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Disagio interiore

La schiena di Sara

cavalo treschè concaAthena ha scritto: Caro Pier, è molto rasserenante e utile quanto scrivi; dedichi attenzione, comprensione e sensibilità a chi si rivolge a te. Che ne pensi dell'ultima parte del testo della domanda di Sara, quella in cui accenna alla schiena, quasi fosse causa diretta di un difficile equilibrio tra lavoro e fine settimana? (Ultima parte della lettera di Sara: “Vado a lavoro, va, che é meglio, avrò un fine settimana molto intenso, come sempre, speriamo che la mia già provata schiena regga ancora! Buon fine settimana”).

Un grande abbraccio,
Athena

Pier ha risposto: Ciao Athena, grazie per le tue sempre care parole. Venendo all’ultima parte del testo di Sara credo che quando un conflitto interiore non trova l’ascolto della coscienza, uno spazio dell’anima in cui esprimersi e dissolversi grazie alla comprensione, la schiena, la testa, lo stomaco o qualche altro punto del nostro corpo si prende carico della tensione irrisolta. L’energia è ineliminabile, sempre in movimento, armonico o disarmonico che sia. Se non impariamo a conoscerla e seguirla, permettendole di esprimersi, il suo moto procederà al di là della nostra idea di bene e male, creazione o distruzione. Ogni parte del nostro corpo fisico è profondamente connessa ad aspetti della nostra psiche, pertanto, ad ogni specifico squilibrio interno corrisponde uno squilibrio fisico, ciò che viene grossolanamente detto somatizzazione. Il nostro problema sta nel fatto che associamo sempre le cause dei nostri disagi corporei a condizioni ambientali o genetiche spesso perpetrando la rimozione delle reali cause interne.

99 volte su 100 va a finire così: un mal di testa è dato da fattori genetici, una gastrite dal cibo che si mangia o da un’inspiegabile anomalia dell’esofago che qualche farmaco può aggiustare. Ad ogni male fisico si cerca di trovare una cura altrettanto fisica come erbe, prodotti chimici e quant’altro. Spesso però le cose non stanno così, per lo meno in principio. Una gastrite è il risultato di emozioni rimosse, come un mal di testa è il prodotto di un eccessivo vorticare di pensieri e desideri o paure represse. Se tali disagi fisici venissero riconosciuti sin dal principio come prodotti di un conflitto interno alla coscienza, e pertanto trattati e curati come tali, credo che i risultati sulla salute delle persone sarebbero incredibili e l’industria del farmaco avrebbe ben poco da rallegrarsi. Ma nei fatti, per ogni problema che ci affligge abbiamo una pillola, una risposta immediata esterna, meccanica, materiale. Questa modalità di interpretazione e risoluzione dei problemi crea ignoranza e sfiducia di sé, mistificando le reali cause della maggior parte dei mali che ci investono. Con questo non voglio dire che un tumore si possa curare con un colloqui dallo psicologo o che un’infermità si possa risanare con una preghierina. Sostengo solo che molti disagi fisici, se riconosciuti sufficientemente in tempo, possono essere risolti andando a eliminare la loro reale sorgente interna. La consapevolezza di sé è la prima e più potente cura, ma, poiché questa ci è estranea più degli alieni, con il passare del tempo, la degenerazione di un male ci costringe ad affidarci al bisturi, alla chemioterapia, come a tanti altri interventi fisici ormai inevitabili. La medicina, dal mio punto di vista, se la consapevolezza dell’essere umano si muovesse anche verso l’interno e non solo verso l’esterno, prenderebbe forme e significati ben più profondi e in armonia con tutte le dimensione della natura umana.

Un banale esempio. Quando facciamo un lavoro che amiamo tutta la nostra muscolatura è sciolta, reattiva, ogni nostra cellula è carica di desiderio di agire, sperimentare e creare. Quando partiamo dal piacere di fare possiamo compiere grandi sforzi senza sentirci esauriti, semmai stanchi, ma mai useremmo parole come: mi sento spossato, non ne posso più, sono fisicamente e mentalmente distrutto. Possiamo affermare di essere stanchi fisicamente, di aver bisogno di un po’ di riposo, ma tutto ciò è ben diverso da quella sensazione di logoramento e deperimento che ci può provocare uno sforzo oggettivamente minore ma compiuto all’interno di un’attività che non sopportiamo o di cui non ne capiamo il valore e il significato.

