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Libera-mente Dadrim

Intermezzo: Sino alle radici della Coscienza

Corvi al tramonto

Adelaide ha scritto: Hai ragione quando dici che è impresa ardua liberare la mente dagli indottrinamenti ricevuti, non solo per quanto riguarda un Dio descritto nell'alto dei cieli, seduto su un trono di nuvole, pronto a castigare i cattivi, ecc., ma anche in merito a tante altre distorsioni inculcateci sin dall’infanzia. Mettiamo poi una bella pietra sopra alla nostra ignoranza e impotenza, a tutto ciò che non ci è dato sapere o capire! Io di certo non me ne faccio un cruccio, solo che di tanto in tanto mi sfiora il pensiero del perché siamo qui, cosa ci stiamo a fare, ecc. Ma hai ragione, non esiste risposta, esistiamo e basta, e dato che così è, viviamocela!

Un caro saluto,
Adelaide

Pier ha risposto: Cara Adelaide, dal tuo commento mi pare che alcune cose precedentemente dette non siano passate nella loro esatta valenza. La nostra impossibilità di comprendere con il pensiero l’essenza della vita non è una condizione di impotenza, un qualcosa a cui dobbiamo rassegnarci. È la nostra più grande benedizione, giacché è la natura stessa di Dio, della nostra essenza più vera, che ci impone di uscire dal campo limitato del corpo-mente per divenire l’Illimitato. Cerco di spiegarmi meglio. Se attraverso un magnifico ragionamento, convincente e dettagliato, qualcuno ci portasse a credere in una definizione, in una risposta concettuale alle domande ultime sulla vita, cosa pensi che ci guadagneremmo? Solo un nuovo dogma, una nuova serie di idee a cui aggrapparci, che ulteriormente ci isolerebbero e metterebbero in contrapposizione gli uni con gli altri. La mente forse rimarrebbe pure soddisfatta per quella che è la sua natura, ma la nostra essenza proprio così verrebbe ottenebrata. La mente vive di risposte, il cuore di sentimenti, la coscienza individuale anelando il risveglio alla ‘Coscienza Originaria’, il ritorno al senso di unità con Dio. Se rispondiamo ad ogni piano dell’essere con le modalità idonee alla mente, che peraltro è la nostra parte più superficiale, ci condanniamo ad esistere unicamente su di un piano verticale perdendo ogni profondità. Come ribadivo qualche giorno fa, sarebbe un po’ come dare ad una persona che sta morendo di fame dei bigliettini con scritto pasta, riso, formaggio. Il corpo morirà di fame con la pancia piena di carta, portandosi appresso una mente scioccamente giubilante. Al corpo si da cibo e acqua, alla mente parole, pensieri e attività, al cuore sentimenti e alla coscienza individuale la ‘Coscienza di Dio’! Oltretutto il cuore, se la coscienza non si è risvegliata, vivrà di emozioni e non di sentimenti. Le emozioni sono gli effetti del corpo sulla psiche, e come tali sono governati da piacere e dolore. I sentimenti sono il meraviglioso frutto dell’influenza della ‘Coscienza Originaria’ sulla psiche, e come tali sono pregni d’amore e libertà. Il cuore di un individuo che conosce solo il corpo-mente è perennemente in subbuglio, preda di paure e aggressività. Viceversa il cuore di chi si è risvegliato alla ‘Coscienza Originaria’ è forte, quieto e capace di grande compassione.

Ma questi sono aspetti che deviano un po’ dai punti essenziali che stiamo trattando qui. Chi volesse approfondirli può farlo leggendo le risposte che ho dato nel testo “Sesso, amore e biscotti”. Torniamo quindi alle spiegazioni che tanto ti coinvolgono. Ogni spiegazione, dicevo, è per sua natura una gabbia in cui la consapevolezza viene rinchiusa. Per esempio, ci dicono che Dio ha creato il mondo. Ma perché? Da dove spunta fuori questo Dio? È sempre esistito? Se fosse, perché di punto in bianco ha deciso di creare il mondo? E perché lo ha creato così pieno di dolore? Perché ha creato il demonio, il male? Perché ha dato agli angeli la possibilità di scegliere fra il bene e il male, di ribellarsi (esemplare è la storia di Lucifero)? E se tutto viene da Dio, allora anche il male viene da Dio, anche la possibilità di fare il bene e il male. Pertanto Dio è sia il bene che il male. Ma se così stanno le cose, Dio sembra un sadico che gioca con le vite umane. Dà la libera scelta, ma tanto libera non è. O scegli la sua legge o soffri eternamente. Che strana libertà? La possibilità di scegliere fra due opzioni, di cui una è devastante. Non sembra tanto una libertà quanto una prova di potenza. Non ti pare? Se Dio è perfetto amore, onnipotente, onnipresente, come ha potuto generare il male, e perché ha creato il mondo dal nulla in un certo momento? Cosa faceva prima questo Dio? Per caso, ad un certo punto ha avuto uno sbotto emotivo da cui è saltato fuori il mondo e l’uomo? Ma un Dio con sbotti emotivi non pare molto dissimile da noi. E infondo, se ci mettessimo io e te, cara Adelaide, con poteri infiniti, a creare qualcosa, non credi che ci risparmieremmo bambini deformi, malattie devastanti, vecchiaia e cose simili? Se crediamo in un Dio buono e perfetto che progetta dal nulla un mondo altrettanto perfetto e buono concepito entro le forme del pensare e del sentire comuni, non possiamo esimerci dal notare che questo Dio ha fatto un lavoro pessimo. Capisci cosa intendo con queste provocazioni? Quando cerchiamo spiegazioni e accettiamo dogmi o teorie più o meno convincenti, incappiamo inevitabilmente in un mare di contraddizioni e assurdità. La vera e fondamentale domanda è quindi: “Perché siamo così disperatamente alla ricerca di spiegazioni?”

La mente cerca risoluzioni perché desidera possedere, desidera divenire essa stessa padrona del mondo e della vita. Guarda cosa sta combinando la scienza con la manipolazione del DNA e della natura. Il nostro ego cerca di capire, di concettualizzare ogni cosa nella speranza di possedere e manipolare. La ‘singolarità’ in cui siamo caduti, sentendosi una pulce persa in un universo infinito, pone nell’idea di conoscenza la speranza di dominare e governare ogni cosa.

La piccola mente umana spera di trovare le cause della morte fisica per poter vivere in eterno. Spera di trovare le regole che danno origine ad ogni forma di materia per poter giocare con la natura come un bambino con i Lego. Ma è tutto inutile! Anche se l’uomo riuscisse a far vivere il suo corpo un milione di anni e manipolare la materia a suo totale piacimento, non avrebbe risolto nulla, anzi, sarebbe un vero disastro! Se l’uomo potesse vivere in eterno, per come è strutturata ora la sua psiche, non saprebbe cosa farsene dell'immortalità. Cadrebbe in una noia e una disperazione tremende sino a desiderare la morte con tutto se stesso, sino a voler distruggere il mondo intero. Infondo non è esattamente quel che fanno anche adesso gli uomini che posseggono grandi poteri e che vivono maggiormente in salute e longevità? Lottano una vita per divenire piccoli “dio in terra”, e se per disgrazia vi riescono sono guai per tutti, giacché non sapendo proprio cosa farsene del loro potere e del loro comunque rimasto impotente ego iniziano a giocare al “piccolo demiurgo” (per alcuni è sufficiente il piccolo chimico per altri evidentemente non basta). Ma un bambino alla guida di un Boeing, per quanto giochi a fare il capitano, difficilmente riporterà qualcuno a casa vivo.

Oggi l’uomo desidera l’eternità per fuggire dalla sua ignoranza e inconsapevolezza interiore. Se ottenesse l’immortalità desidererebbe la morte per evadere sempre e comunque dalla sua stupidità. Capisci cosa intendo? La mente, anche se trovasse tutte le risposte che desidera, non otterrebbe mai la felicità. La vera realizzazione sta nel convertire la nostra direzione dal fuori al dentro, dall’effimero all’essenziale, dagli scopi dell’ego alle cure dell’amore.

