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Parole di Michael Adam

Image"Forse il tentare porta persino all’infelicità. Forse tutto il rumore del mio desiderare ha tenuto lontano lo strano uccello dalle mie spalle.
Ho inseguito la felicità così a lungo e così fortemente. Ho cercato nei luoghi più remoti, in lungo e in largo. Ho sempre immaginato che la felicità fosse un’isola nel fiume. Forse essa è il fiume. Pensavo che la felicità fosse il nome di una taverna in fondo alla strada. Forse essa è la strada. Credevo che la felicità fosse sempre domani, e poi domani, domani ancora. Forse essa è qui. Forse essa è ora. E io ho guardato in qualsiasi altro luogo.
Ma qui e ora, chiaramente, c’è infelicità. Forse, allora, non esiste una cosa come la felicità, forse la felicità non esiste. È solo un sogno creato da una mente infelice. Certamente, non può essere come io infelicemente la immagino. Qui e ora non c’è felicità. Quindi la felicità non esiste. Dunque non ho bisogno di sprecare ulteriormente me stesso in qualcosa che non esiste. Posso dimenticarmi della felicità; posso smetterla di preoccuparmi e interessarmi invece a qualcosa che conosco, che sono in grado di sentire e sperimentare pienamente. La felicità è un sogno vano: e adesso è mattina. Mi posso svegliare in compagnia dell’infelicità, di ciò che è realmente sotto il sole in questo momento.
Ma ora vedo quanto della mia infelicità viene dal cercare di essere felice; sono in grado persino di vedere che il cercare è infelicità. La felicità non cerca…
Finalmente sono qui e ora. Finalmente dono quello che sono. Non pretendo nulla, sono a mio agio. Sono infelice – e allora?... Ma è questo ciò da cui scappo? È davvero infelicità?... e quando smetto di provare ad essere felice, o qualunque altra cosa, quando non cerco più, quando non mi preoccupo di andare da qualche parte, di ottenere qualcosa, allora si direbbe che sono già arrivato in uno strano luogo: sono qui e ora. Quando mi rendo conto che non c’è niente che io possa fare, che tutto il mio fare è lo stesso sogno, nel momento in cui mi accorgo di ciò, la mia mente vecchia sognatrice e girovaga, in quel momento è immobile e presente. In quel momento, qui e ora, appare il mondo reale; vedi: qui e ora è già e sempre tutto ciò che avevo visto e che ho cercato di conseguire in qualunque posto lontano da me.
E ancora di più: sono andato a caccia di ombre; la realtà è qui, in questo luogo soleggiato, in questo canto di uccelli, adesso. Era il mio inseguire la realtà che mi ha allontanato da essa, il desiderio mi assordava. L’uccello stava cantando qui, per tutto il tempo… se io sono immobile e non mi preoccupo di trovare la felicità, allora si direbbe che la felicità sia in grado di trovare me.
Essa esiste se io sono davvero immobile, come morto – se io sono completamente morto, qui e ora".    
 
