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Disagio interiore

Paura di vivere

Andrea ha scritto: Ho letto diversi tuoi scritti, mi sono piaciuti molto, e così ho deciso di scriverti. Devo fare un paio di premesse prima di chiedere un tuo giudizio e parere. Innanzitutto ho 34 anni e sono una persona schiva, con un carattere timido, tranquillo e una tendenza all'introversione. Vivo una vita "comoda", forse troppo, nel senso che vivo da solo ma la casa è dei miei, ho tante comodità che derivano tutte dai miei genitori. Attualmente non lavoro, ma sempre grazie ai miei genitori, fortunatamente, ho la possibilità di un' indipendenza economica personale. Mi vergogno a scrivere tutto ciò, figurati dirlo a chi mi chiede che lavoro faccio. (…) La mia sensibilità a volte fa male: per rendere un'idea riporto qui una frase tratta dal libro di Fabio Volo che leggevo l'altra sera: “Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità? La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti. Sei bloccato. Oscar Wilde diceva che vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla di più”. Leggendo ciò l'altra sera avevo il magone, ho pianto, mi succede spesso: conosco il mio problema ma non riesco ad arrivare al punto di svolta e superarlo.

Ho finito da poco una breve storia con una ragazza che mi piaceva parecchio. Lei mi mollò perché vedeva in me una persona infelice, incapace di gioire e scontenta della propria vita. Di conseguenza mi vedeva molto assente, poco espressivo nei sentimenti. Questa esperienza mi ha fatto capire quanto sono chiuso in me stesso e quanto poco mi espongo nell'esprimermi verso l'esterno. Questa situazione mi ha dato più energia, la quale sento di dover incanalare per giungere a un cambiamento di fronte al quale però mi sento sempre bloccato, impotente. Ho imparato tanto ma ciò nonostante ho dei seri problemi decisionali. Passo troppo tempo in casa a trastullarmi nel far nulla; cerco comunque di buttarmi nei colloqui (saltuari) di lavoro di qualsiasi genere, cerco di riprendere il giro di amicizie (poche) che ho perso. Ho ripreso la palestra, ma tutto mi è difficile, non riesco a trovare un mio spazio, un fare, un'attività che mi faccia sentire in pace nel mondo, che mi faccia sentire apprezzato. Tutte le porte davanti a me mi appaiono chiuse e nessuno sembra disposto ad aprire per vedere chi è.

Molto spesso non ho serenità dentro me ma solo tormento. Allora rifuggo nel passato e mi cullo nella nostalgia di vecchi ricordi, delle mie storie d'amore passate, ma così facendo non vado avanti, non cambio, non cresco. Da lì, dai ricordi, riesco a ricordare, forse, ciò che sono stato e trarre una figura di me, mi do un'identità, cosa che non riesco a darmi nell'oggi e ancor più nel domani. Sogno ad occhi aperti e penso troppo, i miei progetti e desideri sono forse troppo grandi e molto confusi, tanti da realizzare. Cosi vivo di giorno in giorno in una situazione di "blocco interiore". Non riesco o forse non voglio fare scelte e prendere decisioni. Non voglio, forse, farmi carico di responsabilità verso me stesso, non decido e non prendo in considerazione un obbiettivo perché non ne ho. Questo mio ricadere nei ricordi della storia con Valentina è un mezzo, è per me uno strumento che mi permette giorno dopo giorno di fare presente a me stesso quanto sento dentro di me, quanto ho mancato con lei e, soprattutto, di mantenere acceso questo forte desiderio di incontrare un'altra ragazza. È come se in questo periodo la porta del mio cuore fosse spalancata, ma se accennassi a voltarmi indietro o lasciare per un attimo quel luogo, il portone piano piano si richiuderebbe. E non voglio che ciò succeda per nessun motivo, anche a costo di ritornare spesso indietro nel passato doloroso.

