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Sul sesso e il corpo

Un tremendo desiderio sessuale

Sabrina ha scritto: Caro Pier, perché a volte sento un tremendo desiderio sessuale verso tutto ciò che mi circonda e colpisce con la sua sconvolgente bellezza? A volte vorrei poter avere un amplesso con il cielo, con le stelle, con gli alberi, con il sole, sino a raggiungere un orgasmo nel quale svanire completamente divenendo un'unica cosa con tutta la meraviglia e la vastità che percepisco abitare questo mondo. È un desidero intenso, strano, a volte angosciante perché mi sembra di esserne posseduta e di poter impazzire. Caro Pier, nei tuoi scritti ho sentito un riverbero, una sorta di richiamo a questa bellezza che ti racconto, alla vita, e questo mi fa sentire innata fiducia nei tuoi confronti. Ecco allora che mi rivolgo a te. Devo iniziare a preoccuparmi di quel che sto passando o mi dovrei semplicemente lasciare andare?

Pier ha risposto: Sabrina, da mio punto di vista, non dovresti preoccuparti di nulla! La tua lettera racconta qualcosa di meraviglioso. Lascia che sia, lascia che accada. Abbandonati al desiderio che percepisci, lascialo crescere dentro di te. Non preoccuparti, nessuno ti troverà nuda in una piazza mentre tenti di avere un rapporto sessuale con un cespuglio di rose o mentre rincorri una nuvola nel tentativo di violentarla. Non stai impazzendo, anzi, credo che tu ti stia aprendo alla vita sino al punto di poterti perdere definitivamente in lei. Ancora, ripeto: lascia che sia! Cos'altro vi potrebbe essere di più dolce e meraviglioso? Il fatto che tu legga tutto ciò come un desiderio sessuale non mi stupisce.

Il sesso è la prima e più facile possibilità che l'uomo ha di fare esperienza di qualcosa dove potersi aprire. Nell'atto sessuale ci perdiamo nel nostro amato sino a sentirci parte di un qualcosa di tremendamente vasto e misterioso. In questo accadimento risiede l'enorme potere d'attrazione che la sessualità esercita sull'essere umano poiché la perdita di noi stessi è la cosa più sublime e desiderata, che lo si sappia o meno. L'esperienza sessuale porta ad abbandonarsi a una singola persona, a un corpo limitato, ed è proprio partendo da questa esperienza che possiamo crescere in fiducia e amore sino a percepire il desiderio e il coraggio di abbandonarci a qualcosa d'illimitato come la vita. Ecco allora che dal mio punto di vista è cosa assolutamente normale e comprensibile che più la sensibilità e l'apertura di una persona aumentino più questa inizi a percepire una sorta di desiderio sessuale sempre più intenso e ampio verso ciò che la circonda: quel che credo stia accadendo a te, Sabrina. Questo non significa che tu ti stia trasformando in una maniaca sessuale o una pazza scriteriata da richiudere, tutt'altro. Ciò significa che il desiderio d'amore e abbandono che percepisci dentro di te sta crescendo sino a rivolgersi a realtà sempre più vaste, pertanto non più esperibili unicamente attraverso i confini della fisicità, ma anche grazie alle possibilità di percezione dell'essere, quella nostra dimensione interiore che vive libera dalle logiche dello spazio e del tempo.

La vita è eterna e infinita energia che si esprime attraverso illimitate forme e dimensioni nel tentativo di raggiungere una sempre più profonda, estetica ed estatica possibilità. Il sesso è l'energia che nutre le radici dell'albero della vita. Se ci pensiamo bene, è il principio di ogni cosa, di ogni essere, animale e vegetale. Dal mio punto di vista il sesso è la prima manifestazione dell'inestinguibile desiderio di trascendenza, creatività e movimento che la vita è.

