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Breve biografia

Pierluigi PeruffoMi chiamo Pierluigi Peruffo (qui nel blog soprannominato Pier o Dadrim), sono nato a Vicenza il 5 ottobre del 1979.
 
Nel 2005 mi laureo in filosofia per poi specializzarmi in counseling filosofico. Dopo gli studi ho iniziato a lavorare in diversi ambiti del sociale occupandomi del benessere relazionale e interiore delle persone.
 
Nel 2008 ho aperto questo blog. Attualmente tengo incontri di counseling filosofico e di meditazione presso il "Centro Nisarga" di Vicenza. (CV)

 

Frammenti tratti dal blog...

Quando ho cominciato a leggere gli scritti di Pier ho pensato di aver trovato un luogo, un luogo dove conversare con me stessa sul dolore e sul piacere, e su come sono intrecciati e si rincorrono, sul senso della vita che persiste anche se tutto può morire e forse proprio per questo, sulla paura che ci prende a desiderare, a metterci in gioco davvero per qualcosa e per qualcuno, ad appassionarci delle storie che noi stessi creiamo e non riusciamo ad avere la forza di raccontare neppure a noi stessi, a tutto quello che ci tiene vivi…. nonostante ….

Ma andando avanti ho scoperto che questo luogo era qualcosa di più, qualcosa di diverso … una forza potente che ti attrae verso tutto ciò che temi o speri, quando scopri nei tuoi pensieri l’abisso di un insaziabile vuoto e cerchi di risvegliare in ogni cosa che esiste una consonanza con l’ “anima”.

Anna Maria Cuneo

Da "Il libro di Dadrim"

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"Il vero amore non ha un oggetto specifico verso cui indirizzarsi, per il semplice fatto che nasce quando l’animo di un uomo non è più ossessionato da orizzonti parziali. L’amore non conosce personalismi, ma si estende su tutto ciò che lo circonda, indistintamente, disinteressatamente. Non può patire gelosie perché non è un fatto di possesso e di esclusività, ma un fenomeno di condivisione totale senza riserve.

Da un siffatto amore non si può venir mai traditi perché non promette di corrispondere i nostri futili bisogni o di lenire le nostre egoistiche ferite attraverso la sua presenza, ma ci insegna unicamente come scoprire in noi la sorgente dalla quale esso stesso affiora."

Frammento tratto da: Sulla morte

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"Se un bambino cresce in una dimensione relazionale d’amore incondizionato, il suo bisogno di ricevere amore, quanto viene appagato, tanto si trasforma in una capacità attiva d’amare incondizionatamente. L’animo umano nasce bisognoso di scoprire la dimensione dell’amore, ma quando ne vive la realtà, esso stesso ne diviene incorruttibile portatore, custode e testimone!!"

Frammento tratto da: "L'amore incondizionato: il miracolo più grande"

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"Se a un uomo sì dà un pesce lo si nutre per una notte, ma se gli si insegna a pescare lo si avrà sfamato per il resto della vita". Nel peculiare mondo della “coscienza umana” potrebbe valere il detto: “Se ad un uomo parli d’amore e libertà lo avrai sfamato per il tempo delle tue parole, ma se lo aiuterai a scoprire l’amore e la libertà che vivono in lui l’avrai saziato per l’eternità”.

Frammento tratto da: "Sul metodo, la tecnica, la pratica"

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L’unica cosa che inevitabilmente faremo da soli sarà morire, ma tutto il resto può essere uno splendido gioco di relazioni fatte d’amore e d’amicizia. E se così vivremo sono certo che in quell’ultimo passo verso l’ignoto l’esistenza ci accoglierà con gli stessi sguardi e le stesse parole con cui noi abbiamo accolto questo suo mondo e tutte le sue creature.

Frammento libero

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"La povertà è un male da combattere e non va confusa con la sobrietà e l’essenzialità che sono dei beni da diffondere. Chi è sobrio ed essenziale non perde la propria mente in inutili e infiniti desideri. Chi è povero spesso brama ricchezze e potere".

Frammento tratto da: "Cosa è la meditazione"

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Per me “famiglia” è ogni luogo dove si vive in libertà e amore. Non c'entra nulla con i legami di sangue e parentela, nemmeno con le questioni di sesso o di genere. “Famiglia” è ogni luogo ove vi sia accudimento, accompagnamento, crescita e riflessione: è ogni forma di relazione capace di contenere e trasformare il bagaglio di dolore e solitudine che ogni essere umano portano con sé.

Frammento tratto da: "Famiglia è ogni luogo dove c’è amore"

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"...se la saggezza nascesse unicamente dal trascorrere del tempo, questa vita sarebbe molto crudele verso tutti coloro che non hanno la fortuna di vivere a lungo. Ma grazie a dio le cose non stanno così, infatti, ogni qualvolta la nostra sete di pace e serenità si rende bruciante, ecco che la porta della dimensione profonda della nostra vita si apre, per questo a volte è più facile trovare luce negli occhi di un giovane morente che in un vecchio sano!"

