo agli altri è il cinquanta percento della soluzione i miei amici naturalmente mi hanno deriso e continuano a deridermi, ma ogni volta che parliamo del mio problema esso diventa sempre più piccolo e affrontabile.
Io non so cara adelaide dove tu vivi forse nel passato ma so che il mio vivere nel futuro significa che rifiuto a priori la mia vita quella che in quel momento sto vivendo e penso che devo programmare il mio futuro perché quello che ho non va bene e così facendo commetto vari errori e "peccati" .
Mi rendo conto ora di aver scritto tanto e di abusare della tua pazienza e quella di Dadrim nel leggermi perciò termino il mio commento .
un caldo abbraccio
iliono
# adelaide 2012-09-01 07:18
carissimo Iliono,ognuno di noi trova la sua strada,si spera,solo quando e' pronto,quando forse, si tocca il fondo,quando non si vedono vie d'uscita,e la Vita ci sembra nemica e insopportabile. Ma l'Esistenza che si prende cura di noi,si premura a mandarci dei segnali,degli spunti,dei salvagenti sui quali,se siamo sensibili e attenti,possiam o salire per intraprendere il viaggio della vera Vita.ma questo salvagente non ci mette al riparo dalle intemperie,dall e avversita',dai dolori,ma ci permette di avere un minimo di equilibrio per cavalcare le onde senza farci sommergere.Il mio salvagente e' stato Dadrim,e credimi se ti dico che gli ho dato il tormento,sono stata e sono ancora ,una zecca attaccata alle sue parti intime.Ma lui,nella sua infinita pazienza e compassione,mi e' stato sempre accanto,ed una delle prime cose che mi ha fatto capire,ed io ho ben compreso,e' che non c'e' niente di buono nel passato,nel mio,se non dolori e condizionamenti ,e il domani e' solo una parola,un laccio,una catena, per tirarsi dietro il passato.giacche ' se uno pensa al domani lo fa sempre con le idee di oggi,con le esperienze di oggi,che domani saranno gia' passato.Natural mente sto parlano della sfera interiore,non certo dei problemi pratici e materiali,che siano studi,lavoro ecc.Tutto cio' che esiste,che e' reale,e degno di essere vissuto e ORA,il presente,questo momento,che tra un attimo non ci sara' piu',sara' diventato passato.E ora c'e' sempre il nuovo,e se diveniamo sensibili,se ci radichiamo,se ci viviamo, nel momento stesso che sta accadendo la vita,potremo cogliere la meraviglia, la bellezza,l'inno cenza perduta anche nei nostri piu' piccoli gesti.Io non so parlare e scrivere bene come Dadrim,anzi gli chiedo scusa se spesso prendo in prestito le sue frasi e parole,ma sono le uniche che userei anch'io.Sicuram ente lui saprebbe dirti molto meglio di me,magari ti rispondera',ma intanto,visto che stai commentando con me, vorrei farti presente che questo tuo desiderio di andare mentalmente nel futuro,per non vivere il presente che non ti piace,e' un'ennesima illusone,che ti portera' altri disagi.E ti dico perche':Se tu devi andare ad una festa,o un colloquio di lavoro,o incontrare una donna,ti prepari bene,ti docci ti sbarbi,tagli le unghie, ti vesti elegante o dignitoso,vuoi farti vedere pulito insomma,come nuovo.Cosi' e' il futuro,dobbiamo andare da lui puliti,nuovi,se nza zavorre di ieri o di oggi,quindi fare pulizia nei nostri cantieri interiori. come,tu mi chiederai,ed io ti dico,esattament e come si fanno le pulizie di casa,butti via le robe vecchie,non vedi che ti stanno ormai strette?Se proprio non ci riesci a lasciar andare una cosa in particolare,cer ca di comprenderla,vi visezionala,con profonda sincerita' e senza scuse.Ora devo andare,ci sentiamo dopo,magari,un caro saluto
# iliono 2012-09-02 23:37
cara Adelaide sei una fonte continua di pensieri e di chiarimenti, a volte anche inconsapevoli, le tue frasi aprono in me orizzonti nuovi e diversi grazie, l'unica cosa, che non vorrei essere come te, che ti definisce zecca attaccata alle parti intime di Dadrim, è proprio una espressione tremenda.
Tornando a noi anzi a me, tutti noi siamo in un percorso una strada che siamo obbligati a fare, e se eliminiamo cause autolesioniste viviamo senza una nostra precisa volontà, ogni uno di noi non pensa costantemente a far battere il proprio cuore, esso batte per conto proprio, per cui la mia esistenza in questo mondo non può essere il solo vivere passivamente, ma penso che chi (DIO), a organizzato tutto il creato intorno a me, per permettermi di vivere donandomi, il sole (calore e luce) l'aria (respirazione) la terra (frutti e cibo) l'acqua ( bere) che insieme combinati in maniera armoniosa mi tengono in vita, (anche troppo direi vista la mia pancia) e io penso che il senso della mia vita sia quello di imparare dai miei errori, che poi finiscono nel passato e mi insegnano a vivere il presente e pensare al futuro.