Insomma, fare ciò che si disprezza o non si comprende, alla lunga, crea malanni di ogni genere, mentre fare ciò che si ama può persino farci guarire da un male. L’amore permette di far scorrere l’energia senza soluzione di continuità, senza impedimenti, e quando l’energia scorre senza trovare ostacoli il corpo e la mente si rigenerano e curano da sé. Il guaio è che senza la conoscenza di sé non si può amare nemmeno il lavoro più bello del mondo o la persona più luminosa dell’universo. Nell’ignoranza di noi stessi proiettiamo le nostre paure e miserie su tutto ciò che ci circonda, se non è il nostro corpo è il nostro prossimo.

Un abbraccio,
Pier
 
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Commenti   

# Cristiana 2011-11-11 09:46
Grazie Dadrim per queste belle parole che come sempre sono in sintonia con i miei pensieri.
Anche io sono convinta che spesso i nostri mali interiori alla lunga si riversano sui nostri mali fisici. Se ripenso alla mia storia e alla mia diagnosi di sclerosi multipla questa ne e' una conferma.
Non e' stata un'esperienza piacevole ritrovarsi semiparalizzata dal busto ai piedi ma in fondo io sapevo perche' ero in quelle condizioni ....
un anno di interferone e controlli continui, insomma una vita da malata che io non volevo e cosi' non solo ho continuato con molta piu' passione tutte le mie attivita' fisiche ma ho anche deciso da sola di rinunciare alle cure preventive e in seguito anche ai controlli.
Ora sono passati 5 anni e di ricadute neanche l'ombra.. sono consapevole che e' un po' una spada di Damocle che pende sulla mia testa ma forse proprio per questo che cerco di vivere molto piu' intensamente ogni nuova avventura.
# Marì 2011-11-11 11:21
Hai prprio ragione caro Dadrim! Dimentichiamo noi stessi, e così alla fine il corpo si dimentica di noi! Il ricordo di Sé, la consapevolezza e la prima medicina per l'anima e per il corpo!!!
# Max 2011-11-11 11:30
Cosa ne pensate dei miracoli? Di posti come Medjugorje o altri luoghi dove sembra che tramite preghiera possano accadere guarigioni? Ho un amica molto malata che dopo mille tentativi ora intende partire per Medjugorje. Io non vorrei che subisse l'ennesima delusione. Mha! Non so cosa pensare...
Ciao a tutti, e grazie per i vostri eventuali consigli!
Max
# adelaide 2011-11-11 11:46
Bentrovati,Ho lo stesso mal di schiena di Sara,e trovo il commento di Dadrim un po' troppo perentorio.Cert o,son d'accordo quando dici che SE dal principio si riconosce il disagio fisico in un disagio e conflitto emotivo ci si puo' trovare rimedio con giusta consapevolezza e presa di coscienza. Allora non sapevo,ed e' ormai passato troppo tempo,i miei disagi si sono cronicizzati,pe r quanto mi sia tanto ascoltata,capit a,fatta ragione e verita' che tutti i nostri malanni sono malanni dell'Anima.Mill e volte al giorno mi chiedo chi e cosa porto sulle spalle,chi e cosa fa bruciare il fuoco della gastrite ma non trovo risposte,perche e' troppa la vita vissuta e troppe le condizioni amare.Non mi resta che dirmi:accetto,a ccolgo,lascio andare.Ho fatto mille mestieri,tutti per la sopravvivenza quotidiana,urge nte,immediata,e poche occasioni di poter scegliere,i miei 4 figli volevano mangiare tutti i giorni,come quelli degli altri,non elenco qui i mestieri umili e massacranti che ho svolto,dico solo che portavo con me in macchina una coperta,perche' la sera finito il lavoro "normale"non tornavo manco a casa,ma andavo direttamente ad accudire i nonnini in casa in ospedale ecc.che vita!
