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Amore e relazioni

Tradimento e fedeltà nella coppia

Gloria ha scritto: Ciao, sono Gloria, cosa ne pensi della fedeltà e del tradimento nel rapporto di coppia?

Pier ha risposto: La fedeltà che solitamente intendiamo in un rapporto di coppia è il risultato di un accordo. Due si dicono: “Ora siamo insieme”. Ciò significa unicamente: “Ora non possiamo più andare a letto con qualcun altro, e sarebbe meglio se nessuno dei due si innamorasse di qualcun altro”. Mi chiedo che senso abbia tutto ciò? Dal mio punto di vista nessuno! Perché fare accordi? Perché stipulare patti e verbalizzare cose insensate? Perché non abbiamo fiducia nell'amore! Perché abbiamo paura! Perché solitamente viviamo nell'isolamento e nella pochezza, e non appena incontriamo qualcuno che ci fa sentire speciali e amati, subito ci sorge la paura di poterlo perdere, di tornare ad essere soli e miseri. Quando iniziamo a dirci “ora siamo assieme” abbiamo già messo delle buone basi per la degenerazione del nostro amore, perché tutto ciò rivela unicamente l'insorgere della paura nella relazione, e la paura è il peggior nemico dell'amore.

Se amo qualcuno a cosa mi serve stipulare patti, verbalizzare accordi e cose simili? Crediamo che semplicemente grazie alle nostre parole il nostro amato non potrà mai smettere di volerci stare vicino nel modo in cui ora è? Follia! L'unica cosa che possiamo ottenere è la sua repressione! Se il nostro amato, con il passare del tempo, inizierà a sentirsi attratto da altre persone e sentirà di voler passare del tempo in intimità con qualcun altro, crediamo che il nostro reciproco accordo possa valere ancora qualcosa? Se lo rispetterà sarà unicamente un individuo falso. Sta con noi quando, in realtà, vorrebbe essere da tutt'altra parte. Che cosa sgradevole! Eppure la maggior parte delle persone preferisce avere al proprio fianco un essere represso e falso piuttosto di dover ammettere che le cose sono cambiate. Un incontro d'amore in principio si manifesta come totale libertà. Sappiamo che l'altro ha scelto noi senza alcun dovere o motivo prestabilito, e tutto ciò ci apre le porte del misterioso, dell'ignoto, dell'imprevedibile e della promessa sempre nuova. Ma subito il nostro ego entra in gioco e ci ricorda quanto eravamo infelici quando eravamo soli, ed ecco che subito iniziano a frullare i pensieri, inizia a nasce il desiderio di possedere, di controllare la gioia e il piacere che una nuova e imprevedibile relazione ci dà. Peccato però che quando una relazione inizia ad essere invasa dai giochi dell'ego è inevitabilmente destinata ad appassire. L'ego si sente estremamente lusingato quando uno sconosciuto, un individuo che avrebbe la possibilità di scegliere mille altre persone, decide di scegliere noi, di darsi esclusivamente a noi, ma allo stesso tempo inizia a temere di perderlo e per questo chiede certezze, vuole la stipula di contratti e bolli su bolli.

Ecco allora che la reale sorgente che in principio ci dava felicità e profondità viene immediatamente avvelenata. La libertà della scelta, il mistero e l'avventura che l'incontro dell'altro ci promettevano vengono soffocati. Dopo poco tempo lo sconosciuto non è più tanto sconosciuto, diviene il solito individuo, la solita persona che sta con noi perché ci siamo promessi di rimanere sempre assieme, perché abbiamo paura di tornare alla nostra tanto insopportabile solitudine. Questo agire però crea paradossalmente un'immensa noia all'ego poiché sappiamo benissimo che il nostro rapporto non è più il frutto di una costante scelta di vicinanza, ma è il prodotto di una sorta di dovere reciproco. Ecco allora che iniziano mille nausee, gelosie, stanchezze, paranoie e violenze verbali o addirittura fisiche.

L'ego è un'entità suicida, è come un cane che continuamente si morde la coda: distrugge costantemente ogni felicità per il desiderio di voler evitare l'infelicità. Peccato però che la vera gioia non viene mai dal desiderio di sicurezza, ma unicamente dalla capacità di darsi totalmente al di là del desiderio di difendere se stessi. Amiamo veramente solo quando perdiamo la percezione di noi stessi. È per questo che l'amore ci spaventa tanto e poco accade. In realtà tutti vogliono amare, ma rimanere anche ben piantanti nelle proprie difese e idee capricciose. Ci comportiamo come un uomo che tenta di saltare un ostacolo tirandosi per i lacci delle scarpe! Perché non amiamo e basta? Perché in realtà siamo tremendamente spaventati e per questo usiamo le persone unicamente per evadere dalle nostre paure. Dal mio punto di vista amare qualcuno significa rimanere meravigliati e appagati dal suo semplice essere ciò che è. Non amo una persona perché fa sesso con me, perché mi promette delle cose, perché è mia esclusività, proprietà. Amo una persona per la bellezza che manifesta in se stessa. Che poi mi rimanga sempre a fianco o meno questo è irrilevante se ciò che mi preme è unicamente la sua felicità, e la felicità non esiste senza libertà. Ecco, forse la considerazione più adatta è questa: l'amore fra le persone vive e cresce principalmente grazie alla difesa, il rispetto e la consapevolezza reciproca della propria libertà. Il mio amato decide di entrare in un'altra relazione? Soffrirò, ma che meraviglia se il suo volto continua a splendere e sorridere, quanta serenità dona al mio cuore! Ed io, vaso senza fondo ricolmo di bellezza, libertà e amore, già sono pronta a condividere la mia vastità con un altro essere. Solo così so che mai ci perderemo, mai ci odieremo, mai ci inaridiremo.

