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Vegano, crudista o fruttariano?

Melograno tra i colli di BreganzeFabio ha scritto: Ciao Pier, sono Fabio, tutto bene? Ti scrivo per chiederti cosa ne pensi riguardo a questioni legate all'alimentazione. Non mi riferisco semplicemente all'essere vegetariani o meno (cosa della quale mi hai già risposto), ma cerco di andare ancora più a fondo. Come sai, dato che ci siamo anche conosciuti e ti ho già scritto, sono da tempo alla Ricerca di me stesso, e in questo percorso non ho potuto fare a meno di diventare vegetariano. Poi ho scelto di diventare anche vegano (anche se non amo questo tipo di etichette) semplicemente perché non credo che abbiamo bisogno di assumere alimenti di origine animale, anzi credo proprio non ci facciano bene, come dimostrano anche molti studi o semplici intuizioni. Negli ultimi tempi ho iniziato anche ad interessarmi di crudismo e fruttarianesimo ed è qui, in questo ultimo periodo, che sono sorte le domande che ti vorrei porre. Piano piano credo di essermi convinto o di aver capito (anzi già lo sapevo da quando ero diventato vegetariano, ma solo ora lo realizzo e forse proverò ad applicarlo veramente, per quanto potrò) che la nostra natura fisiologica è quella di esseri frugivori, come le scimmie antropomorfe: ciò significa che il nostro cibo primario e perfetto dovrebbe essere la frutta, i semi e credo gli ortaggi. Se così stanno le cose (e guardando oggettivamente i fatti pare proprio che stiano così) sono questi gli alimenti che dovremmo assumere, e dovremmo assumerli crudi, proprio perché manterrebbero tutti gli enzimi che ci permetterebbero di digerire al meglio le loro proprietà nutritive e la loro energia. Ora è ovvio che se da vegetariano iniziavano alcuni problemi di compatibilità con la società (ma non molti) e da vegano aumentavano (ma sempre abbastanza nei limiti), da crudista o fruttariano le cose si complicherebbero parecchio. Ma non è veramente questo il problema che ti pongo, perché ormai credo di essere abituato a pagare il prezzo di andare contro tutti in questo Cammino. Il punto è che le cose iniziano a complicarsi anche per me. Cioè credo che questa cosa che ho realizzato sia giusta, ma non so se sia giusta per me, adesso, in questa società, ancora legato emotivamente a certi cibi che ancora mi attirano (come pizza, pasta, cose cotte), ma che secondo questa teoria mi farebbero male e mi priverebbero della gioia di una salute ed un’energia vitale più potente e naturale. Così ultimamente, oltre ad essere sempre più etichettato come estremista da varie persone per queste mie idee, mi trovo a chiedermi forse troppo cosa devo fare, cosa devo mangiare, se devo essere radicale e andare fino in fondo anche in questa mia nuova direzione o se devo accettare un buon compromesso che mi permetta di mangiare il più possibile cose sane senza distaccarmi completamente dalle usanze e dalle tradizioni alimentari che, in un modo o nell’altro la nostra società o il nostro ambiente ci spingono ad adottare. Poi ovviamente so che tutto questo discorso che ti ho proposto si muove sul piano della mente ed è legato alla salute del corpo, e non è nella dieta perfetta la soluzione per il raggiungimento della pace interiore… ma per ora non riesco a disgiungere il mio percorso da essere umano ad un percorso da “giusto” essere umano, che vive nella sua giusta dimensione, che mangia le cose che dovrebbe mangiare per natura..

Ti ringrazio in anticipo, se vorrai rispondermi, e non finirò mai di congratularmi con te per l’illuminante aiuto che dai alle persone con il tuo blog e le tue risposte di luce.

