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Sulla crisi economica, la sfiducia e l’incertezza: “Il manifesto del vero rivoluzionario!”

Luce fra le nuvole Silvia ha scritto: L'umanità sembra muoversi in un circolo vizioso. Guerre, miseria, giochi di potere. Ne usciremo mai? Cosa pensi di tutto quel che sta accadendo nel mondo?

Pier ha risposto: Crisi economica, insicurezza sociale, malapolitica, progressivo deterioramento delle istituzioni... Questa è l’Italia che ci appare sempre più reale. Se guardiamo poi la situazione internazionale le cose non sembrano andare molto meglio. L’interminabile conflitto Israelo-Palestinese, l’Iraq, l’Afghanistan, la Siria, la Libia devastati dalla guerra, la repressione del popolo tibetano, i conflitti volutamente e comodamente dimenticati che insanguinano le terre dell’Africa centrale, la povertà, la fame, il traffico di organi umani, di donne destinate alla prostituzione, d’armi, di droga, il traffico di merci inutili che vanno da una parte all’altra del mondo, l’inquinamento…

Tutto questo e molto ancora è quel che quotidianamente ci riportano i mezzi di informazione. Ascoltando tutto ciò viene da chiedersi come faccia il mondo a ruotare ancora sul suo asse senza cadere in una qualche discarica, in un inceneritore, termo-valorizzatore o come lo vorranno chiamare domani. Tutti propongono la loro ricetta politica, offrono la loro lettura dei fatti, la loro colta o ignorante opinione. C’è chi teme una catastrofe mondiale, chi profetizza la fine del mondo, chi parla di un ritorno al medioevo, chi conosce ogni soluzione. Ecco allora che pure io non mi esimo dal partecipare a questa festa di pollaio, a questa sfilata pagliaccesca, nonostante mi chieda se tacere non sia la cosa più sana e appropriata.

Per chi teme una catastrofe mondiale vorrei solo ricordare che nell'arco di cento, centoventi anni al massimo, la natura compie le sue normali, periodiche, pulizie di fine stagione cancellando dalla faccia della terra miliardi di persone. È sì! Se non ci abbiamo mai pensato, ogni cento anni, poco più, un’intera generazione scompare. Fra un secolo la morte si sarà riportata a casa l’intera popolazione che respira e cammina in questo istante. Quindi rilassatevi e smettete di preoccuparvi per la fine del mondo, iniziate piuttosto a preoccuparvi di come vivere il tempo che vi rimane su questa terra, perché la fine arriverà comunque per tutti. Il problema non è mai la fine né l’inizio, ma sempre e solo "come essere" e "cosa fare" nel presente. V’è da dire, poi, che tutti sembrano essere concordi sul preoccuparsi per il mondo che erediteranno i nostri figli. Bugiardi! Se tutti vivessimo veramente spaventati per il futuro dei nostri figli, non credete che le cose starebbero già andando in un altro modo da un pezzo? Non siamo nemmeno capaci di preoccuparci per il nostro futuro, figuriamoci se pensiamo a quello degli altri, figli o meno che siano. L’unica cosa che riusciamo a fare per i nostri figli è lottare in tutti i modi affinché essi ereditino i nostri patrimoni, le nostre posizioni di potere o i nostri privilegi sociali, senza renderci conto che l’unico bene capace di durare nel tempo è l'amore e la comprensione che la natura e gli uomini sono un unico organismo vivente, pertanto, come tale, non può sopravvivere a lungo se ogni sua cellula pensa unicamente alla propria sopravvivenza o, al massimo, a quella delle cellule sue "parenti"!

