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Libera-mente Dadrim

Quarto passo: Stupisciti! È un miracolo!

Montagne al tramonto

Adelaide ha scritto: Tu dici che non possiamo avere esperienza delle cose che sono fuori di noi come la morte, tanto meno possiamo comprendere i miracoli, ma parli spesso dell'Essere. Anche se affermi che è dentro di noi, l'Essere per la maggior parte delle persone è solo una bella parola di cui non si sa nulla. Ribadisci di continuo che di ciò che viene detto si deve sempre poterne fare esperienza altrimenti vive nelle illusioni. Questo significa che hai piena esperienza e conoscenza dell’Essere? Se è così mi aiuti a capire meglio come raggiungere la medesima esperienza?

Pier ha risposto: Cara Adelaide, la morte accade “fuori” da noi solo sino a quando non sarà il nostro turno, ma ogni volta che vediamo morire qualcuno, sappiamo benissimo che quell’evento è un fatto estremamente intimo anche per noi, direi tra i più intimi e significativi. È la morte che dà movimento alla vita, pertanto come potrebbe essere cosa a noi estranea, come potrebbe essere fuori? Fuori da cosa? La morte e la vita sono sorelle gemelle, meravigliose se viste e vissute nella loro inscindibile unità, tremende e vendicative se separate o allontanate. Comunque ora non ho intenzione di ritornare sull’argomento. Per chi volesse approfondire le mie osservazione sulla morte ed il tempo può consultare il testo “Morire ridendo”.

L’altra questione sono i miracoli. L’uomo cosa intende con il termine ‘miracoli’? Qualcosa che non sa spiegare e che il più delle volte risponde ad una sua invocazione, ad un suo desiderio. Mio marito ha un brutto male, prego e guarisce. I medici non sanno spiegare la guarigione, dal punto di vista scientifico non si trovano cause che la giustifichino. Ed ecco che gridiamo al miracolo! A me pare cecità non vedere le cause di alcune guarigioni apparentemente inspiegabili. L’amore non è una causa? Personalmente lo ritengo la causa che muove l’intero universo. Vuoi che una “cosa” così grande non possa guarire un mucchietto di cellule e ossa? Certo, i medici diranno che è accaduto un fatto per il momento non comprensibile dal punto di vista scientifico, ma l’amore non è, e mai sarà, scientificamente comprensibile, come spero di aver chiarito a sufficienza nelle pagine precedenti. La scienza studia gli oggetti, mentre l’amore è il soggetto, colui che vive dietro lo sguardo di ogni essere umano. L’amore è dietro l’occhio dello scienziato, è l’Essere dello scienziato stesso. Come si può conoscere scientificamente l’amore? È impossibile! Provo a chiarire meglio. La scienza si basa sulla dicotomia soggetto - oggetto. La mente umana, per comprendere e studiare qualcosa deve poter vedere, circoscrivere e oggettivare la cosa. Ma che dire del soggetto, della consapevolezza che vede, che conosce, che intuisce? Che dire di colui che guarda ed esperisce il mondo? Chi fa esperienza può divenire oggetto di esperienza? E di chi? La consapevolezza che è in te, che tu sei, ha un’altra consapevolezza dietro di sé e così all’infinito? Queste sono le domande illusorie della mente, come quando si chiede “chi ha creato il mondo e perché esiste l’amore?” Formulazioni mentali astratte, prive di sostanza e significato che dovremmo imparare a riconoscere ed eliminare. Il Soggetto, che altro non è che la ‘Coscienza Originaria’ relata ad un corpo, non è studiabile e conoscibile attraverso le forme della mente, né logica né illogica, e tanto meno attraverso paradigmi scientifici che necessariamente lavorano per oggettivazione e divisione. Se tu stessa sei pura consapevolezza, l’essenza che permette la conoscenza di ogni cosa, come puoi conoscerti? Ogni cosa che sostieni di conoscere attraverso la mente e i sensi non puoi essere tu, perché tu sarai sempre e solo il soggetto che conosce e mai l’oggetto, la cosa conosciuta.