 
Un abbraccio,
Fabio

Pier ha risposto: Ciao Fabio! Qui tutto bene, grazi mille! Per quanto riguarda la tua domanda, perché disperdi così tanta energia nel fuori, nella mente? Stai cercando te stesso, una vita piena e armoniosa o il cibo perfetto? Dal mio punto di vista ti stai perdendo in cose irrilevanti, la mente ti sta ficcando in un pasticcio inutile, in una delle sue tante illusioni. Mangiare sano, non troppo, evitando l'inutile e desolante violenza che comporta l'assunzione di carne mi sembra cosa buona, sia a livello psicofisico che a livello etico, ma quando iniziamo a sforzarci ti raggiungere un certo ideale creato dalla mente ecco che iniziano i guai, ecco che dovremmo chiederci da cosa stiamo fuggendo. La mente dovrebbe essere un nostro servitore e non un nostro torturatore. Se ascolti il tuo corpo e la saggezza del tuo più profondo sentire (non pensare!) darai all'alimentazione l'importanza e l'armonia che merita rispetto alla tua vita, alla natura e all'ambiente che ti circondano.

Tu dici: “per ora non riesco a disgiungere il mio percorso da essere umano ad un percorso da “giusto” essere umano, che vive nella sua giusta dimensione, che mangia le cose che dovrebbe mangiare per natura..”. Parole come “giusto” e “dovrebbe” sono figli della mente e non della consapevolezza, sono fatiche che l'ego intraprende nel tentativo di raggiungere un ideale che autoproietta per poi compiacersi del suo raggiungimento, salvo poi sentirsi nuovamente, immediatamente, insoddisfatto, dovendo così proiettare qualcos'altro da perseguire, ad nauseam. L'essere non ha alcuna idea di sé, non tenta di modellarsi ad alcuna immagine, ma semplicemente agisce senza sforzo, con naturalezza e gioia, mosso dal suo innato sentire. L'essere è la risposta, la mente è il problema. Anche l'idea che vi sia qualcosa che la natura ci comanda di mangiare è una proiezione della mente. Ogni organismo umano ha una sua storia, una sua struttura genetica e psicologica, imporgli una specifica dieta senza ascoltare le sue necessità è potenzialmente deleterio. Per esempio, vi sono alcune persone, che non possono eliminare completamente la carne dalla loro alimentazione: sono poche, ma vi sono.

La natura umana è molteplice ed estremamente adattabile. La nostra indeterminazione è ciò che ci ha permesso di sopravvivere attraverso i millenni, contrariamente ad altre specie rigidamente determinate. Oggi, liberi dalla necessità e dal bisogno, l'alimentazione può essere finalmente gestita dalla nostra consapevolezza e non più dalle imposizioni dell'ambiente esterno. Ecco allora che alimentarsi può essere finalmente vissuto come un piacere e un momento di gioiosa condivisione e non più unicamente come un atto necessario alla sopravvivenza. Ma per fare ciò è richiesta consapevolezza di sé, del proprio corpo e della terra che ci sostiene e nutre amorevolmente. Mi fai una domanda a cui ti sei già risposto: “Poi ovviamente so che tutto questo discorso che ti ho proposto si muove sul piano della mente ed è legato alla salute del corpo, e non è nella dieta perfetta la soluzione per il raggiungimento della pace interiore…”.