Cara Adelaide, ti sei mai innamorata perdutamente di una persona? Hai mai sentito quella potente percezione di pace e armonia con il mondo, le persone e te stessa, che nasce quando la mente e il cuore si arrendono totalmente a qualcuno o qualcosa?

Spero di sì, perché reputo che l’amore per qualcuno o qualcosa sia la più prossima e potente intuizione di cosa possa essere il risveglio della ‘Coscienza Originaria’. Ti è mai capitato di amare una persona al punto di sentire che la tua vita era compiuta, che saresti anche potuta morire in quello stesso istante e nulla avrebbe fatto una differenza perché quell’amore che sentivi trascendeva ogni cosa, scopo e tempo, rendendo tutto compiuto?

Se tutto ciò può accadere quando si ama totalmente e incondizionatamente un singolo individuo, cosa può sopraggiungere quando si scopre che quello stesso amore non è altro che un piccolo riflesso della nostra essenza interiore? Cosa può accadere quando scopriamo che l’amore non ha bisogno di alcuna motivazione, oggetto e persona specifica per manifestarsi, ma ha solo bisogno di non essere ostruito da condizionamenti per rivelarsi? Cosa può accadere quando comprendiamo che in realtà noi siamo quell’amore, e che la mente e le forme del mondo potrebbero divenire unicamente i colori dell'arcobaleno che produce questo sole interiore?

Abbiamo trasformato Dio in una aberrazione mentale. Dio non è forse la semplice parola che designa il cuore di colui che ama senza più alcuna riserba, la visione con cui i suoi occhi illuminano e animano il mondo? Dio non è forse, semplicemente, quella percezione di infinita e indomabile umanità, compassione e fratellanza che qualche illuminato nostro fratello ci ha testimoniato con i suoi gesti, le sue parole e il suo Essere?

Personalmente nella mia vita ho trovato vero, amabile e perseguibile unicamente questo Dio! Ne consegue che il Dio di cui ho inconfutabile esperienza è la luce della Coscienza che vedo in ogni singolo uomo, più o meno dormiente. È l'amore e la bellezza che scorgo riflessi nei colori del cielo al tramonto, fra le onde del mare che si rincorrono, nel volto di una donna o di un uomo, nel canto degli uccelli che fan ritorno alle loro case quando è sera, nel frusciare dell’erba, nel pianto di un bambino che nasce, nello sguardo di sua madre che in lui diviene immortale, nella forza e tenerezza di un vecchio che muore benedicendo.

Tutto ciò è reale e percepibile come l’amore che possiamo provare per una singola persona. Basta imparare ad essere un po’ più sensibili, aperti e disponibili a tutto ciò che vive, poiché la bellezza e l’amore sono ovunque, ma non fanno rumore, a differenza dell’ignoranza e dell’arroganza.

Dio, quando divine una dottrina, un credo, una teoria, una filosofia, una fede istituzionalizzata o un dogma, in realtà viene cacciato a distanze siderali da quel piccolo frammento di luce che anima la mente meccanica e condizionata dell’uomo. E con l’esilio di Dio dal cuore dell’uomo accade necessariamente anche l’allontanamento dell’individuo dalla sua stessa umanità, portandoci così a scovare sempre nuove buone ragioni per dilaniarci l’un l’altro, per difendere appartenenze e proprietà, per inseguire domande insensate.

La nostra mente non può comprendere Dio, l'amore, la vita, perché questi non sono oggetti, non sono cose che possiamo avere, misurare, gestire, usare. Dio è amore e vita, o meglio, l’Amore e la Vita sono Dio. Cosa vorresti di più? Vorresti capire l’amore? Se ritieni di averlo capito non hai inteso nulla, hai solo ucciso la tua possibilità di amare. L’amore non è concepibile ma unicamente esperibile, vivibile. Puoi esserlo, incarnarlo, ma mai concepirlo. Questo rende l’amore e la vita così meravigliosi, l’unica vera risposta che può soddisfare l’esistenza umana e mettere a tacere le infinite domande della mente persa fra le sue vane brame di controllo e potere. L’amore era prima che questo mondo fosse e continuerà anche dopo la sua fine: solo la mente dell'uomo è sorda e cieca a questa realtà infinita e senza tempo. L’amore è pura creatività che perpetuamente genera, che infiniti mondi partorisce e infiniti mondi dissolve, come affermava il meraviglioso Nisargadatta, senza senso o scopo che possano darsi al di fuori del suo stesso essere tutto questo. L'amore ama amarsi generando da se stesso sempre nuovo amore. Tautologico? Sì, certamente, ma là dove non v’è più alcuna divisione le parole finiscono lasciando il posto alla poesia, alla danza, alla musica e al silenzio. Il mondo che verrà, se glielo permetteremo, sarà abitato da artisti e amanti. Non vi sarà più spazio per i mostri di oggi.

Dal mio punto di vista questo è tutto ciò che cercano di comunicarci e a che ci invitano a sperimentare direttamente e indubitabilmente i gradi mistici di ogni tempo e luogo, da Gesù a Bhudda, da Krishnamurti a Meister Eckhart, da Ramana a Nisargadatta, da Tilopa ad Atisha, da Bodhidharma a Mahavira, da San Francesco a Mansur. Serve altro? Ogni spiegazione razionale che possiamo darci alla domanda “perché?” non fa altro che spostare la domanda un passo più indietro. Dobbiamo quindi definitivamente comprendere che i ‘perché’ crescono nella mente come le ortiche nel campo, e sino a quando non saranno tutti consumati dal fuoco della consapevolezza continueranno ad avvelenare la pace dei nostri cuori.

Il nostro corpo e la nostra mente, con tutte le loro memorie, moriranno, certo, su questo non v'è dubbio, ma l’amore che ci anima e abita ogni cosa non finirà mai, e noi nemmeno perché in essenza siamo Quello. Il nostro unico vero significato, quindi, lo troviamo nel cammino che ci conduce dall’Io a Dio, dalla difesa di noi stessi, all’eliminazione della ‘singolarità’ in cui siamo caduti al risveglio della ‘Coscienza Originaria’ da cui proveniamo. Questo è il viaggio che tutte le anime devono compiere, la conversione di cui parla ogni tradizione religiosa, dal buio alla luce, dalla mente all’essenza, dalla morte alla vita.

La ‘singolarità’, poiché vive di memorie piacevoli e dolorose, desidera ripetere le esperienze piacevoli ed evitare quelle dolorose attraverso un continuo tentativo di controllare l'ambiente. La vita percepita dai sensi, ahimè, non segue questa logica giacché cambia continuamente senza ripetere schemi passati, che sussistono solo nella memoria del singolo. Ecco perché l’uomo più invecchia più ci sembra ottenebrato. Attraverso i suoi meccanismi la mente è sempre tesa vero un obbiettivo che immagina entro il campo delle cose e delle persone, tutte entità che, però, nella loro forma corporea o materiale non durano. È quindi sensato questo comportamento? Porta pace e armonia o è solo un agire destinato a lasciarci a mani vuote? La filosofia mistica ci invita a comprendere come questo meccanismo d'identificazione alle forme mutevoli percepite dai sensi porti solo sofferenze.

Proviamo a fare degli esempi concreti del funzionamento di questo meccanismo di cui noi tutti siamo più o meno vittime. “Anni fa mi sono innamorato di una donna che dopo una lunga agonia causata da una malattia è morte. La mia mente ha registrato tutto, ha fissato nella memora il grande amore che provavo, il desiderio di avere figli, fare una famiglia e vivere una vita insieme. Registra poi la disperazione dell’aver scoperto la malattia, il dolore straziante che ho provato nel vedere lentamente spegnersi nel dolore la persona amata. Ora tutto è finito, sono passati anni, continuo a incontrare nuove persone, nuove donne, ma non riesco più a lasciarmi andare, perché appena inizio a sentire la gioia e la passione accendersi in me, subito riaffiora anche il ricordo del dolore”.