Ho poi sempre usato la parola ‘Essere’ come sinonimo di ‘Coscienza Originaria’ o ‘Coscienza di Dio’. Quando uso il termine ‘Coscienza di Dio’ devi però ricordare che per me fra “Dio” e “Coscienza” non v’è alcuna separazione giacché non esiste un Dio persona, ma per l’appunto un Essere, un Essenza divina. Sarebbe quindi più corretto dire ‘Coscienza divina’, ma non essendo questo un corso di semiotica, al di là di una parola che può unicamente provare ad indicare un assoluto e non certo a descriverlo, sarebbe meglio comprendere il da farsi più che disquisire sulla semantica. Torniamo quindi all’Essere. L’Essere, la ‘Coscienza divina’ o come più ci piace chiamare l’indefinibile (Dio, Tao, Ishvara, Allah, Brhaman, YHWH), non è dentro di noi come qualcosa di scisso, come qualcosa che possediamo: siamo noi stessi. L’Essere siamo noi e infinitamente di più, è l’essenza di ogni cosa, persona e universo, ma sino a quando viviamo identificati alle forme della mente e dei sensi, questa ‘essenzialità’ ci sfugge. L’Essere è il miracolo più grande, ma se è la vita stessa, tutto e ogni cosa, significa che anche un granello di polvere è un miracolo? Assolutamente sì! Noi siamo abituati a chiamare miracoli ciò che non sa spiegare la scienza o quelle cose inspiegabili che rispondono a qualche nostro desiderio. Questo approccio è causato dal nostro vivere e pensare confinati nel campo dell'’Io’ e del ‘mio’. La vita non è forse la cosa più grande che abbiamo? Ed è scientificamente spiegabile? Vediamo sorgere il sole ogni mattina, misterioso, meraviglioso, caldo, luminoso. Vediamo le nuvole vagare nel cielo, gli animali abitare ogni luogo della terra, con tutti i loro canti, colori e riti. Vediamo fiori e piante di ogni genere dare vita allo spazio come nemmeno il più grande pittore che la storia ricordi ha saputo fare, e tutto ciò, nella sua essenza, è incomprensibile, ignoto, misterioso.

La scienza sa spiegare alcuni funzionamenti di quel che ci circonda, ma il mistero di ogni cosa rimane intoccabile. La scienza, con le sue spiegazione non fa altro che spostare la domande sul significato e il mistero della vita una passo più indietro, ma lo spazio per indietreggiare è infinito perché il significato non potrà mai trovare risposta in una spiegazione. Io stesso quando sostengo che dobbiamo approcciare la dimensione interiore, spirituale e religiosa dell’uomo con scientificità mi riferisco unicamente alle forme del condizionamento, alla struttura della ‘Singolarità’. Ma quando abbiamo compreso ed eliminato la frammentazione interiore, e finalmente ritorniamo semplicemente ad ‘essere’, ogni forma di indagine, di approccio scientifico o razionale termina.

Noi siamo immersi nel miracoloso, siamo un miracolo, eppure ci chiediamo se i miracoli esistono o ci stupiamo della guarigione di un uomo. La scienza è utile sino ad un certo punto del viaggio, sino ai confini della mente, da lì in poi tutto cade, ogni distinzione cessa giacché si entra nel Regno dell’amore e della bellezza, là dove le parole divengono poesia e i suoni musica.

Cara Adelaide, cosa me ne faccio di tutta la scienza e la conoscenza, di tutti i miracolini e i trucchetti della mente se non so chi sono? La morte verrà, non dobbiamo dimenticarlo, perché se in vita la teniamo sempre a mente, ci aiuterà a distinguere il falso dal vero, l’inutile dall’indispensabile, l’Essenziale dalle apparenze. La morte distruggerà tutto ciò che in noi è momentaneo e confermerà tutto ciò che di fondamentale abbiamo realizzato.