 
Con affetto,
Pier

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Commenti   

# adelaide 2011-10-28 11:37
Salve a tutti,a proposito di cibo,io sono il prezzemolo di ogni minestra,e si,non riesco a perdermi un commento(quasi) secondo me Dadrim ha fatto un commento centrato,non si puo' cancellare ed eliminare, per una nuova presa di coscienza, in modo brusco, l'abituale alimentazione con la quale si nasce,si vive buona parte della vita,si d'accordo inconsapevolmen te,perche' e' la madre che ci nutre,cucina,la mensa della scuola,i Mac con gli amici ecc..secondo me,con una nuova dieta cosi insolita ed estranea alle nostre memorie alimentari,si cadrebbe in depressione e non solo fisica. Non si puo' vivere bene il rapporto col cibo a queste condizioni,anzi ci si sente sempre frustati,sconte nti,diviene una forzatura pesante, e non ci credo che il pensiero non vada di tanto in tanto, con nostalgico sospiro al profumo e sapore del piatto delizioso che solo mamma' sa cucinare...Dai ragazzi,io credo che fa piu' male un cattivo pensiero,o mangiare vegetariano in compagnia di,persone negative,che gustarsi un panino e mortadella..Que lla che indica Fabio e' l'alimentazione degli Illuminati,dei Trascesi,che noi,uomini dei nostri tempi,dovremmo faticare 10 vite per arrivare ad una simile consapevolezza alimentare con serena e inevitabile conseguenza di un cero modo di vivere.Sono sincera,per me la carne da bambina era sconosciuta,ed anche da ragazza,mia madre cucinava la carne ( cotolette) solo la Domenica,e le teneva chiuse a chiave nella madia,perche' con la fame che c'era,le avremmo fatte fuori subito!Da grande e da mamma non ne ho voluto privare i miei figli,oggi,con una nuova consapevolezza, la cucino di meno,sempre meno,ma onestamente,non me la sento di eliminarla,anco ra,semmai sara',dovra' essere senza sforzo o patemi. Buon Appetito!
# Federica 2011-10-28 12:20
Io ho letto su alcune teorie (anche quelle di Arnold Ehret) che il corpo può ritrovare la salute e liberarsi dalle tante malattie croniche che lo affliggono, e sulle quali prosperano le aziende farmaceutiche, tornando ad una alimentazione naturale.
E per naturale si intende il più possibile CRUDA: in termini di ortaggi, semi, verdura e frutta.
Hai ragione Fabio invece. Noi non siamo programmati per consumare l'industriale quantità di cerne, farinacei e conservanti con cui ci intossicano.
Le conseguenze si vedono. Squilibri gastrointestina li, e nelle donne infezioni intime che non vanno via, dovute a scompensi intestinali, candidosi croniche... No, io non ti chiamerei mai esagerato o estremista.
Fintanto che la gente non capirà che l'alimentazione siffatta è da prediligere, le persone continueranno a soffrire, e le lobby farmaceutiche a prosperare.
# adelaide 2011-10-28 12:44
cara Federica,e' ovvio che io sono d'accordo con te e con Fabio,ma credo anche che per arrivare a questa giusta e sana alimentazione,s i dovrebbe fare un lungo lavoro,a cominciare dalla mamme,dalle scuole,dai mass-media,da una vasta , coinvolgente e universale
presa di coscienza,io ho cominciato,coin volto,ma piano piano,devo farlo con gioia e consapevolezza.
Lo sai che un paio di mesi fa mi volevano licenziare perche' mi ero permessa di consigliare ad un cliente(io lavoro in un ristorante)di non mangiare la tagliata(carne cruda)?Mi hanno gridato contro,un casino,che le mie idee le tenessi per me,che gli facevo perdere i clienti,ecc..Ma e' pur vero che qualcosa si muove,tanti locali sono sensibilli a questa nuova realta',alcuni fanno cucina solo vegetariana,alc uni diversi piatti o portate,piano piano,ci arriveremo,ma trovo falso e forzato farlo di punto in bianco,solo perche' lo si e' letto o sentito..
Anche il nostro corpo deve avere il tempo prima di disintossicarsi di disiabituars, e poi cominciare con il nuovo e salutare..Neanc he io mi permetto di criticare Fabio,se si nutre con gioia e serenita',ben venga,non posso che essere felice per lui..
+1 # Viola 2011-10-28 15:20
Ciao a tutti, questo è un argomento molto attuale, ho occasione di parlarne ogni giorno con qualcuno. Quello che avete sottolineato tutti è che in questo periodo di transizione ci si presentano delle teorie, partorite dall'intelletto umano: più che degli studi specifici fatti generalizzando, trovo utile che ciascuno cerchi di recuperare la connessione con il proprio corpo e impari a riconoscere i segnali di benessere che questo gli manda durante le azioni che compie e le esperienze che vive. Personalmente sento l'esigenza di assumere i prodotti locali, gli alimenti germogliati nel luogo dove sono nata e vivo, assecondando il ritmo delle stagioni (se ne avessi la possibilità mi farei un piccolo orto: è in programma), piuttosto che seguire la moda di alimenti esotici, come la soia, venduti a un prezzo insostenibile perchè viaggiano per migliaia di chilometri, con conseguenze pesanti di impatto ambientale. Secondo me la consapevolezza nasce interiormente, non la si può assumere per bocca.