Con i migliori saluti

Andrea

Pier ha risposto: Caro Andrea tu dici: “Attualmente non lavoro, ma sempre grazie ai miei genitori, fortunatamente, ho la possibilità di un'indipendenza economica personale. Mi vergogno a scrivere tutto ciò, figurati dirlo a chi mi chiede che lavoro faccio”. Questa non è indipendenza economica. Hai i mezzi per campare, ma ciò non significa essere indipendente cioè non dipendente da qualcuno. Siamo indipendenti economicamente quando guadagniamo perché, in qualche modo, partecipiamo al gioco della creazione che muove questa nostra intera esistenza in varie forme. L'idraulico, il pittore, lo spazzino, il medico, tutti possono essere creatori: basta lavorare con amore e ogni cosa diviene un'opera d'arte! Affermi: “Conosco il mio problema ma non riesco ad arrivare al punto di svolta e superarlo”. Il fatto è che non esiste un punto di svolta se applichiamo unicamente la mente. Supponi che per anni io sia andato in giro con le scarpe allacciate una all'altra, inciampando e cadendo continuamente, sempre guardando il cielo e imprecando perché tutti mi passavano davanti veloci e saldi sui loro piedi. Poi un giorno, parlando con uno psicologo, questo mi dice: “perché non provi a guardare i tuoi piedi e smetti di imprecare contro il cielo ripetendo quanto sono bravi a camminare gli altri?” Ecco allora che mi fermo, guardo i miei piedi e scopro che le mie scarpe sono allacciate l'una all'altra. Le osservo con attenzione e vedo dettagliatamente come il nodo si è formato. Ora conosco il problema nei minimi dettagli, so tutto! Ma ora inizio a ragionare su come trovare il punto di svolta. Se posso darti un consiglio: togliti le scarpe o prendi una forbice e taglia i lacci. Due lacci nuovi o due scarpe nuove non costano niente commisurati ad altro tempo perso inutilmente, sottratto alla tua vita e alla possibilità di essere libero e felice.

Prosegui la tua lettera dicendo: “Tutte le porte davanti a me mi appaiono chiuse e nessuno sembra disposto ad aprire per vedere chi è”.

Le porte non sono mai tutte chiuse a chiave, anzi, alcune sono completamente spalancate, la maggior parte sono solo chiuse, basta girare la maniglia e varcare la soglia per poi presentarsi, darsi, raccontarsi. Quando ero piccolo ricordo che, durante alcune feste di classe, mi mettevo in un angolo, con aria malinconica, sperando che qualche ragazzina mi venisse a parlare, perché, infondo, mi sentivo speciale e pensavo che prima o poi qualcuna mi sarebbe venuta a cercare. Non è mai venuto nessuno! Tutto ciò vale ancor più per il mondo del lavoro.

Un'altra tua affermazione: “Da lì, dai ricordi, riesco a ricordare, forse, ciò che sono stato e trarre una figura di me, mi dò un'identità, cosa che non riesco a darmi nell'oggi e ancor più nel domani”. A cosa serve darsi un'identità? Quando ti sei costruito un'immagine di te, cosa te ne fai? Ti può aiutare a vivere il presente, può aiutarti a lasciarti andare all'amore che vorrebbe vivere il tuo cuore, la tua anima e ogni cellula del tuo corpo? Ti presenti a una donna con un'immagine di te nella testa e continuamente devi sforzarti per aderire all'immagine che vorresti dare e avere, o magari, se negativa, ti sforzi di essere diversamente da quell'immagine che ti porti appresso come una catena. É libertà questa? Perché cerchi un'identità? Permettiti di essere, istante dopo istante, tutto quel che il tuo essere sente e desidera. Sono solo le nostre idee sul come dovremmo essere e sul come dovrebbero andare le cose che ci impediscono di vedere le porte aperte che ogni giorno incrociamo lungo il nostro cammino. Se mi sono messo in testa di dover passare solo attraverso una certa porta, e per tutta la vita non mi dovesse mai capitare di trovarla, cosa ho guadagnato? Sono rimasto per tutta la vita in attesa, quando v'erano infinite porte da poter aprire per accedere a infiniti mondi da scoprire. Per me vivere non consiste nel trovare la porta giusta o il mondo che vorremmo, ma nel permettersi di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, bello o brutto che sia. La gioia viene dall'avventura non dall'approdo. Un vero capitano di una nave è felice quando solca i mari, e riposa un po', serenamente, in una locanda di qualche porto unicamente per poter partire nuovamente alla scoperta di nuovi orizzonti.

