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Educazione e figli

Sull'educazione, la maturità e l'innocenza del bambino

Qualcuno ha chiesto: Caro Pier, potresti dire qualcosa sulla maturità, sull’essere adulti e responsabili? Ho appena avuto un figlio e mi sto facendo molte domande.

Pier ha risposto: Osservando la crescita di un individuo, dall’infanzia sino alla cosiddetta maturità, possiamo notare, nella quasi totalità dei casi, come durante questo tempo accada qualcosa, una sorta di mutazione anomala del modo di pensare e di reagire agli eventi della vita… L’innocenza si tramuta in astuzia, la serenità in preoccupazione, il gioco in serietà, la scoperta del nuovo in paura dell’ignoto, e molto altro ancora. Una così radicale metamorfosi non può esimerci dal bisogno di tentare di capirne le cause e i molteplici risvolti. Dal mio punto di vista la frattura che separa l'adulto dal bambino non è il prodotto di un progressivo aumento della complessità e, spesso, drammaticità dei fenomeni sociali, né tanto meno il risultato dell’accumularsi dell’esperienza. Ciò che determina la “morte” del bambino e consente la nascita di ciò che chiamiamo erroneamente “individuo adulto”, è il lavaggio del cervello a cui quotidianamente sottoponiamo le nuove generazioni, e a cui noi stessi siamo stati sottoposti.

A mio avviso la maturità è qualcosa a cui la nostra società non è ancora pervenuta, e ciò che ne ostacola maggiormente la realizzazione è proprio l’arroganza con cui perseveriamo nel pensarci forma e misura di tutte le cose. Questa ottusa arroganza ci permette di stare comodamente seduti sulle nostre poltrone a sentenziare e legiferare, inconsapevoli del fatto che l’unica persona che possiamo imparare a governare siamo solo noi stessi. Questa dimenticanza di sé produce una totale incapacità di rispondere in modo lucido, ragionevole e sensibile alle sfide che la vita costantemente ci sottopone.

La frattura che impedisce il nostro naturale ed equilibrato sviluppo è unicamente il frutto di una nostra debole e pigra coscienza. Siamo solo noi ad esser divenuti ostili a noi stessi, ma ciò si può comprendere solo quando si ha chiaramente visto come le radici di ogni nostro problema risiedano nelle coscienze individuali, e non nei fenomeni del mondo, o in un comodo nemico nascosto dietro ad ogni angolo. Cos’altro sono il mondo e le nostre stesse vite, se non il frutto del nostro modo d’essere, di pensare, di sognare, di desiderare, di sperare? A mio parere non è l’aumento della complessità, certamente presente nelle nostre società, a cancellare la speranza e la meraviglia dai volti dei bambini, ma è piuttosto un mutato modo di guardare, pensare e rispondere alle sfide del mondo, da imputarsi esclusivamente alla forma di diseducazione e mostruosa cultura imperante.

La mente giovane è caratterizzata da qualità che non sono più riscontrabili nel pensiero invecchiato, quali la fiducia, la meraviglia, la spontaneità, l’accoglienza. Se osserviamo attentamente quelle persone che solitamente definiamo cresciute, noteremo facilmente un'allarmante sclerosi delle loro funzioni mentali ed emotive.

L'uomo adulto è colmo di “informazioni”, d’idee a priori su se stesso, sul mondo, sulle persone, la politica, la religione. Abbiamo ricevuto un particolare tipo di condizionamento famigliare e sociale, siamo stati imbottiti di desideri e di aspettative che non ci appartengono. Ci sono state date così tante risposte prima ancora che avessimo posto anche solo una piccola semplice domanda, che ora non ricordiamo nemmeno più cosa voglia dire dubitare, interrogarsi, ricercare e scoprire in prima persona. Il risultato evidente è un assopimento della capacità critica individuale a favore di un pensiero collettivo, che mortifica e vincola le reali capacità espressive e conoscitive che ogni individuo, venendo al mondo, porta con sé in potenza.

