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Meditazione

Pericoli nella meditazione e tecniche principali

Manuel ha scritto: Ciao Pier, come mi avevi suggerito sto procedendo con l'osservazione del respiro e null'altro, anche se durante il resto della giornata ci sono pensieri ed emozioni che mi prendono molto forte, e in quei momenti mi sento perso, comunque provo a lasciare andare. Ho però un dubbio per quanto riguarda l'osservazione del respiro. Avevo letto, una volta, che esiste una differenza tra concentrazione e osservazione, cioè, nella concentrazione escludi tutto e nell'osservazione accetti qualsiasi cosa, come il rumore di una macchina, il suono di un frigorifero di sottofondo... Ora, io come devo praticare? Se osservo il respiro è ovvio che devo escludere il resto, per cui la mia azione mi appare come un atto di concentrazione, ma la concentrazione, da quel che avevo letto, viene solitamente definita come un'azione non corretta. Mi pare di aver capito che la vera meditazione non è concentrazione ma ascolto di tutto, abbandono e accettazione di ogni cosa, interna ed esterna a me. Dico bene o è la mia mente che ora, essendo chiusa, agisce in termini di concentrazione?

Pier ha risposto: Caro Manuel, la meditazione nella sua essenza è accettazione totale di tutto quel che accade in noi. Quando mi siedo comodo nel silenzio della mia camera o sotto un albero fra i campi, chiudo gli occhi è lascio che per il tempo della mia meditazione ogni cosa faccia il suo corso. Passano pensieri di ogni genere, affiorano emozioni, ricordi, immagini, oltre il mio corpo sento il fruscio del vento fra le fogli, una macchina che passa in lontananza, un bimbo che piange. Bene! Tutto scorre, tutto viene percepito e lasciato accadere senza iniziare a giudicare, interpretare o fantasticare. Questa è l'essenza della meditazione, almeno in principio, ma come ben sappiamo questa essenza è estremamente difficile da realizzare. Molte persone non la comprendono nemmeno verbalmente a causa della loro totale identificazione con i processi del pensiero. Cerchiamo allora di comprendere meglio la faccenda. Se dico, “prova a chiudere gli occhi e ascoltarti”, cosa significa? Significa che tu come soggetto che percepisce non devi compiere nessuna azione se non quella di percepire. Già questo fatto per molti è incomprensibile perché non appena chiudono gli occhi iniziano a pensare qualcosa senza riuscire ad arrestare questa azione perpetua di auto-creazione di pensieri. Poiché il loro pensiero è attivo 24 ore su 24, e ne sono totalmente immersi, non riescono a concepire un'affermazione come: voi non siete i vostri pensieri. Riuscire a osservare i propri pensieri senza giudicarli e cadere nel loro vortice non è cosa semplice. È vero che questa è l'essenza della meditazione, ma non necessariamente è la cosa più adatta per tutti.

Nuotare, nella sua essenza, significa riuscire a rimanere a galla e muoversi nell'acqua. Appresa questa essenza posso poi migliorare e imparare i vari stili di nuoto. Ciò non significa, però, che se l'essenza del nuoto è rimanere a galla, per insegnare a qualcuno come si nuota basti gettarlo nell'acqua. Se facessimo così la maggior parte delle persone affogherebbe. Per la meditazione è la stessa cosa. Apprendere l'essenza è sicuramente la via più veloce, ma è anche la più difficile e pericolosa. Osservare tutto e ogni cosa è la via maestra, ma quanti vi riescono? Quanti riescono a sedersi, chiudere gli occhi e lasciare, per ore, che tutto scorra senza farsi coinvolgere minimamente, senza ricadere in continuazione nella trappola della mente?

L'osservazione attenta e passiva, dal mio punto di vista, non è particolarmente adatta per chi è troppo invischiato con il flusso dei propri pensieri. Chi ha troppa energia coinvolta nella ruota della mente, spesso, se inizia a osservare i pensieri, anziché uscirne sempre più, ne finisce sempre più ossessionato e coinvolto. Ascoltare il respiro, per esempio, è una approccio più sicuro, ed è per tutto quel che ho appena spiegato che ti ho consigliato di spostarti in questa direzione. Avevi iniziato osservando i tuoi pensieri, ma quando mi hai contattato, raccontavi che i tuoi pensieri ti sembrava stessero divenendo sempre più forti e ossessivi anziché affievolirsi. Questo è, appunto, quel che può succedere quando qualcuno imbocca la via giusta al momento o nel modo sbagliato. Se una persona prende seriamente la meditazione, coinvolgendovi tutte le sue energie, deve essere sicura di quel che sta facendo altrimenti rischia di finire fuori di testa anziché liberarsi dal condizionamento dei propri pensieri. Veniamo al punto della contraddizione fra concentrazione e osservazione totale. L'ascolto del respiro non è concentrazione della mente per il semplice fatto che la mente e il respiro sono un unico fenomeno. Il respiro lo potremmo definire la forma sottile del pensiero e il pensiero la forma grossolana del respiro. Se la mente è agitata il respiro non può essere calmo: è impossibile! Pertanto, se il conoscere se stessi attraverso l'osservazione della mente è difficoltoso e pieno di insidie, approcciarlo attraverso l'ascolto del respiro è decisamente più semplice e sicuro. Cercare il silenzio attraverso l'osservazione della mente è come cercare di far evadere un amico entrando dalla porta principale del carcere. Cercare il silenzio attraverso l'ascolto del respiro, invece, è come far evadere un amico scavando un tunnel sotterraneo che giunge sino alla sua cella. Le guardie non se ne accorgono, così si evitano pesanti e pericolosi conflitti a fuoco! Cosa succede quando ti immergi totalmente nella pratica dell'ascolto del respiro? La consapevolezza abbandona sempre più il flusso del pensiero, i sui schemi ripetitivi, e si ritrae sempre più nel luogo della sua sorgente. Quando la mente viene privata sempre più di energia, il suo sistema di condizionamento crolla, lasciandoci capaci di vedere e sentire liberamente.