L'amore conferma una scelta di intimità fisica, mentale e spirituale istante dopo istante. L'amore non ascolta dogmi, contratti, patti e teorizzazioni, poiché viene misteriosamente, e unicamente come tale può sopravvivere. L'amore non c'entra nulla con il sesso, ma se è presente rende divina ogni cosa, poiché nulla esclude, poiché tutto comprende e trasfigura.

La gelosia è il prodotto dell'identificazione del nostro pensiero con il corpo, pertanto è frutto di errore, inganno e sofferenza. Il problema non è il corpo e tanto meno il sesso. Il problema nasce dall'avere idee sul proprio corpo e pertanto su se stessi. “Io sono bello, sono brutto, sono solo, sono impotente, potente... io, io e sempre io...” I-o, I-o, è il verso dell'asino, ma l'asino non dice tanto i-o, quanto l'uomo. Ora, chi è più asino fra i due?

Ti auguro di vivere libera da ogni gelosia e idea di te stessa!

 

Tags: Emozioni

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Commenti   

# psiloblu 2010-11-08 15:39
Il Tuo dire scalda il cuore,la chiarezza di mettere in parola un pensiero libero da schemi ereditati è un qualcosa che da coraggio,stimol a la gioia del vivere...in consapevol_ebre zza. grazie dadrim ps- un uccellino mi disse: la nostra paura più grande e profonda non è di essere inadeguati,la nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni misura. è la nostra luce,non la nostra oscurità a terrorizzarci maggiormente. il tuo giocare in piccolo non serve al mondo,non c'è nulla di illuminato nel ridurti perchè gli altri non si sentano insicuri attorno a te. siamo nati per rendere manifesta la gloria di dio che è dentro di noi. essa non è solo in alcuni,è in tutti. quando permettiamo alla luce di risplendere ,inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare la stessa cosa nel momento in cui siamo liberi delle nostre paure. la nostra presenza libera automaticamente gli altri. -dal discorso inaugurale 1994-nelson mandela
# elena 2010-11-09 16:31
la razzionalità, l'instruzione, l'educazione, le tradizioni fanno si che l'amore sia un desiderio irraggiungibile , o peggio ancora, una sofferenza...l' amore non può aver niente a che fare con la mente, ma svuotando la mente la può illuminare...l' amore può sorreggere grazie alla condivisione intima profonda con una persona, ma non può finire assieme all'interruzion e di quel rapporto, anzi, ti può aprire di più all'amore...... ti abbraccio, dadrim!
-3 # euspao 2010-11-10 03:33
Caro filosofo
spasso ridiamo di cose che meriterebbero le lacrime. E' il tuo caso. Parli di cose che non conosci, forse non ne hai mai sperimentato e, soprattutto, non sei convincente.
Ti spacci per maestro ma dovresti tornare alle scuole materne, almeno per sperimentare i rapporti umani. Ho se appena ti toccassero nell'intimo vedresti, credimi, vedresti il tuo ego ergersi come un mostro famelico. Caro amico, la tua idea di libertà e amore è semplicemente la negazione di entrambi i valori, per non voler condividere neanche il più piccolo spazio di questo tuo ego incommensurabil mente grande e presuntuosament e omnicomprensivo.
Buona giornata
# Francesca 2010-11-16 18:01
Ciao Euspao,
non voglio entrare in merito alla condivisione o meno del pensiero di Dadrim perchè ritengo che ognuno sia libero di pensarla come vuole. Tantomeno voglio iniziare un "botta e risposta" con te, perchè non è questa la sede, quindi ti anticipo che questo sarà l'unico commento che mi permetterò di fare. Vorrei però farti notare quanto SARCASMO, ARROGANZA, AGGRESSIVITA' e MANCANZA DI RISPETTO siano presenti nelle tue parole. Accusi Dadrim di parlare di cose che non ha mai sperimentato, al tempo stesso tu ti ergi a giudice di una persona la cui vita ed esperienze ignori completamente.
Nemmeno io conosco Dadrim ma resta il fatto che lui espone il suo pensiero senza la pretesa che ciò debba essere approvato da tutti. Lo fa con convinzione, ovvio, perchè dice ciò in cui crede, ma ci dà la possibilità di commentare, segno di una costante apertura al confronto e alla messa in discussione delle sue idee.
Penso che questa sia una dimostrazione di grande maturità e non di infantilismo.
Francesca.
# elena 2010-11-10 03:34
per me è pensiero, noi siamo pensiero, perchè nel momento in qualle non esiste nessun pensiero, la così detta realtà svanisce e diventiamo ciò che in sostanza siamo ESSERE...ma pure questa affermazione potrebbe essere compresa soltanto nella condizione di una esperienza, e così si può comprendere perchè la parola filosofo viene spesso usata nel modo ironico...sorri do alla vita e a tutto ciò che la vita semplicemente è!