# adelaide 2011-10-28 16:50
Brava,Viola,il tuo pensiero e' il mio,e' cio' che volevo dire,prima consapevolezza interiore,e poi, con inevitabile coinvolgimento, consapevolezza alimentare.
Fallo,l'orto,io l'avevo,non hai idea di quanto ti prendera',ti coinvolgera',ti fara' sentire connessa con la Terra,ti portera' ad avere una istintiva sensibilita',e gratitudine verso tutto cio' che per mezzo del tuo impegno e lavoro,avrai fatto crescere,germog liare,ti ritroverai a sbucciare una zucchina commossa,ringra ziandola per il dono di se'.E' impareggiabile la soddisfazione e la quasi sacralita' di mangiare lo stesso Amore che hai usato per annaffiare,sara i ripagata con il gusto e la genuinita'.Natu ralmente,ti affiderai a prodotti non tossici,per i parassiti,su "il giardino dei libri"avevo comprato diversi libri sull'orto biologico,e per la semina,la raccolta,potatu ra ecc.compravo tutti gli anni il calendario lunare,molto utile,per chi si accinge,come te a vivere questa bella avventura.
Ti suggerisco,se vuoi farla completa,di mettere,o creare,in un angolo estremo dell'orto,il Composter,sai cos'e'?ricicli e dai nuova Vita al 100 x 100 degli scarti alimentari,e non solo, di casa tua. Alcuni Comuni,sensibil i a queste tematiche,lo danno ad un prezzo politico..Be',v ado al lavoro,ragazzi, vi auguro un felice fine-settinana
# Viola 2011-10-28 16:53
Grazie, Adelaide. Quello che manca è la terra, ma arriverà, spero. Buon lavoro e buon fine settimana.
# Federica 2011-10-29 20:22
Adelaide, io non credo che sia necessaria la gradualità in tutti i casi, nel momento in cui si raggiunge una nuova consapevolezza in tempi magari brevi.
Io personalmente non l'ho né letto né sentito.
Adelaide, io non parlo per cose lette o sentite.
E per ragioni di salute tale alimentazione crudista l'ho dovuta adottare tale quale, senza nessun passaggio intermedio.
Come ho fatto, domanderebbe qualcuno.
L'ho voluto. Basta.
Sono una di quelle che, se avesse deciso di smettere di fumare avrebbe un bel giorno gettato l'ultimo pacchetto nella spazzatura e non ne avrebbe toccate mai più.
Io sono fatta così.
All'inizio è stata una necessità. Adesso è una filosofia di vita.
A volte può accadere che scappi un ragù, ma non è la regola, è l'eccezione.
Ecco... il bello di questo modo di vivere è avere reso eccezione ciò che prima era la regola.
Di sicuro il corpo non l'aveva presa bene all'inizio... aveva dovuto rivoluzionare la sua abitudine e io non avevo rispettato i suoi tempi.
Oggi la sola cosa che vedo è che tanti problemi se ne sono andati.
Mi spiace che tu ti sia trovata di fronte degli ignoranti di tale schiatta, che purtroppo sono i tuoi datori di lavoro.
Spero che aumentino sempre di più i locali che fanno mangiare in modo pià consono al corpo e alla salute, perché la quasi totalità del modo di mangiare di oggi è sbagliata.
# adelaide 2011-10-30 09:37
Gentile Federica,sono ammirata per la tua forza di volonta',ma mi dovrai convenire che non tanti l'abbiamo,come pure cambiare drasticamente un abituale stile in qualunque aspetto della vita,che sia alimentare o di dipendenza,difa tti tu mi confermi che all'inizio il tuo corpo ha avuto qualche disagio per accogliere ed accettare il nuovo,il diverso.E per i piu'
ci vuole del tempo,e come giustamente dici, rispettare il percorso del cambiamento.