Ecco allora che la sessualità è il veicolo primo di ogni cosa, pertanto, come tale, non dovrebbe essere condannata o repressa, poiché distruggendola impediremmo ogni nostro ulteriore possibile avanzamento. Cara Sabrina, il tuo amore ha iniziato ad abbracciare dimensioni sempre più ampie di questo mondo, si sta muovendo fra le nuvole, gli albero, verso le stelle e il sole, sino a farti percepire il desiderio di raggiungere un orgasmo con l'universo intero. Lascia che sia, poiché solo questo amplesso può appagarti definitivamente. La fusione fra due individui vale quanto trovare una bottiglia d'acqua nel deserto. Meraviglioso, a volte fondamentale per non morire, ma mai definitivamente appagante. Solo quando scopriamo l'inesauribile sorgente d'acqua che è la vita stessa, possiamo rilassarci veramente e smettere di vagare fra i mille deserti del mondo. L'uomo, però, lungo il suo percorso di crescita si è mostrato tremendamente sciocco iniziando a rifiutare la possibilità di bere e godere dell'esperienza dissetante che una bottiglia d'acqua gli poteva offrire. L'uomo, a causa della sua paura, nel corso dei secoli, ha iniziato a ragionare in questo modo: "Sto morendo di sete, non vivo nulla di rigenerate, di fresco, piacevole. Qualche volta ho trovato, casualmente, delle piccole fonti d'acqua, dalle quali ho bevuto sentendomi immensamente appagato, per questo mi sono fermato abbandonando il mio cammino. Ma la sete si è nuovamente fatta sentire, e con lei il dolore e la disillusione. Per questo ho deciso che mai più mi lascerò attrarre e ingannare da una momentanea e limitata sorgente d'acqua. È maledetta, è infingarda perché distoglie dal reale obbiettivo, cioè il raggiungimento della sorgente. È ingannevole perché ti promette di cancellare definitivamente la sete quando in realtà non riesce a farlo". Così, l'uomo, iniziò a vedere e pensare la sua sessualità. Che peccato!

Una bottiglia nel deserto non promette nulla, non inganna. Sono solo la viltà e l'avidità umane che rovinano ogni cosa, spingendoci ad aggrapparci totalmente ad ogni, più o meno grande, forma di piacere e gioia che possiamo incontrare nelle nostre vite. Ma l'uomo nel deserto, non accorgendosi di tutto ciò, iniziò a temere il piacere di bere da qualsiasi fonte che in qualche modo lo potesse dissetare senza garantirgli la certezza di estinguere eternamente la sua sete, convinto che in questo modo avrebbe scovato più rapidamente e con minori pene una sorgente inesauribile. La realtà dei fatti fu però esattamente opposta.

Più l'uomo, per paura, fuggì l'esperienza del piacere, del potersi dissetare anche per un solo istante, più iniziò a temere e a non riconoscere qualsiasi altra fonte di ristoro, a perdere completamente il desiderio e la forza di viaggiare e ricercare. Ridotto in questo modo, l'essere umano si costrinse a prendere le sembianze di una pianta grassa, divenne sempre più simile ad un cactus, pieno di spine pericolose, secco, inospitale, respingente, egoista più che mai, costantemente intento a vivere cercando di non perdere nemmeno una goccia di quell'acqua che ancora conservava in sé.

Tutta l'ossessione e la perversione sessuale che oggi ci circondano, paradossalmente, sono date proprio da questo assurdo atteggiamento che l'umanità ha perpetrato nel tempo, dalla sua incapacità di vivere pienamente l'amore per il corpo e per ogni forma di piacere in modo leggero, innocente, giocoso. Poiché abbiamo una tremenda paura di amare, di abbandonarci all'altro, l'atto sessuale non è più vissuto come un momento di possibile gioia, ma come un mezzo per accrescere il proprio egoismo. Prima si pensa a se stessi, a quanto ricchi, eleganti e potenti si dovrebbe essere, poi, quando si ritiene di poter andare verso l'altro in virtù di quel che si possiede e si può sfoggiare, ci si inoltra nella vuota e miserevole fatica di fare sesso, costantemente tesi e disturbati da pensieri assurdi: "Devo mostrarmi capace, sensuale, devo realizzare prestazioni da olimpiadi per potermi sentir dire d'essere meglio di chiunque altro".

Insomma, oggi non si fa più l'amore in due, ma in dieci, cento, mille, in tanti quante sono le idee che vivono nelle nostre menti rispetto a come dovremmo essere, andare, a chi c'è stato prima, a chi potrebbe venire dopo. Con queste premesse l'energia che scorre nel nostro corpo è stata pervertita. Il corpo, così umiliato, torturato e relegato a mero strumento di adattamento ad un pensiero frutto della paura, ha iniziato a soffrire sempre più di disturbi come l'impotenza, la frigidità o l'eiaculazione precoce. A quel punto cosa abbiamo pensato di fare? Abbiamo deciso di raggiungere le vette della follia assumendo farmaci che tentano di costringere l'organismo a dare i risultati che pretendiamo.