La morte è nostra meravigliosa amica, senza di lei potremmo trastullarci con le piccolezze del nostro egoismo in eterno. Se ricordiamo la morte ciò che non è essenziale esce dal campo del nostro interesse. Molte cose sono assolutamente irrilevanti, com’era insignificante andare sulla luna mentre milioni di persone morivano di fame sulla terra. Questi sono ego trip. Non mi interessa il futuro, non mi interessano i miracolini che la gente sostiene di aver ricevuto, mi interessa la vita che accade qui ed ora, che trascende la paura, il tempo e la fine, nell’’Adesso’ sempre presente.

Cara Adelaide, la vita è il miracolo stesso, è Dio, è senza tempo, senza inizio né fine. Non è evidente tutto ciò? Mi chiedi se ho esperienza, ma a cosa ti serve chiedere a me di qualcosa che è di fronte ai tuoi stessi occhi, che sei tu stessa?

Un abbraccio,
Pier

 

Tags: Equilibrio interiore, Pace della mente

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Commenti   

# adelaide 2012-04-06 11:10
Ciao,D.lo so che tu non hai mai parlato di veggenze paranormale e simili,e per questo ti avevo chiesto cosa ne pensavi,o cosa ne pensi delle persone che hanno queste proprieta',loro malgrado,senza neanche sapere perche'.Per esempio Natuzza Evolo,mia conterranea,par lava solo il dialetto calabro,umile,n ata,vissuta e morta povera, 4 figli,mai mossa,dalla sua umile casa fatta di mattoni,in uno sperduto paesino,ignoran te,forse non sapeva scrivere neanche il suo nome,eppure,anc he a distanza,senza conoscere le persone,ha fatto delle cose "miracolose",e a chi le chiedeva come facesse,lei rispondeva che non lo sapeva,che qualcosa dentro di lei le suggeriva... Usava,parlando con un ammalato che si recava da lei, dei termini medici e scentifici,che solo un medico specialista poteva conoscere..
Era forse l'Amore personificato?A ssoluto,innocen te?Credo di si,forse la sua ignoranza,era la sua fortuna,il suo non conoscere,e il non volerlo fare era il suo Miracolo!
Tornando a noi,stai dicendo che se Adelaide,si risvegliasse alla Realta',divente rebbe un tutt'uno con l'Essere,e con la Vita?
Adelaide e' confusa,ma ciononostante,u na cosa l'ha accertata,Adela ide e' una mente piccola, limitata,ingabb iata nelle trame dei pensieri e di un ego che la rende cio' che si crede di essere.Ma e' sempre Adelaide con i suoi pensieri, che vuole risvegliarsi,ch e vuole distaccarsi dal suo ego e dai suoi pensieri? Se cosi fosse,non e' contraddittorio?
come puo' Adelaide,creder si in un modo,ed al contempo,sentir e il bisogno di voler andare dietro e oltre i pensieri e l'ego?Aprirsi all'Essere?
Qua' Adelaide vorrebbe capire,e capire,se c'e' da capire,dove fa capolino l'ego,se e come sta giocando con Adelaide,e lo stesso i suoi
pensieri.
Anche a me interessa solo il presente,ed appunto per questo Adelaide (?) vorrebbe essere piu' consapevole,piu ' profondamente partecipe e conscia nelle cose che fa.Adelaide vorrebbe sapersi rapportare con sempre maggiore cuor leggero,sia verso i condizionamenti , sia verso gli altri e in primis verso se stessa.Adelaide condivide,
che noi,la vita,ed ogni cosa sono gia' miracolosi,ma vorrebbe compenetrarsi,s entirsi parte del tutto,farne esperienza personale,non solo con parole o desiderio.C'e' un punto o momento in cui Adelaide sfuma i suoi confini,e comincia a fondersi con l'Essere?
# Dadrim 2012-04-06 15:56
Cara Adelaide, l'ego è della stessa natura del sogno. Chi è nel pieno del sogno non sente alcuna contraddizione, chi si sta risvegliando ne percepisce molte, quelle molte che lo spingono a ridestarsi.
Adelaide non è una mente piccola, limitata, ingabbiata nelle trame dei pensieri, Adelaide è libertà e pace, ma sta ancora sognando di avere limitazioni, problemi e mancanze.

