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Spiritualità

Dove sono arrivato?

Luca ha scritto: Ciao Pier, mi sta accadendo una cosa strana. Sai che sono anni che medito, che osservo me stesso e il mondo che mi circonda nel tentativo di comprendere i miei condizionamenti e di scoprire cosa v'è oltre quel velo di abitudini e valori distorti che offre la nostra società. E ora, dove sono arrivato? Sono giunto ad una strana situazione. Mi rendo conto di non voler essere completamente libero. Mi rendo conto che vi sono dei desideri che mi legano, dei desideri che sento intensamente e che non mi permettono di andare oltre il loro campo di azione e pensiero. Mi sembra di non voler andare oltre il punto in cui sono. Anzi, a volte ho la sensazione di voler tornare indietro, di voler vivere o rivivere esperienze e situazioni che ritenevo superficiali, limitanti e superate. Non che ora le ritenga diversamente, ma evidentemente, a livello emotivo, le desidero, vi sono ancora legato. Caro Pier, la situazione è un po' confusa e conflittuale. Avresti un suggerimento da darmi per aiutarmi a sbrogliare questo nodo che mi sembra sorto fra ragione ed emozione?

Grazie, un abbraccio,
Luca

Pier ha risposto: Caro Luca, la mente può capire molte cose, ma se il cuore non l'accompagna il tutto si limita ad un esercizio intellettuale. Puoi dire e scrivere cose immensamente sagge pur rimanendo buio e sordo interiormente. Il fatto che tu stia vedendo che vi sono cose che desideri, che nei fatti ti legano a pensieri ed azioni limitanti, in realtà è un passo avanti, non certo un passo indietro. Se la coscienza non si rivolge all'interno di noi stessi, iniziando a comprendere "ciò che c'è e ciò che realmente è", mentalmente possiamo raccontarci di tutto, persino di essere pienamente liberi, felici e realizzati. Quanti di noi vivono frammentati, su più livelli, raccontandosi una cosa e facendone un'altra? La mente ci racconta storie meravigliose, i fatti, invece, parlano un'altra lingua, una lingua che tutti coloro che ci stanno intorno comprendono, tranne noi. Pensiamo di essere amorevoli e dediti alla famiglia e agli amici. Nei fatti siamo gelosi, possessivi e dediti a difendere i nostri interessi. Nel lavoro pensiamo di essere creativi, solidali e competenti. Nei fatti risultiamo banali ed egoisti. Pensiamo di essere poveri e privi di qualità interiori. Nei fatti risultiamo amabili e stimati. La mente ci può raccontare di tutto sino a quando abbiamo un particolare desiderio o una paura di vederci rispecchiare con una specifica immagine.  E possiamo quasi sempre stare certi che la mente ci racconta l'opposto di ciò che è. La mente parla quasi sempre per nascondere o evitare qualcosa, bello o brutto che sia. Altrimenti accadrebbe quel silenzio e quella consapevolezza che permettono l'intuizione diretta della cose.  Infatti il reale cambiamento inizia quando non proiettiamo più immagini ma vediamo la realtà per quella che è.

Oggi ti scopri abitato da desideri, pensieri ed emozioni che ritenevi superate, e in un certo senso te ne rammarichi.

Io credo invece che tu oggi possa vedere tutto ciò perché a forza di osservare e voler scoprire te stesso sei riuscito ad abbattere uno dei desideri più infingardi: il desiderio di immaginarti come ti piacerebbe essere o come hai paura di scoprirti.

Ora che vedi ciò che realmente c'è in te, non iniziare una lotta senza senso. Non denigrarti, non rammaricarti, non voler essere più in là di dove sei. Rimani con te stesso, con i tuoi desideri, i tuoi pensieri, le tue frustrazioni e le tue ambizioni. E come hai fatto finora, osservati, ascoltati, con grande libertà, amore e attenzione. Vedrai che certi desideri perderanno realmente senso, altri probabilmente verranno realizzati, altri ancora dimenticati.

"Spiritualità" non significa morire alla vita e al desiderio, anzi! Per me significa vivere pienamente ogni aspetto della vita, bello, brutto, doloroso o piacevole che sia. La vera differenza fra una vita inconsapevole ed una vita saggiamente spesa è data dalla presenza di un desiderio in più e non dalla mancanza di desideri. È il desiderio di scoprire, d'essere sempre più liberi, chiari a se stessi e sensibili all'atro che ci permette di bruciare progressivamente ogni scoria mentale ed emotiva.

Il desiderio è un qualcosa che devi far crescere in ampiezza ed intelligenza. Non qualcosa che deve essere soffocato o ucciso. Desidera sempre più comprendere i tuoi desideri, i tuoi pensieri e le tue emozioni. Alcuni svaniranno, altri verranno vissuti sino in fondo. Più il desiderio di comprendere scenderà in profondità, più troveremo pace e libertà.

Possiamo anche dirla in un altro modo. La massima espressione del desiderio porta all'estinzione del legame che ci vincola al desiderare, che nei fatti si traduce in pace e stabilità interiore. É la limitatezza e la ripetitività dei nostri desideri che genera sofferenza, producendo senso di noia, di stagnazione e di stupidità.

Quando il desiderio e l'intelligenza si combinano insieme l'essere umano trova la forza e la volontà per andare oltre ogni confine.

In sintesi vorrei quindi dirti di continuare con la tua osservazione. Continua ad osservare e penetrare anche queste tue nuove comprensioni personali. Non pensare di essere giunto ad un punto morto o che la scoperta di vecchi o nuovi desideri sia un male o un ostacolo al tuo cammino.

Infine vorrei chiederti: chi si rende conto di non vuole essere libero? Tu non vuoi essere libero o v'è la consapevolezza della presenza di questa sensazione? Sei consapevolezza o sei desiderio? Può esservi desiderio senza consapevolezza?

Spero di esserti stato di aiuto.

Un caro abbraccio
Pier

Tags: Ricerca della felicità, Equilibrio interiore

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