Il Singolo, l’Unico, inimitabile perché non è copia di niente e nessuno, viene così assorbito e annullato in un pensiero di massa, rendendosi simulacro di ideologie defunte, mero meccanismo biologico. Dico questo perché credo che oggi, più che mai, sia chiaro come le nostre società promuovano ogni tipo di sforzo per assopire e mortificare i bambini e i giovani al fine di creare delle personalità docili, condizionabili, efficienti e produttive, utili unicamente al mantenimento della struttura sociale, delle forze di potere in campo. È proprio grazie a questo processo di indottrinamento che concetti astratti come quello di società o appartenenza politica, vengono posti al di sopra d’ogni altra cosa, rendendoci persino capaci di distruggere ciò che v’è di più vero e reale: l’individuo e la nostra stessa possibilità di sopravvivere come specie. Il bene delle nazioni e delle corporazioni ha sempre priorità sul bene dei singoli individui, ma sfortunatamente nella mia vita non sono mai riuscito a parlare con una nazione o una multinazionale, ma solo con singoli individui, donne, uomini, bambini, giovani, bianchi, neri, poveri, ricchi, disperati, felici, insomma: semplici e soli esseri umani. Questo circolo vizioso è da sempre la causa prima d’ogni lucida, fredda e spietata giustificazione degli atti disumani che governi, istituzioni, uomini di potere e comuni disgraziati, compiono sui più deboli, o su quelle masse ben indottrinate a non alzare mai la testa. Il nostro sistema “educativo” istiga alla prevaricazione, crea differenze e fratture ad ogni livello, indottrina i cervelli freschi e curiosi dei bambini, praticando l'annullamento programmatico delle menti libere e creative delle giovani generazioni, dando così vita a nuovi infelici, che a loro volta creeranno altri infelici, solo per non dover fare i conti con una tradizione e una cultura che va ridiscussa sin dalle fondamenta, e non certo per uno sterile piacere di distruggere, ma per il fondamentale bisogno di rigenerarsi che contraddistingue ogni forma vivente, se vivente vuole rimanere.

Trasformiamo la vita in un problema da risolvere, vogliamo rendere i rapporti d'amore fenomeni controllabili e standardizzati, senza aver capito che forse l’amore è l'evento umano più ingovernabile e imprevedibile proprio perché scevro dai capricci della nostra cultura, così intrisa dal desiderio di dominare e controllare ogni cosa. Siamo accecati dal desiderio di perseguire fini e obbiettivi, come se ogni nostra azione dovesse sempre avere uno scopo e raggiungere un profitto, ma poi, malinconicamente, ci chiediamo perché ci facevano tanto felici quei giochi che facevamo da bambini.

I bambini appaiono ingenui all'occhio dell'adulto perché non pianificano e non aspirano a diventare qualcuno, ma siamo sicuri di voler diventare qualcuno? Come dovremmo essere? Chi dovremmo diventare? Chi, se non noi stessi?! La scienza e le tecnologie hanno fatto grandi passi in avanti, e continueranno a farne, ma quel povero uomo che fa esclusivamente uso di tali strumenti ha fatto ormai il suo tempo. Non si conosce minimamente, non sa chi è, non sa dove sta andando, eppure continua a sentenziare, a nascondere la sua ignoranza, a celarsi dietro ideologie, teorie, credi, leggi morte e sepolte. Che l'acqua bolle a cento gradi è un fatto, nessuno andrà a promuovere una guerra per convincere altri popoli di ciò, ma questo principio non vale certo per tutto quel che riguarda il sapere dell’uomo sulla sua interiorità. Non è forse evidente come le guerre vengono fatte sfruttando gli spazi d’ignoranza della gente, da parte di uomini che conoscono bene le frottole che dicono, o che sono essi stessi in balia delle paure che li tormentano? Credo in questo, in quello, nel comunismo, nel fascismo, credo…credo… e ancora credo. Solo chi è vittima di menzogne può essere sfruttato, non certo chi dubita, riflette e investiga con la propria ragione. Ma io non smetterò mai di pensare che ci sarà la nascita di un uomo nuovo, libero, che pone sopra ogni altra cosa un amore e una fiducia inesauribili per l’Uomo stesso e la Vita nella sua interezza. 

