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Disagio interiore

Vivere liberi e leggeri

Artisti di strada a BelgradoStella ha scritto: Ciao Pier, sono una donna di 45 anni, e già mi sembra strano definirmi "donna", in quanto non corrisponde a ciò che sento di essere dentro, mi sento infatti come se fossi una bambina anziana. Bambina perché bisognosa di suscitare tenerezza e dipendente dagli altri; anziana perché non ho più molto interesse per ciò che la vita su questa terra può offrirmi e, avendo sempre una salute piuttosto precaria, il più delle volte mi sento vicina al mio ultimo giorno su questa terra.

Pier ha risposto: I bambini suscitano tenerezza, non hanno “bisogno di suscitare tenerezza”. Dipendono dal mondo adulto per molte cose ma l’intera loro energia anela a comprendere ed emanciparsi. Magari la nostra mente fosse realmente capace di vivere come se fossimo vicini al nostro ultimo giorno! In realtà la nostra mente perde il valore immenso di ciò che si ha e si può fare nel presente proprio perché fugge la morte proiettando un futuro stabile, più o meno coerente e senza fine. Se uscissimo da questa illusione e vedessimo chiaramente che la vita che abbiamo è sempre e solo un istante, questo istante, ogni forma di dolore ed egoicità si ridimensionerebbe enormemente.

 

Stella ha scritto: (…) già da qualche anno, non frequento quasi nessuno al di là di mio marito e dei nostri familiari. Mie caratteristiche costanti sono l’introversione, la timidezza, la sensibilità, il bisogno di sentirmi accolta e l’empatia verso i problemi degli altri.

Pier ha risposto: Se sviluppi l’empatia per gli altri e non unicamente “l’empatia per i problemi degli altri”, che altro non è che una forma di espansione e immedesimazione del tuo malessere, la capacità di stare in relazione con il mondo accade da sé. Empatia significa: “capacità di porsi in maniera immediata nello stato d'animo o nella situazione di un'altra persona, con nessuna o scarsa proiezione di sé”. I problemi sono solo una parte dell’infinito mondo che “l’altro” e la vita ci offrono. Dimentica i tuoi e il mondo sarà tuo.

Stella ha scritto: Ovviamente sono anche molto altro rispetto a ciò, ma non sono sicura che le altre mie caratteristiche siano reali, nel senso che vanno e vengono e non mettono mai radici in me. Lo so, tu mi dirai che non occorre essere sempre costanti e fedeli alla nostra presunta identità, ma io mi sento da sempre come priva di consistenza, come se fossi “campata in aria”: un giorno in un modo e un altro giorno radicalmente diversa e diametralmente opposta.

Pier ha scritto: Io non ti dirò che “non occorre essere sempre costanti e fedeli alla nostra presunta identità”. Ti dico ciò che è l’essenza di tutto quel che ho tentato di comunicare attraverso questo spazio. Noi dobbiamo abbandonare ogni identificazione alle idee identitatrie che la mente ci offre in continuazione per risvegliarci allo stato originario della nostra coscienza.

Stella ha scritto: È come se in me convivessero 3-4 personalità diverse che sgomitano per farsi avanti e azzerare le altre, invece di armonizzarsi tra loro. Ogni volta che mi sembra di aver trovato un punto fermo dopo poco questo mi si sgretola tra le mani e continuo a girare in tondo. Ecco questa è l’immagine di me che prevale oggi, ma magari se ti avessi scritto 2 giorni fa avrei dato di me una descrizione totalmente diversa. Questo è il mio cruccio più grande e, se a volte mi sembra di poterlo osservare serenamente come una cosa normale per chi, come me, è sempre pronta a professare l’importanza di essere aperti al cambiamento, il più delle volte invece mi appare come una cosa inaccettabile e fuori dai “canoni della normalità”.

Pier ha scritto: Tre o quattro? Sei anche fortunata! Nella maggior parte delle persone vivono centinaia di pensieri ed emozioni differenti che a seconda del contesto e del momento prendono il sopravvento. È anche vero che se ci si osserva con attenzione un po’ alla volta si scopre che sono pochi i condizionamenti prevalenti. Ma tutto ciò poco importa. Una, cento, mille personalità non contano più nulla se comprendiamo che l’unica costante in un universo totalmente variabile è la nostra presenza consapevole. Essere e stare alla radice di ogni forma di percezione fisica e mentale significa “meditare”, ripulire lo specchio della mente da ogni distorsione per poter finalmente essere liberi e leggeri.

Stella ha scritto: In alcuni periodi sto benissimo con me stessa (Pier: chi è questa te stessa di cui parli?) e anzi sto meglio da sola che in compagnia di altre persone, in altri mi sento sola e sbagliata e sono spaventata dal vuoto che sento quando mi guardo dentro e non so chi vi troverò perché percepisco le mie diverse personalità come tutte assolutamente inconsistenti e irreali (Pier: in questo punto del tuo discorso si palesa pienamente l’errore che è la radice di ogni guaio. Tu sei colei che osserva! Come puoi essere ciò che osservi? Ma come facciamo più o meno tutti ti identifichi a ciò che vedi-percepisci, lo chiami il “mio” vuoto, la “mia” identità, e lotti invano tentando di modificare qualcosa che nei fatti non sei).

(…)

Puoi, per favore, fornirmi uno sguardo esterno alla mia situazione (anche se ovviamente hai dei dati solo parziali e incompleti)?

Un caro saluto

Stella

 

Pier ha scritto: Vorrei concludere con un piccolo suggerimento. Per quanto riguarda il fare e il mondo esterno, impegnati in ciò che più ami e che il tuo corpo meglio sopporta a prescindere da ogni giudizio o influsso esterno. Per quanto riguarda lo spazio interiore: medita. Se vorrai leggere i numerosi articoli presenti nella sezione “meditazione” di questo blog potrai comprendere meglio cosa intendo per meditazione. Ti consiglio inoltre la lettura del libro “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle.

 

Un caro abbraccio

Pier

Tags: Psicologia, Equilibrio interiore

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