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Amore e relazioni

Essere mamma e/o compagna di lui

fioriAntonella ha scritto: Ciao Pier, convivo da un anno con un uomo separato di quarantun anni che ha una figlia adorabile di otto anni. Sembrava tutto perfetto fino a che non mi dice che non vuole più figli perché non vuole altri pensieri, incombenze, spese ecc.. Mi è crollato il mondo addosso. Sono delusa e ferita perché oltre a non poter condividere con lui un figlio devo anche stargli vicino quando vive il suo rapporto con la figlia. Penso che mollerò a breve, non riesco più a sostenere la sua vita perfetta e la mia incompleta. Ho letto la tua risposta a Luisa ed è tutto vero, è stupenda. A volte penso che se lui non avesse avuto già figli ci avrei pensato di meno, ma con il suo quadretto di famiglia davanti ai miei occhi continuamente non ce la faccio. È una tortura. E in più ormai mi si è insinuato il dubbio che lui non mi ami abbastanza se non vuole un'altra famiglia con me. Mi sento così piccola e insignificante rispetto alla famiglia che ha avuto. Dimmi se sbaglio ti prego.

 
Grazie tante,
Antonella

Pier ha risposto: Cara Antonella, quando un nostro profondo desiderio non viene appagato a causa di un compromesso questo ci segue come un'ombra tormentandoci. Se tu non potessi avere figli probabilmente parteciperesti alla vita di questa famiglia con totalità, come parte integrante, senza pensieri di piccolezza o esclusione, ma le cose non stanno così. Sai che puoi e che devi fare una scelta fra un tuo e un suo desiderio che sono in contraddizione. Una scelta non ci perseguita solo quando la facciamo con totalità, quando sentiamo che non rimaniamo con un piede da una parte e uno dall'altra. Scegliere totalmente è difficile ma indispensabile. Come fare? Senza perderti in inutili pensieri, come l'idea che lui non ti ami abbastanza o che lui abbia una condizione perfetta e tu imperfetta, immergiti totalmente nel tuo cuore e ascolta la volontà del tuo destino. Se nel pieno ascolto del tuo silenzio interiore senti che il desiderio di diventare mamma è più forte del desiderio di condividere la vita di e con quest'uomo, ogni dubbio svanirà. Perché ti senti piccola e insignificante rispetto alla famiglia che ha avuto? Perché pensi che non ti ami abbastanza?

Un uomo può anche amare immensamente una donna ma non volere figli, o non volerne più. Forse il fatto che ne abbia già avuto uno con un'altra donna ti confonde un po', mette in campo il paragone, il dubbio: con lei sì con me no. Ma tutto ciò non ha senso al fine di trovare la tua strada. L'unica domanda rilevante la devi porre a te stessa: desidero quest'uomo al punto di rinunciare ad avere figli senza serbare nel mio cuore alcuna ferita, alcun rimpianto, oppure, nonostante l'amore che provo per lui il mio desiderio mi spinge altrove? Se dovessi essere in confusione sia nell'immaginarti con lui senza figli, sia nel pensarti senza di lui alla ricerca di un compagno che ti possa dare il futuro che vuoi, credo sia indispensabile che tu ti prenda del tempo per stare con te stessa, lontana dalla casa di quest'uomo e dal rapporto che hai instaurato con lui e la sua bambina. A volte, quando siamo confusi in una relazione, la distanza ci permette di vedere e sentire molte cose. Non farti confondere dalla rabbia, da pensieri giudicanti o dalla paura.

Ascolta e osserva i fatti, lascia parlare il tuo cuore attraverso il suo desiderio più profondo. Se facciamo unicamente quel che l'amore ci comanda non serbiamo rancori verso nessuno perché non cadiamo in dolorosi compromessi, e ogni relazione, comunque vada, ci rimane dentro come un mattone fondamentale per la costruzione della nostra casa interiore. Infine vorrei aggiungere che per me amarsi veramente non significa avere sempre gli stessi desideri. Il vero amore, quando vi sono profonde divergenze nelle scelte di vita, ci guida sempre verso la libertà ed il rispetto reciproco. In questi casi l'amore non ci costringe a negare la nostra o l'altrui volontà, a fare sciocchi compromessi, anzi, ci sprona a seguire ciò che più sentiamo anche a costo di perdere la modalità attraverso cui siamo stati insieme sino a ieri. Lui non vuole figli, tu li vuoi, bene!, la vostra relazione cambia forma, ma il vostro amore non muore, anzi. Se si è capaci di donarsi reciproca dignità e valore rispetto al proprio personale sentire, l'amore cresce sempre più elevandoci. Spesso però riteniamo che “amore” significhi assoluta simbiosi di intenti e desideri, ma in questo pensiero, dal mio punto di vista, si nasconde la causa del male più grande che affligge la maggior parte delle coppie. “Staremo sempre insieme anche a discapito dei nostri desideri, della nostra felicità”. Risultato? Due persone infelici, ma viva l'amore! Che altro dire? Tu non sei piccola rispetto a nulla e nessuno e tutto quel che lui ha avuto non centra nulla con quel che ora ha con te. Poni l'unica domanda che serve e ponila all'unica persona che può risponderti: te stessa! Fammi sapere come vanno le cose.

 
Un abbraccio,
Pier
 

Tags: Problemi di coppia

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Commenti   

# Federica 2011-05-12 20:30
Ciao Antonella. Ti dico solo che a me è successa la stessa cosa, solo al contrario: nel nostro caso ero io quella che non voleva figli. Questo è stato forse il più importante dei fattori che hanno provocato, da parte sua, una crisi che è durata per tutto il 2007.
Non immagini... ancora oggi lo condanno per quello che mi ha fatto passare. Affettivamente era calato, diceva di non sapere più se mi amava o no. Diceva di immaginare a volte come sarebbe stata la sua vita con un'altra donna. In un'occasione l'avevo pure insultato per questo, perché non lo tolleravo. Non tolleravo di stare male giorni e notti, di avere perso molti chili a causa sua.
Si era chiuso in un silenzio impenetrabile, era più insofferente con me.
Ma la colpa era sua. Io non ero partita con pacchetti stereotipati in mente, mentre lui si. Non gli avevo mai nascosto che i figli non mi interessavano tanto. Ma lui, come sua madre, si autoilludeva con le favolette alla Babbo Natale, sperando forse che col tempo sarei cambiata.
Non fu così e la bomba scoppiò. Non ho potuto fare niente. Pareva che fosse chiuso nelle sue riflessioni. Che cercasse di ascoltare la parte profonda di sé come non aveva mai fatto. Quello che raccomanda Dadrim.
Io in questo non potevo avere alcuna influenza. E non volevo perderlo. Ma non potevo, per tenermelo, giurargli che avrei accettato una gravidanza domani. Lui non sapeva che farsene, in questi termini. Io avrei creato 3 infelici.
All'inizio dell'autunno se ne venne una mattina e mi disse, di punto in bianco, che voleva me e basta.
E' andata così.
Ora è l' sul divano che se la ride per Zelig: non-padre innamorato e felicissimo della pace della sera che lo rigenera dello stress di tutto il giorno. E' tutto quello che ho potuto fare: raccontarti la mia storia. Spero che in qualche modo ti possa servire. Un abbraccio.

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