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Libera-mente Dadrim

Quinto passo: Non dire nulla!

Albero al tramonto

Adelaide ha scritto: Dire grazie non da giustizia a ciò che sento per te, per il tanto tempo impiegato a scrivere con pazienza, chiarezza e generosa abbondanza. L'Essere e il mondo meraviglioso, pervaso dall'Amore che descrivi, tuttavia, mi sembrano un raggiungimento utopico e teorico. Non sono molto ottimista. Non ho ancora trovato la chiave che mi spalanchi le porte del mio Essere, di Dio, dell'Amore. Vorrei che tu mi credessi se ti dico che sto lavorando tanto, e, peraltro, senza fatica. Lo sforzo più grande è, invece, scoprire cosa nascondo, dove baro, quali ostacoli io stessa semino sul mio cammino. Medito, a modo mio, cerco di essere sempre più dentro e presente a me stessa, ho necessità di stare sola, sempre di più, nonostante la famiglia e il lavoro non mi diano molto tempo. Con l'ego credo di star facendo un buon lavoro, considerando come ero quando ho iniziato. Praticamente sto vivendo quasi solo per me stessa, in me stessa, tutto ciò che mi circonda materialmente ha poco significato, ma ha molto significato chi mi circonda, il relazionarmi. Anche se vedo tutti come miei fratelli, non provo odio o qualsivoglia sentimento negativo nei confronti di alcuno, anche se poco mi toccano le critiche e tantomeno sono alla ricerca di glorie e riconoscimenti, forse sbaglio qualcosa, perché non ho il cuore puro, incondizionato. Forse mi nascondo qualcosa, forse fingo. Mi interrogo, ma non ho risposta alcuna. So solo che nonostante io condivida e faccia mie le tue speranzose parole e concetti, talvolta ‘scivolo’ ancora nel giudizio, nel non-amore nei comportamenti. Sì, è anche sincero e vero che guardo le persone oltre la loro e mia inconsapevolezza, cerco di vedere il Divino che alberga in loro, nonostante la loro spesso cieca e gratuita cattiveria. Perdono, non attacco a mia volta, ma preferisco stare alla larga da certe persone, zero rapporti, solo saluti per educazione, ma mi esenterei anche da questi. Perché, come dici tu, l'Amore non mi arriva in quei momenti, e, anzi, lo sento lontano, tanto quanto avverto la negatività di certa gente? Ho provato di tutto, ma forse non ho abbastanza amore dentro di me. Grazie Guerriero di Luce!

Pier ha risposto: Cara Adelaide, l'Essere e il mondo che ti descrivo possono sembrare un raggiungimento utopico solo alla tua mente, ai tuoi pensieri, non a te, poiché tu sei quel mondo e quell'amore. Devi solo avere fiducia, anzi, nemmeno quella, ti basta avere compreso la dannosità insita nell’alimentare i pensieri e le sensazioni che affiorano sulla superficie della tua coscienza. Una comprensione che nasce e cresce proprio osservando tutto ciò che è dentro e fuori di noi. Tu non sei i tuoi pensieri, noi non siamo i nostri pensieri!!! Non finirò mai di ripeterlo. È un fatto evidente, osservati, indaga con pazienza, lo scoprirai, non ne dubito. Senza qualcuno che percepisce le cose, i pensieri e le emozioni come potrebbero esistere? Noi siamo pura consapevolezza, e il giorno in cui avremo definitivamente spezzato l'identificazione con le idee della mente, la realtà si svelerà da sé. Mi chiedi perché l'amore non ti arrivi in quei momenti? L'amore non può arrivarti, perché l'amore sei tu stessa, conosciti e tutto si sistemerà. Come potresti volere l'amore e la libertà se sono la natura del tuo stesso Essere? Come puoi raggiungere ciò che già sei? Detto in altre parole, se tutto è Dio come possiamo raggiungere Dio? L’unica cosa che possiamo fare è aprire gli occhi, risvegliarci, smettere di sognare. Prima conosci te stessa, vedrai che l'amore verrà da sé e sarà capace di superare le montagne, lo spazio e il tempo, ma non partire dalla fine. Gli altri e il mondo sono la fine, l’inizio sei tu.