Continui poi: "Sogno ad occhi aperti e penso troppo, i miei progetti e desideri sono forse troppo grandi e molto confusi, tanti da realizzare. Così vivo di giorno in giorno in una situazione di "blocco interiore". Non riesco o forse non voglio fare scelte e prendere decisioni. Non voglio, forse, farmi carico di responsabilità verso me stesso, non decido e non prendo in considerazione un obbiettivo perché non ne ho".

Quanto pensi! Quante idee hai su chi sei e il perché non sei come vorresti e sul come ti vorresti. Perché occupi tutte le tue energie in questo conflitto? Ti piace? Se ti piace rilassati e accetta che, almeno per il momento, la cosa che più ti piace fare è torturarti. Non è scritto da nessuna parte che tutti debbano lavorare, non dipendere dai genitori, vivere relazioni sentimentali appaganti e ridere spensierati. Magari a qualcuno fa stare bene rimanere a casa, solo, senza una donna, pochi amici, niente risate, mille pensieri e mille ricordi della solita minestra. Perché girare la minestra ripetendosi continuamente che si odia la minestra? Gira la minestra sereno o esci e vai in un bel locale a ballare! L'importante è essere totali e decisi. La felicità, per me, non viene da cosa si fa ma dal come lo si fa.

Infine dici: “Questo mio ricadere nei ricordi della storia con Valentina è un mezzo, è per me uno strumento che mi permette giorno dopo giorno di fare presente a me stesso quanto sento dentro di me, quanto ho mancato con lei e, soprattutto, di mantenere acceso questo forte desiderio di incontrare un'altra ragazza”. Quanto hai mancato con lei? Quanto manchi con te stesso! Per mantenere acceso il tuo desiderio d'amore pensi di dover usare la memoria di un funerale? Ti prego, getta via tutto il tuo passato, guarda il presente, questo momento, attimo dopo attimo. È qui che il desiderio brucia intensamente e ti lancia fra le braccia della vita.

Questa nostra vita è un'istante! Guardi gli occhi di una ragazza, chiedono amore, vogliono dare amore, e tu sei lì totalmente presente, senza pensieri, senza memorie, l'energia sale, il tuo desidero di abbandonarti, di lasciarti andare esplode. Il tuo bisogno d'amore grida, la tua voglia di svanire totalmente nel suo essere ti fa perdere i confini... ecco la pace, il silenzio, la risposta.

Come fare? Non c'è nessun fare, solo una gran voglia di ascoltare, di sentire quell'immenso vuoto che vive in noi, in cui ogni desiderio può esplodere e rimbombare e ancora deflagrare, creando un arcobaleno di colori e una fiamma di vita inesauribile.

Questa vita è un miracolo e tu sei benedetto quando non ti preoccupi più di te stesso, e pertanto permetti che le cose accadano. Questa vita è il nostro eterno amante e sino a quando non ci saremo arresi ne saremo continuamente tormentati.

Che tu sia benedetto!

Un abbraccio

Pier

Articolo tratto dal libro "Sesso amore e biscotti".

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“Sesso amore e biscotti” contiene alcune fra le risposte più significative che Pier ha dato, in forma scritta, a domande sull'amore, il sesso e le relazioni umane in generale.