Non mi chiedevo certo se mi piaceva o no,ma e' sicuro che svolgevo tutto con impegno e diligenza,anche se non erano una mia scelta.Avevo gia' 40 anni,e tutti mi chiamavano per lavoro..Mi ha toccata la frase in cui dici che proiettiamo le nostre paure e bassezze sugli altri e a cio' che ci circonda,se cosi e' stato,non me ne sono mai accorta, non ho fatto caso,dovro' interrogarmi..I l mio attuale lavoro e' fisicamente pesante,torno a casa anche alle 2 di notte,e ti assicuro che,dopo ore in sala,andare a lavare piatti,migliaia di piatti e quant'altro,sar ebbe un lavoro piu' sopportabile per un giovane.Anche se non lo faccio tutti i giorni,e non mi compete da mansione mi dico,tutto e' bene,sono al posto giusto,al momento giusto e sto facendo la cosa giusta..
# AMMINISTRATORE BLOG 2011-11-11 11:54
Grazie Adelaide per il tuo commento che condivido in pieno. La mia risposta è molto generica, grossolana. Ma che ci posso fare? Non so a chi sto parlando, non è diretta a nessuno in particolare, ecco allora che va un po' ovunque, un po' qui e un po' lì. E' per questo che ho concluso dicendo: "come spesso faccio, questa risposta parte da uno specifico riferimento, ma poi tocca varie sfaccettature di situazioni possibili. La schiena di Sara, duole ancora, ma la sua consapevolezza sta intensamente lavorando per ritornare a sé, per ritrovare le sue reali radici".
Un caro saluto,
Dadrim
+1 # Cristiana 2011-11-11 14:28
Avevo mandato un messaggio che pero' per qualche motivo e' sparito dal sito ma sono contenta perche' alla luce del commento di Adelaide vorrei formularlo diversamente.
Io sono convinta che i nostri mali interiori in qualche modo alla lunga si riversano sui nostri mali fisici e penso che, anche se questi si siano cronicizzati, non bisogna mai disperare per una possibile via di fuga e comunque cercare di sfruttarli per una nostra crescita.
Io dopo anni passati tra crisi esistenziali di ogni tipo (circa dai 13 anni in su..) raggiungo il baratro e inizio a pensare sempre al suicidio ... poi una piccola luce che inizio disperatamente ad inseguire portandomi dietro tutta la mia zavorra... certo la zavorra pesa ed e' dura buttarla via tutta insieme e cosi' all'eta' di 35 anni dopo una semiparesi dal busto ai piedi incluse le mani mi diagnosticano la sclerosi multipla.
Ma come, uno dei motori che mi avevano aiutata ad uscire dal baratro erano proprio il poter andare per monti in bicicletta,con gli sci, di corsa e ora rischiavo la sedia a rotelle?
Un anno di interferone e controlli continui, insomma una vita da malata che io non volevo e cosi' non solo ho continuato con molta piu' passione tutte le mie attivita' fisiche ma ho anche deciso da sola di rinunciare alle cure preventive e in seguito anche ai controlli.
Sara' forse stata tutta la zavorra che mi sono portata dietro che non mi ha fatto avere figli? Chi lo sa.. e senza neanche indagare o piangerci addosso piu' di tanto abbiamo fatto domanda di adozione nazionale (due anni prima della diagnosi) e cosi a un anno dalla diagnosi abbiamo in adozione un bimbo splendido di un mese .
Ora sono passati 5 anni e di ricadute neanche l'ombra.. sono consapevole che e' una spada di Damocle che pende sulla mia testa ma forse proprio per questo che cerco di vivere molto piu' intensamente e consapevolmente ogni nuova avventura.