Cara Adelaide, rimani immobile, in ascolto della tua pura presenza, non lasciare che la mente interrompa il tuo semplice stare con te stessa: prima dei pensieri, prima delle emozioni positive e negative, tu sei. Rimani così, vuota, aperta, quieta, senza desiderare nulla, nemmeno la scoperta dell'Essere, nemmeno l'amore. Ogni desiderio ti sposta da ciò che è già qui ed ora. Quando in noi non si muove più nulla, quando la mente, con tutti i suoi ronzii e tormenti, scorre lontana, come una musica indistinta, la ‘grande quiete’ accade e la vita ci appare in ogni cosa, situazione e tempo colma di significato.

Stai vicina alle persone care, fai ciò che devi fare, cura la tua famiglia, goditi i tuoi figli, le cose belle e nutrienti della vita, ma non dimenticare mai di rimanere anche presente a te stessa, in te stessa. Sposta il fuoco della tua consapevolezza, dai pensieri all’Essere, dalle cose percepite a colei che percepisce. Quando puoi prenditi del tempo per rimanere sola, sentendo il tuo Essere, essendo l’Essere! Prima di addormentarti, appena ti svegli, ricordaTi, ascoltaTi per quanto ti è possibile, senti la presenza che vive prima di ogni increspatura della mente e del cuore: quella presenza è la tua unica vera casa, quella presenza è la sorgente di ogni cosa.

Quando dici, “Ho provato di tutto, ma forse non ho abbastanza amore dentro di me…”, non vedi che sei caduta nuovamente negli inganni della mente? Non devi provare nulla! Ripeto, se amore e libertà sono quello che sei, l’unica cosa che devi fare è smettere di cercare, di fuggire da te stessa! “Non riesco, non ho amore, non sono abbastanza…”. Ecco la ‘singolarità’ in piena attività, esattamente ciò che ho descritto nelle pagine precedenti. Fermati, spezza il meccanismo, osserva come ti invischia, convince e illude! È così che alimentiamo la sfiducia e i condizionamenti. È così che illusoriamente ci allontaniamo dalla “sorgente”. Tutto quel che ho scritto e detto in questi anni lo si potrebbe riassumere in una sola frase: “Smettiamo di correre dietro ai nostri pensieri, e ritagliamoci sempre più tempo per stare in compagnia della nostra pura e semplice presenza, qui ed ora.”

Quando la radice della mente, l’identificazione, è recisa, il pensiero diviene finalmente ciò  per cui è sorto: un meraviglioso strumento nelle mani della ‘Coscienza Originaria’, di Dio, dell’Essere o come vorremo chiamare ciò che non ha nome o ha tutti i nome di tutte le lingue del mondo.

Adelaide, togliamo energia alle menzogne dell’egoicità, a tutte le idee che la società e l’ambiente in cui siamo cresciuti ci ha trasmesso sulle cose, le persone, ma prima di tutto su noi stessi. La mente procederà con la sua filastrocca per un certo tempo, è inevitabile, una bici senza freni, se smetti di pedalare non si arresta immediatamente. E così è la nostra mente condizionata: una bici senza freni. A volte alcuni suoi racconti ci attrarranno ancora intensamente, ma non v’è alcun problema. A tutti capita di andare al cinema ed emozionarsi o avere paura durante alcune scene di un film. Allo stesso modo dovremmo percepire le forme più o meno coinvolgenti che appaiono sulla superficie della nostra coscienza. La mente proietta le sue esperienze passate, noi non la badiamo, la nostra energia è sempre più raccolta alla sorgente.

A volte lo spettacolo dei pensieri ci incuriosirà al punto da farci perdere la centratura, ma non appena ce ne accorgeremo troneremo desti a noi stessi, e la quiete ritornerà. Più la consapevolezza vedrà questo gioco, più la coscienza si risveglierà alla sua reale natura. Smetti di perderti nei pensieri, guarda senza occhiali, e lascia che le cose accadano da sé, che i pensieri salgano e scendano a loro piacimento. La mente scorre, le emozioni passano, ma la tua consapevolezza rimane centrata nella presenza che fa da sfondo a ogni contenuto emotivo e mentale. Lentamente la quiete aumenta, la mente e il cuore affievoliscono i loro moti, il fiume interiore diviene sempre più vasto, limpido e quieto. Prima o poi raggiungerà anche l’Oceano, ma tutto accadrà da sé, non è una cosa che possiamo volere, spingere o desiderare. Noi possiamo solo smettere di agitarci inutilmente.