Dobbiamo imparare a vivere il presente in modo totale, senza preoccuparci per il futuro e per il passato, liberi dall'egoismo e dagli istinti animaleschi che ancora ci abitano. La maggior parte della persone, invece, vive mentalmente confinata in piccoli anfratti del tempo a causa di un'inconscia paura per il futuro, per l'impermanenza che caratterizza ogni aspetto delle nostre esistenze e per il terrore della morte che inevitabilmente ci attende. Inconsciamente le persone percepiscono tutte queste cose, ma la paura che provano all'idea di doverle affrontare le spinge a rifugiarsi in una sorta di vita ristretta, che paradossalmente le rende ancor più lacerate da angosce, rabbie, timori e desideri di controllo e potere. La maggior parte delle persone non vive nel presente ma "alla giornata", non molto diversamente dalle galline.

L’uomo libero e consapevole vive nell'istante, nell'eterno presente, perché ha trasceso il tempo, perché ha saputo completamente vedere e comprendere la natura impermanente di tutte le cose e, di conseguenza, la futilità dei nostri vischiosi attaccamenti e di tutte le sciocche ossessioni che ne derivano. Contrariamente l'uomo inconsapevole nemmeno sa di vivere prigioniero del tempo poiché la tremenda paura che inconsciamente sente nei confronti dell'immensità e dell'ineffabilità del mistero dell'esistenza lo spinge a creare un mondo immaginifico che è costretto poi a difendere con tutte le sue forze dalla continua intrusione della realtà.

Tornando a noi, cara Silvia, quel che vorrei dire, non solo a te, ma anche in risposta a molte domande che ho ricevuto da persone spaventate per la crisi economica e la difficile situazione sociopolitica che stiamo attraversando, è di rimanere sereni, distanti dai pensieri della mente e dalle angosce del cuore, per provare ad entrare, pienamente liberi e consapevoli, nel cuore del problema.

Davanti a noi si stanno aprendo possibilità di cambiamento mai avute prima. Quella che stiamo vivendo non è una crisi nazionale, ma una crisi mondiale, che interessa l’intero sistema economico, politico e valoriale che l'umanità ha coltivato sino ad oggi. Abbiamo trascorso gli ultimi cinquant'anni pensando che il sistema economico capitalista, sorretto da una struttura sociale democratica e condito con una religione istituzionalizzata di massa sarebbe stato la ricetta per tutti i nostri mali e la risposta a tutti i nostri desideri.

Abbiamo trascorso più di mezzo secolo raccontandoci di lavorare per il raggiungimento di un sempre più vasto benessere globale. Ci siamo fatti abbindolare da parole come meritocrazia, coesione sociale, patria, famiglia, Dio, Stato, mentre derubavamo continenti interi, facevamo guerre per difendere la nostra pace, e piantavamo bandiere in nome di Dio e della libertà per difendere il nostro egoismo e la nostra schiavitù spirituale.

Ma eccoci qua, ora forse più che mai, prossimi alla comprensione d’aver collaborato, più o meno consciamente, ad instaurare una dittatura di capitali, imposta e controllata da corporazioni dietro cui si nascondono individui unicamente interessati al raggiungimento dei loro personalissimi scopi. Gli ultimi cento anni sono stati caratterizzati da una crescita esponenziale del controllo e del potere esercitato da poche persone su popolazioni sempre più vaste. Un accentramento del potere agito unicamente per esercitare un controllo capace di soddisfare liberamente e impunemente fantasie e istinti narcisisti ed egoisti. Dopo il crollo delle grandi ideologie, il sogno di poter instaurare una società democratica, basata sulla meritocrazia e la solidarietà sociale ha svolto magistralmente un lavoro di assopimento delle coscienze individuali. Questa crisi può aiutarci ad aprire un po' gli occhi su alcune ovvietà.

Le nostre democrazie non hanno un tessuto comunicativo e partecipativo popolare, trasversale, capace di dare effettiva voce alle reali necessità degli individui. Questo perché la classe politica non può rispondere alle sfide necessarie per la realizzazione di un effettivo equilibrio e benessere collettivo poiché deve lavorare per rispondere ai comandi di coloro che la mantengono e finanziano, coloro che posseggono i grandi capitali e i mezzi di informazione. Se ci pensiamo bene i politici vengono fittiziamente eletti dal popolo. Da un giorno all'altro i mezzi di informazione fanno apparire una rosa di personaggi, che nessuno ha mai visto prima, fra i quali i cittadini saranno poi costretti a scegliere per la guida del paese (ad oggi, 15/08/2016, sono tre legislature che non scegliamo nemmeno più questo). Peccato che nessuno metta più in discussione l'illegittimità di un tale processo. Che democrazia è questa? Chi ha il potere impone alle masse alcuni suoi uomini fra cui queste sono "libere" di scegliere. Ma che libertà è questa?