O ancora: “Quando eravamo piccoli nostro padre ci picchiava. La mente ha registrato quelle situazioni e ora ogni volta che siamo di fronte a una figura autoritaria ci sentiamo nervosi, vogliamo fuggire o vorremmo aggredirla alla minima parola non gradita”.

È così che la mente rimane ancorata al passato, usa il presente per proiettarsi nel futuro, creando un circolo vizioso, all’interno del quale la vita non riesce più a riflettersi. Questi sono solo alcuni esempi di come possano agire i condizionamenti, che nella forma sono infiniti, ma nella sostanza hanno tutti la medesima struttura.

Con il passare degli anni ci abituiamo a legare le esperienze più o meno piacevoli o dolorose che ci accadono nel tempo all'idea di noi stessi, all'idea “Io sono questo”. Le memorie passate si “incollano” e accumulano così alla nostra coscienza, che in origine è potenzialmente pura e illimitata, creando una spessa lente che distorce e oscura la nostra capacità di percepire noi stessi e il mondo. Preciso che anche le esperienze positive, quando divengono memorie identitarie, non fanno altro che deformare la percezione delle cose. Sempre facendo un esempio, anche chi ha avuto una famiglia che lo elogiava di continuo subisce un condizionamento. Infatti l'interiorizzazione di un’immagine di sé positiva quando non trova conferme esterne entra in crisi. Il problema, quindi, non sta in cosa abbiamo vissuto, se positivo o negativo, ma nel fatto che ci siamo abituati a leggere il presente, il mondo e noi stessi attraverso definizioni, immagini e sensazioni passate.

È altrettanto vero che i condizionamenti hanno vari gradi di intensità. Un padre che elogia il proprio figlio non fa i danni di un padre abusante. Come è ovvio che un certo grado di condizionamenti nei primi anni di vita di un bimbo sia inevitabile se non necessario. Importante è comprendere che non sapendo chi siamo, quale sia la nostra reale essenza, tendiamo a costruirci un’identità effimera fatta di giudizi ed esperienze mutuati dall’esterno.

Il fulcro di ogni nostro problema pertanto risiede nello svilupparsi all’interno della coscienza della convinzione di essere il prodotto delle esperienze provenienti dall’esterno filtrate dal sistema corpo-mente. Tutte le memorie che rievocano un pericolo o un possibile appagamento per la vita del corpo–mente vengono trattenute con forza nella memoria per essere rapidamente rievocate in caso di pericolo o nella speranza di replicare piaceri e compensazioni.

Cara Adelaide, morale della faccenda? Più vediamo l’intera struttura del nostro condizionamento, più ce ne separiamo. Questo non significa essere contro il corpo, la materia o il piacere! Significa unicamente vedere e rifiutare il male che produce l'alienazione e l’identificazione della coscienza. Infatti, se ci pensiamo bene, nemmeno i piaceri del corpo e della vita in generale possono essere veramente vissuti e goduti appieno sino a quando si rimane legati alla paura e all'inconsapevolezza di sé.

Perciò, ben vengano il sesso, il cibo buono, la cura del corpo, l'arte, le acquisizioni delle scienze e della tecnica, ma prima di tutto venga la scoperta e la cura di noi stessi, affinché questa vita possa divenire un meraviglioso viaggio fatto di pace, amore e bellezza.

Un caro saluto,
Pier

 

Tags: Equilibrio interiore, Pace della mente

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Commenti   

# Renato 2012-03-29 23:41
Dadrim, finalmente in questa tua interpretazione e lunga dissertazione mi hai dato la serenita' perche' e' quello che sempre nel mio "io" stavo " fra color che son sospesi"; nel dubbio di questa esistenza che tu hai egregiamente
illustrato. Grazie.
Per quanto riguarda i miei genitori non ho parole,specialm ente a mio padre per ringraziarlo, perche' fare figli e' facile difficile crescerli ed educarli. Avevo 11 anni frequentavo la prima ginnasio e quell'anno fui bocciato. Non perche' meno intelligente, ma per svogliatezza e fiacca.
Mio padre mai ci ha messo le mani addosso ed eravamo in quattro. Mi prese in disparte e mi disse: se non ti senti di studiare allora devi imparare un mestiere, perche' a bighellonare per la strada scordatelo e mi mise a lavorare come apprendista elettrotecnico in una fabbrica di Bologna dove vivevamo. Al capo di un anno mi rifece la stessa domanda: vuoi fare questo lavoro o vuoi studiare? La risposta la lascio a voi, solo lascio immaginare quello che passai in quell'anno e il tempo che ebbi di pensare e riflettere quale era
la via migliore per me.
Proprio come nella lunga dissertazione di Dadrim.
# adelaide 2012-03-30 10:40
dire grazie non da giustizia alla gratitudine che sento per te,per il tanto tempo impiegato a scrivere,con pazienza,chiare zza,generosa abbondanza.
L'Essere ed il mondo meraviglioso,pe rvaso dall'Amore,perf etto, che tu descrivi,tuttav ia, mi sembrano un raggiungimento utopistico,e teorico.
Non sono molto ottimista,e stavolta bado bene a specificare che parlo per me,di me.Non ho ancora trovato "la chiave"che mi spalanchi i portoni del mio Essere,del mio Dio,dell'Amore. Vorrei che tu mi credessi se ti dico che sto lavorando tanto,e peraltro senza tanta fatica, lo sforzo piu' grande e' invece scoprire cosa nascondo,dove baro,quali ostacoli io stessa semino sul mio Cammino..
Medito,a modo mio,cerco di essere sempre piu' dentro e presente a me stessa,ho necessita' di stare sola,sempre di piu',nonostante la famiglia e il lavoro non mi diano molto tempo,con l'ego credo di
star facendo un buon lavoro,consider ando come ero quando ho iniziato,pratic amente sto vivendo quasi solo per me stessa,in me stessa,tutto cio' che mi circonda materialmente ha poco significato per me,ma ha molto significato Chi mi circonda,il relazionarmi,an che se vedo tutti come miei Fratelli,
non provo odio o qualsivoglia sentimento negativo nei confronti di alcuno,anche se poco mi toccano le critiche,e ne' tantomeno sono alla ricerca di glorie e riconoscimenti, forse sbaglio qualcosa,perche ' non ho il cuore puro,incondizio nato,forse mi nascondo
qualcosa,forse fingo,io mi interrogo,ma non ho risposta alcuna..So solo che nonostante io condivida e faccia mie le tue speranzose parole,e concetti,talvol ta "scivolo"ancora nel giudizio,nel non-amore nei comportamenti,s i,e' anche sincero
e vero che io guardo le persone oltre le loro (e mia)
inconsapevolezza,mi centro a vedere il Divino che alberga in loro,nonostante la loro condizione e ottusa,cieca, gratuita cattiveria,e perdono,pure,no n attacco a mia volta,ma preferisco stargli alla larga,
zero rapporti,solo saluti per educazione,ma mi esenterei anche da questi..Perche? perche',come dici te,l'Amore non mi arriva in quei momenti,e anzi lo sento lontano,tanto quanto "avverto"la loro negativita? Ho provato di tutto,ma forse non ho abbastanza amore dentro di me..
Devo andare,ci sentiamo ancora,se posso..
Grazie,Guerriero di Luce
# Vanna 2012-03-30 20:40
Ti ringrazio Dadrim per essere stato così chiaro e condivido, l'unica cosa è che tu dici di desiderare... desiderare di abbandonare l'ego, desiderare la quiete.. Krishnamurti invece dice che tutti i desideri non fanno altro che alimentare la mente, mentre la sola consapevolezza ci aiuta ad uscire dalle sue trappole.
Adelaide dice zero rapporti e la capisco perchè non è facile frequentare persone cieche e prive di sensibilità, ma a questo punto subentra lo specchio e ogni volta mi chiedo che cosa di questa persona mi rispecchia? e non trovo mai nulla.
E poi durante il percorso è normale che per dei lunghi periodi non si ha voglia di frequentare nessuno e delle volte non si ha voglia neanche di parlare? Un abbraccio a tutti
+1 # Dadrim 2012-03-30 22:03
Facile parlare così per chi è già arrivato a casa. Krishnamurti parlava solo dalla prospettiva della realizzazione ultima, curandosi poco dei vari livelli di coscienza condizionata in cui la maggior parte delle persone vivono. Un Osho, per esempio, si è inventato tutte le storie e le balle più assurde possibili per risvegliare le persone dai loro diversi sogni.
Krishnamurti ha ragione, non v'è dubbio, ma solo se guardiamo le cose dalla fine, dalla meta del viaggio, o dal principio, che è la stessa cosa come egli stesso sosteneva.
La maggior parte delle persone, però, sono così frammentate e disperse in mille desideri da non poter nemmeno immaginare cosa voglia dire rimanere vuoti da ogni desiderio per abbandonarsi alla Vita, al nuovo, alla creatività. Ecco allora che il focalizzare tutta la propria energia in un unica meta, in un unico desiderio, ci permette di superare la frammentazione e la dispersione dell'energia. Quando la nostra energia viene raccolta su di un unico punto, quel punto inizia a surriscaldarsi sino a fondersi. La fusione dell'ego è l'ultimo passo, ma per compierlo prima bisogna raccogliere tutte le energie, ricompattare l’ego nella sua essenza che è “l’io sono”, e per fare ciò la focalizzazione su di un unico ultimo desiderio, quello di libertà, dal mio punto di vista, è necessaria. Accadrà da sé, poi, di desiderare così intensamente la libertà da arrivare al punto di sentire il bisogno di liberarsi persino del desiderio di libertà, ultimo ostacolo percepito per la realizzazione.
Desiderare totalmente la libertà ci permette di raccoglie le energie che solitamente abbiamo impegnate in vari segmenti di sogno. Non è possibile non desiderare più nulla per chi desidera milioni di cose sempre diverse e contradditorie in una sola giornata. E questa è la condizione della maggior parte di noi. Quando iniziamo a percepire la transitorietà e la falsità su cui si basano le nostre vite, la zattera che ci permette di colmare la distanza che ci divide alla dimensione della mente a quella della Coscienza è il desiderio di libertà e verità. In un certo senso è quel che Krishnamurti intendeva ripetendo in continuazione alle persone di essere serie, di voler vedere veramente e totalmente i fatti. Per voler vedere si deve desiderare, non c’è volontà senza desiderio.
Krishnamurti lo amo infinitamente ma, dal mio punto di vista, non era decisamente un anima capace o desiderosa di muoversi allegramente fra i vari livelli e le diverse sfaccettature del condizionamento umano. Forse ne aveva avuto abbastanza dei condizionamenti patiti con la società Teosofica.