L’acqua bolle a cento gradi, per scaldarla ci vuole tempo, ma quando giunge il momento, l’evaporazione accade in un istante: uguale è il viaggio interiore. Abbandonare le identificazioni richiede un certo tempo, forse mesi, forse anni, forse un istante, non possiamo saperlo, possiamo solo rimanere con la nostra canna da pesca sulle rive del lago attendendo che il pesce dorato abbocchi, o meglio, ci inghiotta. Con fiducia sempre più grande, indifferenti ai giochi dell’egoismo, un giorno, inaspettatamente, l’evaporazione accade. Ci volessero anche mille vite, cosa importa quando comprendiamo che il risveglio della coscienza è l’unica cosa meritevole di nostra attenzione?

Quando affermi “Ho provato di tutto, ma forse non ho abbastanza amore dentro di me…”, ti incateni da sola. Pensare di non potere o di non avere, significa divenire quell’impotenza. Smetti di aggrapparti alle cose che ti sei raccontata e che ti hanno raccontato per un’intera vita, ma soprattutto non occuparti dell’inconsapevolezza altrui, non dissipare le tue energie.

Quante volte ho fatto l’esempio dell’uomo che sogna? Da addormentati sogniamo stupidaggini, orrori o meraviglie, ma il sogno può durare solo sino a quando lo crediamo reale. Quando ci svegliamo comprendiamo di non essere mai andati in nessun luogo, di non aver mai vissuto alcun rischio: siamo sempre stati comodamente sdraiati sul nostro letto di casa. Allo stesso modo ora le nostre radici sono beatamente piantate nella ‘Coscienza Originaria’, nell’Essere, ma attraverso il moto del pensiero generiamo da noi stessi e in noi stessi, infinite “foglie, rami e venti agitanti”.

Rilassati, non avere fretta, tutto è perfetto così com’è, come potrebbe essere altrimenti? Noi siamo la terra, le radici, la pianta e le tempeste. L’unica cosa che va cambiata è la direzione della nostra consapevolezza: dalla periferia al centro, dalla ‘singolarità’ alla ‘Coscienza Originaria’. Questo significa conversione, questo significa, per me, “sia fatta la tua volontà”. Per molto tempo si brancolerà nel buio, come ciechi, giacché quando si abbandona l’ego, e la coscienza non si è ancora ridestata, tutto appare poco chiaro, ma ciò è anche meraviglioso! Più non sappiamo dove stiamo andando e chi siamo, più siamo vicini a comprenderlo. Quando cammini senza sapere dove sti andando, non perché sei persa nell’inconsapevolezza e nell’arroganza, ma perché sei divenuta pienamente consapevole di non poter conoscere veramente nulla di fondamentale attraverso la mente, la vita ti prende per mano e inizia a condurti verso casa.

Sapere di non sapere è la vera porta del tempio, è ignoranza divina, non l’ignoranza dell’arrogante o di colui che non ha studiato. Il devastatore della vita e di sé, è sempre colui che pensa di sapere, non certo chi vede e ammette la totale impotenza della sua mente, del suo presunto sapere scientifico o spirituale. L’indagine interiore, verso la fine del suo viaggio non ha più parole, non ha contenuti mentali, è pura presenza, mistero che dà significanza ad ogni cosa.

Guarda bene in tutte le cose che ho scritto e detto sino ad ora. Non vedi che sono parole che servano solo a distruggere ogni concetto e contenuto? In realtà tutte le pagine di questo spazio, se veramente ho realizzato ciò che speravo, dovrebbero apparirti sempre più come dei buchi neri che inghiottono e dissolvono ogni contenuto, ogni sapere, per lasciarci vuoti e recettivi.

Tu poni una domanda ed io cerco immediatamente di dissolverla alla radice, non dandoti una risposta, ma indirizzando il tuo sguardo là dove ogni interrogativo collassa. Tutto ciò che ci diciamo, tutti questi dialoghi, non sono sapere, non dovrebbero generare alcuna forma di cultura o conoscenza. L’intenzione è diametralmente opposta, è quella di ripulire completamente la superficie della coscienza affinché la luce della vita possa passarvi attraverso liberamente, totalmente, in tutta la sua purezza.

