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Disagio interiore

Un altro giro di giostra: un salto fuori dalla noia

Mariateresa ha scritto: Ciao, sono Mariateresa, ho cinquant’anni e la mia vita invidiabile sotto tutti i punti di vista altro non è che un'inquietudine costanti. Sto bene solo quando sono in vacanza senza pensieri, senza vincoli, senza condizionamenti. Sono d'accordo con te sulla caducità delle cose materiali ed esteriori, sulla provvisorietà delle condizioni umane. Ma mi chiedo: come faccio a superare il mio stato di noia mortale legato al sabato e alla domenica. Quando non vado al lavoro sto da sola in casa a passare il tempo a pulire, a guardare la tv o con mio marito con cui non condivido quasi nulla. Ho una casa immensa e non vissuta dove vorrei ricevere persone amiche con cui condividere i miei pensieri, le mie emozioni ecc.. Condivido ciò che affermi ma come si concilia la ricerca interiore con la vita pratica?

Pier ha risposto: Gentile Mariateresa, quando sei in vacanza sei senza pensieri, senza vincoli e condizionamenti? Come è possibile? Come è possibile stare bene in un luogo e un tempo che si sa esser solo una pausa fra due tormenti? Questo, per me, non è stare bene, ma unicamente un ricaricarsi per poter tornare a sopportare una vita che non si vive. Non preoccuparti, sei in buona compagnia. Le persone, anziché impegnarsi a cambiare totalmente la loro condizione esistenziale, passano dodici mesi di noie e pesi per potersi ritagliare qualche giorno o settimana di “vacanza”, tornando poi con tante belle foto da mostrare ad amici e parenti. Bel divertimento! Ti chiedi come fare per superare la noia mortale del sabato e della domenica, ma io mi chiedo come fai a superare una vacanza intera se ti annoi in soli due giorni liberi?

Gentile Mariateresa, per quanto riguarda la vita che non stai vivendo e che senti scivolare fra le tue mani inutilmente giorno dopo giorno, chi pensi possa fare qualcosa, chi credi sia responsabile? Chi ti impedisce di uscire, incontrare amici, amare, giocare e celebrare la vita? Mi chiedi come si concilia la ricerca interiore con la vita pratica?

Per me l’unica vera ricerca (indagine) è la conoscenza di se stessi, pertanto “pratica” la tua vita di sempre aggiungendovi unicamente la consapevolezza delle strategie che usi per non vivere veramente, per non uscire da te stessa. Non è sognando una vita ideale che possiamo trovare pace e libertà, ma smascherando le motivazioni profonde che ci legano alla condizione in cui siamo realmente immersi. Fantasticare su ciò che si vorrebbe è solo un modo per non dover affrontare ciò che si è e si fa. Noi siamo la nostra noia, la nostra prigione, quanto la nostra libertà. Vorresti amicizie, relazioni vivificanti, una casa abitata da parole ed emozioni, una vita pregna di significato. Indagare se stessi significa comprendere che ciò che non abbiamo dipende unicamente da noi, dai condizionamenti che ci nascondiamo.

Indagare se stessi significa infine gettare tutto ciò che è inutile per rimanere in “compagnia” di quell’inesprimibile leggerezza che ci dona la nostra stessa natura interiore, la nostra Essenza. Ora non iniziare a confermare o negare ciò che ti ho detto, sarebbe inutile. Se vi scorgi qualcosa di vero guarda dentro di te e scopri che nulla ti sta impedendo di cambiare immediatamente la tua esistenza. Guarda e agisci, non concordare e rimuginare. Il pensiero e un circolo vizioso, solo la consapevolezza è volontà e potere!

 
Un caro saluto,
Pier
 
 

