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Disagio interiore

Muratori dell'anima

Andrea ha scritto: Ciao Pier, come stai? spero tutto per il meglio. Torno a scriverti ancora. Ho capito che la relazione, il confronto con altre persone, sono una necessità che non posso mancare per stare bene, per andare verso uno scenario di apertura interiore e mentale. Ma al tempo stesso per me ricercare e affrontare nuove situazioni che vanno in tale direzione è uno sforzo enorme. Sono in procinto di aprire una nuova attività, dopo anni di ibernazione e inazione, e forse mi sarà anche utile per andare nella direzione sopradescritta. Il fatto è che passo da momenti di entusiasmo, di motivazione e voglia di fare, a momenti in cui penso che sia tutto inutile, che non sarò in grado di fare, che non sia la cosa giusta per me. Penso poi che se non fossi solo, ma avessi una compagna, tutto cambierebbe, sarei più stimolato, tutto acquisterebbe un senso. Purtroppo però mi sento spesso in uno stato di isolamento, e lì tutto cade. Non comprendere se queste forze negative siano solo vuoti pensieri o se sto per fare realmente qualcosa che in profondità non mi interessa e che risponde unicamente a un `devo-devi‘ esterno (genitori). So che sull’argomento hai già scritto tanto infatti spesso dò una bella ripassata a tutte le tue risposte. Nel caso avessi tempo e voglia di rispondere ti ringrazio infinitamente.

Ti mando un saluto e un abbraccio,
Andrea

Pier ha risposto: Ciao Andrea, mi fa piacere risentirti e sapere che stai attraversando un’interessante fase di cambiamento. Tempo fa mi chiedesti: “Come faccio a smettere di pensare e cominciare ad agire?” Ti risposi: <<L'agire non conosce il “come”, ma unicamente il “bene!”. Cosa intendo con questa frase? Per agire bisogna agire! Non si può continuare a pensare, quindi, prima viene l'azione e solo poi la riflessione, poi una nuova azione e una nuova riflessione. Perché pensiamo vorticosamente e inutilmente prima di agire? Perché vogliamo proteggerci, essere sicuri di non commettere errori, di non subire danno. Ma il “fare” non esiste senza lo “sbagliare”, ecco allora che restiamo paralizzati nel pensiero, ed in questa situazioni ci chiediamo poi come uscire dal pensiero usando ancora e sempre il pensiero. La vedi l'assurdità della cosa?>>.

In un certo senso questa risposta di allora è altrettanto valida anche oggi! Puoi sapere se l’attività che intraprendi è la tua strada solo se la sperimenti. Non c’è modo di comprendere se qualcosa è adatto a noi senza viverlo, sentirlo e sperimentarlo. Immaginare, ipotizzare, prevedere e valutare sono azioni utili unicamente se accompagnate dal fare con amore e passione.

Coinvolgi la tua energia maggiormente nel fare con attenzione, passione e amore, e sottraila sempre più al pensiero orientato all’ottenimento, al fine e alla riuscita. Se ci pensi bene, ciò che ti fa cadere nella depressione serale è l’esserti allontanato dal fare, dal coinvolgimento integrale che dona l’agire nel presente (la mattina). La sera hai tempo per pensare, per alimentare inutili valutazioni sul futuro: “riuscirò, fallirò, non è adatto a me, lo faccio per i miei, per l’opinione delle persone che mi stanno accanto, per la nonna…”.

Troppo coinvolto nei dubbi della mente perdi l’entusiasmo del fare nel presente, quel fare che non valuta guadagni e perdite, successi e sconfitte, poiché è radicato unicamente nell’attenzione che richiede il mettere un “mattone” dopo l’altro con cura e responsabilità. L’architetto progetta la casa e spera che vada tutto bene, però, quando è ora di costruire, è il muratore che posa pietra dopo pietra, senza dare spazio a inutili ipotesi di errore. La sua azione consapevole, massimamente attenta e responsabile, è la sua costante risposta alla sempre presente possibilità di sbagliare. Se dai troppo ascolto alla mente, lo scoramento e la depressione sono invitabili poiché la mente può solo girare a vuoto nel tentativo di prevenire le possibilità di errore. Il pensiero, per quanto serio e accorto, non può eliminare il rischio dell’errore e di imboccare una via non adatta. La mente è un sistema di difesa, di valutazione del possibile e del desiderabile, ma quando questo sistema diviene autoreferenziale va in tilt poiché non ha più il sostrato del fare reale come metro di verifica. Il pensiero dovrebbe sempre rimanere un servo del cuore, del fare e della consapevolezza, altrimenti cadiamo nella paralisi.