L’intenzione è quella di farci ritornare innocenti come quando eravamo bambini, come quando siamo venuti al mondo, ma totalmente consapevole, affinché l’innocenza non possa mai più essere perduta. Questa è la via che insegna il misticismo di ogni tempo e luogo, questa è la via che percorro e condivido. Se devi fare l’ingegnere, l’avvocato, il medico, il falegname, la conoscenza o cultura ti servono. Per guidare la macchina, parlare una lingua, pagare le bollette e non farsi fregare dalla banca, la conoscenza serve, ma per tutto quel che riguarda l’essenza della vita, la sua dimensione più profonda, ogni conoscenza mentale è limite, paralisi o arroganza.

Nella dimensione interiore vale solo la sensibilità, l’amore, la consapevolezza, l’empatia, la fiducia, la compassione, l’intuizione. Queste cose non sono concetti, parole o conoscenza per come la intendiamo solitamente, sono le qualità intrinseche dell’Essere. Per questo motivo pochi giorni fa ho risposto un po’ provocatoriamente a quell’amico che sosteneva di aver capito cos’è l’amore. Ci chiediamo cos’è l’amore solo quando non amiamo, quando abbiamo paura di abbandonarci, e se finiamo con il raccontarci di aver capito cosa sia siamo nei guai. Dimostra che abbiamo spostato l’amore dal cuore alla mente, e quando questo accade ogni orrore diviene possibile. Milioni di ebrei sono stati sterminati per “amore” della patria, come milioni di persone sono state torturate e uccise per “amore” di qualche Dio.

Capisci cosa intendo? Quando la mente si crede depositaria dell’amore, il vero Amore viene nascosto dall’inganno peggiore, pervertendo la natura della coscienza umana. Una persona che ama come può provocare dolore a un altro uomo? Il vero amore distrugge ogni giustificazione della mente, ci rende persino disposti a sacrificare la nostra vita affinché la vita di altri possa essere piena e felice, libera da sofferenze e ingiustizie.

Pertanto spero che tutte le mie parole alla fine si dimostrino unicamente come un invito al silenzio, all’ascolto, all’abbandono, alla fiducia. A ben vedere non ho mai detto nulla, ho solo tentato di fare un po’ si spazio e pulizia.

Con affetto,
Pier

 

Tags: Equilibrio interiore, Pace della mente

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Commenti   

# Renato 2012-04-11 20:34
Dadrim, sempre leggo tutto cio' che mi arriva da te.
Sono incantato dalle e delle tue argomentazioni, quasi come sofismi e aforismi alla volta. Adelaide sembra perduta in un bosco senza sentieri...diffi-
cile comprendere il mistero della vita, darsene una ragione come dici tu: dovrebbe essere solo AMORE...Sono sull'orlo del baratro, della libera- zione e "sublimazione" della mia esistenza ma
ancora volgendo uno sguardo a questo mondo; mi
viene una sola parola: PERCHE' ?
# Dadrim 2012-04-12 13:30
I perché spuntano nella mente come le foglie sugli alberi. Recidi le radici della mente e i perché non hanno più senso. Perché l'amore, perché il sole, la pioggia, la vita? Perché? Io allora ti chiedo perché no?

Provo immenso affetto e stima per un uomo che ha attraversato lo spazio e il tempo di una vita senza mai smettere di indagare. Il tuo "perché" può essere la luce di una nuova nascita. Aggiungi ancora solo un perché, il "perché no?"
Non c'è risposta che la mente possa dare, lascia che ogni domanda trovi la sua contraddizione e rimani nel vuoto. Solo il vuoto può accogliere il Mistero.

La tua liberazione sarà la mia, la mia sarà la tua. Non due... non due!

