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Il libro di Dadrim

 

“Il libro di Dadrim” nasce dalla selezione di alcune delle risposte più significative che negli anni l’autore ha dato a domande che persone di ogni background culturale e religioso gli hanno rivolto attraverso: “Il blog di Dadrim” (www.dadrim.org). Grazie ad un percorso dialogico che tocca aspetti fondamentali dell'esistenza umana come l'amore, la morte, il sesso, l'educazione, l'esistenza o meno di Dio, l’autore ci accompagna a comprendere ed eliminare i molteplici condizionamenti che ci impediscono di esperire la dimensione più profonda e libera della nostra Coscienza, uno “spazio” incontaminato e senza tempo, privo di paure e angosce.

Nel testo l’autore ci spiega come le sue risposte possano essere paragonate ad una “carta geografica interiore”, utile ad orientarsi nel difficile quanto meraviglioso viaggio della vita. Precisa però come questa “mappa” non abbia alcun valore in sé, ma trovi significato unicamente se usata per rompere i confini del limitato spazio mentale in cui solitamente “abitiamo” e raggiungere concretamente nuovi orizzonti di vita più ampi, sereni e profondi.

A questo punto, se la sfida è raccolta, è facilmente condivisibile una delle prime domande presenti nel testo che vengono rivolte all’autore: “Come posso fidarmi di te? Chi mi assicura che tu non mi conduca fuori strada?”. La risposta che viene data è semplice quanto disarmante: “Ma io non ho mai chiesto fiducia intesa come credo o cieca fede. Semmai desidero l’esatto opposto. Auspico che tu possa valutare ogni mia intuizione e riflessione con la massima attenzione e libertà e che tu le possa mettere poi alla prova sperimentandole. Indagare noi stessi, i nostri condizionamenti, e vedere cosa rimane quando il falso viene rimosso dalle nostre menti è un esperimento, non un credo o una cieca fede”.

Partendo da questi presupposti “Il libro di Dadrim” invita il lettore a mettersi in gioco in prima persona senza mai rinunciare alla sua responsabilità e libertà individuale, proprio per evitare di ricreare ciò che tenta in ogni modo di smantellare: relazioni e pensieri condizionati e alienanti. Oggi, infatti, sembra più che mai evidente come sia estremamente facile per l’uomo ingannarsi trasformando ciò che più dovrebbe renderlo libero e capace di vivere in pace e serenità in un sempre nuovo strumento di divisione e morte. “Il libro di Dadrim”, con estrema chiarezza e semplicità di linguaggio, descrive questo devastante fenomeno, apparentemente senza fine, chiarendo come e perché l’uomo continui a divenire vittima di se stesso perdendosi in vuote parole, idoli mentali a cui si identifica e grazie ai quali alimenta sempre più una falsa identità generatrice di un mondo malato e conflittuale. Dal doloroso e difficile lavoro di presa di coscienza dello stato di fatto delle cose, unica vera base di partenza per un reale cambiamento, l’autore ci accompagna alla progressiva scoperta di uno spazio coscienziale libero da ogni forma di sofferenza e paura proprio perché privo di concetti e parole a cui identificarsi per opporsi gli uni agli altri.

“Il libro di Dadrim”, pertanto, non va creduto o scartato a priori, “bruciato” dal nostro background culturale più o meno discordante, ma va indagato e sperimentato attraverso uno stato mentale “attento e passivo”, una modalità d’osservazione spiegata e rievocata più volte nel testo e definita come il fondamento di ogni vera e proficua forma di indagine. <<È indispensabile cominciare ad ascoltare e vedere ciò che ci sta di fronte, ciò che ci punzecchia continuamente, che ci irrita e ci ferisce… L’unica strada possibile è, quindi, intraprendere una seria indagine divenendo scienziati di noi stessi, del nostro mondo interiore… Il primo passo di un’indagine determina tutto il suo futuro percorso. Se le prime mosse sono fallaci, ed erroneamente vengono date per valide o per già sufficientemente fondate, molte forze e tempo saranno persi nell'invano tentativo di cercare teorie che vadano a loro sostegno. È però comprensibile che l’uomo sia più interessato ad avere delle soluzioni immediate, piuttosto che intraprendere un a volte doloroso percorso di comprensione. La sofferenza, infatti, è un fenomeno che agisce direttamente sulla “pelle” di chi la osserva. È, quindi, relativamente facile divenire degli scienziati del mondo che vive fuori di noi, ma è una cosa straordinaria essere degli scienziati del nostro mondo interiore.>> 

Per fare ciò non serve alcun “credo” o garanzia preliminare, poiché così si rientrerebbe inevitabilmente in spazi mentali dati aprioristicamente, perciò ideologici e condizionati. Ciò che serve è solo un po’ di coraggio e di fiducia preliminari, nulla più, poiché l’essenza incorruttibile e senza tempo della nostra coscienza è l’unica realtà universale, comune ad ogni essere vivente, direttamente e indubitabilmente esperibile dall’uomo. Come suggerisce l’autore, ogni cosa che facciamo necessita di un minimo di coraggio e fiducia preliminari. Anche alzarsi dal letto la mattina prevede un minimo di fiducia, perlomeno nel fatto che le gambe ci reggeranno, ma questa fiducia non è un credo. Non diciamo: “Credo a chi mi assicura che domani potrò camminare”. Noi, ogni mattina, ci alziamo e camminiamo, lo verifichiamo senza nemmeno chiedercelo, e scopriamo che è vero, è possibile! Ecco, questo atteggiamento è la base su cui si dovrebbe fondare il rapporto fra il lettore e “Il libro di Dadrim”.

Attraverso una serie di domande e risposte il libro tenta di aprire, nell’animo del lettore, la strada ad un “fiume dialogico interiore” basandosi unicamente sull’innata capacità, insita in ogni individuo, di riconoscere in se stesso e negli altri il Bene, la Verità e la Libertà attraverso la ragione, il confronto e la “pura intuizione”: attraverso il pieno esercizio della Coscienza!

“Il libro di Dadrim” offre uno “specchio” dove potersi riflettere e scoprire, dove trovare il coraggio di vedere ed eliminare le molteplici maschere che quotidianamente indossiamo, perché solo dalla scoperta del nostro “volto originale” nasce la capacità di giocare con i tanti ruoli che le situazioni del mondo ci chiedono di recitare. Solo chi è consapevole di “avere una pelle originaria libera e incorruttibile” può vivere creativamente e senza paura le tante malte relazioni che la società ci impone riuscendo sempre a trasformarle in possibilità di incontro e cambiamento per tutti.

“Il libro di Dadrim” più che un libro è la presenza di un amico fraterno, di una voce intima interiore che desidera unicamente accompagnare e proteggere tutti coloro che sentono il bisogno di intraprendere un viaggio esistenziale alla scoperta della più libera e profonda esperienza della vita, oltre la follia del nostro tempo.

 

 

Tags: Ricerca della felicità, Riflessioni sulla vita, Equilibrio interiore, Pace della mente

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