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Storie e racconti

Orme sulla spiaggia del tempo

Caorle spiaggiaPer Maria, Gianni, Anna, Francesco e Massimiliano: Ricordo una dolce storia che metaforicamente racconta il rapporto che sussiste fra la nostra piccola e sperduta mente e la Coscienza Originaria, Dio, o come più amiamo definire l'Indefinibile.
La storia, un po' modificata dal mio sentimento, racconta...
Un giorno, verso l'ora del tramonto, passeggiavo lungo la spiaggia del tempo. Ad un tratto sentii qualcuno camminare al mio fianco. Vidi un uomo, lo guardai in volto, ed estasiato riconobbi il mio amato Signore. Silenti continuammo a camminare verso il Sole, i nostri passi si imprimevano nella sabbia lasciando una doppia scia di impronte, le mie e quelle del mio Signore. Ad un tratto compresi che ciascuno di quei miei passi scandiva e conservava un giorno della mia vita. Incuriosito mi fermai e mi voltai per guardare tutte quelle tracce che si perdevano verso il lato buio della terra. Notai che a tratti v'era solo una linea di impronte.
Ripercorsi mentalmente tutto il cammino della mia esistenza e, pieno di rammarico, compresi che le scie d'impronte con una sola serie di orme, corrispondevano ai giorni più tristi e difficili della mia vita. Periodi colmi di sofferenza e angoscia, giorni di prove e dubbi, solitudine e amarezza, giorni apparentemente folli, incomprensibili.
Allora, con un senso di profondo sconforto e delusione nel cuore, mi rivolsi al Signore dicendo:

«Povero illuso che sono stato! Persone di cui mi fidavo ciecamente mi raccontarono sin da quando ero piccolo che Tu eri al mio fianco, che lo saresti sempre stato, perché Tu eri l'essenza della mia stessa incorruttibile Vita! Profondamente colpito da queste parole ho trascorso tutta la vita cercando di risvegliarmi a questa realtà che non riuscivo a sperimentare direttamente. Quando giungevano momenti di smarrimento e profondo dolore li attraversavo convinto che fossero fasi necessarie per risvegliare la mia coscienza, per distoglierla da ciò che era superfluo e nocivo, potendo così riconoscere l'Essenziale, il Fondamento di ogni cosa.

Perché mi hanno mentito? Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più cupi e duri, proprio quando avevo più bisogno della Tua luce e della Tua presenza?»

Il Signore, con sguardo pieno di compassione, mi rispose: «Figlio mio, anima mia, come avrei mai potuto lasciarti solo anche solo per un istante? Non ti hanno mentito, Io e te siamo un'unica cosa, pertanto mai ho cessato di guidarti e amarti. Le sole orme che vedi nei giorni più cupi e duri del tuo passato sono le mie. In quei giorni ti portavo in braccio.»

Insomma, così vicino da potersi facilmente sentire perduti non appena lo "sguardo" vagabonda troppo in là.

A Voi vicini
Pier e gli amici del Centro Nisarga

Tags: Maestri spirituali, Emozioni

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Commenti   

# Tranchi 2014-02-23 19:44
Struggente!
Racconto,sogno,favola,storia,verita'..a me ste robe mi commuovono,e in questa,Dadrim,c 'e' cosi tanto sentimento e pathos.Una storia gentile e profonda da tenere presente sopratutto nei momenti di smarrimento.
Grazie a te e ai tuoi amici del Centro Nisarga.
# Dadrim 2014-02-23 19:51
Guarda Tranchi che fra gli amici del Centro ci sei pure tu. Almeno così la percepisco io.

Buona serata!
# Marì 2014-02-24 07:35
Conoscevo l'originale, ma questa!!!
Grazie!

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