Un abbraccio,
Dadrim
# iliono 2012-04-11 22:11
Cara Adelaide tutto il tuo cercare dentro di te a cosa può portare ad una miglior conoscenza di te, dell'essere (Dio) che è in noi, ma a quale scopo tutto questo, se rimane per noi, L'essere (Dio) è già dentro di noi non dobbiamo cercarlo al solo scopo di trovarlo, non serve L'essere (Dio) ci ha donato la vita e con la vita la capacita di amare ma se noi la usiamo solo per noi e non riversiamo questo dono su gli altri è come una fonte che si secca, o come un pozzo da cui non viene prelevata acqua, prima o poi secca, se invece riversiamo il nostro amore verso gli altri chiunque, sia dalla fonte uscirà sempre più acqua (amore) e diventerà inesauribile e allora incontrare le altre persone sarà una gioia e la felicita sul tuo volto i tuo sorriso saranno così radiosi che le persone vorranno stare intorno a te e ti cercheranno in maniera naturale.
Potrai allora fare ritorno al centro di te stessa alla tua parte più profonda nei momenti bui e di onda bassa, per ricercare quella scintilla di amore, con cui l'essere (Dio) ci ha creati e rinvigorita dalla testimonianza del suo amore per noi, potremo ripartire ha donare amore agli altri senza porci tutte queste domande, le domande nei nostri confronti sono giuste e sacrosante e la ricerca di una maggiore consapevolezza è una strada da perseguire con costanza, ma dobbiamo sempre pensare che lo scopo della nostra vita è quello di aiutare gli altri nei modi e nelle nostre possibilità.
Per questo penso che Dadrim e la sua opera siano utili, prendi spunto dal suo comportamento segui il suo esempio, D. risponde con gentilezza e sapienza alle tue domande e dubbi, in pratica ti dimostra e elargisce amore nei tuoi confronti, compie in maniera spontanea e senza ritorno o aspettative da parte tua la missione che l'essere(Dio) ci ha dato all'inizio della nostra vita.
Riversa verso gli altri il tuo amore,aiuta anche te gli altri senza chiedere nulla in cambio diventa anche te una attiva nel donare, attenzione, cordialità, gentilezza e tutti i tuoi dubbi spariranno e la vita ti sorriderà .
L'essere (Dio) ci chiede solo di donare amore verso gli altri e di lasciare il resto delle nostre preoccupazioni nelle sue mani sapendo che noi abbiamo fatto con sincerità il massimo dei nostri sforzi, ed è qui che interviene la vera fede non nel credere che un grande messaggero (Gesù) un giorno sia morto sulla croce, la vera fede è credere che L'essere (Dio) sia con noi tutti i giorni e che ci segue tutti uno per uno da vicino e se non riusciamo a sentirlo è solo perché LUI è fatto di solo amore e ci si può sintonizzare con LUI solo se emettiamo a nostra volta Amore senza chiedere nulla in cambio e senza pretendere che gli altri ci riconoscano questo, se il nostro pensiero ci porta a pensare "come mai con tutto l'amore che ho dato non mi ritorna nulla" il solo pensare questo significa che non era vero amore e non c'è possibilità di sintonizzarsi con L'essere (Dio), LUI è li che ci guarda e aspetta per donarci tutto quello che ci serve veramente, aspetta solo che noi facciamo un passo verso di LUI ma solo la vera sincerità ci permetterà di fare questo passo e allora potremo godere della sua misericordia e vivremo felici e nella sua grazia.
In conclusione cara adelaide non stare tanto a cercare qualcosa dentro di te ma usa quello che già hai per gli altri.
un saluto
daniele
# adelaide 2012-04-12 10:44
E gia',caro D.quello che mi frega maggiormente e' il non percepire quanto, quando, e fin dove mi identifico con la mente,oppure dove questa identificazione va
affievolendosi, lasciandomi spazio e aperture..Perch e' lo sento e lo vivo sempre di piu' che e' cosi.Ma nonostante cio' mi ritrovo proprio come mi ha descritta Renato F.perduta in un bosco senza sentieri..azzec cata!! Bellissima!
Il problema (?) e' che se da una parte godo a sentirmi in questa condizione emotiva,dall'al tra temo di imboccare un sentiero che porti alla pigrizia dell'Anima! Mi sento in colpa e mi turbo in questa condizione di totale nullita',abband ono,(azione?)de lla non azione.Adelaide crede di perdere tempo prezioso,mentre guarda dalla finestra il mondo che si muove,che si da' da fare,che ride che progetta,che urla,che vive,perche' in questo momento non ha voglia di farci parte,perche' in questo momento tutto le sembra insignificante. Adelaide non ha voglia di fare nulla,