Michael Adam
 
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Commenti   

# adelaide 2012-02-05 09:49
Felicita',dove sei?Cosa sei? Su quale treno della Notte viaggerai? Si lo lo,che passerai,ma come sempre vai di corsa e non ti fermi mai..o forse io sono cosi distratta e presa dall'attesa,che non ti vedo arrivare,non ti sento,mentre forse sei gia' qui,sei forse tra il silenzio sacro del mio sguardo mentre guardo la neve che cade e tutto l'intorno spettacolare? Sei forse dentro lo smarrimento dei miei silenzi?sei forse dentro quel preciso istante che mi dico non ti cerchero' piu'? Puoi forse essere tra una pausa e l'altra che mi concedono i miei disagi fisici? Ho capito che e' inutile cercare,basta!, sono stanca,sopraffa tta da me stessa,sfinita, ora voglio cominciare a trovare, quella Terra Promessa,da sempre appartenutami,m a immemore,cosi vicina e dentro di me ed al contempo ormai sconosciuta. Ma se io non riesco a vedere neanche da lontano le sue cime maestose e protese al Cielo,le Luci del suo faro in lontananza,puo' essere che sia Lei a trovare me?sara' mai?Sara' mai, in un benedetto giorno di questa mia condizione fisica terrena? Mi trovera', dentro il silenzio dell' abbandono? di resa?
Mi vien da dire sconfitta..
Mi vien da dire sconfinato oblio..
Mi vien da dire,nonostante me..
e i miei sforzi,dove ho sbagliato?
in cosa l'ho cercata?
e dove ora trovarla?
E se lei non volesse farsi trovare?
Mi vien da dire fanc...
# paula maria 2012-02-06 05:53
Il essere umano , guardato nel modo “superficiale”, sembra di avere due stati d’anima : del bene , e del male. Uomo sta male quasi sempre. E logico. Perché homo sapiens , con tutta la sua “intelligenza” , ha creato un mondo falso, non adatto per la sua condizione naturale e, in seguito alle sue “creazioni” (di tutti tipi, materiali e spirituali), vive nell’infelicità . Lo stato del male è lo stato d’infelicità. E, nello stato d’infelicità, uomo non può ridere, e sempre preso di furia, di scontentezza, del senso critico, di voglia di liberarsi, di voglia del cambiamento, di sottrarsi al suo ruolo, che lui stesso ha creato. E’ terribilmente infelice.
Ma, ogni tanto, vive anche qualche momenti di benessere psichico e spirituale. Quando arriva quel santo momento? Solo nella” amnesia del suo ruolo”, quando il uomo si dimentica della sua creazione, quando non interagisce con la sua creazione, quando lo stato del non naturale non lo tocca. Quel dimenticare si chiama la felicità. E ride.
Ma quella risata vera, che quasi non si conosce più, quando il momento , l’attimo, l’ora, e altri sinonimi lo portano a divertirsi , cosi lontano dalla stessa vita, cosi staccato del proprio corpo e spirito, concentrato solo sulla cosa che gli ha prodotto gioia. E ride naturale , gioioso, e se ne frega di tutto. Quella è la felicita. Dura pochissimo, perché la creazione non li permette di stare a lungo di essa.
Questo stato e pura meditazione, fatta senza sforzi, senza un scopo, senza il essere superficiale . E un dato della natura reale del uomo.
Sarete in tanti a negare ciò che dico adesso, sono sicurissima, perché, l’umanità ha creato anche un falso concetto di felicità, che arriva dai filosofi specialmente, dalle religioni in principale, e dopo, dai diversi divagamenti che ognuno li fa, nella sua continua ricerca.
La felicità arriva solo quando ridi, per qualsiasi motivo, certe volte , non gradito dalle regole morale, dalle regole di comportamento imposto.
La felicità arriva solo nei posti dove finisce la creazione dell’uomo.
# paula maria 2012-02-06 06:19
E, per quella parte del’umanità, che si è svegliata, ed ha capito che la sua creazione è una falsità, un imbroglio, una messa in scena ridicola, stupida ed snaturale, lo vero stato di felicità gli arriva quando sta prendendo in giro la creazione, quando usa autoironia, quando si diverte tantissimo di tutto ciò che non la rappresenta nell’essenziale .
Ma, rapportando alla grande folla terrestre, questa parte è infima; quasi non si vedono delle persone sveglie.
Io, mi ritengo una di questi, e sono sempre felicissima quando rido del ridicolo del mondo. E, per questa consapevolezza , posso affermare che lo faccio spesso. Essere felice.
# adelaide 2012-02-06 10:27
E' proprio cosi' Paula,siamo tutti troppo seri,ma forse tu volevi dire,alla fine del tuo commento,che l'uomo ride ed e' felice quando prende in giro la Propria creazione,quell a forgiata con l'ego,con i propri pensieri e conseguenti azioni,quella creazione che ci fa essere cio' che crediamo qui,in questo tempo e mondo terreno e fisico,perche' tu ben sai che la vera CREAZIONE,e' Perfezione,e' Conoscenza pura,e' Verita',e' essenza di Vita in e con tutto cio' che e',non ha bisogno di Alcunche',solo di essere vissuta e goduta,ma per farlo,per farla svelare dentro di noi,bisogna darsi prima una ripulita dalla nostra falsa identita'/creaz ione,e lottare duramente contro i conflitti che fanno ostruzionismo,c ontro quel qualcosa di noi che non vuol svegliarsi,quan do poi ci si mettono anche i malesseri fisici,la cosa diviene ancora piu' dura.. Ultimamente i miei disagi fisici si sono acuiti,e' come se il mio corpo mi facesse dispetto o ripicca,come se fosse insofferente e astioso al mio cammino Interiore Hai ragionissimo quando dici che talvolta una bella risata puo' piu' di un libro,piu' di una riflessione,o di mille pensieri positivi.ma quando,come ora sto male fisicamente,e per quanti sforzi faccia per miniimizzare,no n riesco a ridere,mi insegni?
# paula maria 2012-02-06 14:31
si, parlavo dalla nostra creazione, perchè ciò che esiste nel Universo , io almeno, non riesco chiamarla una creazione . Penso che l'esistenza va oltre il potere della parola, per esere nominata, attraverso le nostre parole, cosi limitate.

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