Come fermare il sogno? Divenendo sempre più silenti, comprendendo che la risosta è prima della domanda. Andiamo verso il silenzio, Lui è la risposta. Ho ancora due risposte alle tue sei domande. Poi faremo silenzio, almeno io. Sarà più importante di tutte le parole.
# adelaide 2012-04-06 12:46
E poi ancora,caro D. Adelaide pensa che si' e' vero che l'Amore puo',ma non tutto,come spieghi il perche' talvolta da un rapporto d'amore nascono esseri deformi,ammalat i,con gravi deficit,d'ogni genere?
Se tutto e' amore e da esso e' generato e perpetuato,
(mettendo da parte Dio,al quale i piu' si rivolgono con la preghiera per trovare risposte e rifugio e conforto,)
Come puo' dall'Amore venir fuori simili diversita'?
Qui' non sto parlando delle malattie,delle guerre,e tutte le bruttezze che noi stessi abbiamo creato,con le nostre mani e menti inconsapevoli,m a di una creazione fatta dall'Amore,
Forse mi rispondera
i che non ci sono perche',o non ci e' dato sapere,mi dirai di accettare, di lasciar accadere,ma come lo spiegheresti ad una madre e famiglia,e come loro potrebbero capire ed accettare come un dono cio' che loro ritengono una beffa,una croce per tutta la vita? sia la loro che quella della creatura "diversa"?Certo ,se ne fanno una ragione ed amano lo stesso il figlio,ma vivranno sempre con un senso di colpa,e una dura condizione da affrontare,sempre.
Adelaide e' perplessa,perch e' anche nella Natura,
nel mondo animale succedono anomalie,se tutto' cio che e' e' Amore,perche' ci sono i vulcani? i terremoti? gli uragani e via dicendo? tutte quelle calamita' in cui tanti innocenti periscono?
I nostri antenati pensavano al castigo o punizione di qualche Dio vendicativo e sacrificavano loro le vergini,ma oggi che la scienza studia tali fenomeni, e spiega il perche' succedono, a che ci serve tanta conoscenza se avvengono ugualmente,se siamo impotenti e indifesi?Se l'Amore puo' creare Amore con Amore,anche tutte le sue anomalie dobbiamo accettare come espressione d' Amore?
# Dadrim 2012-04-06 16:11
Se guardiamo con “cuore puro” non ci sono anomalie. Se usiamo la mente, che filtra attraverso i suoi mille giudizi e comandi, tutto è un'anomalia.

Un uragano uccide centinaia di persone. La domanda che ci pongono i maestri è: chi muore?