# elena 2010-11-10 08:43
ci sono momenti in qualli, pur parlando la stessa ligua, il linguaggio si rivella incomprensibile e questo soltanto grazie alle propri esperinze...pen sando, la superiorità appartiene esclusivamente all'esperienza che tocca il nostro essere e la mente non può far altro che prenderne atto....un caro abbraccio per una bella giornata!
+5 # matrice 2010-11-12 07:39
Vorrei commentare a riguardo.Io sono sposato e ho un figlio.Prima di sposarmi(me lo chiese mia moglie),gli ho chiesto due cose.1° se mi amava?2° se voleva stare con me tutta la vita.Al che lei mi rispose;che mi amava e che voleva stare con me tutta la vita.Dopo quelle risposte io l'ho avvisata,che dal momento che ci sposavamo,io prendevo con lei l'impegno di non andare con nessun altra perche quello che stavo per fare con lei,cioè una famiglia ,lo avrei potuto fare con un'altra persona.E che la mia felicita in quel contesto era sacra.Io se tu mi tradirai gli risposi non risponderò delle mie azioni.Se tu vai con un'altro sappi che mi fai schifo.La mia vita il mio corpo e la mia anima sono sacri e tu devi rispettarli come io rispetto te.La famiglia è un'istituzione e senso di responsabilità. Se non si possiedono queste caratteristiche è inutile sposarsi. Meglio essere single.Almeno sai che non sei legato a nessuno.Per farvi capire di cosa parlo vi racconto un episodio successo realmente.Una coppia di fidanzati,avava deciso di fare una vacanza in un villaggio della sardegna.Mentre il ragazzo giocava al pallone,la fidanzata faceva di tutto e di piu con un animatore brasiliano (forse molto dotato) del villaggio.Il tutto fu scoperto perche il bravo animatore,filmò con una telecamerina di nascosto e mise i filmati in internet per fare il ganzo.Nel rapporto occasionale lui ebbe un orgasmo orale.Pensate al povero fidanzato che la baciò dopo la partita.Questo lo so perche il caro fidanzato è collega di lavoro di mio cognato.Come ci si sentirebbe se foste al posto suo magari da sposati?
Ciao
Matrice
-1 # renato farina 2010-11-15 15:33
Fammi indovino e ti faró ricco.Questo signore secondo me,per evitare di scontrarsi con la realtá della vita era lui che non doveva sposarsi. Niente é eterno solo la morte.Siamo umani,commettia mo errori e la vita non é una strada diritta ma una strada curva e accidentata.Se non fosse cosí non ci sarebbero guerre, soprusi, violazionie violenza contro le donne, le piú deboli rispetto all'uomo.Essere coscienti che nella vita tutto puó succedere e allora é da intelligenti e comprensivi se un amore anche se pensando potesse essere eterno, finisce, umanamente dobbiamo accettarlo e non uccidendo il o la fedifraga.Si mette un punto si sitemano le cose senza vendette contro né ai figli né al coniuge e si ricomincia da capo sperando che le cose vadano meglio. Dopo una caduta ci si rialza tante volte quanto dura questa nostra non voluta vita ma certamente reale.
# euspao 2010-11-18 21:47
Cara Francesca, per non iniziare un botta e risposta bisognerebbe evitare di dare la "botta". Peraltro, se una persona esprime il suo pensiero definendo le idee di un involontario interlocutore con i termini di "SARCASMO, ARROGANZA, AGGRESSIVITA' e MANCANZA DI RISPETTO", deve aspettarsi una risposta.
Innanzitutto come tutte le persone sei libera di esprimere come meglio credi le tue idee, io da canto mio se lo reputo utile, come in questo caso, rispondo con altrettanta franchezza.
Il mio commento a quelle parole di Dadrin, che per inciso non cambio di una virgola, non erano offensive ma semplicemente realistiche, e se Dadrin ne è rimasto offeso, io resto molto più sorpreso, perchè chi parla in pubblico deve "sperare" che dal pubblico arrivino risposte, anche poco piacevoli.
Ripeto, se Dadrin era, come credo, convinto di quelle parole, semplicemente non ha avuto la fortuna di conoscere l'amore e ignora la seplice, ovvia ed evidente semplicità della natura umana.
A parte questo, se sono iscritto a questo blog è perchè vi sono cose che apprezzo, come apprezzerei di parlare con te o chiunque altro di qualunque argomento.
saluti - Euspao
# Dadrim 2010-11-18 18:05
Ho risposto a questi commenti con l'articolo in prima pagina: http://www.dadrim.org/commenti-interessanti/spesso-ridiamo-di-cose-che-meriterebbero-le-lacrime.html

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