# adelaide 2011-11-11 16:36
Cara e forte Cristiana,mi commuove la tua storia, ti ammiro e sono felice per il seguito generoso che hai intrapreso,sono sicura che non c'e' nessuna spada su di te,ma le Mani amorevoli del Divino che ti sorreggono con gioia! Io di anni ne ho 56 e facendo i conti,dovrei lavorare altri 20 anni per avere la pensione minima,avendo quasi sempre lavorato in nero,dire che sono un po' stanchina ci sta,tenendo conto che lavoro da 43 anni.Ma alla luce di nuove e piu' ampie vedute interiori,non me ne importa niente.Mi importa di piu' vivere meglio con me,con gli altri e' piu' facile.Sto imparando ora a crescere,a camminare per la Vera Via,ma che fatica!Le medicine non le ho mai prese prima, figuriamoci adesso che sento di potercela fare da sola,se riuscissi a trovare la chiave giusta,giuro,ce la metto tutta,sono ben disposta e presente a cio' che faccio,mi piace il mio lavoro,ma mi frustra un po'che sia limitato,nel senso che io devo eseguire senza interferire,dir e la mia,partecipare ,collabborare,m a lo svolgo con assoluta serieta' e coscienza,e benedico sempre i miei datori di lavoro.Certo, ho un sogno nel cassetto,una cosina mia,ma non ho coraggio di seguirlo e'un piccolo progetto che mi consentirebbe di fare una cosa che mi piace,cui aspiro,su misura per me,ma troppi impedimenti,sop ratutto economici,ed una buona dose di vigliaccheria,m i impediscono di osare.Cosa dico ai miei che dipendono da me?Io sarei pronta a buttarmi e rischiare,ma loro?Come e perche' dovrei coinvolgerli?E allora vado avanti cosi,lavorando con impegno e "vivendo" dentro di me il mio sogno..Ragazzi oggi e' l'11-11.11,data che dovrebbe segnare l'inizio di una nuova Era per l'Umanita',io stamane appena alzata ho acceso 4 candele e posizionate nei 4 punti cardinali,poi ho fatto una meditazione e preghiera per la Terra e tutto cio' che contiene..Pace e Amore a tutto cio' che e',Namaste' anche al piu' piccolo granello di sabbia,anch'ess o espressione del Divino e di noi.
# adelaide 2011-11-13 09:40
Caro Max,buongiorno, se puo' valerti il mio commento,molto meno profondo di quello eventuale di Dadrim,Medjugor je come tanti altri posti,son luoghi sacri,traboccan ti di Energia Divina,e non solo perche' costoditi e protetti dalla forze Invisibili,che siano Madonne,Angeli, Veda,ma si sono ancor piu' "caricati"
di sacralita' dalle migliaia di Preghiere e Amore che i pellegrini di tutto il Mondo vi hanno riversato Facendo espandere e vibrare
questi luoghi come se fossero cosa Viva,palpitante,magica..
Che ci vada,la tua amica,e porti solo un Cuore puro e vuoto,vuoto di aspettative,di speranza,Sara' in ogni caso coinvolta e contagiata di cotanta Energia e Sacralita',stia sicura che qualcosa avverra',dentro e fuori di lei,avra' quel che e' giusto,quel che e' destino per lei.Sia pronta a questo,e ad accettare con serenita',cio' che viene,anche se non le piacera', se non le parra' giusto..Tutto e' bene,noi non sappiamo i disegni gia'
dipinti per ognuno di noi dalla Vita,per questo dobbiamo essere forti e liberi nel cuore di prendere ogni accadimento come insegnamento,el evazione di noi stessi e del nostro Essere..
Faccio alla tua amica un grosso Augurio,con tutto il mio Amore prego che le accada il Giusto,e che il luogo stesso le dia la forza e coraggio,qualun que sia la risposta,di proseguire la sua strada con dignita' e gioia.E comunque,dille, che il Miracolo puo' costruirselo lei,dopo,giorno dopo giorno,anche se non avviene come nei films,ill Miracolo potra' essere la somma di tanti piccoli miracoli quotidiani,
la somma di tante gioie,di tanto amore,di tanto ottimismo,di tanta gratitudine,dic a sempre Grazie,mille volte al giorno,grazie,g razie,grazie,se lo ripeta sottovoce e si immaggini e si veda,mentre dice Grazie,gia' guarita,e' una forma di Preghiera,
ma il grazie deve essere inteso come se avesse Gia' ricevuto il Dono,quindi ringrazi col sorriso felice di un bimbo.

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