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Disagio interiore

Un anno pieno di luce!

Sabrina ha scritto: Ciao Pier, spero questo Natale ti abbia portato un po' di meritato riposo dopo le giornate intense degli ultimi tempi. Continuo a rincorrere i miei sogni perché mi dona una parvenza di identità ma in realtà mi sento un po’ persa. Senza l'approvazione del mondo esterno, risultati concreti, la motivazione si spegne, non ha più senso continuare a provare e vien voglia di smettere di sognare. Altrimenti diveniamo un po' come quei malati di mente che credono di essere degli uccelli e girano per i parchi facendo finta di volare scatenando il riso o la pietas dei passanti. Volevo dimostrare che valevo qualcosa anch'io ma non ce l'ho fatta. Sono stanca di incorrere sempre nelle solite delusioni. La via sarà anche staccarsi dall'ego e le sue smanie ma sfido chiunque, anche un illuminato, a non ammettere che esprimersi in qualcosa che ci appartiene e per la quale siamo riconosciuti sia una grande fonte di felicita e benessere per l'anima e ci doni la forza di andare avanti nonostante tutto.

Un abbraccio,
Sabrina

Pier ha risposto: "La via sarà anche staccarsi dall'ego e le sue smanie ma sfido chiunque, anche un illuminato, a non ammettere che esprimersi in qualcosa che ci appartiene e per la quale siamo riconosciuti sia una grande fonte di felicita e benessere per l'anima e ci doni la forza di andare avanti nonostante tutto". Il tuo obbiettivo è quello di far guardare il mondo intero attraverso gli occhi di Sabrina? Ti farebbe stare meglio se tutti pensassero e sentissero così? Ma perché? Se è così che la vedi per me non v'è alcun problema. Ma se qualcosa non ti quadra non sarebbe più facile far cambiare lo sguardo e le idee di Sabrina? Vuoi pure mettere i santi nella cella del bisogno di riconoscimento e dell'andare avanti nonostante tutto? Mi avevi contattato perché volevi liberarti da qualcosa che sentivi doloroso, ma a ben vedere pare che tu mi abbia contattato perché leggendo le mie risposte hai iniziato a pensare: "questo tizio non sta bene, guarda che assurdità scrive, lo devo aiutare a rientrare nella realtà, ad avere bisogno dell'approvazione delle persone, a desiderare il raggiungimento di obbiettivi e imparare ad andare avanti nonostante tutto"? Io non vado avanti nonostante tutto, io cerco di rimanere libero e sereno senza alcun motivo, di rimanere connesso a quella vita che non attende un domani per essere vissuta e amata. Io cerco semplicemente di essere anche se il mondo intero mi chiede di divenire qualcuno o dimostrare qualcosa. Non è sempre facile, lo so, ma guardando l’essenza delle cosa è la sola scelta veramente liberatoria e appagante.

Fare per il puro piacere di fare, donarsi e amare senza bisogno di un ritorno, di una conferma, di una lode o paura del biasimo. È difficile, certo, ma chi mai ha pensato che le cose più grandi e belle si possano realizzare senza un totale coinvolgimento, senza un po’ di dolore e qualche paura? Sabrina, esprimersi in qualcosa che ci appartiene è meraviglioso. Se però ci aggiungi il bisogno di riconoscimento uccidi la meraviglia, la libertà, l'amore… tutto! Tieni il bisogno di esprimerti, espandilo, lavoralo, goditelo, e contemporaneamente comprendi l’inutilità del desiderio di essere riconosciuta ed eliminalo. Il bisogno di esprimersi proviene dalle radici dell’anima, il desiderio di riconoscimento è un ombra della mente, è insaziabile, divora e rovina ogni cosa.

Per esempio, io ho apprezzato moltissimo il tuo lavoro e le tue doti, ed oltre a me certamente tanti altri. Eppure il tuo desiderio di essere riconosciuta non trova pace. Perché? È il numero dei riconoscimenti che conta? Se fossero mille o un milione saresti in pace? Sono i soldi? Se guadagnassi milioni ti sentiresti riconosciuta? Sai che non è così! Tutto ciò potrebbe unicamente attenuare un po’ il tuo senso di insufficienza, forse ti potrebbe rendere anche più scontenta, perché chi non ti riconosce veramente sei tu, e mille riconoscimenti metterebbero ancor più in risalto il tuo singolo biasimo!

Quel “tu” che ti paralizza e guasta ogni piacere non lo rende silente nemmeno tutto l’oro del mondo, nemmeno il plauso di tutti gli abitanti della terra. Quel “tu” smetterà di elemosinare parole riconoscenti dalla bocca del primo che passa solo quando ti risveglierai a te stessa, solo quando ti volterai verso di te e vedrai quanta bellezza ed energia custodisci ed esprimi! Io posso vedere tutto ciò, lo possono vedere molti altri, ma se non apri i tuoi occhi il racconto della luce non è certamente la stessa cosa del vedere la luce! Se ti nutri delle parole rincuoranti delle persone che ti vogliono bene sviluppi dipendenza e paura. Usa le belle parole per aprire i tuoi occhi, altrimenti rischiano di farti più male che bene.

Infine vorrei dire che il folle che crede di essere un uccello non sa nulla della pietas e del riso dei passanti, e forse per questo è più innocente e libero di loro. Pietas di questo genere è miseria e ignoranza. Ridere del folle è sintomo di paura per la follia che vive in noi. Se imparassimo a fare come lui, il folle, senza dover perdere la ragione, ma andando oltre i condizionamenti saremmo liberi e in pace, saremmo illuminati.

Buon anno nuovo a tutti!
Pier

Tags: Ricerca della felicità, Aiuto psicologico

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