Ciao Vanna!
# iliono 2012-03-30 22:59
cara adelaide ma quante parole usi e quante ne usa dadrim mi viene il dubbio che le parole che usiamo nascondano un vuoto dentro di ogni uni di noi.
Sinceramente non riesco a leggere le risposte di dadrim troppo lunghe.
E quando leggo "che mi sfiora il pensiero del perché siamo qui, cosa ci stiamo a fare… Ma hai ragione, non esiste risposta, esistiamo e basta, e dato che così è, viviamocela! Capisco solo inconsciamente quando dici che nessuno muore o nasce, ma siamo sempre tutti qui, nell'eterno Presente, e mi viene in mente la frase: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. È cosi che intendevi? Non comprendo bene quando dici che per creare le condizioni di "Apertura" "
Mi cadono le braccia ma tutte le discussioni in questo blog a che servono, solo a parlarci addosso? a dialogare senza mai arrivare ad una verità? se siamo ancora ad affermare che non esiste risposta ma che esistiamo e basta nell'eterno presente, da dove arriva l'amore che proviamo verso i nostri figli da dove arriva i dolore per una perdita cara da dove arriva la felicità che proviamo quando un nostro progetto si compie, noi dobbiamo vivere il presente, perché se viviamo guardando il passato è come camminare avanti con la testa rivolta all'indietro e sicuramente andremo a sbattere da qualche parte, e se viviamo proiettati nel futuro non apprezziamo la bellezza dello stare a guardare un bel tramonto e goderci i momenti di felicità che abbiamo in quel momento.
Ma siamo a differenza degli animali esseri a cui è stata donata la libertà di scegliere, il famoso "libero arbitrio" che naturalmente non è illimitato ma circoscritto alle condizioni fisiche in cui viviamo e in cui siamo, io che peso 120 kg non potrò mai fare al ballerina artistica, ogni volta che scegliamo una strada da percorrere o un dolce da mangiare o altro, usiamo questo potere che ci è concesso.
Il Dio che conosco non è un Dio che sta nel cielo e da lassù decide le sorti del mondo per capriccio e dispensa il male o il bene senza una ragione.
Il male non esiste, esiste solo l'amore che DIO prova per noi.
Il male è un concetto solo nostro opinabile. in una causa c'è sempre che perde e chi vince, per cui c'è chi considera la scelta del giudice giusta per cui è un bene e chi al contrario penserà che avendo perso essa sia un male.
Il bene e il male è come la verità e la bugia non esistono in maniera assoluta sono solo concetti che noi affibbiammo a situazioni che ai nostri occhi e pensieri risultano gradevoli o pessime.
La verità assoluta a cui tutti noi aspiriamo per avere la certezza di essere nel giusto non esiste nella nostra situazione.
L'unica verità vera che esiste è solo la verità agli occhi di DIO.
poniamoci questa domanda? COSA CI IMPEDISCE DI METTERE IN PRATICA LETTERALMENTE I DIECI COMANDAMENTI della chiesa cattolica.
Se li leggiamo bene nulla di ciò che è scritto è impraticabile, solo scegliamo di non farlo, pensando che non siano importanti, o che non esistendo un Dio non sono nulla.
Ma veramente è impossibile amare il prossimo tuo come te stesso, cosa occorre per amare un altra persona, i sentimenti non hanno un costo non richiedono pratiche ascetiche particolari, il dono dell'amore l'abbiamo tutti dentro di noi indistintamente ed è inesauribile la quantità di amore che proviamo per gli altri la decidiamo noi secondo il nostro giudizio secondo il nostro metro.
Amare il prossimo è la fonte primaria della felicità vera quella che non scompare mai, si può affievolire in base al nostro stato d'animo ma non scomparirà mai sarà sempre con noi qualunque cosa facciamo.
daniele
+2 # Dadrim 2012-03-31 12:40
L'amore non da comandamenti né uno, né dieci, né mille. L'amore è il suo stesso comandamento!

