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Amore e relazioni

Temiamo l'amore e per questo viviamo nel dolore

Luce a BreganzeSabrina ha scritto: Ciao, sono una ragazza di ventiquattro anni e scrivo perché sto attraversando un periodo molto difficile. Il mio dottore dice che sono un po' depressa. Soffro di ansia e attacchi di panico che ora, bene o male, riesco a gestire. Tutto è incominciato, secondo me, da quando il mio ex ragazzo mi ha lasciata: io lo amavo molto. Non ho avuto un'infanzia molto facile, i mie genitori si sono separati e saranno dieci anni che non vedo mio padre e non lo sento. Comunque c'è sempre stata mia mamma e mia nonna che mi hanno cresciuta e mi vogliono bene. Faccio un lavoro che mi piace e sono anche una ragazza carina. Sono fidanzata con una persona che non amo ed è troppo gelosa, comunque non riesco a staccarmi da lui forse per le mie solite paure. Ho paura quando penso che un domani non ci sarà più mia mamma e sarò sola. Mi piacerebbe trovare un uomo che mi capisca e che sia capace di farmi stare più tranquilla nel futuro. Comunque non so più dove sbattere la testa, mi sento imprigionata in una vita che non è mia. Non so se è il posto giusto, non ho mai scritto i fatti miei, sono arrivata a questo sito per caso e mi e piaciuto. Provo a chiedere un consiglio seguendo l'istinto.

Grazie tante!
Sabrina

Pier ha risposto: Cara Sabrina, stare con una persona che non si ama significa dover fingere di amare, e questa è una tortura lenta ed estremamente dolorosa per se stessi, oltre che un inganno per l'altro. Detto ciò risulta comprensibile e “sana” la risposta del tuo organismo che attraverso ansia e attacchi di panico cerca di comunicarti che qualcosa sta ostacolando il corso del tuo “fiume interiore”. Gli attacchi di panico si può imparare a gestirli, è vero, ma ritengo ancor più importante riuscire a scovarne le radici per estirparli. Dici di non riuscire a staccarti dalla persona con cui stai e che non ami probabilmente per le tue solite paure. Che fare allora? Vivere una vita falsa, piccina e soffocante o affrontare le tue "solite paure" imparando così ad essere libera e capace di amare in piena verità? La risposta la puoi dare solo tu, certo è che il grado di consapevolezza che emerge dalla tua lettera, in merito alla tua situazione esistenziale, non credo ti possa permetta di rimanere ancora per molto nell'angolino buio in cui ti sei rannicchiata.

La paura è un fenomeno paradossale.Quando viviamo cercando di non soffrire iniziamo ad evitare tutte quelle situazioni che ci possono rendere felici poiché sappiamo che la felicità implica anche la possibilità di perdere ciò che ci dà gioia. Ecco allora che iniziamo a ficcarci in relazioni che non ci danno vera gioia ma una sorta di monotona e soffocante tranquillità. Iniziamo ad avere paura di perdere le persone che amiamo, di lasciarci andare all'abbraccio e al calore di chi ci attrae veramente. Come siamo paradossali! Per paura di vivere iniziamo a fuggire la vita cadendo in una sempre più profonda angoscia di morte, poiché chi non vive può solo morire. Troppe persone sono biologicamente sana ma interiormente morenti se non defunte. Vi sono poi alcuni individui che stanno per morire fisicamente, magari per un tumore, ma interiormente esplodono di vita e amore.

Questo paradosso spesso accade perché quando non si ha più nulla da perdere si è disposti a gettarsi totalmente in ogni situazione con tutto il proprio cuore e la propria mente. Quando si ritiene di non avere più nulla da perdere si comprende che in ogni istante vale la pena di rischiare la gioia più grande, costasse anche il dolore più tremendo. La morte, se vista nella giusta prospettiva, è un'amica impareggiabile poiché ci fa comprendere che non esiste alcun male più grande del non rischiare d'abbandonarsi all'amore. Ti prego di cogliere l'essenza delle mie parole, poiché, ovviamente, non mi sto augurando che ogni persona si ammali gravemente al fine di potersi permettere di vivere pienamente. Il mio augurio è che tutte le persone, nel pieno della loro salute fisica, si rendano conto che non v'è nulla che valga la pena difendere al prezzo di perdere il coraggio di amare veramente. Il fatto che molti inizino a mettersi in gioco solo quando comprendono di non avere più molto tempo da vivere è il sintomo di una cultura malata che ci condiziona unicamente ad essere timorosi, difesi, rigidi e protettivi verso cose che non meritano la nostra attenzione. Veniamo educati a possedere le persone e le cose come se queste non ci dovessero essere mai sottratte, peccato però che tutto prima o poi scivolerà via dalle nostre mani come l'acqua. Tutto tranne la nostra capacità di amare, di essere aperti e disponibili alla bellezza che ci circonda. Questa bellezza non è di nessuno, non sta in un luogo specifico perché anima e sorregge ogni atomo di questo universo, dal più piccolo granello di polvere sino al pianeta più grande. Questo universo è la manifestazione di una presenza insondabile e innominabile, in cui possiamo immergerci e fonderci, ma che mai potremo possedere e controllare. E il modo migliore che abbiamo per fare esperienza di questo Incommensurabile è abbandonandoci all'amore e alla cura per tutte le persone che incontriamo lungo il nostro cammino, in primis per noi stessi.