Siamo divenuti interiormente poveri e brutali come non mai! Abbiamo trasformato ogni cosa in un becero meccanismo economico, produttivo, dove anche l'amore, l'affetto e l'intimità sessuale non sono altro che prestazioni da realizzare, oggetti da possedere, sfoggiare e manipolare a comando di usi e costumi sociali. Non amiamo e viviamo più grazie ai desideri del nostro cuore, ma attraverso la recita che ci impone la società. Ma cos'altro è la società di massa se non un misero condizionamento collettivo, un metro a cui tutti dovrebbero adeguarsi? L'adesione alla società di massa è la morte di ogni forma di bellezza e libertà! Il nostro ego è divenuto così malato e vasto da non permetterci più di entrare nella sfera sessuale con quella semplicità e innocenza che unicamente permettono un vero e pieno incontro. Ecco allora che un immenso numero di persone rimane bloccato in una sfera sessuale tesa, confusa, repressa, torbida, inquinata dal bisogno di dominare, possedere, sfruttare. Queste condizioni portano le persone ad una scissione interiore, che si concretizza in un agire collettivo guidato, unicamente a parole, da altisonanti valori, ma che nei fatti si muove alla deriva travolto da potenti energie liberate dopo secoli di dolorosa repressione. Per lunghissimo tempo abbiamo condannato e represso l'energia sessuale, poi, tutto d'un tratto l'abbiamo lasciata andare, vi ci siamo tuffati con indulgenza, senza alcuna consapevolezza e sensibilità. La sessualità dell'uomo contemporaneo mi evoca l'immagine di un possente cane torturato e tenuto rinchiuso per anni in un'angusta gabbia d'acciaio, che d'un tratto viene liberato con l'idea che possa tramutarsi d'acchito in un fedele animale da compagnia proprio per coloro che sino al giorno prima lo maltrattavano. La natura ci ha donato la sessualità come sua prima porta per accedere all'amore e al piacere, ma noi, timorosi di abbandonarci al gioco della vita, l'abbiamo repressa, fuggita e ostacolata in tutti i modi.

Cara Sabrina, tu che ora sei scossa da un desiderio immenso di perderti per incontrare la bellezza del mondo, non retrocedere, non trattare questo tuo moto interiore come sempre abbiamo trattato tutto ciò che ci apriva le porte verso dimensioni più ampie e serene. La tua lettera racconta una grande possibilità, una bellezza e una gioia che rispondono pienamente al significato ultimo del perché siamo qui, ora.

Desideri scioglierti in ogni forma e dimensione di questo mondo che senti travolgerti per incommensurabile bellezza. Percepisci l'abbraccio della vita come quello di un amante in cui ti perdi totalmente, fisicamente. Percepisci l'essenza quanto la forma, il corpo quanto l'anima: che grande sintesi, che amore e rispetto profondi per ogni cosa. Se esiste un dio, tu sei sicuramente fra le sua amanti prediletta.

Lascia che sia!

 

 

Tags: Emozioni

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Commenti   

# adelaide 2011-09-22 23:48
cara sabrina,e' stupefacente,me raviglioso,da colpo d'invidia fulminante,e quasi con dolorosa gioia che per la prima volta sento parlare(scriver e) la Dea dell'Amore universale,qui tra noi miseri e spogliati di tutto comuni mortali.ti prego,non perdiamoci di vista,voglio sapere come fai,come e' cominciata,come e con chi e' stata la prima volta,
se sei di questa Terra,e quali sono gli orizzonti e i paesaggi che prediligi.A me fa impazzire il Vento,quello del Tramonto,nelle calde e afose giornate estive,quando il Sole e 'calato a palla,sai,quel momento struggente in cui non e' piu' giorno ma neanche notte,quei brevi momenti in cui tutto riluce,sulle mie spiagge,e i ciotoli ancora bagnati riflettono le mille luci dell'Orizzonte, e' magico,di una bellezza straziante e commovente,
Mi sento pervadere,a pensarci ora che l'hai detto te,ma mi sentivo in colpa,da uno strano eccitamento,ma sommesso,umile, non cosi esplosivo come il tuo,sono felice per te,e ti auguro sempre piu' appaganti orgasmi...

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