Sono stato abbastanza breve? C'è qualche vuoto?
# paula maria 2012-03-31 03:22
La natura ci ha messo insieme, un branco d’individui irrequieti ,per poi lasciare a noi di soddisfare l’unico bisogno a priori , quello che , con la trasformazione nel snaturale, non siamo più in grado di appagare : essere nella nostra solitudine. E, soddisfare tutti bisogni usciti dalla nostra natura, è stato un punto comune di tutti veri saggi. I giusti desideri sono quelli che arrivano dai bisogni. Sono sicurissima che questo desiderio lavora perennemente , ed è unico al quale non ti puoi opporre, e unico che chiederà il suo, fino alla fine. E ,la meta ci fa paura. Perche impiega di stare nel se, staccati dal branco, anche se noi non siamo davvero mai uniti, uno con l’altro. Anche Krishnamurti affermava che la verità ha il suo richiamo che abita in noi, ma che facciamo finta di vederlo. Questo desiderio è quello su di quale, nell’unanimità, concordano tutti i saggi. E’ un desiderio che arriva dal inconscio e noi lo scambiamo per irrequietudine. Nel resto, tutti desideri sono sforzi, sono mezzi di riempire il reale, e richiedono impiego della mente. Krishnamurti, Osho, parlavano solo dei desideri che partono dalla mente. Però , leggendo questi saggi, non ho mai sentito dire da nessuno, di opporti a nessun desiderio (di non lavorare per loro, si), perché l’opporere è un sforzo più dannoso che desiderare, perché è una duale azione, in seguito creerà doppie cause.
# adelaide 2012-03-31 14:35
Voglio essere breve anch'io (che impresa...)
Caro Daniele,anche tu hai fatto parole..hai detto la tua
come tutti,che sia corta o lunga, e le discussioni che si tengono sul blog non solo non vogliono o devono portare da nessuna parte (Dadrim ci pone davanti a noi stessi,
e propone, a chi ha voglia,delle alternative di vita migliori,piu' reali,piu' vaste,lasciando ci arbitri di noi stessi,affinche ' ognuno senta la propria Verita'.
Dadrim non ci ha appioppato la Sua verita',perche',
a ben guardare Essa e' Unica e uguale per tutti,e',
alla fine,figlia dell'Amore).Dic evo che non si va da nessuna parte,perche' ci siamo gia',dappertutto,
e per quanto mi riguarda,non voglio e non sento il bisogno di colmare un vuoto, ma,al contrario di come pensi,intendo crearlo,sempre piu' grande,un vuoto cosmico..
Una curiosita': Hai forse letto ?
Buona Domenica.Anime frementi,mangia te un gelato anche per me,che lavoro tutto il giorno, anche domani,sigh!!!
# adelaide 2012-03-31 14:37
Hai forse letto
# adelaide 2012-03-31 14:38
Hai forse letto Citazione:
Un corso in Miracoli
# iliono 2012-03-31 19:42
E vero cara adelaide che anche io ho scritto e alla fine avevo scritto tanto ma non sono riuscito a sintetizzare il mio pensiero in maniera migliore e breve.
Ma devo dire che la risposta di dadrim mi ha fatto sorridere e lo ringrazio per la sua attenzione ma la domanda che gli avevo posto e che pongo ad ognuno di voi non ha ricevuto risposta , la domanda era COSA CI IMPEDISCE DI METTERE IN PRATICA LETTERALMENTE I DIECI COMANDAMENTI della chiesa cattolica che se noi li guardiamo non sono altro che un atto di amore verso gli altri, la risposta di dadrim è stata "L'amore non da comandamenti né uno, né dieci, né mille. L'amore è il suo stesso comandamento" è abbastanza ermetica, è vero l'amore non a comandamenti perché viene direttamente da DIO e perciò è onnipresente,in finita e più ne usi (donare agli altri) più ne ricevi da DIO e dagli altri.
in nessun caso e se ciò è successo non era mia intenzione affermare che dadrim affermi verità da dare agli altri o propinarle ad altri, lo ritengo una persona generosa e molto disponibile ad ascoltare e tenere in piedi questo blog e gli porgo tutto il mio rispetto.
Le mie considerazioni erano rivolte al fatto di dialogare fra noi con l'obbiettivo di una nostra singola e personale crescita esprimendo le nostre esperienze e per cui questo parlare di amore in maniera astratta e filosofica (senza nulla togliere alla filosofia) senza calarla nel concreto delle nostre azioni senza riportare esperienze di cosa voglia di voler bene ad una persona che magari non ci piace o detestiamo mi sembra che crei solo vuoto e siccome nemmeno il cosmo è vuoto secondo gli scienziati mi sembra che le nostre discussioni siano rivolte solo a noi stessi è come parlarci addosso e ridirci le stesse cose in forme diverse ma senza un fine, può darsi che questo sia lo scopo del blog e allora mi scuso ma non lo avevo compreso
daniele
+2 # Dadrim 2012-03-31 21:30
Prima di poter amare dobbiamo abbandonare il nostro egoismo. Il mio "intento" espresso in queste pagine è condividere un'opera di demolizione dell'ego, che sto compiendo in primis su di me, con tutti coloro che sentono lo stesso bisogno. Più l'ego svanisce e più si percepisce la presenza dell'Amore e della Vita, in noi e fuori di noi. Prima di agire per gli altri dobbiamo agire su noi stessi. Uno strumento malato diffonde solo malattia e ulteriore incomprensione, in sé e intorno a sé. Il come si agisce quando si ama non è cosa che mi interessa. Lo ha ben detto Sant'Agostino: Ama e fa ciò che vuoi. Quando amiamo una donna o un figlio ci serve sapere cosa fare per vivere, trasmettere e lasciar agire il nostro amore? No! Tutto viene da Sé, dall'amore, proprio perché il nostro egoismo non è più presente.
Persone che detesto non ne ho mai incontrate. Persone che mi inquietano ne ho trovate molte, ma il desiderio di comprenderle e conoscerle sino alle radici delle loro anime è sempre stato più forte del desiderio di evitarle, giudicarle o allontanarle da me, dalla mia vita.
Questo desiderio di comprendere mi ha portato a vedere come le persone più chiuse e sorde siano anche le persone che più di tutte vedono il mondo abitato da persone da detestare e giudicare, e che più di tutte soffrono.
Questo desiderio mi ha portato a comprendere, inoltre, che ciò che mi inquietava in loro era anche in me, e che se le giudicavo, giudicavo anche me, se le destavo, detestavo anche me.
Alla fine di tutto ho poi compreso che solo conoscendo me stesso posso conoscere anche ogni altro individuo, e che amando, curando e trasformando me stesso non posso non amare, curare e sperare che si trasformi anche ogni altro individuo.
Questa è la mia esperienza.
Poi ognuno può appendere lo scopo che vuole a questo blog, alle mie parole, ma non certo alla mia vita, alla mia libertà e al mio amore, cose che nemmeno la morte potrà cancellare.
Le parole escono dalla bocca di un uomo per raggiungere le orecchie degli altri, dove trovano mille terreni diversi, in alcuni crescono ortiche, in altri girasoli, ma la voce che le ha liberate rimane sempre la stessa, se è fedele all’amore. Spero di non perdere mai questa fedeltà, questo sentiero.
Ti auguro altrettanto Daniele!
Un caro saluto.
# iliono 2012-04-01 14:23
caro dadrim permettimi di approfondire alcuni aspetti della tua risposta.
tu affermi che "Prima di poter amare dobbiamo abbandonare il nostro egoismo. Il mio "intento" espresso in queste pagine è condividere un'opera di demolizione dell'ego" .
In tutte le nostre attività e soprattutto nelle nostre attività dirette a modificare una parte interna del nostro pensiero o convinzione dobbiamo partire dal punto che non esiste una cosa completamente sbagliata in noi per cui non dobbiamo abbandonare il nostro egocentrismo ma commisurarlo ai nostri bisogni e tenerlo a freno visto e molto facile farci prendere dal suo sapore dolce quando ci adulano o quando pensiamo che il mondo giri intorno a noi, esiste un ego buono ed un ego cattivo, il buono e il cattivo sono categorie che prendono come metro di riferimento la giustizia divina espressa nei dieci comandamenti è in base alla conformità a quei principi che possiamo stabilire se il nostro ego in quel momento è giusto o sbagliato e agire di conseguenza.
la frase Sant'Agostino: "Ama e fa ciò che vuoi".se presa alla lettera potrebbe farmi pensare che siccome amo mio figlio potrei odiare il bambino che giocando con lui lo fa cadere e gli fa del male, oppure siccome amo mia moglie potrei odiare il marocchino o senegalese che la importuna o la spaventa la sera nel parcheggio del supermercato, la frase di Sant'Agostino si dovrebbe completare "ama il prossimo tuo come te stesso e fa ciò che vuoi" in questa formulazione esiste la libertà della persona nel vivere appieno la sua vita perché amando le altre persone indistintamente senza giudicarle sara libero dai vincoli del conformismo e sarà sempre se stesso in tutte le occasione e allora qualsiasi cosa faccia non potrà inevitabilmente che andare nella direzione della volontà divina e sarà in sintonia con DIO.
C'è un vecchio proverbio che dice "fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare" ed ogni uno di noi è sempre quasi perennemente nel mare alla ricerca di unire il dire con il fare, nella nostra vita ogni scelta che noi compiamo o ogni comportamento che noi abbiamo porta delle conseguenze positive o negative, solo l'amore per gli altri che in pratica vuol dire dare un sorriso al tuo vicino apprezzare le parti positive del carattere del tuo superiore e ignorare le parti negative riconoscere che quando qualcuno ti fa arrabbiare lui non ha colpa, ma a solo toccato a sua insaputa un nervo scoperto sensibile del tuo percorso per arrivare al fare partendo dal dire, più queste due parti "dire e fare" saranno vicine cioè vivrai conformemente alla volontà divina espressa nei comandamenti più ti si aprirà un mondo di gioia in gioia e ti sara dato l'occorrente per vivere senza che tu lo chieda "chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sara aperto", naturalmente la frase non si riferisce alle persone ma si riferisce a DIO "chiedete a DIO e bussate a DIO"non è una utopia è alla nostra portata dobbiamo solo lasciare andare il nostro ego cattivo e elevare con orgoglio il nostro ego buono.
è per questa ragione che ancora domando COSA CI IMPEDISCE DI METTERE IN PRATICA LETTERALMENTE I DIECI COMANDAMENTI della chiesa cattolica.
un caro saluto e una grande abbraccio e coraggio per te che trovandoti nella tua posizione devi lottare molto con il tuo ego
daniele
+1 # Dadrim 2012-04-01 22:55
Caro Daniele, come ho già detto, io non riconosco alcun comandamento, pertanto, la tua domanda, in me, non può trovare risposta. La dovresti porre a chi sostiene di METTERE IN PRATICA LETTERALMENTE I DIECI COMANDAMENTI della chiesa cattolica. Cosa centro io? Magari fra i lettori di questo blog qualcuno ti può dire qualcosa. Io comunque mi scuso se mi sono impicciato in una domanda che non era rivolta a me.
Il fatto è che mi ero sentito un po’ chiamato in causa dal tuo primo commento quando ipotizzavi un mio vuoto interiore perché scrivo troppo. Premesso che il vuoto interiore, dal mio punto di vista, è la condizione necessaria per la vera pace e libertà dell’uomo, mi chiedo anche quale vuoto interiore debbano avere avuto Papi, mistici e preti di ogni chiesa e religione, considerando la prolificità letteraria dei più, senza dimenticare bibbia e vangeli.
Inoltre non mi sembra cosa sensata giudicare previo aver ammesso di non riuscire a leggere quelle mie risposte da te valutate troppo lunghe. Mi puoi dire che scrivo da cani, e per questo non riesci a leggermi, ma non che ipotizzi un vuoto per come lo intendi tu, partendo dalla dichiarata mancanza di desiderio di conoscermi sino in fondo. Volevi dirmi che scrivo da cani ma pensavi di offendermi così hai omesso? Non preoccuparti me ne hanno già dette di tutti i colori!