Se si dovesse creare un equilibrio sociale che fine farebbero tutti coloro che oggi vivono solo grazie al piacere di poter essere più ricchi, potenti e famosi della maggior parte delle persone? Più una persona riesce ad aumentare la sua ricchezza e il suo potere, più persone si vedono aumentare costi e limitazioni. Più il potere e la ricchezza si accentra nelle mani di pochi e più la povertà e l'impotenza si diffonde fra i molti. Queste sono tristi ovvietà che nessuno più pensa e discute. La materia è limitata, le ricchezze sono limitate, gli spazi sono limitati, se qualcuno ha sempre di più, molti avranno sempre meno. La nostra democrazia è una menzogna. Ci dicono che siamo liberi perché possiamo votare. Che idiozia!

Disinforma, nega, menti, confondi e così, poi, potrai fare ciò che ti pare! Ma qual è lo strumento più potente in mano ai gruppi di potere che decidono le sorti del pianeta? Lo strumento si chiama “Mass Media”. Già la parola dice tutto: veicolo di massa. Le persone non sono più pensate e trattate come individui ma come masse informi, meccanismi senza un'anima da sfruttare. Molte persone hanno attribuito così tanta fiducia ai sui mezzi di informazioni al punto di non metterli più in minima discussione. Un'altra parte della popolazione è così nauseata e confusa da non volerne sapere più niente. Il risultato va comunque a favore di chi lavora affinché le cose non cambino.

Disgraziatamente il pensiero di massa esiste ed è ben radicato, poco importa se l'abbiano creato i mass media o questi abbiano semplicemente sfruttato un'attitudine umana preesistente.

È inutile chiedersi se sia nato prima l'uovo o la gallina, quel che conta è che oggi abbiamo di fronte ai nostri occhi un uovo grande come una casa e una gallina che continua a covare mostri. Su una cosa non v'è dubbio, troppe persone amano dormire profondamente sognando che qualcuno le stia proteggendo e guidando, ed altrettante troppe persone sono unicamente preda della disperazione. Ecco allora che i mezzi di informazione sono l’arma più potente che sia mai stata usata, poiché capace di sfruttare al massimo i mali più grandi che vi siano nell'animo umano: inconsapevolezza, paura e ignoranza. I mass media possono far nascere guerre, far divenire dei conflitti in corso dei conflitti fantasma, cambiare in poco tempo il nostro modo di mangiare, vestire e comportarci. Possono farci credere qualunque cosa vogliano. Possono far divenire, dal giorno alla notte, un uomo famoso, farlo diventare un nessuno, un criminale o un santo, un genio insuperabile o un povero cretino. Le motivazioni alla base del loro potere sono varie.

Alcune di queste…

Come dicevo, la maggior parte della gente non li mette mai in dubbio. Si muovono fuori dallo spazio e dal tempo. In un secondo un politico può raggiungere sessanta milioni di persone. Un uomo comune per riuscire ad avere lo stesso risultato andando per strade e teatri impiegherebbe trent’anni. Il loro immenso numero di lettori, ascoltatori e telespettatori, crea quell’effetto che potremmo chiamare “moltiplicazione del potere di fascinazione”, e cioè, quando guardo e ascolto una persona che so essere contemporaneamente guardata e ascoltata da altri milioni di persone, le sue parole e la sua immagine aumentano di potenza tanto quante sono le persone che credo la stiano ascoltando e vedendo. Questa, a mio avviso, è anche la spiegazione del perché tutti coloro che partecipano a un qualche reality, non appena parlano di sé o vedono un parente scoppiano in lacrime.

