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Morte, lutto ed eternità

L'uomo immortale non è colui che non muore

DonoElena ha scritto:Ciao Pier, in diversi tuoi articoli ti ho sentito dire che uno dei motivi che stanno alla base della sofferenza umana è la dimenticanza della morte. In una delle tue ultime risposte affermi però che il problema sta nel pensiero di dover morire. Come stanno le cose, non ti stai contraddicendo?

 
Con affetto,
Elena

Pier ha risposto: Cara Elena, la tua domanda è molto importante e spero di riuscire ad essere chiaro e semplice nella risposta. La nostra sofferenza deriva dal tentativo continuo di rimuovere dalla nostra coscienza la consapevolezza della morte. Questa rimozione la pratichiamo tessendo un’infinita ragnatela di sogni e progetti che sostengono l’idea d’essere in un continuo divenire. Sino a quando mi sto impegnando per divenire qualcosa o qualcuno non dovrò fare i conti con l’angoscia dell’ignoto che si cela nella consapevolezza di dover morire. Da questo desiderio di evitamento nasce la sensazione di continuità su cui si sorregge il nostro ego.

Dalla paura del contatto con l’infinito che si nasconde in noi generiamo tutta una serie di attività a cui dobbiamo inevitabilmente attribuire massima importanza per non fare i conti con la nostra irrilevanza. Questo modo di vivere si fonda su un’idea di tempo scandita da progetti e mete che progressivamente rinnoviamo sino a quando l’esistenza, nostro malgrado, non cala il sipario, spezzando un circolo vizioso d’attività unicamente finalizzate all’intrattenimento. Quando iniziamo a dare massima importanza a ciò che per essere realizzato e raggiunto necessita di tempo e spazio la nostra mente inizia a creare un’illusoria idea d’eternità, indispensabile per dare continuità al nostro desiderio di divenire e possedere. Tutt’altra cosa accade invece quando comprendiamo che per quanto riusciremo a fare e divenire nulla sarà servito a renderci consapevoli del nostro Essere e del destino che ci attende dopo la morte. Quando comprendiamo la futilità dei nostri desideri di espansione egocentrica, questi scivolano in secondo piano, lasciando così emergere la consapevolezza di quella dimensione che non conosce morte alcuna, ma non perché si estende in un tempo infinito, ma perché si consuma totalmente nella pienezza di vita che ogni istante porta con sé.

Invero l’uomo immortale non è colui che non muore, ma colui che vive ogni istante senza paura dell’istante successivo, perché nel continuo accadere del presente scioglie ogni catena che lo vincola al passato e al futuro. L’uomo immortale non è colui che non fa più sogni e progetti, ma colui che sogna ben consapevole d’essere sveglio e che sogna senza mai far divenire un progetto più importante della bellezza d'essere semplicemente qui ed ora, libero e in pace.

Cara Elena, vi sono uomini che pensano d’essere eterni sino a quando non scoprono d’essere in punto di morte. Vi sono poi uomini che svelano ogni giorno un eterno presente, perché pensano sempre d’avere ancora un solo istante per poter sentire d’essere veramente e totalmente vivi.

Un abbraccio,
Pier

 

Tags: Ricerca della felicità

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Commenti   

# athena 2009-05-08 13:11
che c'è nel pacco?

"rubo" questo: L’uomo immortale non è colui che non muore, ma colui che vive ogni istante senza paura dell’istante successivo, perché nel continuo accadere del presente scioglie ogni catena che lo vincola al passato e al futuro.
# renato farina 2009-05-08 15:28
è giusto ed ha una logica quello che hai espresso,
la morte ci accompagna fin dalla nascita ci è accanto, ma se fossimo ossessionati dalla sua presenza il mondo si fermerebbe. Credo San Francesco la chiamava sorella morte.
Nella diversità del pensare esiste il progetto di vita di ciascuno di noi.
Non sarebbe esisstito Michelangelo e il suo contrapposto Hitler.
# Dadrim 2009-05-08 19:44
Il pacco dell'immagine è come tanti di noi uomini: un bel lavoro di confezione, ma nulla dentro!
# Sandro 2009-05-08 19:47
Dietro le tue parole vedo un mondo senza confini!!!!!
# athena 2009-05-08 20:23
nulla... e TUTTO
# Angela 2009-05-14 15:35
Tenere sempre presente che moriremo, non vuol dire che siamo ossessionati. Da quel poco che ho visto e capito di questo mondo di oggi, concludo che abbiamo fatto di tutto per allontanare la morte dalle nostre vite. I nostri nonni sono nelle case di riposo, non mandiamo i figli ai funerali perchè si traumatizzano, non parliamo della morte perchè porta iella. La soluzione alla nostra paura della morte non è questa. Secondo me, scappando dalla morte finiamo per non vivere. La morte fa parte della nostra vita, è inevitabile. Tanto vale rifletterci su. Accompagnare il nostro nonno alla morte, insieme ai familiari più vicini ci pùo unire ancora di più, ci pùo far comprendere il significato e il valore più profondi dell'amore, comprensione e dei gesti e parole che di solito diamo per scontati. Poi, a noi sta la scelta.
# Maurizio Spagna 2009-11-26 21:25

Ti farai bandiera e I HAVE A DREAM!

…tutto ciò che nasce è tutto ciò che muore
ma il significato, i discorsi di libertà
sventoleranno unione per sempre…


La legge razziale nel 1968
Pianse al sogno castigato.

Si era spenta
L’America
Ma durante i dialoghi per il civile
La candela divampava
Ancora.

Era sola l’America
Sola nel predicatore
La cecità
La parità degli uomini
Sola nei suoi occhi futuri
Occhi
Lampanti
Di una luce pacifista
Promessi
All’inizio di un credo
Viandanti
Tra vie e comizi strabilianti.

L’impossibile
Era stato
Il possibile è situato in storia
L’impossibile
Era il panico
Il possibile è razza
Di una stesura gandhiana
L’impossibile
Era l’addio
Il possibile è il sogno.

Ti farai bandiera
La bandiera che hai alzato
Di un grande popolo
Il popolo nero
Ti farai bandiera
E il ritornello fraterno…
Verrà in fronte
Ad un altro appuntamento.

--------------------------------
I have a dream...
Io ho un sogno...
I sogni non sempre si realizzano.
Ma non perché siano troppo grandi o impossibili.
Perché noi smettiamo di crederci.
I have a dream...
Io ho un sogno...
Martin Luther King Jr.
1929/1968


©
Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore
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