Solo una cosa, dopo centinaia di pagine che ho pubblicato su questo sito "spiegando dettagliatament e come la vedo, la penso e la sento", perché mi fai una domanda retorica che in realtà è un invito all’ascolto dei dieci comandamenti e alla teologia che vi sta dietro? Non ho chiarito abbastanza che e perché i comandamenti e le teologie mi inquietano?

Mi senti comunque mancante, carente, ti sembro una pecorella smarrita che sta portando allo smarrimento altre povere pecorelle? Pensi che i dieci comandamenti mi potrebbero aiutare?

Se vuoi convertirmi alla chiesa cattolica va bene, mi lascio convertire a qualunque chiesa una persona voglia., l’importante è che non mi chieda di partecipare ai riti e di convertire altre persone.

Se vuoi che rispetti i dieci comandamenti, prometto che mi impegno, ma non garantisco nulla, a catechismo venivo sempre buttato fuori dalla porta, e questo mi ha creato un condizionamento indelebile.

Se non vuoi nulla di tutto ciò, mi scuso per non aver capito nulla, in fondo pare che nemmeno tu mi abbia capito. Io però ti giuro che ho letto tutti i tuoi commenti, dal primo all’ultimo, dalla prima all’ultima riga.


La frase “Ama e fa ciò che vuoi” pronunciata da S. Agostino, ovviamente, non si riferisce a quel che dai più è definito amore, ma che in realtà è semplice possesso o tenera infatuazione adolescenziale, e che pertanto potenzialmente porta ad odiare lo straniero, il bambino di altri, il vicino di casa, la suocera ecc. . La frase "Ama e fa ciò che vuoi", se presa alla lettera, può dare fraintendimenti , è vero, ma S. Agostino ha scritto molto proprio nella speranza di non essere frainteso. Bisogna, però, avere il desiderio di leggerlo sino in fondo.

Con simpatia,
D.