La “moltiplicazione del potere di fascinazione” è, infatti, bidirezionale. Chi guarda attribuisce grande importanza a ciò che vede, ma anche chi è guardato e ascoltato subisce un'intensificazione degli stati emotivi e mentali a causa della consapevolezza d’essere visto da milioni di persone. I Mass Media sono praticamente degli amplificatori degli stati coscienziali degli individui. Il mezzo di comunicazione più potente di tutti è ovviamente il televisore poiché interagisce con quasi tutti i nostri organi sensoriali, pertanto penetra nelle nostre menti ben più in profondità, inconsciamente e velocemente. La capacità che abbiamo di assorbire qualcosa unicamente attraverso la lettura è notevolmente inferiore rispetto alla possibilità che abbiamo attraverso immagini accompagnate da parole. Questo perché nella nostra storia evolutiva l'uso della scrittura è un'acquisizione relativamente recente. In oltre il pensiero astratto è particolarmente inattivo nelle nuove generazioni proprio grazie all'azione di tv e sistemi multimediali.

La televisione bombarda rapidamente di immagini e stimoli la nostra mente impedendo quella riflessione e sedimentazione di concetti e significati a cui, contrariamente, la lettura ci costringe per sua natura. Ora, se questa è la reale potenza dei mezzi d'informazione, non possiamo fare a meno di constatare che tutto ciò che non passa attraverso di loro, può fare gran poco per mutare una struttura di potere che si sostiene proprio grazie a questi.

Le grandi industrie e le multinazionali controllano e posseggono i mezzi d’informazione. Controllano poi la politica perché senza una politica assoggettata ai loro interessi non potrebbero mantenere i grandi capitali. Per poter accedere alla politica e tentare di mutare le cose bisogna accedere ai mezzi di informazione, ma i mezzi di informazione sono nelle mani, come dicevamo, di chi ha tutti gli interessi affinché le cose non cambino mai, e così pare d'essere di fronte ad una struttura di potere inviolabile.

Qualcuno potrebbe dire che internet è la grande speranza per una reale democrazia, ma per ora internet non è ancora sufficientemente diffuso fra la popolazione, inoltre offre fonti di informazione di ogni tipo, vere, confuse, false, contraddittorie, e ciò non facilita certo il pensiero di persone già molto confuse e prive di strumenti d'orientamento. La vastità e pluralità di fonti di informazione che offre internet è la sua forza e bellezza ma anche il suo limite, e credo sia anche il motivo per cui è ancora discretamente libero. Allora non c’è speranza? No, anzi, dal mio punto di vista la crisi che stiamo attraversando apre notevoli possibilità. Ma prima di tutto dobbiamo comprendere che la triste situazione in cui versa l'umanità intera non è mutabile attraverso un’azione mirata a sostituire i vertici che stanno a capo della piramide. Tale azione, nell’arco dell’intera storia umana, si è sempre rivelata inconcludente per alcuni fondamentali motivi.

Primo, non si può pensare che unicamente sostituendo chi oggi è al potere si possa ottenere un ordine sociale diverso, poiché è la struttura stessa della società a basarsi integralmente su logiche gerarchiche, di controllo e di esercizio del dominio personale o di casta a discapito dei più deboli. La sete di potere e controllo è un fenomeno umano che tocca trasversalmente tutte le fasce sociali, dal povero al ricco, dal colto all'ignorante, dal bianco al nero, dall'occidentale all'orientale, dal religioso all'ateo. È pertanto sciocco ritenere che il mondo patisca queste condizioni per colpa di qualche politico o di qualche multinazionale priva di etica. È la stessa psicologia di massa ad essere intrisa di “valori” che incitano al dominio, al narcisismo, alla sopraffazione e allo sfruttamento del più debole.