Capisci cosa intendo? Sono morte veramente tutte quelle persone? Conosci te stessa come un corpo e una mente, per questo affermi che esiste la morte. Ma tu sei solo un corpo e una mente? Spiegavo tutto ciò dettagliatament e nel precedente articolo (l’elettricità e i vari elettrodomestic i… ricordi?).
Ho conosciuto madri con figli gravati da pesanti handicap, appagate dalla loro maternità.
Ho visto poi madri perennemente insoddisfatte di figli in perfetta salute.
Tutto dipende dal cuore e dalla mente di chi osserva e vive le cose. Non credi?
# iliono 2012-04-06 22:02
cara adelaide riproponi ogni tanto lo stesso problema "Adelaide pensa che si' e' vero che l'Amore puo',ma non tutto,come spieghi il perche' talvolta da un rapporto d'amore nascono esseri deformi,ammalat i,con gravi deficit,d'ogni genere?".
Dipende da due fattori
Il primo e dovuto all'amore che DIO a nei confronti del bambino e della famiglia, il secondo è dovuto ad una cosa chiamata carma.
Cerchiamo di partire dall'inizio nella bibbia c'è scritto che noi siamo fatti a sua immagine e somiglianza di DIO e i pittori si sono sbizzarriti nell'immaginare DIO come noi, ma è alla rovescia noi somigliamo a LUI ma non nella parte fisica DIO non ha un corpo fisico, gli somigliamo nella parte spirituale, la nostra anima fonte della nostra vita è una infinitesimale parte di LUI è in quel senso che va vista la somiglianza ed essendo DIO immortale anche la nostra anime lo è perciò questo ragionamento ci porta alla conclusione che siamo vissuti molte altre vite e la morte fisica (solo in corpo fisico muore la parte astrale "sentimenti" e spirituale"anim a" vivono quasi in eterno).
Considerando che il caso non esiste la vita deforme di un bambino e le sofferenze che da questo derivano ai suoi genitori non succede a caso ma segue un preciso scopo, il problema è che noi non conoscendo la ragione di tale realtà giudichiamo che quello che vediamo è sbagliato, ma siamo solo dei bambini che giudicano sbagliato se il padre ci sgrida o ci rimprovera.
Nel mondo animale se una gazzella nasce deforme e non può correre non è sprecata verrà divorata cioè diventerà cibo per altri animali, compierà la sua missione di far progredire la sua specie e fortificare sempre più la sua razza.
Ci sono molte cose che non vediamo ma nessuno si sognerebbe di dire che la luce che proviene dal sole non esiste, anche se ne vediamo e sentiamo gli effetti l'energia che il sole ci manda è invisibile e non si tocca.
Come l'aria sentiamo il vento sulla pelle il freddo e il caldo trasportati dall'aria ma non la vediamo e non la sentiamo, le onde radio esistono ma qualcuno a mai visto una di queste onde anche se intorno a noi ce ne sono milioni?, c'è qualcuno di noi che con i nostri occhi senza ausilio di strumenti possa vedere un batterio? dovremmo fare prima o poi un discorso sulla Realtà e sulla Verità e sull'amore per chiarire meglio questi tre concetti che sono i pilastri della nostra vita
# adelaide 2012-04-06 16:57
son d'accordo,e' meglio tacere,lo faro' anch'io.
Dico ancora l'ultima su questo Passo:
la maggior parte del genere umano si crede solo corpo e mente,allora,se cosi e',cioe' che noi siamo Altro,nessuno commette niente,nessuno e' cattivo,nessuno uccide,nessuno stermina,nessun o manipola,pratic amente nessuno e' colpevole di nulla,
perche' e' inconsapevole!P ero' gli uomini soffrono lo stesso, piangono,si disperano per una perdita,una calamita',una malattia. a questo punto,
essendo inconsapevoli neanche il dolore esiste?O potrebbe non esistere,se fossimo consapevoli.
E' un gran casino,ed io non so spiegarmi come vorrei,e devo andare al lavoro!
BUONA PASQUA A TUTTI
# dakini 2012-04-06 17:01
Anch'io oggi prima di aprire il blog ho pensato alla morte, ho pensato al corpo, ho pensato è vero non si muore che soli, bisogna aprirsi alla morte che è un passaggio, rinnovare il nostro approccio alla vita. I genitori desiderano troppo spesso specchiarsi nell'immagine dei loro figli e facilmente rifiutano l'assenza di reciprocità, figuriamoci avanzare il tempo per capire se stessi: è un impegno eccessivo per una vita sola,un solo ciclo di esistenza. Io credo alla reincarnazione Adelaide e sento che quando muoiono tante persone insieme è impossibile per chiunque partire alla ricerca del "colpevole" e trovare perlomeno una causa ragionevole e dunque è ineluttabile chinare il capo di fronte alla devastazione, ma sento anche che intorno a me le tracce di quelle vite che mi erano sconosciute sono ancora attive e che dovremmo imparare a dialogare meglio e di più con la parte spirituale dell'Essere Umano perchè il viaggio nell'aldilà non ci sorprenda negativamente. Per me quelli che sembrano miracoli non sono che l'essere testimoni viventi di ciò che è sempre stato ma che non esercitava attrazione, a volte può accadere a tanti contemporaneame nte, di vedere, ma non si può essere veicoli del bene quando ci vengono fatte troppe pressioni per provare le nostre capacità come fenomeni da baraccone. Gli angeli sono timidi a riguardo, non cercano la fama! Il mondo che ci circonda è quello che siamo capaci di abbracciare e quando si possiede una profonda sensibilità ci si sente nutriti dal più semplice dei suoi miracoli, come la pioggia gentile. Ma se piovesse petrolio non si chiamerebbe più pioggia, giusto?

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