P.S. Senza una lettura desiderata e completa può essere frainteso persino S. Agostino, figurati che fine possono fare le cose che dico io.
# Vanna 2012-04-01 20:21
Grazie Dadrim mi hai chiarito molto bene, Kris a volte non lo comprendo però mi piace.
Daniele da parte mia i dieci comandamenti sono scontati, almeno per le persone oneste o come le vogliamo chiamare, il difficile è amare, parlo dell'amore quello vero che si prova per tutto e tutti e credo che se non lavoriamo su noi stessi sarà impresa ardua. Per quanto riguarda le condivisioni del blog, per me sono utili anche se capita di ripetere le stesse cose, ne abbiamo bisogno per essere sempre più consapevoli. Saluto
# iliono 2012-04-02 00:18
Perdonami dadrim ma sono da poco nel blog e non ho letto i tuoi precedenti scritti e so che la non lettura completa delle tue risposte è già di per se un errore ma cercando nella mia vita di essere sincero voglio esserlo anche nel blog.
Naturalmente la domanda non era rivolta solo a te ma anche agli altri e tranquillo anche io non faccio parte della chiesa cattolica e non chiedo a nessuno di entrare a farne parte, ma ritengo che gli insegnamenti delle varie religioni siano derivati da una unica fonte, è come se gli insegnamenti universali che DIO a donato agli uomini siano come il ghiaccio perenne in cima ad una montagna che nello sciogliersi forma tanti ruscelli intorno alla stessa non ha importanza da quale ruscello noi ci abbeveriamo l'importante è bere, la diversità delle religioni e dovuta soltanto dalla diversità dell'ascoltator e e non dalla diversità dell'acqua e il mio esempio sui dieci comandamenti era per avere un riferimento comune ai frequentatori del blog, se vi avessi detto che la comprensione migliore che mi è concessa avere della legge giusta di DIO è dovuta alla lettura e frequentazione di sukyo mahikari sarebbero stati in pochi a conoscerla.
Come dicevi giustamente te la parola diffusa da una persona ad un'orecchio suona gradevole ad un altro suona sgradevole, è la vecchia storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, ogni uno la vede come vuole ma la diversità di visione o di ascolto determina la propria vita.
Non potrei mai offenderti dicendo che scrivi da cani non ne avrei nessun diritto e il solo fatto di essere qui a rispondermi prova la tua generosità almeno intellettuale altro non so.
Il vuoto a cui mi riferivo non era il vuoto tuo personale interiore non potrei mai giudicarti il giudizio è solo di DIO e nemmeno degli altri frequentatori del blog , ma se noi non caliamo queste nostre riflessioni nella vita concreta guidati dalla tua comprensione e tramite le nostre esperienze ci aiutiamo a vicenda nel cammino difficile e irto di difficoltà verso un nuovo "satori" illuminazione è allora che le nostre parole sono vuote senza forza è come sussurrare durante un uragano non riescono a trasmettere la loro forza intrinseca di cui sono dotate "kotodama".
Non devi chiedere a me se voglio che tu rispetti i comandamenti non ne sono degno ne potrei in nessun modo essere l'ispiratore della tua decisione è con DIO se vuoi prenderti questo impegno che devo dialogare e con lui che sarà il tuo giudice giusto e amorevole che dovrai confrontarti e dopo sempre se vorrai potrai parlarci delle tue esperienze vissute in sintonia e armonia con DIO, allora penso che il nostro dialogare diventerà pieno e fruttuoso.
Come al solito ai ragione quando dici che bisogna leggere tutto sant'Agostino e io non l'ho fatto e mi riprometto di farlo, ma rimango un po stupido quando definisci l'amore "La frase “Ama e fa ciò che vuoi” pronunciata da S. Agostino, ovviamente, non si riferisce a quel che dai più è definito amore, ma che in realtà è semplice possesso o tenera infatuazione adolescenziale" ,permettimi di darti la mia definizione di amore.
Esisto tre tipi di amore di livello, importanza, comprensione diversa
Il primo amore quello più importante e assoluto è l'amore che DIO prova per noi che non ha limiti ne di tempo ne di spazio è quello che tutti i santi hanno sempre anelato e fatto sforzi indicibili per raggiungere e conoscere che è talmente grande che se lo tocchi solo con un dito ti riempe la vita senza più lasciarti andare via è l'amore che fa nascere e crescere i nostri figli e le piante e gli animali in perfetta armonia intorno a noi.
Il secondo di livello più basso è quello della sfera dei sentimenti è l'amore che un padre e una madre hanno verso i loro figli, non ha limiti di spazio ne di quantità ma ha limiti temporali vive insieme a noi e si trasforma poi quando noi moriamo.
Poi esiste il terzo livello di amore quello meno importante se non compreso negli altri due e fonte di molti guai e problemi, è quel tipo di amore che noi chiamiamo sesso e di cui nella nostra epoca facciamo un gran parlare, anche quello è un dono di DIO, non esisterebbe l'umanità se il sesso fosse doloroso o se gli uomini e la donne non provassero attrazione gli uni verso gli altri, ma come al solito l'abuso e il cattivo utilizzo di questo dono lo porta
a diventare fonte di problemi e di guerre.
Come al solito è sempre sbagliato giudicare perché si finisce sempre per commettere l'errore per cui giudichiamo gli altri in questo caso la lunghezza dei commenti scusami.
con rispetto per la tua generosità ti saluto
daniele
# adelaide 2012-04-02 12:46
Se volevate creare confusione ci siete riusciti!
Io sono un po dura a capire,figuriam oci tutta questa dilungaggine e difficolta' per quacosa molto piu' grande di noi,che alla fine si riduce in una sola parola:
Amiamo!che altro ci serve?ognuno si tenga i propri credo,le proprie convinzioni,il proprio modo,che secondo me sono solo catene!Difatti (sempre secondo me) una convinzione o una religione sono degli impedimenti che ci precludono la possibilita' di vedere oltre,di sperimentare altro,sono solo dei salvagenti,sui quali si pensa di stare a galla,felici e beati,nel piccolo spazio concessoci,incu ranti o terrorizzati di sapere che senza esso,saremmo in balia dell'Oceano,con tutte le sue tempeste,venti impetuosi,vorti ci,ma anche,dopo,la sua calma piatta,il suo color oro riflesso dal Sole..e imparare a nuotare! Caro Daniele,tu parli di giustizia divina,dici che solo Dio ci puo' giudicare,ma se Dio e' Amore Assoluto ,come pensi che possa conoscere o applicare il giudizio o la condanna? come pensi che possa essere cosi spietato con i suoi figli,obbligand oli a determinate leggi ,pena la condanna o il giudizio?Questi termini o pensieri ce li creiamo noi. Ti trovo contraddittorio ,in un commento dici che il male non esiste,e' un nostro opinabile concetto,poi affermi che dobbiamo temere il Giudizio! A cominciare dalla cacciata dall'Eden,un Dio cosi cattivo,vendica tivo,implacabil e,tiranno e crudele che si fa sacrificare un figlio da un pover'uomo,per dimostrargli il suo Amore,ma si puo'? Ma quali leggi,ma quale Giudizio,ma quali regole!smettiam ola di prenderci per i fondelli,aggrap pandoci ad un credo e rendiamoci Liberi,forti di noi stessi ed al contempo in balia della vita,come le canne al vento..Solo se ci lasciamo andare,con il coraggio, la consapevolezza, l'accettazione di cio' e come siamo,se viviamo con un minimo di buon senso,diveniamo noi il nostro Dio,ma per carita' senza castigo! che orrore,vivere e fare con una spada di Damocle sul collo!
Io mi sono allontanata a gambe levate da un Dio cosi,ho vissuto fino ai 14 anni in un collegio di suore,ci buttavano giu' dal letto alle 6 del mattino,per andare a Messa,ed io e le

