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Amore e relazioni

Un arrosto, un cane e una moneta

Adelaide ha scritto: Buongiorno, Pier, come va? Cos'è per te la responsabilità? Responsabili o consapevoli? Secondo me, se ci si rapporta all'esterno e con noi stessi con sempre meno condizionamenti, più liberi interiormente, siamo spontaneamente presenti e responsabili in ogni azione e reazione, che siano giuste o sbagliate. L’ampliarsi della consapevolezza ci rende inevitabilmente “responsabili” nel senso che agiamo attenti e sensibili momento per momento. Responsabilità e consapevolezza sono pertanto inscindibili. Sento molto dire: “sii responsabile, sii coraggioso, devi osare, sii determinato, devi avere forza di volontà”. Devo però ammettere che tutte queste parole oggi non hanno più tanto significato per me, a parte che comunque, credo siano sempre tutti aggettivi relativi, soggettivi, o quantomeno cambiano di lettura e significato secondo il contesto, la tradizione, la morale, e via dicendo. Parliamo di tutto tranne che di consapevolezza. Se si diviene consapevoli non si può fuggire dalla responsabilità. Se non si è consapevoli si può pure parlare di coraggio e forza di volontà ma per cosa e per dove? Se manca la luce che dà direzione e senso a ogni cosa tutto diviene pericoloso e confuso. Tu che ne pensi? Grazie!

Pier ha risposto: Cara Tranchi, buongiorno! Consapevolezza e/o responsabilità? Dal mio punto di vista la tua domanda è già una riflessione completa, ma dato che sono qua timbriamola! La faccenda la vedo e la sento nel medesimo modo. Sii coraggioso, osa, sii determinato, sono tutte affermazioni valide nel mondo dell’inconsapevolezza. Se v’è consapevolezza non v’è nulla da osare, nulla per cui essere determinati, nulla per cui sbraitare tanto, poiché il coraggio, la determinazione, la responsabilità e molto più sono le intrinseche qualità della consapevolezza. È pertanto inutile quanto impossibile ricercare o coltivare delle qualità. È necessario invitare le persone a risvegliare la consapevolezza, va colta l’essenza, le qualità verranno di conseguenza. Parliamo tanto delle qualità proprio perché siamo privi dell’essenza, altrimenti non vi sarebbero molte parole da spendere. Ciò che è, è com’è! Sentiamo ripetere continuamente cosa come: dai il massimo, impegnati, sii coraggioso, sforzati…, ma tutto ciò è un po’ come dire ad una persona che ha il piatto vuoto: “senti il profumo di arrosto, sforzati di sentire il gusto del meraviglioso sugo e delle patate…”. Il punto sta nel trovare l’arrosto, cucinarlo e condirlo per bene. Fatto ciò, tutto il resto viene da sé. Il nostro arrosto interiore è dato dalla consapevolezza! Consapevolezza dei condizionamenti che ci ostacolano, delle menzogne che ci raccontano, della falsità delle idee che nutriamo rispetto a noi stessi e il mondo. Quando la nebbia che produce il falso si dipana, la bellezza del paesaggio e del nostro esserci affiora naturalmente in tutta la sua realtà, non prima. Ma quanti di noi sono come oche che seguono il gruppo? E dato che il gruppo ama molto starnazzare usando parole che non ha riflettuto, quando qualcosa non va starnazziamo: impegnati, sii responsabile, lotta, sacrificati. A poche persone viene in mente che se le cose sono chiare non v’è un gran che per cui sforzarsi e che solo chi non crede in ciò che fa sente di doversi sacrificare.

Se le cose non sono chiare si è persi nel buio, e come può essere responsabile una persona che viaggia ad occhi chiusi in una notte avvolta da una fitta nebbia? Ovviamente non può, ma così vivono molte persone. La condizione in cui versa il mondo ne è prova evidente. Starnazzano “cambiamento, sacrifici, democrazia, giustizia, solidarietà, debito, spread”, e tutti dietro.

Più la consapevolezza si amplia più la responsabilità si fa sentire, portando con sé infinita cura e amore per tutto ciò che si fa e per tutti coloro che si incontrano. Questo, a mio avviso, significa essere responsabili: mettere infinita cura e amore in tutto ciò che si fa, fosse anche portare il cane a fare la cacca. Ma per essere responsabili bisogna essere consapevoli! Se non sappiamo che la legge multa chi lascia la cacca del proprio cane sul marciapiede, chi è responsabile? Il cane che l’ha fatta o il padrone che l’ha lasciata? Dipende, forse il cane ne era pienamente consapevole, ma aveva buone ragioni per farla. Ecco allora che è comunque e sempre bene prendersi cura amorevolmente anche della più piccola formica, mai si sa che nel momento più opportuno abbia compassione della nostra inconsapevolezza.

Insomma, amore e consapevolezza sono facce della stessa medaglia, trovane una e avrai anche l’altra. La responsabilità è il risultato che il valore della moneta ti può dare nel mondo delle relazioni.

 
Un caro abbraccio,
Pier

Tags: Riflessioni sulla vita

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