Vi sono molte altre tecniche, ma le principali, o perlomeno quelle che io ritengo tali, sono:

1. La pura osservazione, quella che in più di un'occasione ho definito “osservazione attenta e passiva”, come insegnava Krishnamurti.

2. L'ascolto del respiro: principio della pratica Vipassana.

3. L'indagine attraverso la domanda “chi sono io?”, insegnamento fondamentale del maestro Ramana Maharshi.

4. Il ricordo di sé attraverso l'“Io sono”.

5. La concentrazione dello sguardo (non del pensiero) fra le sopracciglia.

La concentrazione del pensiero non centra nulla con la meditazione e tanto meno con la conoscenza di sé. Chiarito ciò, dal mio punto di vista, la cosa che ti può aiutare più che mai in questo momento è l'ascolto del respiro. Pensi troppo, ti poni domande che si muovono in un circolo vizioso. Ti rispondo nella speranza di chiarirti il senso e l'utilità dell'ascolto del respiro al fine di evitare che la tua mente continui a chiederti se è giusto o sbagliato quel che stai facendo, ma ti invito anche a notare il perpetrarsi in te del meccanismo del dubbio e dell'incertezza al di là di ogni ragionevole domande (Questa, infatti, è solo una delle decine di domande che mi hai posto sempre senza modificare il tuo punto di partenza poste). Più la tua consapevolezza sarà coinvolta nell'ascolto del respiro, più la tua mente non avrà benzina per alimentarsi. Chi tiene in piedi il pensiero? La nostra attenzione! Se questa è coinvolta in una attività che non implica minimamente l'azione del pensiero come potrà questo mantenersi in vita? Quando il pensiero sarà stato disattivato vedrai che anche l'attenzione al respiro non ti servirà più. Se tutto ciò ti è chiaro non ti resta altro che investire tutte le tue energie nel semplice, sereno e rilassato ascolto del respiro. Vedrai che la mente ti farà perdere l'ascolto del respiro mille e mille volte, ma non dispiacertene, non rammaricarti, non scoraggiarti, all'inizio è così per tutti. Con un po' di pazienza e fiducia vedrai che i pensieri ti distrarranno sempre meno e riuscirai a rimanere sempre più nella quiete del tuo ascolto, una quiete che ti seguirà progressivamente anche durante la giornata.

La fondamentale differenza fra questa pratica e l'osservazione attenta e passiva è che qui hai una minore possibilità di essere risucchiato dal flusso di pensieri: non devi stare lì a guardare i pensieri che scorrono rischiando di venirne facilmente attratto o confuso. Qui ascolti il tuo respiro e basta. I pensieri ti faranno perdere l'attenzione, ma non appena te ne accorgi ritorna al respiro. Altre volte vedrai che mentre poni attenzione al respiro riuscirai anche a percepire i pensieri nel loro flusso di sottofondo, bene, lasciali scorrere e poni sempre più energia nell'ascolto del respiro.

La via è semplice, solo le distrazioni sono complesse e confusive: non badarle, abbi fiducia!

Un caro saluto

Pier


Articolo tratto dal libro "Meditazione".

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Il libro “Meditazione” contiene alcune fra le risposte più significative che Pier ha dato, in forma scritta, a domande di amici e ricercatori, sulla meditazione e la conoscenza di sé.

Tags: Equilibrio interiore, Pace della mente

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Commenti   

# Guest 2011-01-03 19:46
:D Ciao Dadrim sono Paolo grazie per la spiegazione che hai dato sulla meditazione,e'd i estrema importanza.
# christian 2011-01-10 14:32
ottimi consigli davvero....graz ie di cuore
# pranoteki 2011-12-03 11:47
Ciao Dadrim, sono anch'io da Vicenza, ti faccio i complimenti per la risposta che hai dato a Manuel, io ho lo stesso problema. Fino a poco tempo fa non me ne preoccupavo, ma quando questo ha cominciato a coinvolgere la mia sessualità, ( paura di non farcela) notavo che la meditazione da me attuata amplificava il problema. Ora proverò a uscire dal carcere attraverso il tunnel sotterraneo.... respiro e ascolto delle mie sensazioni corporee. Stop Mind!!!
# Frenzis 2012-02-10 12:58
Grazie caro Dadrim! Adesso credo di aver capito perchè la meditazione mi confonde, invece di liberarmi dai miei pensieri...
:)
# yoga-rilassato 2012-05-17 20:36
Ciao a tutti, In effetti ho letto su un libro quanto segue:

"Lo yoga offre inoltre, la risposta per apportare un calo dell’attività sessuale, o raggiungere se si vuole l'obbiettivo di pensarci di meno. (e come si fa?) Ed è pure facile. Basta praticare yoga con costanza tutti i giorni. Poi come a come diceva F. Guccini a proposito dell’Aspirina come anticoncezional e, non si deve praticare né prima né dopo. Basta praticare invece."

Anche io sono molto confuso sulla questione, non penso proprio che si debba reprimere i propri istinti, perchè poi i risultati sono del tutto innaturali.

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