Se posassimo l’orecchio sul ventre delle nostre ormai esauste coscienze potremmo già sentire i suoi primi calci, potremmo quasi sentire i suoi primi vagiti, preludio di un tempo in cui l’umanità vivrà senza discriminazioni o frontiere, perché le donne e gli uomini proveranno grande meraviglia per la bellezza di tutto ciò che è da loro diverso, abbattendo così per sempre quelle antiche mura fatte di ideologie, settarismi e ottusità teologiche dietro cui per millenni si sono nascosti i loro primitivi genitori. Quasi stenteranno a credere a quanta follia li abbia preceduti, ma con gratitudine penseranno: è proprio vero che dal fango nascono i fiori. Quest’uomo è vicino! Qualcuno forse starà pensando che queste parole sono scritte da un folle, ed io cos'altro potrei rispondere se non: sì, certo, è vero! Ma quanto è leggera questa follia, così leggera che riesco quasi a volare dove l'aria è così rarefatta da non permettere alla paura e all’odio di raggiungermi. Il condizionamento che imponiamo ai bambini è un crimine, il condizionamento che abbiamo ricevuto è stato un crimine; ma oggi il sonno e più leggero e qualche grido di una nuova coscienza giunge alle nostre orecchie. L’universo sta celebrando la potenza della vita, meravigliandosi di se stesso! Gli uccelli cantano, le nuvole e i fiumi scorrono, le stagioni si susseguono senza memoria del passato. Tutto quest’immenso movimento scorre eterno, senza un fine, per il puro desiderio di giocare, di danzare.

Il gioco è vita, la vita è gioco (non un gioco). V'è solo un essere sulla terra alienato. Mi chiedevo all’inizio di queste poche righe: "Cosa è andato perduto dall'occhio del bambino, e cosa ha distorto lo sguardo dell'adulto?". Credo che abbiamo perso l'amore ed allevato inconsapevolmente la paura, unica vera ragione d’ogni forma d’odio e violenza. Impariamo di più dai nostri bambini e iniziamo a smettere di ritenere sempre di sapere tutto! Non ho altro consiglio da darti. Un benvenuto a tuo figlio!

 

Tags: Riflessioni sulla vita, Problemi in famiglia

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Commenti   

# karmen 2008-12-13 15:02
:!: Quello che ho letto in questo ARTICOLO E' QUELLO CHE IN VERITA' HO SEMRPE PENSATO, sulla coscienza di ogni individuo , soffocata soffocata soffocata . negata negata negata, E' ora di svegliarsi, di arrabbiarsi, di avere il coraggio di essere giudicati sbagliati fino allo stremo ma di andare avanti con le proprie idee , difenderle in salita in discesa, sempre. Ognuno di noi dovrebbe trovare il coraggio di far vivere L'UOMO VERO CHE E' IN SE, xche' ognuno di noi ha il diritto di essere vivo, di esistere, e di affermare la propria vera natura, ognuno di noi ha il diritto di conoscere chi e' e di farsi conoscere dagli altri, di affermare la propria originalita e individualita' e inripetibilita' , intrecciandola a quella degli altri, rendendosi conto che a questo mondo c'e spazio x tutti, xche ognuno ha una sua funzione, comprendendo a fondo che non serve ammazzarsie distruggere chi ci sta accanto xche c'e spazio x tutti .C'e' spazio x tutti, basta trovare con impegno la propria vera dimensione, onorando la nostra natura e quella altrui.
# ...zero... 2008-12-13 16:18
...con estremo piacere e gratitudine...m i inchino al inn-o-sens dei bambini...a questi nuovi ospiti,...e con lo stesso sentimento a chi è rinato per la seconda volta..e trovato cosi cio che tempo fà ,..lungo il cammino aveva smarrito...a tutti voi un sincero abbraccio.....

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