Anche perche' diversi fattori o tematiche si mettono in conflitto dentro di noi.la questione salutare,ambian tale,ed etica-morale che e' quella,in primis,che mi sta portando a decimare il consumo di carne.E' mia figlia Giorgia,che mi ha aiutata a riflettere.face ndomi vedere dei video di animali al macello ed altre cose abberranti..Anc he per me oggi una lasagne e' un'eccezzione,m a ho dovuto capire,esserre cosciente che mangiavo sofferenze,dolo ri,sangue di un mio simile,creato con la stessa terra e acqua.Se tu vedessi che cosa mangiano le persone al ristorante,ne saresti basita,
e devo servirli io...tutta e solo carne,agnello,cavallo,lumache,lepre,coniglio,ecc..
In fondo cio' mi serve per farmi essere ancor piu' convinta e decisa nel mio intento.
Impresa molto ardua e' far accettare ai miei il vegetariano tutti i giorni,il crudo poi...lo devo nascondere,nel senso che preparo una insalatona,
e ci mescolo dentro,grattugi ato o alla julienne,tutto quello che si puo',carote,zuc chine,peperoni, ecc.due scaglie di grana,due olive,e vai..
Cara Federica,si fa quel che si puo',si deve anche agire con i modi giusti ed appropriati,sen za violentare le altrui preferenze,ognu no deve prendere coscienza da solo se vuole cambiare,i mezzi ci sono,ed io sono pronta ad ogni richiamo..
Auguro a te e a tutti gli amici del blog una felice domenica,io sto andando a servire carne cruda..
A presto
un sorriso
adelaide
# Viola 2011-10-30 10:08
Su questo argomento quoto Adelaide al 100%. Penso che il cammino di consapevolezza sia un fatto individuale, e bisogna rispettare la libertà di ciascuno, dopo che è stato informato, di fare le sue scelte. Ognuno ha i propri tempi, ed anche il proprio destino, o karma, o comunque lo si voglia definire.
Personalmente non ho mai fumato, mio marito e molte mie amiche fumano: penso che se smettessero farebbero del bene alla loro salute e anche al portafoglio, ma non gli faccio ogni volta una predica perchè l'unica cosa giusta è smettere subito. Sarebbe come pretendere di avere un mondo fatto a mia immagine. Solo gli chiedo, se possibile, di evitare di fumare dentro casa, perchè quel fumo io non lo voglio respirare. Buona vita a tutti. Viola
# adelaide 2011-10-31 00:36
Fabio,Federica, Viola,Dadrim,ve dete,un argomento cosi' delicato e ostico, porta inevitabilmente ad un ampliamento,ad un approfondimento , e si va a scivolare e toccare argomenti sempre piu' vasti,ma sempre inerenti ad esso,io,come voi,ci penso alle cose,le voglio capire fino in fondo per potermici ritrovare nella loro totalita'.Alla fine sto dicendo che quando si fa una scelta,come quella di cui stiamo discutendo,e per un nobile motivo morale,umano etico,riferito alla sofferenza e il dolore degli animali sacrificati,bis ogna rapportarsi con coerenza a tutto cio' che li riguarda! Mi spiego:quanti di noi hanno degli oggetti in pelle? quanti indossano dei caldi guanti della stessa fattura?chi non ha nell'armadio una pelliccia,un cappello,una cintura,o un bel paio di scarpe in camoscio,pelle, o cuoio? Ci sara' pure sulle nostre mensole un bell'oggetto in avorio? e la lista e' infinita,abbiam o,portaocchiali ,custodie,libri ,borse,valige pettini,spazzol e,spugne,copert e...Come vedete,sicurame nte in buona fede,in qualcosa o qualcuno di questi e altri oggetti non siamo coerenti
con la moralita' o motivo che ci ha spinti a fare la scelta..Vorrei un vostro parere,se ci si puo' sentire con la coscienza a posto a non mangiare la carne,ma poi indossare o usare altre parti dell'animale.Io personalmente deduco che, come esposto negli altri commenti,ci vuole tempo,discernim ento,pazienza,o ltre che una buona dose di volonta',valuta re il contesto a 360 gradi,divenire consapevoli della coerenza e poi poter dire a gran voce:io di quest'acqua non ne bevo..e sopratutto avere indulgenza e tolleranza per chi non la pensa o la vive allo steso modo.
