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Qui è sempre, ora è ovunque!

Nisargadatta Maharaj

Oggi, 08/09/2017, 36° anniversario della morte di Nisargadatta Maharaj, per ricordare…

Nisargadatta: …ovunque andrai, troverai te stesso. Per quanto lontano tu possa andare nel tempo, tu sei sempre lì.

Visitatore: è ovvio che non sono onnipervadente ed eterno. Io sono solo qui ed ora.

Nisargadatta: Più o meno. Il “qui” è ovunque, e “l’ora” è sempre. Vai al di là dell’idea “io sono il corpo” e scoprirai che lo spazio e il tempo sono dentro di te, e non viceversa…

Frammento tratto dal libro “Io sono Quello”, di Nisargadatta Maharaj, Pag. 363-364

Per chi vive una prova estrema della vita

Stanza confessionale di Leopoldo Mandic

La maggior parte di noi immagina la vita come un viaggio ordinato e benevolo, dove anche se si dovessero incontrare il male e l’iniquità, le forze del bene e della giustizia prevarrebbero riportando ogni cosa lungo il retto sentiero. Tutto ciò lo si immagina e desidera ancor più quando si tenta in ogni modo di condurre un’esistenza buona, saggia e aperta agli altri. La realtà è che la vita, attraverso i suoi mutevoli accadimenti, le sue imprevedibili e assurde iperbole, può essere tremendamente ingiusta, violenta e spietata con chiunque. Possiamo patire lutti strazianti, perdite economiche disastrose, subire profonde ingiustizie, essere calunniati, emarginati, violati nel corpo e nell’anima. Tutto ciò può accadere a persone buone, che hanno sempre e solo cercato di fare del bene? Sì, assolutamente sì, e forse ancora di più.

Lo spostamento della guerra

Graffito Teschio

Si sta diffondendo sempre più una cultura trasversale che inconsapevolmente genera e sostiene poteri dispotici che perseguono i loro scopi utilizzando strategie psicologiche. I vecchi sistemi di dominio e sfruttamento, dopo due guerre mondiali e decenni di guerra fredda, oggi non sono più percorribili su vasta scala. Rumorosi, sanguinari, difficilmente controllabili, risultano decisamente inadatti per il ruolo sofisticato e progredito che l’uomo ha deciso di recitare per il nuovo millennio.

Il pensiero come antidoto

Porte di ferro sul Danubio

Linus ha scritto: Ti ringrazio Pier per il tempo dedicato e la pazienza, sono convintissima che il 90% dei pensieri che vorticano nella mente in una giornata siano inutili e dannosi, come mi hai scritto, ma è quasi impossibile per me allontanarli. Ora però mi è sorto un altro dubbio: ma se questa consapevolezza fosse sempre e comunque  un “lavoro di mente”?!

Buona giornata,

Linus

Pier ha risposto: Gentile Linus, come ho spesso fatto notare, la mente è come una bicicletta senza freni. Per una vita intera abbiamo pedalato a tutta forza rincorrendo mete, desideri, scopi. Poi un giorno, esausti e un po’ consapevoli dell’inutilità di questo continuo sforzo desideriamo fermarci. Il problema che non comprendiamo è che la forza che alimenta i pedali della nostra “bici mentale” è generata proprio dal desiderio, così, desiderando fermarci alimentiamo ulteriormente il moto dei pensieri, agitiamo con un nuovo scopo la mente.

L’unica cosa che possiamo fare è comprendere profondamente questo meccanismo ingannevole. Più comprendiamo come si genera il moto mentale più ne diveniamo padroni riuscendo a muovere il pensiero con forza e lucidità quando è necessario e sospendendolo da ogni attività quando non serve. È un fatto di comprensione e paziente abitudine alla “gestione” della mente, non esistono freni o scorciatoie. Frenare subitaneamente la mente è un pensiero/desiderio che nasce in noi quando percepiamo la dannosità e l’inutilità del perpetrare pensieri ansiosi e meccanici senza aver però compreso pienamente l’effettiva natura della mente. Per assurdo è la mente che stanca di se stessa desidera fermarsi agitandosi ulteriormente: esattamente come un cane che si morde la coda.

Come non perdere la quiete interiore?

giochi sulla spiaggia

Linus ha scritto: Ciao Pier, nel mio viaggio di ricerca interiore mi capita a volte di riuscire a sentire e percepire quel luogo di pace e tranquillità dentro me dove tutto è perfetto così com'è, ma presto vengo trascinata via dai piccoli e grandi impegni che fanno parte di questa vita, ed è difficile poi "farvi ritorno"! (…) Come mantenere il distacco e la tranquillità interiore? Aiuta molto il fermarsi e trovare un po' di silenzio dentro e fuori ma realisticamente parlando manca il tempo materiale. Come riuscire a calmare la mente e l’anima pur continuando a svolgere le varie attività inderogabili di ogni giornata?

Grazie di tutto,

Linus

Pier ha risposto: Gentile Linus, nel viaggio di scoperta di noi stessi, osservandoci, studiandoci, comprendiamo che quell’essenza che “vive” dento di noi e che percepisce ogni cosa, che è consapevole di ogni cosa, è la base di ogni realtà e possibilità. Stati interiori di tranquillità e di agitazione derivano da come interpretiamo gli eventi, e come tali sono estremamente transitori e volubili. Non cercare la pace che puoi percepire e che proprio per questo puoi perdere! Piuttosto sii pienamente consapevole della tua realtà essenziale.

Eutanasia, libertà, gioia e rivoluzione

coccinella a MonticelloLinus ha scritto: Ciao Pier, vorrei sapere cosa pensi di coloro che scelgono di togliersi la vita perché malati gravemente e che sanno che fisicamente non potranno guarire? Personalmente sono convinta che noi esseri umani non siamo solo questo corpo di cui mi ritengo un ospite. Grata alla vita, certo, ma qualora questa esistenza dovesse divenire solo sofferenza fisica senza via d’uscita, senza la dignità di potermi occupare di me stessa nemmeno grazie ad una minima autonomia qual è l’alternativa? Ti ringrazio se vorrai condividere la tua visione in merito.

Linus

Pier ha risposto: Gentile Linus, perché in Italia v’è tutta questa resistenza ad accettare che una persona possa liberamente porre termine alla propria esistenza se incurabilmente malata? È giusto proibire l’eutanasia o il suicidio assistito o sarebbe più sensato renderli legali e ben normati?

La mia personalissima opinione è che nessun potere istituzionale dovrebbe intervenire coercitivamente o punitivamente nelle intime scelte che compiono persone che agiscono nel pieno delle loro facoltà cognitive, emotive e pertanto morali. Stigmatizzare un individuo o persino tentare di impedirgli con la forza di porre fine alla propria dimensione fisica, quando questa è percepita come inaccettabile o caduta in uno stato di progressivo deterioramento invalidante, doloroso e ineluttabilmente letale, lo trovo assurdo. Sono proprio questi i comportamenti che andrebbero vietati e sanzionati!

Libri

Contengono alcune fra le risposte più significative del blog su amore, meditazione, realizzazione di sé, libertà dai condizionamenti.

Canzoni

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