Secondo, anche se domani mattina, per qualche miracolo, salisse al potere un essere illuminato, entro sera quel poveretto verrebbe sbranato vivo dai lupi famelici che sotto di lui lottano per impadronirsi della sua sedia. Per queste ragioni sono convinto che il sistema sociale e politico che abbiamo creato non sia mutabile attraverso un’azione volta a sostituire i vertici del potere. Per poter cambiare le cose e vivere veramente in pace e in armonia v’è un’unica strada, dobbiamo iniziare da noi stessi liberandoci da tutte le nostre paura, da ogni forma di pensiero dipendente, da ogni bisogno di essere applauditi, confermati e guidati, da ogni timore di essere puniti e rifiutati. Quando sempre più individui inizieranno a vivere così, il loro essere coraggiosi e indomabili, i loro pensieri, le loro parole e le loro azioni non potranno far altro che espandersi, toccando l'anima di sempre più persone, distruggendo progressivamente la psicologia di massa.

Scopriamo la stupidità d’ogni desiderio di ricchezza superiore a ciò che c’è necessario per vivere. Ricerchiamo sempre e solo, come prima cosa, la pace del nostro cuore e la libertà della nostra mente, tutto il resto verrà da sé.

Il concetto di nazione intesa come entità chiusa, da difendere, in opposizione a ciò che è altro da se stessa sta svanendo, i confini degli stati e dei continenti stanno, uno ad uno, cadendo. I popoli si stanno incontrando e scontrando nel tentativo di conoscersi e riconoscersi, mentre un'unica lingua mondiale si sta lentamente creando e diffondendo. Ispirato da tali condizioni di cambiamento provo ad immaginare un possibile futuro dove l'umanità vive unita da un’unica lingua, ma dove ogni popolo rimane custode della sua cultura, della sua lingua madre e delle sue origini. Provo a immaginare un mondo dove non v'è più alcuna necessità di vivere sottomessi al controllo delle fonti energetiche da parte di grandi corporazioni grazie allo sviluppo e alla diffusione delle energie rinnovabili. Se questo mondo si basasse su una produzione libera e rinnovabile delle energie, molto probabilmente vedremmo finire gran parte delle guerre attualmente in corso e ne eviteremmo altrettante. Ancora, provo ad immaginare un mondo dove ogni bambino nasce con una piccola casa a lui già riservata per quando sarà grande perché la società che lo accoglie ritiene che ogni individuo, sin dal suo primo giorno di vita, abbia il diritto di avere un tetto garantito. Credo infatti che così facendo gran parte della paura e dell'odio che caratterizzano il nostro tempo perderebbero una delle loro principali cause. Quando un individuo nascerà e crescerà libero dalla paura di non riuscire a rispondere ai propri bisogni fondamentali, quando ogni bambino sentirà di non dover dare prova di valore alcuna per poter meritare di vivere, l'umanità dimostrerà finalmente d'essere degna di desiderare dei figli. Solo allora si potrà pronunciare senza vergogna la parola famiglia. Per uscire veramente rinnovati da questa crisi mondiale lo sviluppo tecnologico deve muoversi sempre più rapidamente verso un’armonizzazione e integrazione con l'ambiente. Ma tutto ciò è possibile solo se iniziamo a comprendere che il nostro ruolo in questo universo non è quello dell’organismo parassita, ma quello del genio scopritore estasiato dalle meraviglie del mondo, dell'amante e dell'artista.

Dal mio punto di vista tutto ciò, oggi, può accadere più facilmente, proprio grazie agli strappi che questo momento di confusione e ripensamento generale sta creando nelle maglie del vecchio sistema. Cogliere o perdere questa opportunità dipende unicamente da ognuno di noi, pertanto...