mie compagne dormivamo col mocio che ci colava dal naso nascoste nei piccoli vani degli inginocchiatoi, per colazione ci davano da bere del siero di latte,per pranzo una fetta di mortadella,e per cena una specie di pastina stracotta nell'acqua,
ero magra come un giunco,e la fame,la fame!Mangiavamo fame e pidocchi,e non mi levero' mai dalla testa un ricordo: all'interno del collegio
c'era un'asilo di bambini esterni,con i cestini pieni di ogni ben di Dio,noi guardavamo con la bava alla bocca,in agguato come lupi,aspettando il momento che andassero via per avventarci tra i banchi a trafugare anche la piu' piccola mollica lasciata,anche a terra..Il pomeriggio preghiera,Rosar io,lunghe ore di noia mortale..
La ciliegina sulla torta era al mattino dopo la Messa,
le suore ci mettevano tutte in fila,ci facevano allungare le mani e via! giu' a picchiare duro e forte,
e se per difesa giravi la mano,doppia bacchettata! dorso e palmo! Vorrei che immaginaste che idea di Dio mi ero potuta fare!Che insegnamento d'Amore
avevo potuto ricevere da delle suore/arpie!
Da allora non ho piu' messo piede in una chiesa,prego alla mia maniera,e dopo una vita di inconsapevoleza ,oggi grazie a Dadrim,i Comandamenti me li faccio da me,in liberta', senza regole,senza paure,mi sento piu' forte,piu' sicura,
grazie a Dadrim sto imparando a capire cosa vale di piu',nuove prospettive,nuo vi modi di porsi,di amare..Ma beninteso,Dadri m non e' diventato il mio credo o il mio Dio,per me Lui e' un'autostrada con mille bivi,e indicazioni stradali,ed o ho il piacere e la liberta' di sceglire quella che piu' mi si addice,senza sforzi indicibili come i santi o martiri,
non anelo a cio',bensi di crearmi una dimensione dell'Essere che sia mia! dettata dall'Amore e dal mio sentire,in linea ed armonia col mio modo di essere,Dadrim mi ha fatto capire,grazie alle sue lungaggini e ripetizioni degli stessi concetti,che non serve sforzarsi,affan narsi per raggiungere cose che ancora non conosciamo,o non abbiamo mai avuto modo di sperimentare,ma di stare quieti,rimanere immobili nei nostri silenzi,e il Dio che dimora dentro di noi si svelera',facend oci vedere Dio in tutto cio' che e'.Cioe' l'Amore!
Cosa c'e' di piu' bello e amorevole se non il vivere quotidiano nella ricerca pacata e voglia gioiosa di vedere Dio in ogni piccola cosa o gesto?Certo,non e' facile,ma gia' il desiderio di volerlo fare,di cominciare e' gia' tanto.E tutto questo io non lo voglio etichettare o identificare con una fede,o una religione,per quanto mi riguarda c'e' ne sono fin troppe,e guardate un po' come siamo messi..Fratelli contro Fratelli,per difendere ognuno la sua!
Tu credi in tre tipi di Amore,un'altro in trecento,un'alt ro ancora in nessuno,io in uno solo,
ci vogliamo scannare per sostenere ognuno il suo?
No grazie! io mi esento,vado da sola per la mia strada,e se nessuno mi segue,meglio ancora!
# iliono 2012-04-02 22:59
cara adelaide mi spiace molto della tua vita da adolescente passata dalle suore e capisco il tuo risentimento verso la chiesa ma permettimi di fare una differenza la chiesa non è DIO è solo una interprete della sua volontà come lo sono tutte le religioni e se nel mettere in pratica gli insegnamenti che DIO a dato tramite i vari messaggeri la chiesa cattolica o qualunque altro tipo di religioni la responsabilità non è del messaggio ma di chi essendo uomo e fallace lo mette in pratica tutti i giorni suore comprese, DIO è altro Dio è quello che si occupa di darti l'aria per respirare che tramite minuziosi meccanismi tiene in equilibrio le funzioni vitali del tuo corpo permettendoti di utilizzarlo come meglio ti aggrada, DIO è il sole che ci scalda, l'acqua che ci bagna e disseta il terreno che ci permette di seminare un piccolo seme e aspettare che la pianta cresca e germogli per poterne prendere i frutti,
Certo DIO è anche la guerra che distrugge,è anche la pestilenza che uccide milioni di persone, Dio è anche nel treno che 10 minuti prima entra nella stazione di iroscima prima che scoppi la bomba atomica, ma è anche nel treno che 10 minuti prima lascia la stazione per allontanarsi dalla città.
Dalle mie parti c'è un detto "DIO chiude una porta ma apre un portone" io non so quale è stato il tuo portone so quale è stato il mio e di quello scrivo e parlo senza voler etichettare nessuno per mezzo della religione.
Non credo di aver mai detto di dover temere il giudizio di DIO e tanto meno di aver parlato della cacciate dal'eden io non vivo con una spada di damocle sulla testa e spero che nessuno lo faccia non posso saper cosa mi riserverà in futuro Dio per me ma accetterò con ringraziamento le prove a cui mi vorrà sottoporre ma non con rassegnazione o fatalismo cercherò di fare il massimo dei miei sforzi per corrispondere al sui amore per me ogni giorno e la sera prima d dormire gli chiedo perdono se non sono stato all'altezza delle sue aspettative e la mattina successiva proverò a ripartire per una nuova giornata con il sorriso sulle labbra e una parola gentile per il prossimo e la disponibilità di animo di farsi carico dei problemi altrui al limite delle mie possibilità.
Ti racconto una piccola parte della ia vita per meglio spiegare questi concetti.
Dal 1988 in cui mi sono sposato sono vissuto con un tremendo senso di colpa che mi rendeva incapace di essere me stesso le colpe che mi attribuivo erano per lo più immaginarie ma per me reali e importanti tale situazione è durata fra fasi alterne fino al 2006 una caratteristica peculiare del mio malessere era una forma seria di introversione e scarsa considerazione di me stesso che si esternava con una elevata sudorazione dei piedi che mi procurava un alone di cattivo odore intorno a me.
Ma nel 2006 Dio decide di chiudere una porta e la mia moglie decide di separarsi da me, Il colpo fu tremendo avevo sopportato tutte le difficoltà e sofferenze solo per la famiglia e i miei figli e in quel momento tutto questo era sparito casa,figli,mogl ie,sicurezza economica,tutto si era volatilizzato.
A causa del dolore provato e della tensione un giorno al lavoro svenni e fui ricoverato all'ospedale in coma vi rimasi per tre giorni, al terzo giorno mi svegliai e quello che ero prima non ero più ancora non lo sapevo ma la mia vita era completamente cambiata restai un mese all'ospedale in convalescenza e dopo le dimissioni tornai in una nuova casa rinnovato con una determinazione nuova, il senso di colpa era sparito e con esso la mia timidezza e introversione e anche la sudorazione ai piedi non esisteva più DIO aveva aperto per me un grande portone e dopo vario tempo posso dire con sincerità che la mia ex moglie era nel giusto quando a deciso di lasciarmi non ero un vero uomo e tramite la sua decisione mi è stato permesso conoscer un DIO severo " nel farmi ammalare fino al coma"ma anche misericordioso nel regalarmi questa nuova e meravigliosa vita che sto vivendo in questo momento senza risentimenti ne rancore per niente e nessuno e scusatemi se insisto MA DIO ESISTE e ci ama e da lui arriva a noi solo amore diviso in due parti severo/miserico rdioso ma sempre e comunque amore.
Come vedi cara adelaide non parlo di religioni o di catene ma solo di consapevolezza che quello che DIO ci dona è talmente grande che riempie il mio cuore di gioia e di amore per gli altri.
Forse per te sarò troppo sdolcinato ma ti assicuro che questa e la mia situazione attuale DIO mi ha donato una nuova vita e di questo non potrò mai dimenticarlo e cerco nel mio piccolo di non tradire le aspettative che LUI a riposto in me
un caro saluto a tutti
daniele
# mirtillo 2012-09-13 19:13
Ciao a tutti sono Silvana, cercherò di essere breve,
anni fa ho deciso di fare un viaggio nei meandri della mia mente per creare un ponte tra corpo mente e universo...e fra tante ricerche finalmente ho capito che il destino ce lo creiamo con le nostre manine, se sbagliamo o qualcosa va storto nel corso della nostra vita è inutile puntare il dito sugli altri, la colpa è solo nostra. Una volta connessi mente corpo universo, Dio risponde a specchio quello che si emane si riceve, quindi una volta consapevoli di una certa stima in se stessi e cioè padroni di se stessi e non schiavi di tutto quello che ci circonda all'esterno si ha la connessione con l'universo oppure dio, con uno stato d'animo non alterato puoi chiedere qualsiasi cosa e ti sarà dato.
:roll:
# adelaide 2012-04-03 12:24
Caro Daniele,a me non fa dispiacere la tua storia,mi commuove piuttosto,ed anche se le nostre amare vicissitudini le abbiamo vissute in eta' diverse,a me hanno lasciato l'amaro nel cuore e indurito l'Anima,a te invece hanno cambiato la vita!Sono sinceramente contenta che tu oggi abbia raggiunto un buon livello interiore ed emotivo,qualunq ue sia stato il credo o la religione,o spinta divina,che ti hanno portato a tale stato di serenita'. Se tu avessi letto gli scritti di Dadrim ti saresti accorto che ti e' successo proprio cio' che lui ha sempre sostenuto:
Solo quando si tocca il fondo del dolore,della perdita delle propria coscenza,quando l'anima e la mente si fondono,nell'ab bandono avviene il Miracolo piu' grande:la riscoperta o rinascita del nostro vero Essere!
Solo una cosa mi turba e non condivido nel tuo commento: che tu avverta come un dovere di riconoscenza il non tradire altrui aspettative,che sia un Dio o una persona.Io la vedo un po' come una forzatura,un sottinteso e impercettibile ricatto che ti sei creato da solo,per metterti al riparo dalla vita stessa.Dio,nell e sua infinita Misericordia,no n pretende o chiede a nessuno di esaudire le Sue aspettative,per che' non ne ha,non le conosce,
essendo Lui Amore Totale,e noi parte di Lui,dovremmo danzare insieme alla Vita,ed accettare e comprendere anche quando sbagliamo,o cadiamo,vivere, insomma,senza sforzarci di stare entro determinati e fissi canoni o stili di vita,ma starci dentro insieme a tutto cio' che e' nel bello o nel brutto.
Perdonami,ma mi hai dato l'impressione che,raggiunta una dimensione a te congeniale,se pur nobile,ti sia trincerato dietro questa,preclude ndoti volutamente la scelta di varianti. Come dire:sto cosi' bene cosi,chi mi manda a impicciarmi di altro?Con la scusa o alibi di dover rispettare una promessa o aspettativa!
E di te stesso? Del tuo Essere,cosa ne fai?dove lo metti? devi per forza nasconderlo o rinnegare,dal momento che dici che l'unico tuo scopo e' quello di non tradire mai quel Dio che ti ha donato una nuova Vita. ti sei mai chiesto che quel Dio potresti essere tu?
Se sia stato il tuo Essere a farti svelare,ridesta to
dall'Amore (Dio)?
P.S.
Sul Giudizio,l'Eden ,la spada di Damocle,sono parole mie,non te le ho contestate,ma le ho aggiunte io.Chiedo scusa per l'equivoco.

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