Tags: Problemi di coppia

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Commenti   

+1 # renato farina 2010-12-07 23:05
Il LAVORO nobilita, anche se rende l'uomo simile ad una bestia.
Scusami Andrea,prendi una margheritina e incomincia a sfogliarla: lavoro,non lavoro...se hai sfortuna.....La vorerai, ti impegnerai e ti paseranno quelle cose che succedono quando non si fa niente; ed è quello che mi succede a me adesso che sono pensionato dopo aver FATICATO 50 anni.Ma sto benissimo!
Certo tu non hai letto CANDIDO di Guareschi, non sei di quell'epopea!.. .I pensierini di un .....FANTASTICO .
+2 # fabio 2010-12-08 03:41
Ciao Andrea, tempo fa scrissi a Dadrim su un problema simile al tuo, l'assenza di prospettiva e di obbiettivi concreti, mi rispose con una frase che mi è rimasta impressa, le sue testuali parole non sono ma il succo è questo:" se non compi una decisione sensata allora fanne una insensata", spesso dobbiamo buttarci nelle cose e vedere come vanno, credo che al giorno d'oggi troppo spesso prendiamo la vita come un onere invece che come un onore, siamo sempre tutti seri, ci arrovelliamo per i problemi quotidiani ma non pensiamo mai che la vita è anche bella, piena di aspettative e persone che ci vogliono bene.
Andrea quando pensi a te stesso non pensare solo alla negatività della tua vita pensa anche a tutto ciò che c'è di positivo, le sconfitte e i momenti di sconforto fanno parte dell'esistenza di chiunque e a parer mio sono utili per crescere, ma c'è sempre un momento per riflettere ed uno per agire, forse ora per te è arrivato il momento di reagire, non sarà facile ma fallo con la fiducia che tutto migliorerà, un bambino quando impara a camminare, va prima a gattoni poi si alza su 2 gambe, cade e ricade finchè alla fine impara, anche tu Andrea devi provarci e imparerai che in fondo non è poi così difficle camminare e che i problemi spesso siamo noi a farli più grandi di quanto lo sono!
Buona fortuna!
# Marì 2010-12-08 10:25
Ma Renato, ti vedo scatenato!
Cosa ti è successo? Ti sei innamorato?
Scherzo, ma mi hai fatto molto ridere con la margheritina. E' vero anche che ti vedo più pimpante nei commenti ultimamente.
Ti mando un super sorriso :D
-2 # ivana 2010-12-08 15:00
prima di tutto lavora. poi trastullati
-2 # Lapislazzulo 2010-12-08 15:46
Cosa devono fare quelli che rimangono senza lavoro a 50 anni e devono anche mantenere la famiglia!

Smettila di piangerti addosso. So che è più facile dirlo che farlo. Ma dopo un pò è proprio necessario fare una svolta...

Mi dispiace deluderti ma non sei un ragazzino già da un bel pò...!Ti sei permesso anche troppo per la tua età.Il primo passo da fare è smettere di pensare a quello che non hai fatto e potevi fare. E prima di pensare al futuro, cerca di mettere in ordine il presente!
Inizia col cercare un lavoro seriamente...ce rcarlo come si faceva una volta, non solo stando seduto comodamente sulla poltrona davanti al computer a mandare il curriculum!
-2 # Liana 2010-12-08 19:24
E come si faceva una volta a cercare lavoro?! :o
Ci pensavo oggi...

Si telefona alle aziende? :no-comments:
Si bussa alle porte? :Pirate:
-1 # Caterina 2010-12-08 16:45
Quando sei convinto che è molto difficile
ti sorprendi di quanto sia facile
-2 # lapislazzulo 2010-12-08 20:44
Eh sì, proprio così! Si va da un'azienda all'altra e si consegna il curriculum a mano.. Se uno è troppo "timido", la mette nella buca delle lettere... Sembrerà strano, ma funziona! Le mail quasi sempre vengono cestinate, soprattutto se non è l'azienda a cercare il personale ma ti proponi da solo.

Saluti!
-1 # Liana 2010-12-09 03:34
...insomma, se non riesci ad agire con la mente, fàllo col cuore?! :love:

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