in due mesi e' uscita di casa tre volte,oltre il lavoro.Adelaide vive egoisticamente di se stessa,
per se stessa,ore intere immersa in un beato nulla,appena puo' si rifugia in camera,e se ne sta immobile,se possibile senza pensieri di sorta,che poi sono sempre gli stessi,e non riguardano niente di esterno a lei o di materiale.
Viene turbata solo dal fatto che purtroppo la casa non va avanti senza di lei,e non vorrebbe avere neanche questo pensiero.
E si chiede:dov'e' finita quell'Adelaide indaffarata,agg uerrita,piena di energia,quella che tutti una volta chiamavano "la marescialla"?
Certo,tante cose son cambiate nella sua condizione sociale,e non ha piu' vent'anni,ma da dove e come e' venuto fuori questo inarrestabile senso di non voler fare?
Perche' e' su questo blog,e non su un'altro che
parli,non so, di ceramica,di arredamento,di gossip,
o qualunque altra cosa?
Non so piu' chi sono o cosa sono,ne' me ne importa (?), e le parole di Dadrim non hanno fatto altro che aumentare questo "disagio" creandomi una voragine di vuoto esistenziale,si a fuori che dentro di me,praticamente ,per dirla tutta,brancolo nel buio.. svuotata,a meta', tra la goduria e i sensi di colpa.
rispondendo a Daniele,son felice per lui che abbia raggiunto una quiete o una dimensione a lui confacente,ma sono piu' orientata al pensiero di Dadrim riguardo l'Amore,prima devo darlo a me,o portarlo alla luce dal mio Essere,e solo dopo inevitabilmente potrei contagiare gli altri..
Tu parti dalla fine,e cioe' prima dare,io do',ma e' ben poca cosa regalare un sorriso,un conforto,una gentilezza,il rispetto,un non attaccare,non criticare,non giudicare,ecc,m a l'Amore che intendo io e' quello che descrive Dadrim,Totalita ' dell'Essere, arrivare al vero Amore,e' arrivare ad essere cio' che siamo veramente,Amore , appunto,
e appunto,a questo punto,null'altr o servirebbe.
Devo andare,
a presto
e grazie
+1 # Dadrim 2012-04-12 13:34
Un antico detto afferma: l'ora più fredda della notte precede l'alba. Cara Tranchi, goditi questo freddo, è preludio del sorgere del sole.
# nadia 2012-04-12 23:26
Ciao Dadrim e ciao a tutti quelli che ti seguono, sono Nadia e ti ho scritto un paio di volte e mi sono bastate per farmi riflettere e affrontare me stessa, ti seguo comunque sempre e ti ringrazio per la tua filosofia di vita, ma a proposito di Adelaide e quanti ti scrivono volevo solo ricordare a tutti che bisognerebbe parlare molto meno e invece cercare di entrare di piu in relazione con noi stessi...ma questo forse spaventa un po e cosi ci perdiamo in un mondo di parole e concetti inutili,e quando poi dobbiamo mettere in pratica tutto questo amore che diciamo di avere, non sappiamo cosa fare e scappiamo dalle situazioni.Augu ro una buona vita a tutti
# adelaide 2012-04-13 01:15
Ah, com'e' dolce perdermi...
Son contenta per te,cara Nadia,che ti son bastate poche parole per illuminarti la vita.
Ma vedi,io l'ho detto piu' volte che sono un po' dura di comprendonio,ad afferrare i concetti,non ho remore ad ammettere che sono abbastanza ignorante,e che non sarei mai paga neanche di un oceano di parole!
Quindi il problema e' solo mio,o di chi vuole accodarsi,e mi chiedo,dunque,d al momento che tu non ne hai, perche' mai vuoi ammonirci a fare meno chiacchiere,e perche' ti disturbano tanto.
Io, oggi, mi chiamo Adelaide Nessuno,e da questa condizione terra-terra,non mi sono Mai eretta al di sopra dei miei limiti sospinta dall'ego o dalla presunzione,non ho mai detto di avere Amore a iosa da dare,anzi ho sempre lamentato il contrario.
Se volessi scappare in preda alla paura,non starei qui',adesso,anz i,non ci sarei proprio entrata.
O forse volevi intendere che il mio non fare e' una fuga? che le mie inutili parole sono solo il non sapere cosa fare?
Puo' darsi,tutto puo' darsi,e' cosi? Sara'...
la domanda sorge spontanea:
Come fai tu a conoscere me,capire qualcosa di me,se gia' io stessa non lo so?
Tu,lo sai chi sei?
Ah,quanto caro mi e' l'errar di me..

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