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Religioni, etica e morale

Tu credi in Dio e nella vita dopo la morte?

Qualcuno ha chiesto:Tu credi in Dio? Pensi che dopo la morte continueremo a vivere in qualche modo? Io non so più in cosa credere! Grazie.

Pier ha risposto: I bambini sono una pura espressione di fiducia e amore, ma i loro occhi sono ancora immersi nel sonno dell'innocenza e dell'inesperienza. L'infante è un mistero allo sguardo dell'uomo invecchiato e curvato dal peso del tempo. L'uomo invecchiato procrea chiamando amore il suo desiderio d'immortalità. Il piccolo guarda il mondo con occhi stupefatti e meravigliati. Tocca e sperimenta ogni cosa con il sapore dell’ignoto. L'adulto non sente e non vede più chiaramente le cose, amareggiato dal fardello dell'esperienza incompleta e dal dolore dalle cose incomprese.

Osserva, penetra nel mistero del tempo, trova la chiave che apre la porta della visione. Tutto è qui di fronte a noi fra l'intervallo che unisce la nascita e la morte. Con il tuo primo respiro inalasti l'esistenza, ma cosa ne potevi sapere di tutto ciò? Bambino, immemore di te stesso, hai seguito la corrente del desiderio e ti sei incamminato lungo le vie del mondo. Ora guarda, comprendi. Il bene e il male, la nascita e la morte, l'amore e l'odio, dio e il demonio, intrecciati assieme nella commedia dell'esistenza. V’è Dio oltre dio, l'Amore oltre l'amore, la Vita oltre la nascita, il Sommo Bene al di la del bene e del male, perché ciò che è reale contiene in sé tutti gli opposti senza subire corruzione alcuna. Annullati al cospetto di quest'immensità, dissolviti nell'osservare i limiti dei contrari che si elidono a vicenda lasciando la tua mente smarrita nell'oceano dell'ignoto. Amico mio, i tuoi occhi non guardano più fuori, la tua mente non distingue più la giusta via, bene, magnifico, questo è un vero miracolo. Vai oltre la logica, oltre il bisogno di controllare, che è figlio bastardo della paura di morire. Il pensiero vuole il controllo perché esiste come frammento e sa di essere limitato, mentre la coscienza com-prende, perché è dimora dell’Essere divino che non teme mai nulla.

La mente per capire deve dividere la realtà in parti, estrinsecando la sua potenza nell'analisi, perdendo così la visione del Tutto. Interrogandosi sulle cause prime del mondo e di sé medesima, questa forza rimane puro vaniloquio se non converte la sua rotta verso la sorgente della coscienza, esperendo la totalità dell'Essere, il fulcro, il cuore dell'universo visibile e invisibile. La mente, quando lavora per la scienza, seziona la materia tramite l'attività analitica, mentre, quando serve il cuore, spazia nel dominio dell’Essere tramite l'attività dialettica confutatoria e intuitiva, dissipando, così, le ombre dell'immaginazione e aprendo un sentiero verso il tempio della vera religione. Sino alle porte del sacro la mente ha ancora un'utilità, se pur esclusivamente confutatoria e dubitativa, ma per varcare la soglia ogni struttura logica deve cadere per lasciare spazio alla fiducia incondizionata, all'amore visionario.

Rifletti! Anche se ti spiegassi per filo e per segno tutti gli attributi del divino, se portassi ragionamenti convincenti per soffocare ogni tuo dubbio e paura, cosa otterresti? Una mente ottusa da credenze! La verità, per quanto razionalmente e magistralmente qualcuno tenti di comunicartela, sino a quando non diverrà una tua esperienza personale, vissuta dalla totalità del tuo Essere, sarà sempre e solo una semplice credenze. Che ti convinca logicamente sull'immortalità dell'anima e sull’esistenza di Dio, o che tu mi creda sulla parola, non fa differenza alcuna, tu rimarresti nella tua ignoranza. Il dubbio celato dal velo del convincimento è come uno scorpione nascosto sotto le lenzuola del letto. Pensi che non ti punga solo perché tu non lo vedi? Il dubbio non va represso, ma liberato, ascoltato e vagliato sino alla sua totale dilatazione e dissoluzione. Il dubbio è il fuoco del tuo intelletto che ti guiderà verso una reale fiducia nell'Esistenza. La vera fede, quella che io chiamo semplicemente fiducia, nasce dal totale dissolvimento del dubbio grazie ad un perfetto uso della ragione e del dubitare stesso. Solo così si possono evitare credenze, dotate di folli sovrastrutture, madri d'ogni sorta di conflitto, persecuzione e discriminazione dell’uomo verso l’uomo.

Vai oltre tutti gli opposti, trascendi ogni dualità, perché l'angoscia s'annida nelle fenditure che la mente analitica apre nel corpo del Tutto senza più riuscire a riconciliarle nell'unità. Per giungere alla fiducia bisogna abbandonare il pensiero analitico e il giudizio soggettivo. Osserva, solo così trascenderai il pensiero, poiché ciò che giunge a perfezione perviene anche alla sua estinzione. Lascia perdere i vari credo e lasciati semplicemente avvolgere da una profonda fiducia nella vita, non aver paura.

Un abbraccio,

Pier

 

Tags: Riflessioni sulla vita

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