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Morte, lutto ed eternità

Paura del dolore fisico che conduce alla morte

Adry ha scritto: Ho paura del dolore che può precedere la morte, un dolore che vent'anni fa ho parzialmente sperimentato dopo un incidente. Sostanzialmente quello che mi spaventa maggiormente è il dolore fisico che conduce alla morte. Come posso affrontare questo problema?

Un forte abbraccio,
Adry

Pier ha risposto: Aver paura del dolore fisico significa temere l'idea che la nostra mente genera nell'immaginare il dolore. La paura è sempre connessa al pensiero. Infatti è solo tramite il pensiero che possiamo immaginare una situazione a cui opporci prima che questa si verifichi effettivamente. La paura nasce sempre da una non comprensione e accettazione di un fatto. Posso avere paura di essere investito da un'auto, ma non posso aver paura nel momento in cui accade un effettivo impatto con un'autovettura. Non so se ci hai mai pensato. Quando accade un evento fisico traumatico, nell'istante in cui sta avvenendo, il nostro pensiero si spegne e si attiva la nostra parte istintuale. Mentre una macchina ci sta per investire non è possibile rimanere a pensare a cosa fare, cosa accadrà, come mi posso salvare, che danni riporterò. Tutto il nostro organismo risponde immediatamente e meravigliosamente al pericolo. Semmai è dopo l'evento che la paura inizia, cioè quando la nostra capacità di pensare all'accaduto riaffiora permettendoci di comprendere il rischio passato, cosa avremmo potuto subire, perdere o ottenere. Per il dolore fisico vale la stessa cosa, è sempre la nostra mente che immagina di non poterlo sopportare. Se un dolore è effettivamente insopportabile, o si sviene o si muore, pertanto non v'è alcun problema. Se invece un dolore è sopportabile, per quanto intenso sia, se la nostra mente non vi si oppone, anch'esso non è nulla più che una sensazione fisica. È l'interpretazione che la mente dà a una sensazione ciò che determina la bontà o la negatività di quella sensazione. Se la mente non interpreta, non si oppone, non decodifica entro i suoi parametri, il dolore non è nulla più che un segnale di modificazione dell'organismo. Vi sono dolori generati da fasi creativa e dolori prodotti da fasi degenerative. Quando un bimbo mette i denti percepisce un dolore, ma questo è un segnale di una modificazione generativa, stesso vale per il parto ed altri fenomeni. Quando un uomo sviluppa un tumore percepisce un dolore, e questo è un segnale di una modificazione disgregativa del corpo. L'interpretazione che la mente dà ai due fenomeni è ovviamente diversa, il dolore in sé varia unicamente di intensità. La mente attraverso l’atteggiamento di accettazione o rifiuto che assume nei confronti del dolore determina l’insorgere di una stato interiore di quiete o sofferenza. Pertanto se il pensiero si oppone al dolore, alla sofferenza fisica si somma la sofferenza psichica.

Perché temi il dolore che conduce alla morte? Temi solo questo dolore o temi il dolore in generale? Se temi il dolore in generale probabilmente esiste in te un condizionamento che ti fa ritenere difficilmente sopportabile il dolore fisico. Ecco allora che dovrai osservare questo pensiero, disidentificarti, e permetterti di accogliere il dolore. Se hai un pensiero del genere soffri più a causa del pensiero che del dolore fisico. Prova a fare un esperimento, quando hai mal di testa, non pensare al mal di testa, non lamentarti, non giudicarlo, anzi, immergiti totalmente in quel dolore, divieni quel dolore, non rimanere diviso dentro di te, non mantenere un osservatore che percepisce il dolore e vi resiste. Tuffati nel dolore, lascia andare il pensiero, non opporti e vedi cosa succede quando tu sei completamente ciò che accade al tuo corpo. Allo stesso modo prova ad approcciare qualsiasi tipo di dolore che dovrai affrontare.

Se invece temi unicamente il dolore che conduce alla morte, il problema non è tanto con l’idea attraverso cui approcci il dolore ma con l'idea che attribuisci al fenomeno morte. Temi il dolore che ti porta alla morte perché lo vedi come l'imbarcazione che ti trasporta fra gli oceani insondati della tua fine. Ti focalizzi sulla paura del dolore che conduce alla morte per non dover affrontare il problema reale, e cioè la morte. 

Per concludere, se il tuo problema è effettivamente con il dolore fisico in generale il mio consiglio è di provare a viverlo pienamente accogliendolo senza resistervi mentalmente. Non creare pensieri sul dolore poiché questi generano, oltre a un'amplificazione del dolore, anche la paura del dolore. Se invece il problema è con le conseguenze che può creare un dolore, e cioè morte, deformità, paralisi, ecc., la questione è diversa, anche se alla base il problema è sempre la non accettazione. A te la scoperta.

Un caro saluto,
Pier

 

Tags: Equilibrio interiore

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