Alla luce di quanto detto sinora il mio consiglio è di accogliere equanime sia l’entusiasmo che lo scoramento, non badarli troppo, sii invece totalmente impegnato nel riversare le tue energie, la tua attenzione e le tue capacità nel fare con amore le piccole cose che compongono il quadro più grande. È il posizionare ogni singolo mattone con cura ciò che ci dà la sempre nuova spinta per andare avanti. Quando poi inizierai ad intravedere la facciata della tua costruzione comprenderai se veramente vuoi finire e abitare quel luogo o se il tuo amore e la tua passione ti chiamano altrove. Giunto a quel punto sarai comunque soddisfatto e sereno poiché avrai migliorato l’arte del costruire e sarai più consapevole di ciò che è adatto a te. Per quanto riguarda la questione dell’isolamento e dell’idea di avere una compagna vicino, mi chiedo se sia possibile far nasce qualcosa di buono da un desiderio di riempire un vuoto. In ogni relazione accade sempre e solo che ciò che noi siamo interiormente venga amplificato esteriormente.

So che il pensiero comune propaganda l’idea dei due vuoti che si colmano, ma se rimaniamo fedeli alla metafora del costruire e del fare concreto, hai mai visto uscire acqua dall’unione di due secchi vuoti? Mi puoi sempre dire che se trovi una ragazza colma di vita e gioia almeno un secchio d’acqua c’è. No, dal mio punto di vista le cose non vanno così. Chi ha acqua si accompagna a chi porta con sé altrettanta acqua, chi è secco, finge di custodire sorgenti infinite e incontra sempre e solo chi finge altrettanto. Prova a pensarci, se porti con te un po’ di leggerezza e serenità, perché dovresti unirti a qualcuno che è depresso e pesante? Per aiutarlo? Una relazione che parte così cosa sarebbe? Una seduta di psicanalisi? Ti sembra serena e leggera una persona che entra in una relazione sentimentale per aiutare un’altra che sta male? Dal mio punto di vista dovrebbero andare entrambe in terapia. La sindrome della crocerossina ha fatto più vittime di quelle che voleva curare.

La legge della vita insegna che la leggerezza e la serenità non sono mai attratte dalla pesantezza e della tristezza. Solo l’amore di un illuminato si interessa sanamente dell’oscurità dell’animo altrui, ma in questo caso la relazione è fra maestro e discepolo e non fra morosetti.

La maggior parte delle nostre relazioni dette d’amore non sono altro che le recite di due mendicanti che si raccontano vicendevolmente d’essere imperatori. La recita sta in piedi per un po’, ma poi tutto finisce proprio dove è cominciato: sotto un ponte. Esci dai condizionamenti del pensiero, conosciti per ciò che sei realmente, per ciò che è l’essenza che ti abita. Accompagnati ad una donna solo se senti che dal vostro essere vicini traboccano amore e gioia senza limiti. Non cercare mai la vicinanza di qualcuno spinto dal bisogno di colmare un vuoto. Il vuoto e l’isolamento che senti li devi attraversare interiormente poiché sono la porta d’ingresso del tuo essere. Se li fuggi mettendo in piedi qualche immaginifica relazione salvifica ti condanni a dolori inutili e spesso devastanti.

“A chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”.

(Mt 13,12)

Un caro saluto,
Pier

 

Tags: Sofferenza, Aiuto psicologico, Equilibrio interiore

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Commenti   

# andr1x 2014-04-22 20:45
Grazie caro Dadrim per la risposta.
Mi pare che tutto quello che vorrei intraprendere lo faccia solo con l'unico scopo della ricerca di una relazione.
La pulsione sessuale come diceva qualcuno é veramente una spinta piena di energia ma questa mi annebbia la vista, mi distoglie lo sguardo da quello che devo portare avanti...la sessualità è come la fame, un bisogno, voltarsi dall'altra parte vuol dire reprimere.
Ma allora qual'è la barriera che mi impedisce di trovare e di vivere con libertà una sana relazione? Mi faccio la domanda da solo...

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