Se siamo scienziati lavoriamo per creare una sempre più profonda e ampia armonia con la natura che ci circonda. Se siamo scrittori, poeti, filosofi o artisti d’ogni genere, diffondiamo la nostra arte sino al più remoto angolo della terra, sino a colmare ogni cuore e ogni mente di pura bellezza, fantasia e creatività. Se siamo artigiani, operai, impiegati, imprenditori o lavoratori d’ogni sorta, usiamo il nostro genio e il nostro sforzo ricordando sempre e come prima cosa che il mondo è un unico organismo vivente. Operiamo quindi per creare unità e benessere reale per tutti, non lasciamoci ingabbiare da pensieri egocentrici o corporativi. Se ci troviamo, nostro malgrado, a dover operare all’interno di un'organizzazione che agisce distruttivamente, cerchiamo di contagiarla con la nostra libertà d'animo e di pensiero in ogni azione e situazione. Comportiamoci come un virus benefico all’interno di un sistema malato. Diffondiamoci piano, silenziosamente, creiamo collaborazioni e amicizie basate sulla solidarietà e l’amore incondizionati. Se siamo disoccupati uniamoci in gruppo e condividiamo le nostre idee e le nostre forze per dare libera espressione alla creatività e a tutte le nostre capacità ancora inespresse.

I poteri che oggi sfruttano il pianeta e le coscienze rimarranno in piedi unicamente sino a quando la maggioranza delle persone non desidererà essere libera, autonoma nel pensiero e nelle azioni, unita unicamente per convogliare tutte le proprie energie in uno atto d'amore creativo. Non accettiamo un piatto di minestra derivatoci da chi ci offre uno sterile lavoro già pronto, ma scegliamo un vecchio e duro pezzo di pane frutto di una fatica che amiamo fare liberamente. Solo facendo ciò che amiamo, un giorno, un pezzo di pane potrà diventare una grande tavola imbandita d’ogni bene per noi e per molti altri, ma se accettiamo un piatto di minestra già pronta, fra cent’anni avremo sempre e solo un piatto di minestra. Sogno infine che questi pensieri circolino più di quanto oggi circoli il denaro, e si radichino nelle coscienze più di quanto possa sprofondare nella terra una quercia millenaria, poiché credo che solo così si possa accendere un fuoco capace di illuminare sempre più uomini. Questa ribellione è silenziosa e pacifica come una foresta che cresce, questa, per me, è l’unica vera rivoluzione possibile, l'unica risposta concreta ai nostri mali!

 

Tags: Crisi economica, Politica

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Commenti   

# Riccardo 2009-02-02 22:56
Caro Dadrim, come sempre le tue parole mi portano grande gioia e speranza. Da quel che dici vedo la grande fiducia che hai nel futuro e negli stessi uomini. Devo ammettere che spesso però io non riesco proprio a credere che le cose possano andare meglio. Se leggo un giornale o ascolto un telegiornale a volte mi viene da mettermi le mani fra i capelli. Spero che rimanendo al tuo fianco lentamente riesca a sviluppare un po' di quella fiducia e lungimiranza che sento ogni volta che ti sono vicino.
Grazie di tutto!
Riki
+1 # Rosa 2009-02-02 23:07
Io e dei miei amici abbiamo aperto un agriturismo non molto fuori Roma. Abbiamo un impianto elettrico autonomo, ci produciamo il cibo necessario per il nostro sostentamente da soli e in più guadagnamo un po' di soldi dando alloggio ai turisti. Che altro chiedere di più dalla vita? Per me è anche troppo!!! Siamo lontani dal traffico, dai rumori, dal cemento, immersi nei suoni e negli odori della natura... Quello che Tu dici, Dadrim, non solo è realizzabile ma è anche meraviglioso: noi ne abbiamo le prova. Vieni a trovarci quando vuoi, sarebbe un vero piacere!!!!!
Rosa e i suoi amici :-*
# Vanna 2009-02-02 23:18
Sento che è così come tu dici, è già, in silenzio comprendiamo e riusciamo a dare l'esempio, a volte ho solo il dubbio se faccio bene a farmi trasportare dalla corrente o devo agire fare qualcosa, fare una scelta. Credo che devo ascoltare il cuore, ma il dubbio fà sempre capolino Un abbraccio Vanna

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