Tags: Ricerca della felicità, Equilibrio interiore, Come gestire le emozioni

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Commenti   

+1 # Fabio23 2012-10-01 08:04
Che bello.. Grazie di essere tornato Dadrim, ci mancavano le tue risposte.. E' sempre un piacere assaporare ciò che nasce ed emana da questi momenti di riflessione, di chiarimento profondo, di Pace che si respira tra queste domande e risposte..
Cara Mariateresa, usa ogni istante della tua vita, anche quello che ti appare più noioso e inaccettabile, per ascoltarti, per sentire, per vedere cos'è che ti impedisce di essere felice Qui, Adesso.. Cogli ogni cosa che la vita ti porta a vivere come un insegnamento, come un'indicazione verso qualcosa che tu stessa, nel tuo profondo, vuoi realizzare, vuoi essere..
In ogni caso, se senti che qualcosa non va, o fai qualcosa per cambiarla oppure la accetti abbandonandoti completamente a ciò che è, alle cose come stanno: e ciò non significa arrendersi in senso negativo, ma trovare la bellezza in ogni cosa e gesto quotidiano, anche quello che la nostra mente annoiata e iperattiva etichetterebbe subito come insignificante; per trovare questa bellezza la mente deve essere lasciata da parte..
Se vuoi cambiare qualcosa comunque, come dice Dadrim, chi ti impedisce di andare là fuori a conoscere nuove persone, a muoverti, a celebrare la vita? Ad esempio ci sono tanti bei corsi, seminari, incontri proprio nel week end ovunque ormai che riguardano tutte queste cose, questi argomenti, questa ricerca interiore che tanto ti stimola negli scritti di Dadrim.. perchè non ti organizzi e non inizi a "muoverti"? perchè non creare qualcosa di nuovo? A te la scelta cara Mariateresa, noi ti sosterremo comunque..
Un caro saluto.. Fabio..
# matrice 2012-10-01 10:53
Quando una persona ha fame Mangia!Se una persona ha sonno dorme!Il desiderio è il carburante dell'individuo per andare verso un'esperienza.S e l'individuo non sa che fare di quel carburante si priverà delle esperienze necessarie alla sua evoluzione.se desideri conoscere e avere amicizie fallo e basta.
Ciao
M
# pamitrano 2012-10-01 11:50
E vero meraviglioso Tiziano Terzani un consiglio a tutti di vedere il Film intero su youtube....A te Dadrim grazie per quello che fai , sopratutto in questo difficile momento di crisi, semplicemente volevo ringraziarti come faccio anche con altri Coach che generosamente mettono a disposizione il loro "Essere".
# Silvio 2012-10-02 14:38
Bentornato caro amico Dadrim! Ho letto il libro "Arresta il sistema", veramente illuminante e pieno di speranza!
# Max 2012-10-03 06:54
Mariateresa, goditi la vita, spacca tutto, esci, incontra persone, butta fuori tutto! Basta vite spente, basta noia, basta morire senza senso! Un mese fa ho perso una mia cara amica, aveva 54 anni, e da anni mi ripeteva le cose che ho letto nella tua lettera. Ed ora? Non c'è tempo per le chiacchiere, liberati, ama, impazisci!!!
# Marì 2012-10-03 19:49
Riporto un vecchio pezzo interno ad uno scritto di Dadrim che mi colpì molto e che credo adatto alla situazione di Mariateresa:

"Forse il tentare porta persino all’infelicità. Forse tutto il rumore del mio desiderare ha tenuto lontano lo strano uccello dalle mie spalle.

Ho inseguito la felicità così a lungo e così fortemente. Ho cercato nei luoghi più remoti, in lungo e in largo. Ho sempre immaginato che la felicità fosse un’isola nel fiume. Forse essa è il fiume. Pensavo che la felicità fosse il nome di una taverna in fondo alla strada. Forse essa è la strada. Credevo che la felicità fosse sempre domani, e poi domani, domani ancora. Forse essa è qui. Forse essa è ora. E io ho guardato in qualsiasi altro luogo.

Ma qui e ora, chiaramente, c’è infelicità. Forse, allora, non esiste una cosa come la felicità, forse la felicità non esiste. È solo un sogno creato da una mente infelice. Certamente, non può essere come io infelicemente la immagino. Qui e ora non c’è felicità. Quindi la felicità non esiste. Dunque non ho bisogno di sprecare ulteriormente me stesso in qualcosa che non esiste. Posso dimenticarmi della felicità; posso smetterla di preoccuparmi e interessarmi invece a qualcosa che conosco, che sono in grado di sentire e sperimentare pienamente. La felicità è un sogno vano: e adesso è mattina. Mi posso svegliare in compagnia dell’infelicità , di ciò che è realmente sotto il sole in questo momento.

Ma ora vedo quanto della mia infelicità viene dal cercare di essere felice; sono in grado persino di vedere che il cercare è infelicità. La felicità non cerca…
Finalmente sono qui e ora. Finalmente dono quello che sono. Non pretendo nulla, sono a mio agio. Sono infelice – e allora?... Ma è questo ciò da cui scappo? È davvero infelicità?... e quando smetto di provare ad essere felice, o qualunque altra cosa, quando non cerco più, quando non mi preoccupo di andare da qualche parte, di ottenere qualcosa, allora si direbbe che sono già arrivato in uno strano luogo: sono qui e ora. Quando mi rendo conto che non c’è niente che io possa fare, che tutto il mio fare è lo stesso sogno, nel momento in cui mi accorgo di ciò, la mia mente vecchia sognatrice e girovaga, in quel momento è immobile e presente. In quel momento, qui e ora, appare il mondo reale; vedi: qui e ora è già e sempre tutto ciò che avevo visto e che ho cercato di conseguire in qualunque posto lontano da me.

E ancora di più: sono andato a caccia di ombre; la realtà è qui, in questo luogo soleggiato, in questo canto di uccelli, adesso. Era il mio inseguire la realtà che mi ha allontanato da essa, il desiderio mi assordava. L’uccello stava cantando qui, per tutto il tempo… se io sono immobile e non mi preoccupo di trovare la felicità, allora si direbbe che la felicità sia in grado di trovare me.
Essa esiste se io sono davvero immobile, come morto – se io sono completamente morto, qui e ora".

Parole di Michael Adam

Un abbraccio a tutti,
Marì
# Viola 2012-10-05 00:48
Bentornato, Dadrim.
Credo di comprendere in parte lo stato d'animo di Mariateresa: anche gli affetti diventano routine, in casa e al lavoro si incontrano le stesse persone con cui non c'è più scambio di impressioni, di emozioni.
Per quanto possa sembrare paradossale, è solo dentro di te il seme del cambiamento: stancati di vedere te stessa così annoiata, inizia a fare qualcosa che non hai mai fatto. Dovrai sforzarti molto per farlo, ma inizia con un piccolo passo.
Spero di rileggerti su questo blog, quando avrai ripensato te stessa e rimesso in moto la tua vita.
Un saluto a tutti.
Viola

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