Conosco persone meravigliose che mangiano tanta carne,e il vivere a lungo e bene non dipende solo da cio'
che si mangia,e neanche essere buoni,saggi e onesti e' una garanzia di lunga vita..o anche cattivi,vedi lo sterminatore di Ebrei,90 anni e passa..Be, dai, vi aspetto, con i vostri sempre mirati e interessanti commenti..
+1 # iliono 2011-11-02 23:21
Cara adelaide sono uno nuovo di questo sito e ho letto con piacere le tue e le altre argomentazioni sulla materia del mangiare crudo e non mangiare carne, premetto che io normalmente mangio carne e e cucino gli alimenti, sono come si dice uno normale, se la parola normale può avere un significato.
Un po di tempo fa lessi un libro che si chiamava (e venne chiamata due cuori), narrava la storia di una donna americana che per motivi di lavoro venne in contatto con l'ultima tribù aborigena dell'Australia e con loro intraprese un viaggio per attraversare il deserto senza cibo ne acqua senza nulla da portarsi di scorta per mangiare e bere e nell'attraversa re il deserto vivevano di quello che la natura gli offriva di volta in volta, loro pensavano che Dio nel suo grande amore per loro, gli avrebbe fornito tutto il necessario per vivere senza cacciare e uccidendo solo gli animali che gli sarebbero venuti in contro come a sacrificarsi volontariamente per nutrirli e sfamarli.
Di regola loro non cuocevano il cibo ma per permettere alla loro amica americana di abituarsi alla vita molto spartana che conducevano cucinavano di volta in volta sia la carne che la vegetazione che il loro peregrinare senza una meta gli faceva trovare.
Mi dirai cosa ci azzecca questo ?
Quello che voglio dire è che dobbiamo considerarci non solo come esseri umani che cercano una illuminazione tramite il cibo o altre pratiche ho utilizzare la nostra forza di volontà per modificare drasticamente noi stessi e le nostre abitudini e stili di vita.
I cambiamenti possono essere anche imprevisti e repentini ma c'è sempre dietro una preparazione che li precede anche a volte non percepita o voluta, anche terremoti per quanto improvvisi e tremendi hanno una lunga preparazione che si esaurisce in alcuni minuti.
+1 # iliono 2011-11-02 23:22
seconda parte del commento

Io penso che se chi ci ha creato così perfetti non avesse voluto che noi non mangiassimo carne non ci avrebbe fatto i denti canini e come noi non mangiamo gli altri esseri umani (normalmente) non avrebbe permesso che si sviluppasse tutta una società fondata sulla caccia o sulla pesca.
Con questo non voglio dire che le persone che non cucinano il cibo e mangiano solo vegetali siano da biasimare o da giudicare, ma ritengo che se tramite queste pratiche vogliono raggiungere la consapevolezza ( di cosa?) abbiano scelto una strada lunga e faticosa, è come voler risalire la corrente del fiume con una una barca a remi per quanti sforzi tu faccia appena cessi di remare il fiume ti riporta nuovamente a valle vanificando ogni tuo sforzo.
Penso invece che la realizzazione di un orto possa essere un momento importante per comprendere che la consapevolezza che cerchiamo sia già li davanti ai nostri occhi, quando noi seminiamo un seme, ci affidiamo alla benevolenza di Dio e di tutti i meccanismi che sono insiti nella natura la nostra (sopravvivenza) , perché noi non facciamo altro che seminare e annaffiare il seme, ma non siamo certo noi che facciamo nascere dal seme la pianta o costruiamo le foglie o la illuminiamo con la luce del sole per farla crescere, ci è concesso alla fine di un meraviglioso meccanismo della natura di poterne utilizzare il frutto per il nostro piacere.
