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Colombe e serpenti: libro del blog di Dadrim

“Colombe e serpenti” contiene alcune fra le risposte più significative che Pier ha dato, in forma scritta, a domande sulla religione, in particolar mondo, sulla figura di Gesù Cristo.

Frammenti tratti dal libro:
 
“Quanto mi piacerebbe vedere nelle aule scolastiche una statua del Buddha,
un crocefisso e un’immagine di Krishna.
Quanto mi piacerebbe sentire lezioni di filosofia e religione tenute da insegnanti
che spiegano la bellezza e la grandezza che si nascondono nel cuore di ogni religione!
Amo infinitamente quei meravigliosi capitelli, che riportano statue della Madonna o del Cristo,
posti agli angoli delle vecchie strade di campagna.
Trovo di una magia unica vedere, nelle nebbiose e gelide sere invernali, piccoli gruppi di anziani, in compagnia dei nipotini, andare a porre delle candele ai piedi dei capitelli per poi raccogliersi qualche istante in preghiera. Come riscaldano l’anima quelle fiammelle che danzano nel buio! Quale enorme simbolismo! Cosa ne faremo di tutto ciò?”.
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Non possiamo agire, parlare, amare senza aver prima compreso l'essenza, il cuore della nostra stessa vita. Sarebbe come guidare un aereo senza essere mai andati ad una lezione di teorie e di pratica di volo.
Eppure le cose stanno così! Spendiamo le nostre vite alla rincorsa di infiniti traguardi, mete sempre nuove, obbiettivi sempre più alti, ambiziosi, lontani e attraenti, lasciandoci fuggire la domanda fondamentale:
che significato ha ciò che stiamo facendo?
Noi uomini, mai come in questo tempo, sentiamo, pensiamo e agiamo in modo superficiale. Partiamo alla cieca rincorsa del primo desiderio che ci coglie, senza chiederci perché, dove ci porterà e che conseguenze avrà.
Ci siamo tremendamente ingannati ritenendo d'essere liberi per il fatto di poter scegliere o sognare di avere cose, oggetti, proprietà... Riteniamo che avere infiniti disideri e orizzonti perseguibili sia libertà, ma non v'è nulla di più falso.
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«In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli». (Matteo 18:3)
Conversione infatti non significa altro che questo: cambiare direzione alla messa a fuoco della propria coscienza, spostare la propria consapevolezza dal fuori al dentro, dal mondo delle cose al Regno dei Cieli, di Dio, quella dimensione che io amo chiamare la Coscienza originaria, ma come sempre abbiamo detto le parole non sono la cosa.
"Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù". (Giovanni 18: 36)
Il Cristo non è contro nulla, non è contro le cose del mondo, le gioie dei sensi e del corpo. È semplicemente consapevole, sveglio, libero interiormente, radicato nella presenza del Padre, pertanto vede senza ombra di dubbio che tutto ciò che viene ricercato fra le cose del mondo e le persone come risposta al proprio desiderio di pace e felicità è destinato a deludere e lasciare nella disperazione, poiché la materia è impermanente, oggi c'è e domani non c'è più, come le ricchezze, i successi e le glorie. Tutto ciò che è del mondo è destinato a mutare, a perdersi e finire, compreso il nostro corpo.
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Tags: Maestri spirituali, Riflessioni sulla vita

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