Frammento tratto da: Il dogma dell'anzianità e l'eternità della giovinezza

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"L’essere umano è un’entità estremamente contraddittoria: soffre per timore di sperimentare la sua reale natura interiore, una natura fatta di consapevolezza, beatitudine e amore. L’uomo soffre per paura di amare, quando l’amore è la sua unica possibilità di gioia. Quant’è commovente e straziante l’esistenza umana!"

Frammento tratto dal: Sull'esistenza del male

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Ritengo che il dialogo possa essere un potente mezzo di trasformazione solo se nasce all’interno di relazioni motivate dal desiderio di reciproca e personale conoscenza. Solo quando ci incontriamo per specchiarci incondizionatamente l’uno nell’altro, le nostre vite, parole e azioni, smettono di essere strumenti di manipolazione, violenza e controllo, e divengono testimonianze di una verità e di un amore che vivono oltre ogni illusione di verità e amore! Questo e il mio intento, il mio unico lavoro.

Frammento libero

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Chi afferma l’unicità della propria verità, e la impone e difende con qualche forma di potere, è una persona o un’istituzione pericolosa. Chi indica la strada che conduce alla porta della libertà, senza pretendere d’essere creduto, seguito, idolatrato o di essere depositario di qualcosa di assoluto, è semplicemente un buon amico, un folle artista che celebra la sua poesia… Io amo immensamente la compagnia di queste persone.

Frammento libero

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Chi è in disaccordo con il nostro vedere e sentire è sempre un elemento di arricchimento e verifica, poiché la confutazione presuppone inevitabilmente un’argomentazione, una condivisione, un confronto, e chi ricerca la verità non può mai temere una verifica, poiché il suo fine non sta nel voler avere ragione, ma unicamente nello scoprire il reale, il vero.

Frammento libero

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Avevo 19 anni quando conobbi due persone fondamentali per il mio percorso di vita. Erano un Frate francescano e un medico psichiatra che lavoravano insieme insegnando lo yoga e la meditazione come strumenti di cura e di cambiamento. Insegnavano la sostanziale unità fra la spiritualità d’oriente e quella d’occidente. Questo incontro, unito ad una serie di condizioni favorevoli, mi aiutò a imboccare un sentiero di comprensione e ricerca esistenziale che da allora non si è mai più interrotto. Un po’ alla volta cominciai a comprendere e demolire la struttura della prigione che la nostra società erige inconsapevolmente tutt’intorno a noi.
A ventisei anni iniziai a scrivere attraverso questo blog e a lavorare con le persone a me più vicine, spinto dal forte desiderio di condividere la possibilità e le sorti di un’evasione.

I muri della nostra prigione interiore e sociale hanno la natura del pensiero irriflesso, della superstizione e della sofferenza prodotta dal continuo tentativo di realizzare desideri egocentrici. Tutto ciò nasce e cresce quando le paure e le fragilità presenti in ogni essere umano non trovano l’accoglienza e le risposte dell’amore. Lo "strumento" fondamentale per dipanare la "nebbia" che ottunde e  corrompe progressivamente le nostre menti e i nostri cuori è l’indagine di sé, l'osservazione attenta e passiva.

So che molte persone quando sentono queste parole facilmente pensano che la ricerca spirituale, la meditazione e la filosofia, soprattutto se praticate dai giovani, siano cose per chi si fa inutili problemi o ha avuto troppi problemi. Le parole di Nisargadatta che seguono sono, a mio avviso, la risposta più chiara che si possa dare a tali errati presupposti:

Visitatore: Potrei anche non voler cambiare. La mia vita va bene così com’è.

Maharaj: Dici così perché non hai capito quanto è doloroso il tuo modo di vivere. Sei come un bambino che dorme con il lecca-lecca in bocca. Il tuo egocentrismo può farti sentire felice per un po’, ma non ti basta a vedere chiaramente i volti umani e percepire l’universalità della sofferenza. Anche la tua felicità è vulnerabile e di breve durata, alla mercé di un tracollo bancario o di un’ulcera allo stomaco. È solo un momento di respiro, un attimo di tregua tra due dolori. La vera felicità non è vulnerabile, perché non dipende dalle circostanze.

Visitatore: Parli per esperienza? O anche tu a volte sei infelice?

Maharaj: Io non ho problemi personali. Ma il mondo è pieno di esseri viventi le cui vite sono schiacciate tra paure e desideri. Sono come le bestie condotte al macello: saltano e fanno le capriole, felici e spensierate, eppure muoiono e vengono scuoiate nel giro di un’ora. Tu dici di essere felice. Ma lo sei veramente, oppure cerchi solo di convincerti? Osservati senza paure e comprendi immediatamente che la tua felicità dipende da determinate condizioni e circostanze. Quindi è momentanea e non reale. La vera felicità fluisce da dentro".

Sri Nisargadatta Maharaj

Tags: Ricerca della felicità, Riflessioni sulla vita, Equilibrio interiore, Pace della mente

Libri

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