Questo principio vale per tutte le cose che ci vengono concesse di utilizzare e anche di mangiare e qualunque cibo ci permetta di nutrirci va bene solo dobbiamo pensare che non sono i soldi che ci permettono di acquistare il cibo ma è il grande amore di Dio che ci permettere di vivere nutrendoci dei cibi animali e vegetale che siano che i suoi meccanismi fanno crescere e prosperare e che ci vengono offerti al fine di far continuare la specie umana detti anche figli di Dio.
# adelaide 2011-11-03 10:48
Benvenuto,Ilion o,sono felice che tu sia approdato in questo sito,se avrai occasione di leggere i tanti commenti e argomenti trattati,ti renderai conto che qui siamo solo noi,con le nostre storie,disagi,p areri,liberi di Essere e dire,di confrontarci e scambiarci tutto su tutto,senza giudizio o condanne.E' uno spazio protetto
in cui ci si puo' liberare dei propri affanni,sfoghi, essere sinceri in pratica,dire come si e' veramente senza maschere,senza indugi,esternar e disagi e verita' che sicuramente uno non ammetterebbe nemmeno a se stesso,e ancor meno ad un analista,amico,parente..
Anch'io mi ritengo una persona normale,ed anche se mi vedo migliorata,in tanti contesti
ancora mi ritrovo piena di difetti,di incertezze,fors e e' un continuo sprono a continuare,no so..
Sono in linea di massima d'accordo con te,ed a maggior ragione ribadico il mio pensiero,che secondo me e' uno sforzo immane (e vano) cercare di raggiungere la perfezione del vivere giusto nel cibo
ed e' vero pure quando dici che quando un evento si manifesta in modo cosi prorompente (terremoti)c'e' sempre prima un lungo e lento "dietro le quinte"
Cosi e' anche per noi,quando arriva la vera Consapevolezza, risultato di travagliato e lungo lavoro interiore,ci si sente esplodere di Vita,liberi e leggeri,in una dimensione cosi serena e gioiosa,ove non possono esistere dubbi o perplessita' sul da farsi,sulla cosa migliore,sul gesto migliore,o il cibo migliore,il lavoro migliore,la meditazione migliore,ecc..
Ma secondo me e' un continuo, travolgente ed ininterrotto fluire di Vita,in cui ogni cosa dentro di noi e' gia' saputa,sentita, giusta.saggi di noi stessi,senza bisogno di consigli altrui.Liberi e certi.
Ora vado a cucinare,caro Iliono,salsa con peperoni e frittata con erbette e patate.
A presto
# iliono 2011-11-11 12:02
grazie del benvenuto. il tempo, finto tiranno mi tiene lontano dal compiuter, ma rispondo volentieri al commento (solo un piccolo appunto "sei sicura che l'intruglio fra peperoni,fritta ta e erbette sia commestibile?" oh i miei dubbi da carnivoro quale sono), passando alla nostra conversazione, permettimi di scriverti come ho raggiunto una maggiore (consapevolezza ) ritengo che comprensione dei meccanismi che regolano il creato e il mondo sia un termine più giusto.
Durante il periodo di separazione dalla mia precedente moglie ho avuto un malore e sono andato in come per tre giorni, una vecchia amica è venuta a trovarmi e nel mio stato vegetale mi ha letto una preghiera particolare e come sempre succede quando uno a un problema da risolvere, vedere il problema in positivo, la soluzione farà crescere, al contrario vederlo in negativo, la soluzione farà arretrare, grazie a Dio il mio lato positivista è prevalso ed al risveglio io ero un altro, ho iniziato una nuova vita con una (consapevolezza ) maggiore ed una comprensione migliore delle cose che mi stavano accadendo.
Ti lascio perché la mia attuale compagna mi reclama a tavola ciao
ps"scusa gli errori di ortografia"

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