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Lettere e messaggi

Una pecora illusa alla ricerca del suo vero sé

Pecore Antonella ha scritto: Buongiorno Pier, leggere ciò che scrivi è come leggere dentro di me, è come se entrassi con una grande lampada per meglio farmi vedere ciò che da tempo cerco per vie traverse. Ti riporto la metafora della "mia" vita. Questa è la storia di una pecora illusa, non è definibile il suo ruolo tra gli ovini, visto che a differenza del gruppo si riveste un ruolo. Era cresciuta nella "consapevolezza" che la vita non è proprio una fesseria, anzi, erano molti, troppi i sacrifici che avevano finito per renderla ancora più illusa. Questi sacrifici le avevano fatto credere che da grande tutte quelle privazioni (non materiali) le sarebbero state restituite per giunta con gli interessi. Tutto, intorno a sé glielo faceva credere, dalle pecore educatrici che nelle varie praterie aveva incontrato, alle amiche pecore, al capo gregge. Cresceva quindi con l'auspicio che un domani si sarebbe riscattata dalle "mancanze" a cui il "FATO" l'aveva costretta. Nel corso delle sue passeggiate nelle verdi praterie incontrò una pecora con carenze molto più marcate delle sue, era una pecora che aveva bisogno di molti specchi per darsi un valore, per nascondere le grandi mancanze, tant'è che fece della protagonista della storia, vera carne da "macello". La metamorfosi della prima pecora iniziò gradualmente quando seppe che era in arrivo un agnellino. Quell'evento responsabilizzò molto la giovane mamma pecora, tanto che cominciò ad aprire gli occhi sui "disturbi " che il babbo pecora manifestava sempre più dopo essere diventato padre. La situazione andava peggiorando giorno per giorno, fino a quando la "puerpera" si decise (d’accordo con un'altra pecora istruita) ad abbandonare la pecora malata per tentare di salvare il salvabile.

Cominciò piano piano a cercare prima di tutto quali erano stati i motivi che avevano ridotto così la pecora padre, da lì iniziò a leggere libri , voleva risposte, la sofferenza era troppa. Ma non le avevano detto che un giorno avrebbe riavuto tutto quello che le era mancato con gli interessi? Perché doveva rinunciare a quel sogno? Non ce la faceva a crescere l'agnellino senza le sue illusioni, le sue "certezze". Aveva vere e proprie crisi d’identità, tutto sotto i suoi piedi barcollava, era come un terremoto catastrofico. Iniziò a leggere con avidità, aveva bisogno di capire, cercava la "VERITA'", adesso per il bene suo e dell'agnellino, doveva aprire gli occhi. Divorava libri di psicologia, psichiatria, di saggistica, ne acquistò centinaia, ma non le bastava mai. Dopo anni di ricerche approdò in una prateria bellissima, luminosa, che mai avrebbe immaginato di poter percepire con i suoi numerosi limiti: "LA PRATERIA SPIRITUALE". Iniziò a brucare l'erba in quel sentiero, cominciò a capire che tutto quello che aveva "appreso" fino a quel momento era da valutare in maniera diversa, doveva leggerlo con un'altra chiave di lettura, anzi si doveva "resettare". Piano piano riuscì a provare "COMPASSIONE" per la povera pecora padre e per tutti gli ovini, partì allora alla ricerca del suo vero sé.

Pier ha risposto: Cara Antonella, grazie per la tua bella lettera e complimenti per il tuo blog "Il vero sé"!
Che la pace e l'amore trovino per sempre rifugio nei vostri cuori, e che da lì si possano diffondere ad ogni persona che incontrerete!

Pier

Tags: Ricerca della felicità

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Commenti   

# Stefania 2008-12-28 17:37
Quanto è vero che come pecore ci muoviamo in un gregge!!!!
Che belle parole Antonella!!!
# Antonella 2008-12-28 17:48
Ciao Stefania :-)
Leggere mi ha aiutato moltissimo, in particolare però i libri di Osho hanno apportato quella consapevolezza necessaria per osservare tutto con distacco, uscendo così dal carcere a vita chiamato vittimismo.Buon a vita :kiss:
# Sofia 2008-12-28 19:11
Vorrei tanto riuscire a trasformare l'odio che sento per il mio ex marito in compassione, vorrei ma non posso.
Quanto vorrei, ma in me qualcosa si rifiuta di comprendere e vorrebbe solo vederlo soffrire, in più quando vedo nascere in me questi pensieri mi sento anche in colpa...
Almeno qui ho trovato un po' di conforto!
Grazie a tutti voi,
un bacio
Sofia
# Antonella 2008-12-28 20:14
Vedi Sofia, non si può pretendere che la sofferenza vada via all'istante, addirittura provando Amore per chi riteniamo ce l'abbia imposta. Ci sono dei passaggi obbligati per arrivare a questo, osservandola attentamente, con coraggio, vivendola fino in fondo piano piano ci accorgeremo che porta con sè una rinascita che mai avremmo immaginato...
Deve andare così, accetta

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