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Amore e relazioni

Sogni, progetti e libertà: dedicarsi alla coppia o vivere la propria vita?

Ali tarpate Vale ha scritto: Ciao Pier, ho ventotto anni e sono mamma, non sposata, ma fidanzata da quasi sette anni, lui non è il papà. Tante volte mi sento piena di dubbi: se dedicarmi alla coppia o vivere libera la mia vita. Ho tanti sogni e progetti, ma a volte mi sento con le ali tarpate e si finisce così per discutere. Le mie ansie mi portano ad essere anche dieci kg in sovrappeso e così i rapporti intimi con il partner sono pochi, un po’ per colpa del tempo che manca, un po’ perché lui mi vorrebbe più in forma, nonostante dica di amarmi anche così; allora la mia femminilità si sente offesa e io reagisco mangiando. Cosa mi consigli di fare?

Grazie,
Vale

Pier ha risposto: Cara Vale, sembra che per qualche motivo tu veda l’essere fidanzata e mamma come qualcosa di non conciliabile con i tuoi sogni e progetti. La nascita di un bambino richiede dedizione assoluta, energie, pazienza e amore, ma ciò non significa che non sia possibile ritagliarsi degli spazi per portare avanti, magari con più calma, i propri sogni. La mia esperienza mi insegna che quando una donna si sente costretta a rinunciare ai propri progetti per i suoi figli o per il suo compagno, con il tempo si accende un rancore e un rimpianto difficili da superare e che difficilmente riuscirà a non far pesare in qualche modo a coloro per cui si è vista costretta a compiere la sua rinuncia. Ho notato anche, però, che nella maggior parte dei casi i figli non sono mai responsabili del fallimento dei nostri sogni. Le cause vanno rintracciate nel rapporto che viviamo con il nostro partner, in noi stessi, nelle scarse energie personali e disponibilità economiche che possediamo. Se non intuisco male, inoltre, la tua bambina/o non dovrebbe più essere tanto piccola/o, dovrebbe avere almeno sette anni, pertanto non sei più in quella fase di assoluta attenzione che richiede un neonato.

Allora mi chiedo: “Perché vedi il tuo essere fidanzata e mamma inconciliabili con i tuoi sogni?” Certo, se tu fossi una mamma, che desidera viaggiare per il mondo facendo l’autostop, ti consiglierei di riflettere molto attentamente sul tuo egoismo e sui tuoi problemi d’equilibrio interiore, ma la tua domanda mi fa pensare che i desideri e i sogni di cui parli non sono frutto di un delirio, ma sono i sani e fondamentali bisogni che una donna di 28 anni deve poter perseguire per crescere in libertà, forza, fiducia e autostima. Forse vuoi un lavoro più appagante, più adatto alla tua creatività e alle tue capacità personali. Vorresti uno stipendio capace di darti una maggiore sicurezza, per te e il tuo piccolo, vorresti più tempo per coltivare i tuoi interessi e le tue passioni, più tempo per stare con gli amici o magari semplicemente con te stessa. Vorresti vivere molte cose. Non tutte le cose si possono realizzare, ovviamente, alcune perché è la vita stessa a impedirci di conquistarle, altre perché non meritano nemmeno d’essere ricercate, per il semplice motivo che ciò che abbiamo fatto in passato ci ha donato delle situazioni che ora richiedono la nostra attenzione e la nostra energia con una priorità ben maggiore.

La nostra intelligenza è il timone che ci dirige verso ciò che merita d’esser perseguito e ci distoglie da ciò che non ha alcun valore per una nostra reale e piena realizzazione. Pertanto sta a te saper discernere tra l’essenziale e il superfluo! Ma nel momento stesso in cui hai chiarito a te stessa quali sono le mete necessarie da perseguire per poter proseguire il tuo cammino di realizzazione come donna e mamma, non lasciarti ostacolare da nulla, tanto meno da quelle persone che dovrebbero contribuire con il loro massimo coinvolgimento ad accompagnarti verso la realizzazione dei tuoi sogni più elevati.

Va chiarita una cosa molto importante su questo punto. Le persone credono che amarsi voglia dire vivere l’uno a discapito dell’altro, credono che il vero amore sia una sorta di reciproca dipendenza, dove nulla, più, può esser fatto senza la presenza o il consenso del partner. Ma questa è pura follia. Troppe persone credono che “amore” voglia dire sacrificio, soppressione dei propri bisogni in nome dei bisogni dell’altro. “Io vivo per te e tu vivi per me”. Ma ci rendiamo conto di quale suicidio dell’anima sia una cosa del genere? Se io vivo per assecondare i tuoi bisogni e tu vivi per assecondare i miei bisogni, nessun bisogno verrà appagato, ma avremo unicamente due individui repressi e oppressi l’uno dall’altro. L’amore non è dipendenza, non è asservimento alle ristrettezze mentali l’uno dell’altra, ma è perseguimento e incitamento alla realizzazione della grandezza l’uno dell’altra. L’amore incoraggia la realizzazione del proprio potenziale spirituale e umano, desidera per il proprio amato la piena realizzazione di ogni sua creatività e potenzialità. L’amore apre porte e finestre, abbatte dighe e muri, non innalza mai prigioni, scava trincee o si apre cunicoli fra le profondità della terra. Il vero amore è figlio dell’aria, dell’infinito e dei cieli incontaminati.

Cara Vale, se i tuoi desideri, i tuoi sogni e i tuoi progetti nascono dal bisogno di esprimere la tua creatività e di realizzare la tua libertà interiore, cerca di capire ciò che ti ostacola e vai oltre. Sei forse tu che per qualche condizionamento culturale o famigliare vedi la coppia e la famiglia come cose inconciliabili alla tua emancipazione e alla tua realizzazione come donna e individuo? È forse il tuo compagno che ti vorrebbe vedere e plasmare in un certo modo? Siete forse entrambi che vi sorreggete a vicenda in un rapporto di chiusura e dipendenza?