Mia madre nella sua semplicità mi diceva sempre un proverbio delle mie parti (il troppo stroppia), che significa che ogni cosa, se eccessiva crea guai e nel mio caso è che il mio (quasi grazie a te e a DIO) costante pensare al futuro, non mi permette di apprezzare e ringraziare chi di dovere per quello che mi da, il mio non è un desiderio non sono scontento del mio presente, ma forse è una paura di affrontare il futuro, sentendomi forse inadeguato ai compiti che il domani mi pone e allora la programmazione, forse è un modo per smorzare questa mia paura, programmare il futuro cercando di non lasciare nulla al caso, mi rassicura pensando che il domani non mi possa portare sorprese, o situazioni in cui non saprei come comportarmi, ma come dicevo prima siamo qui per imparare e il mio compito forse è quello di credere più in me stesso e pensare che se anche non programmo tutto riuscirò a cavarmela ugualmente, anche perché fino ad ora la mia programmazione mi ha solo portato delusione, e amarezze perché molto spesso quello che era la mia programmazione finiva sempre in silenzi e mortificazioni, e alimentava, il mio senso di colpa, ma grazie agli insegnamenti e alla luce che DIO mi dona, che sono come le due ruote di un carro, il mio cammino sulla strada della mia affermazione personale continua e mi permette, cosa impensabile in tempi passati di essere qui in questo momento a dialogare con te
finisco per poter andare a dormire.
un caldo saluto
iliono
# adelaide 2012-09-03 10:11
Carissimo Iliono,ti ringrazio per le tue gentili parole,sono contenta che tu abbia trovato i miei commenti carini,che ci affratellano,pe r confrontarci,ma vedi,non mi va di commentare oltre,e ti dico perche';Primo, questo Blog e' di Dadrim,non mio, e nessuno meglio di Lui saprebbe dirti le cose piu' giuste per te.Secondo,io sono una donna che come te cerca di trovare un senso,una strada.anch'io ho i miei conflitti e turbamenti interiori,e credimi se ti dico che sono l'ultima persona al mondo in grado di dare conforto,suppor to e quant'altro.Le cose che ho detto nei commenti precedenti,sono un Mio punto di vista,dettati da un Mio sentire,vivere, ma non sono certo la Verita', o una Verita' piu' obbiettiva che solo Dadrim potrebbe descrivere,semm ai la Verita' avesse descrizioni..L' unica cosa che mi sento dirti a cuor leggero e tranquillo e' di leggere Dadrim,qui,su questo blog,nei tanti argomenti da lui trattati,puoi veramente trovare tantissimo,ogni tema da Lui commentato e' balsamo per le ferite delle nostre Anime,sono spunti sui quali riflettere,inte rrogarsi,compre ndersi..sono Gocce di un Oceano di consapevolezza. Non trovo addirittura "tremenda"la mia battuta sulla zecca,e' solo goliardicamente scanzonata,un modo di dire,magari abbastanza colorata..spero che Dadrim non la pensi come te....Aiutooooo o Be,dai,ci sentiamo ancora,sempre qui,Iliono,alla pari,Anime in cammino..
# iliono 2012-09-03 22:01
Cara adelaide mi fa piacere e mi aspettavo questo tuo commento anche il mio sarà l'ultimo.
Vediamo di chiarire alcune cose la mia partecipazione a questo blog e data dalla possibilità di dialogare alla pari come giustamente scrivi con altre persone di argomenti delicati e personali al fine di confrontarsi con le emozioni, sentimenti, paure di altre persone.
nel mio dialogare non cerco soluzioni e parole rivelatrici che smuovano la mia vita ma ripeto condivisione che mi permetta nello scrivere delle mie paure e problematiche una loro evidenza e fuoriuscita da dentro di me, e la cosa è stata utile e di questo te ne sono grato.
Lo spazio su cui mi è permesso di scrivere è vero è di dadrim ma è anche uno spazio aperto dove lui a sempre permesso a tutti di esprimersi e non credo che possa avere problemi se una persona rispettandole regole usa questo spazio,
Ma io penso che il problema non sia questo, il tuo voler fermare questo dialogo lo esprimi nelle parole cito "sono una donna che come te cerca di trovare un senso,una strada.anch'io ho i miei conflitti e turbamenti interiori, non ti ritieni all'altezza di poter aiutarmi, ma solo se si è vissuto e se si vive, un certo stato di animo, e possibile aiutare gli altri, io posso comprendere alcuni aspetti degli altri perché ci sono già passato, posso comprendere il senso di colpa perché lo avuto anche io, posso comprendere la depressione perché l'ho vissuta, ma la soluzione di ogni problema parte dalla sua accettazione e dalla sua divulgazione, e cosa ancora più importante dall'aiuto che possiamo dare agli altri per mezzo delle nostre sofferenze, solo allora i nostri problemi e paure e frustrazioni diventano qualcosa di positivo, che ci permettono, un dialogo giusto e comprensivo nei confronti degli altri.
Io non sono in cerca di verità perché la verità come noi la intendiamo non esiste, la nostra verità e sempre soggettiva, solo DIO conosce e pratica la verità assoluta, noi viviamo con dei grandi occhiali colorati e ogni uno di noi li ha di colore diverso è per questa ragione che quello che ha noi appare la verità, evidente per altri non lo è.
Permettimi anche in maniera forse ingiusta e di questo chiedo scusa a Dadrim di esprimere un giudizio sul suo operato, credo che il fatto che lui non commenti e non esprima più le sue opinioni possa essere considerato nei tuoi confronti come il regalo più grande che un maestro fa al suo allievo, quello di lasciare che l'allievo lasci il nido e spicchi il volo verso altri lidi, tu secondo me ai tutte le caratteristiche per diventare una persona che possa fare con altri quello che dadrim a fatto con te (ascoltare e confortare)
La gioia e la felicita sono nell'aiuto che possiamo dare agli altri in maniera disinteressata e le nostre sofferenze potranno diventare strumenti preziosi nei confronti delle persone che come te soffrono, non giudicarti accetta le tue sofferenze e usale nell'aiutare il prossimo, sarà la tua salvezza.
Alla domanda conosci un modo posso rispondere con certezza di SI
"ps" il problema non è la zecca ma dove è attaccata
un caldo saluto

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