L'amore si esprime attraverso varie forme, attraverso l'incontro dei corpi, delle menti, dei cuori, dello spirito. A volte incontriamo qualcuno con cui condividere unicamente una di queste forme, a volte incontriamo qualcuno con cui poter unire ogni aspetto della nostra natura umana. Una cosa però è certa: tutti meritano di incontrarci attraverso una qualche espressione del nostro amore, noi per primi, poiché nell'amare risiede la gioia più grande di ogni individuo. Ecco allora che quando iniziamo a difenderci dalla possibilità di essere veramente felici per paura di poter soffrire, in realtà mettiamo le basi della più straziante e inutile sofferenza, quella che nasce dal non vivere veramente.

Spiegare cos'è l'amore è cosa impossibile, poiché non è un oggetto, qualcosa che si possa descrivere, misurare, controllare, ma è l'essenza stessa della nostra natura interiore, e come tale non è oggettivabile. L'amore non può essere descritto, ma ciò che impedisce il suo manifestarsi è ben noto. In un testo francescano un giorno lessi questo aforisma: “Esistono solo due sentimenti, tutto il resto sono solo appendici. Uno è l'amore, l'altro è la paura.” Ecco allora che ciò che temiamo diviene ciò da cui ci difendiamo, pertanto, presi totalmente dall'intenso bisogno di proteggerci finiamo per perdere progressivamente ogni capacità di donare e ricevere, e così la vita va in rovina. Cara Sabrina, dal mio punto di vista dovresti iniziare a guardare attentamente ciò che temi, le tue solite paure, poiché quando scrutiamo con massima attenzione ciò che ci spaventa questo smette di angosciarci. La paura in realtà è solo un qualcosa di non compreso. Onestamente ritengo che nella vita non esista nulla che ci possa fare del male se non quelle cose che non abbiamo imparato a conoscere per paura di cambiare, e, sempre all'interno del paradosso della nostra esistenza, la cosa che temiamo di più è l'amore, poiché questo determina inevitabilmente la morte di ogni nostra finzione, la distruzione totale della nostra falsa idea di noi stessi e degli altri.

L'amore è la cosa che più temiamo poiché ci può rendere veramente felici, causandoci la perdita dell'Io, permettendoci, così, di esistere in Dio.

Abbi solo un po' più di coraggio e fiducia nell'Amore, tutto il resto verrà da sé.

Un abbraccio,
Pier

 

Tags: Aiuto psicologico, Problemi di coppia

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Commenti   

# bob venticinque 2011-04-15 14:37
Io ti consiglio di rimanere libera,ma liberta' non vuol dire una liberta' esteriore.Perch e' della liberta' nel mondo materiale non c'e' ne facciamo niente!Ci sono persone che nel mondo possono fare qualsiasi cosa perche' sono ricche e possono possedere qualsiasi oggetto o persona ma sono completamente prigioniere di loro stesse, del loro desiderio di possesso.Finche ' desideri non potrai mai essere libera !Il legame che hai con quella persona e'fondato sull'illusione della falsa sicurezza che ti da'.Desideri sicurezza interiore ma lui ti da' solo sicurezza esteriore.Desid eri sicurezza interiore e la cechi fuori.Forse dovresti cercare di liberarti da quel legame ,da quell 'attaccamento ,da quel bisogno ,da quel desiderio di sicurezza interiore che hai proiettato erroneamente su quella persona. L'unico modo che abbiamo di liberarci dalle nostre falsita' interiori e' iniziare ad Osservarci, ad osservare i nostri pensieri e giungere ad una distanza da quello che pensiamo e da quello che sentiamo che ci consenta di raggiungere quella consapevolezza del fatto che"Noi non siamo i nostri pensieri"!
Quindi la liberta' interiore e' liberta' da quello che pensiamo, da quello che sentiamo anche se continueremo a pensare ,a sentire!Ma la differenza sara' che gradatamente saremo in grado di discernere la vita reale dalle illusioni create dalla nostra mente e piu' di ogni altra cosa saremo in grado di Ricordarci di Noi Stessi nella nostra purezza,nella nostra liberta' dalle visioni mentali !Mi raccomando serenita' e distacco che daranno vita al giusto pensiero . La sofferenza che senti non e' vera ,ma per accorgertene la devi accogliere totalmente. La sofferenza e' un arma che se impugnamo nel giusto modo puo' darci la forza di sconfiggere la confusione della nostra mente e portarci sulle vette della Liberta' Spirituale!
Comunque sicuramente andra' tutto bene perche' la vita ha una direzione evolutiva verso il giusto ,affidati ad Essa e potrai armonizzarti.

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