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Meditazione

Il soggetto esiste in relazione all'oggetto

Cerchio zenTommaso ha scritto: Gentile Pier, qual è la relazione che sussiste fra soggetto e oggetto, fra consapevolezza e oggetti di consapevolezza. Inoltre, se diveniamo sempre più degli osservatori liberi e distanti dalle ferite del passato, il perdono dei torti subiti ha ancora un valore in tutto ciò?

 
Cordiali saluti,
Tommaso

Pier ha risposto: Ciò che può essere visto non può essere colui che vede. Tutto ciò che può essere visto non è parte della natura essenziale dell'osservatore, del soggetto. Ecco allora che rimanendo sempre più indifferenti alle nuvole che scorrono all'interno del nostro spazio interiore (pensieri, immagini ed emozioni), lentamente, queste scompaiono facendo svanire anche l'osservatore. Se non vi sono più oggetti non si dà nemmeno più la percezione del soggetto, la sua identità. Quando soggetto e oggetto svaniscono cosa rimane? Fare esperienza di ciò che rimane è il passo ultimo di ogni ricerca interiore. Questo non significa che una volta svanite le emozioni e i pensieri dal nostro spazio di coscienza questi non siano più sperimentabili o comprensibili in noi e negli altri. Le emozioni e i pensieri non si dissolvono nel nulla senza fare più ritorno, altrimenti non sarebbe più possibile vivere, parlare, diverremmo dei vegetali. Ciò che svanisce è l'identificazione a questi fenomeni, quel legame che spesso ci fa agire confusi, impauriti o aggressivi.

Spezzando l’identificazione al flusso mentale, qualora si presentasse una situazione dove la rabbia è necessaria, questa sarebbe ben utilizzabile in piena consapevolezza e libertà. Partendo da questa condizione interiore ogni nostra azione, parola e movimento divengono la risposta di un’intelligenza sempre fresca e intuitiva, e non più la reazione impulsiva di una mente condizionata. Reagire e rispondere sono infatti due cose diametralmente opposte! Reagisco quando mi sento ferito, quando l’idea di me stesso che conservo registrata nella mente viene messa in crisi. Diversamente, quando la mente e il cuore sono stati ripuliti da ogni impurità, in noi si attiva un’intelligenza veloce e penetrate che risponde ad ogni sfida partendo da una stato di quiete e grande energia.

Infine, dal mio punto di vista, il perdono non trova più alcun senso quando la condizione di reciproca dipendenza fra soggetto e oggetto viene spezzata. Se il nostro spazio coscienziale è stato liberato dalla presenza di tutte quelle idee identitarie che necessitano di essere difese, confermate e compensate continuamente, chi o che cosa può ferirci emotivamente? Ne consegue che senza il permanere di ferite emotive il tentativo di perdonare si trasforma in una spontanea percezione di compassione e pena per l’ignoranza e l’egoismo che muovono la gran parte delle azione di tutti coloro che vivono ancora confinati nelle logiche della coscienza identificata alla mente.

 
Un abbraccio,
Pier

 

Tags: Maestri spirituali

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Commenti   

# ivana bianchetti 2010-12-24 14:41
adesso vediamo come in uno specchio...poi no...e di tante domande non ce ne sarà più bisogno. :-)
# Federica 2010-12-24 20:39
Qualunque sia la verità, sarebbe cosa buona che tutti fossero costretti ad imparare l'osservazione delle proprie emozioni da spettatori per giungere ad una maggiore consapevolezza. Le persone oggi sono bestie. Ciò sarebbe un esercizio utile perché ormai sono in tanti ad essere fuori come balconi.
# David 2011-01-16 17:49
Come fai a guardare le tue emozioni, essere consapevole, quali strumenti possiamo usare?
+1 # Davide 2011-01-16 20:13
Ho letto questa discussione e mi è venuto in mente un articolo che ho trovato poco tempo fa navigando. E' di un certo Dott. Laitman, spero vi possa essere utile... http://laitman.it/2010/03/10/chi-e-il-protagonista-nel-film-della-vita/
# Alex 2011-01-23 11:34
Ho già sentito parlare di questo Dott. Laitman.. se non erro è uno dei massimi esperti in kabbalah ... quindi secondo lui ognuno di noi è il protagonista della propria vita solo che non sa di esserlo.. ma che vuol dire?!!?!?
# Guest 2011-01-24 23:18
Si e no, ognuno è responsabile della propria evoluzione spirituale, non di quello che fa in questo mondo seguendo i propri desideri egoistici. Significa che in tutto ciò che facciamo e che ci succede, non abbiamo vero libero arbitrio,...l'u nico spiraglio in questo senso è la possibilità di scegliere l'ambiente dal quale essere influenzati. Va da se che se intendiamo evolvere spiritualmente per accelerare in modo indolore questo processo obbligatorio, dovremmo scegliere un ambiente dove si pratica l'autentica spiritualità, e questa è una nostra responsabilità.
# Guest 2011-01-23 12:04
se noi percepiamo quella emozione, significa che non siamo quella emozione, che siamo staccati da essa .... bellissimo concetto
Allora chi siamo veramente?
E' possibile percepire chi sono veramente? o è impossibile? c'è un metodo per farlo?

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