Trova la risposta a questa domanda e poi vai oltre! Per me la libertà è il valore più alto nella vita d’ogni persona. Per nulla al mondo possiamo rinunciare alla nostra libertà. So che questo pensiero spaventa e trova l’opposizione di molte persone, ma cosa posso farci. La libertà non è sinonimo di saggezza ed equilibrio, è vero, spesso ci può fare molto male, ma è anche la condizione indispensabile perché un individuo possa un giorno realizzarsi pienamente e divenire così veramente saggio ed equilibrato. Il vero amore, l’equilibrio e la saggezza non si conquistano a due soldi! Libertà significa poter sperimentare sia il bene che il male, significa essere unici responsabili delle nostre azioni, significa non poter scaricare i nostri fallimenti e dolori sulle spalle di nessuno. Se tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto per mia scelta, chi o che cosa potrò incolpare dei miei fallimenti o dei miei rimpianti? Nessuno! Ed è proprio quando non possiamo accusare nessuno che la verità di ciò che siamo o facciamo ci balza costantemente agli occhi, inconfutabile, onesta e limpida.

Libertà significa essere soli e, spesso, titubanti, dubbiosi, ma chi vive solo e consapevole dei propri dubbi e limiti, lungo la propria via mette sempre un piede dopo l’altro con molta consapevolezza e attenzione. La libertà ci può spesso portare ad essere troppo attenti a noi stessi e poco agli altri, ma solo chi è liberò può un giorno iniziare ad amare e occuparsi di chi gli sta accanto incondizionatamente, partendo da una realizzazione di potenza interiore. Tutti coloro che si occupano degli altri per educazione impartita o per appagare il proprio ego crogiolandosi delle proprie azioni pie e compassionevoli, non vedi come fanno sempre pesare la loro presenza!? Se non abdichiamo mai alla nostra libertà, presto o tardi, anche chi ci sta accanto inizierà a comprendere che la nostra distanza e il nostro sano prendersi cura di noi stessi sono le basi di una vero rapporto, e se non lo dovessero capire meglio andare ognuno per la propria strada!

Per quanto riguarda il resto…

In dieci mesi, spesi per realizzare il tuo sentiero, i tuoi sogni e i tuoi progetti, avrai sicuramente bruciato i tuoi dieci chili in più: chi corre libero ha poco tempo per stare a tavola.

“Fate pure ciò che volete , ma siate prima di tutto di quelli che sanno volere ! Amate pure il vostro prossimo come voi stessi, ma siate prima di tutto di quelli che amano se stessi!”

(Nietzsche , Così parlò Zarathustra)

 
Un abbraccio,
Pier

 

Tags: Come gestire le emozioni, Problemi di coppia

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Commenti   

# Gloria 2009-02-05 12:43
Caro Dadrim, hai perfettamente ragione quando dici:"La mia esperienza mi insegna che quando una donna si sente costretta a rinunciare ai propri progetti per i suoi figli o per il suo compagno, con il tempo si accende un rancore e un rimpianto difficili da superare e che difficilmente riuscirà a non far pesare in qualche modo a coloro per cui si è vista costretta a compiere la sua rinuncia". Oggi ho sessant'anni, i miei figli sono andati a vivere all'estero, mio marito non c'è più, e così ho perso in pochi anni tutto ciò che mi aveva fatto rinunciare alle mie passioni... non ti puoi nemmeno immaginare quale vuoto e quale rancore ho sentito per molto tempo. Ma da quando sono inciampata in questo incredibile Blog, non so se per merito tuo, per merito mio o di chissà cosa, ho ricominciato a dipingere e o pure ricontattato le mie vecchie amiche con le quali ora vado a teatro ogni venerdì sera. Mi sembra d'essere tornata bambina. E se posso permettermi di dare un consiglio a Vale: non rinuciare mai a far crescere le tue capacità e la tua fantasia altrimenti a sessanta anni ti ritroverai in un bel pasticcio!!!
Grazie a tutti voi,
un sincero abbraccio
Gloria
# Dadrim 2009-02-05 12:55
Cara Gloria,
nessun merito mio e nessun merito di chissà cosa. Solo tu sei l'artefice del tuo destino, solo tu meriti il tuo riconoscimento. Le mie parole sono come la pioggia: cadono sempre uguali e indistintamente . Che merito vuoi che abbia una leggera pioggerellina primaverile? Se in un terreno cresce qualcosa di buono, la fatica è del contadino, non certo delle nuvole, del vento o della pioggia. E io non posso e non voglio essere il contadino di nessuno, se non di me stesso, come solo tu puoi essere la zappa e i semi del tuo cuore....
Un abbraccio,
Dadrim
# Paolo 2009-02-05 13:01
Solo volo oltre il vento, nel mattino radioso, nel cielo sconfinato, solo rimango sosperso oltre le nuvole della mia mente, come un trapezzista rimango in equilibrio sul filo della mia consapevolezza: se cado mi rialzo, se mi rialzo ricado, salgo e scendo, vado e vengo, senza meta, senza sforzo. Ora non tempo più il dolore del fallimento. Che cosa dolce... che immenso grazie...tu lo sai...
# renata 2009-03-01 12:52
Ciao Dadrim,il tuo blog mi piace molto sarei contenta di averti fra i miei amici su FACEBOOK
come tua fan se sei d'acordo fammelo sapere, tua
affezzionatissi ma Renata

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